Proposta emendativa 24.7

Atto Camera 3926

Proposta emendativa 24.7. nuova formulazione in Commissione V in sede referente riferita al C. 3926  pubblicata nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 18.07.2016

Decreto Legge 113/2016

Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:
3-bis. Al fine di garantire il consolidamento e la stabilizzazione del risanamento economico-finanziario di cui al comma 1, nonché di prevenire il verificarsi di ulteriori condizioni di crisi gestionale e di bilancio nel settore, con uno o più regolamenti da adottarsi, entro il 30 giugno 2017, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Governo provvede, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, alla revisione dell’assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico-sinfonichedi cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, anche modificando o abrogando le disposizioni legislative vigenti in materia, secondo i seguenti criteri e principi direttivi:
a) individuazione di modelli organizzativi e gestionali efficaci, idonei a garantire la stabilità economico-finanziaria;
b) individuazione dei requisiti che devono essere posseduti dalle fondazioni lirico-sinfoniche, alla data del 31 dicembre 2018, al fine dell’inquadramento di tali enti, alternativamente, come «fondazione lirico-sinfonica» o «teatro lirico-sinfonico», con conseguente revisione delle modalità di organizzazione, gestione e funzionamento, secondo principi di efficienza, efficacia, sostenibilità economica, valorizzazione della qualità;
c) previsione, tra i requisiti di cui alla lettera precedente, anche della dimostrazione del raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, della capacità di autofinanziamento e di reperimento di risorse private a sostegno dell’attività, della realizzazione di un numero adeguato di produzioni e coproduzioni, del livello di internazionalizzazione, della specificità della storia e della cultura operistica e sinfonica italiana;
d) definizione delle modalità attraverso le quali viene accertato il possesso dei requisiti e disposta l’attribuzione della qualifica conseguente;
e) previsione che, nell’attuazione di quanto previsto alla lettera b), l’eventuale mantenimento della partecipazione e della vigilanza dello Stato nelle forme e nei limiti stabiliti a legislazione vigente con riferimento agli enti di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, trovi applicazione esclusivamente con riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche.

3-ter. Sugli schemi di regolamento di cui al comma 1 è acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 della legge 28 agosto 1997, n. 281, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri sono espressi entro sessanta giorni dalla ricezione. Decorso tale termine, il regolamento è comunque emanato. Dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui al presente articolo sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con esse incompatibili, delle quali si procede alla ricognizione in sede di emanazione delle disposizioni regolamentari previste dal presente articolo.
3-quater. Nelle more della revisione dell’assetto ordinamentale e organizzativo dellefondazioni lirico-sinfoniche, al fine di perseguire l’obiettivo della sostenibilità economico-finanziaria di tali enti, sono previste le seguenti misure di contenimento della spesa e risanamento:
a) al personale, anche direttivo, delle fondazioni, ove queste non raggiungano il pareggio di bilancio, non sono riconosciuti eventuali contributi o premi di risultato e altri trattamenti economici aggiuntivi previsti dalla contrattazione di secondo livello;
b) le fondazioni che non raggiungano il pareggio di bilancio sono tenute a prevedere opportune riduzioni dell’attività, ivi compresa la chiusura temporanea o stagionale e conseguente trasformazione temporanea del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale del personale, anche direttivo, allo scopo di assicurare, a partire dall’esercizio immediatamente successivo, la riduzione dei costi e il conseguimento dell’equilibrio economico-finanziario;
c) il tetto massimo stabilito per il trattamento economico per le missioni all’estero dei dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche, ai sensi dell’articolo 3, comma 6, del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, è ridotto in misura del 50 per cento;
d) all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
« d-bis) alle collaborazioni prestate nell’ambito della produzione e realizzazione di spettacoli da parte delle fondazioni di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367.».

Losacco Alberto, Palese Rocco, Giorgetti Alberto
approvatori

Fondi Europei anche per il Lirico di Cagliari

Oltre 65 milioni di euro per lo sviluppo sostenibile urbano e locale, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, il rilancio del turismo, la ricerca e l’innovazione tecnologica e sociale in tutta la Sardegna. Uno stanziamento possibile grazie alla riprogrammazione del Piano di Azione Coesione dopo la rendicontazione di alcuni progetti sul Por Fesr 2007-13 che ha garantito un surplus di risorse pari a 40 milioni e 700mila euro e la ricopertura di alcuni interventi definanziati. “Si tratta di progetti di rilevanza strategica per garantire lo sviluppo dal sistema economico della Sardegna, messi a punto con la riprogrammazione del PAC e declinati sull’intero territorio regionale – dice l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci -. Interveniamo nelle città ma particolare attenzione è riservata alle aree più marginali e periferiche dell’Isola, per contribuire ad assicurare ai territori le occasioni da cui ripartire per generare occupazione e sviluppo economico. Tutti gli interventi selezionati e finanziati sono nelle condizioni di essere progettati, aggiudicati e conclusi in tempi rapidi, come prevedono le più recenti normative nazionali ed europee. Questo è soltanto uno dei tanti interventi che la Giunta ha programmato su tutto il territorio regionale – ricorda il vicepresidente della Regione -. Interventi che nell’ottica della programmazione unitaria passano attraverso il mutuo infrastrutture, il PAC, il Fondo di sviluppo e coesione 2014-20, i contratti con Anas e Rete ferroviaria italiana”.

 

Sarà finalmente completato il Parco della Musica grazie a uno stanziamento di 4,7 milioni ma si interviene anche negli spazi interni del Teatro Lirico di Cagliari con obiettivi ambiziosi: diversificazione delle produzioni di eccellenza, valorizzazione degli attrattori territoriali, potenziamento del turismo culturale e internazionalizzazione. Via libera con 5 milioni e 200mila euro anche a progettazione, restauro e recupero funzionale degli spazi dell’ex Cinema Due Palme e dei fabbricati adiacenti all’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari per creare un organismo architettonico pienamente fruibile e esaustivo in termini di creatività e innovazione. Sarà infine migliorata, con un investimento di 300mila euro, la connessione fisica fra l’Anfiteatro romano e l’Orto Botanico per realizzare un sistema museale all’aperto e un percorso nel verde cittadino integrato col sistema produttivo culturale. Eliminando la barriera artificiale costituita dal muraglione posto fra le due realtà, ricucendo la continuità fisica naturale del terreno, sarà creata una superficie da utilizzare per piccoli spettacoli.

Il sindaco-presidente rieletto

Queste le sue dichiarazioni. Sul teatro, NO COMMENT

Le segreterie nazionali si sono riunite

PREGO MASSIMA DIFFUSIONE!!!


Questa mattina in zona Roma sud (Cecchignola) è stato rubato il corno del Maestro Alessio Allegrini.
Lo vedete qui in foto.
È un corno francese “Paxman” modello M20 con numero di matricola 2305
Chiunque riesca a reperire qualsiasi tipo di informazione può contattare Alessio su Facebook o chiamare direttamente i carabinieri.
Grazie infinite a tutti per la collaborazione. — conSabino Allegrini e Alessio Allegrini

Coordinamento Unitario Fondazioni Lirico-sinfoniche

Attivazione stato di crisi

Tutti i numeri della lirica italiana

ROMA – 7 APRILE 2016 – Sono oltre un milione e duecento mila gli spettatori che nel 2014 hanno assistito ai concerti e agli spettacoli (circa 7.500 repliche) realizzati dalle realtà del mondo della lirica e della musica rappresentate dai teatri di tradizione, dalle istituzioni concertistiche orchestrali, dai festival, dalle società di concerto e dalle attività di lirica ordinaria.

E’ questo uno dei dati (scarica schede di sintesi) emersi oggi nel corso della presentazione del Quaderno, realizzato da Federmusica/Agis, La lirica e la musica sommerse. Rapporto sulle Istituzioni liriche e musicali al di là delle fondazioni lirico-sinfoniche che si è svolta a Roma presso la Presidenza Nazionale dell’Agis. Il Quaderno (NEDEDIZIONI) esamina gli aspetti relativi ai modelli giuridici di gestione, all’organizzazione, alle tipologie contrattuali di lavoro e alla contrattazione collettiva, ai risultati economico-finanziari, alla domanda, all’offerta e alle strategie di promozione dei Teatri di Tradizione, delle Istituzioni Concertistiche Orchestrali, dei Festival di lirica e musicali, delle Società concertistiche, dei Festival di jazz, delle attività di lirica ordinaria e delle Bande musicali. Lo studio è stato realizzato sulla base di questionari sottoposti alle realtà di spettacolo in esame.

In particolare risulta che le 11 istituzioni concertistico orchestrali (ICO) prese in esame hanno realizzato circa 1300 repliche (1129 concerti e 168 recite liriche), registrando 494.567 spettatori, con un grado di copertura dei posti a sedere del 57,6%. Sul fronte del campione di 13 teatri di tradizione sui 29 riconosciuti, sono state realizzate 204 recite liriche e 161 concerti, per 214.775 spettatori.

Per quanto riguarda il campione di 7 festival, sono stati realizzati 130 concerti e 22 recite liriche che hanno registrato 67.641 spettatori. I dati illustrano inoltre un quadro positivo delle realtà esaminate, caratterizzate da una gestione economico-finanziaria in equilibrio e bilanci sani, e da strutture dotate di organizzazioni snelle e funzionali.

Con le risorse provenienti dal Fondo unico per lo spettacolo, la prima fonte tra le entrate pubbliche delle ICO e dei festival, viene coperto il 33,24% del costo totale delle ICO e il 30% di quello dei festival. I contributi dei Comuni, la prima fonte tra le entrate pubbliche dei teatri di tradizione, coprono il 27% del costo totale dei teatri di tradizione.

La presentazione di oggi è stata aperta da Carlo Fontana, presidente Agis, che ha sottolineato come i dati contenuti nel Quaderno evidenzino la vivacità e la ricchezza di iniziativa delle attività liriche e musicali, pur nelle difficoltà affrontate ogni giorno. Fontana ha inoltre annunciato che in Agis si sta lavorando alla costituzione di una Federazione dello spettacolo dal vivo che riunirà le diverse associazioni del settore con l’obiettivo di interloquire in modo unitario e sempre più propositivo con le Istituzioni.

Anche Francesco Punzi, presidente di Federmusica, ha sottolineato l’intraprendenza e il coraggio della attività della lirica e della musica messe in evidenza dai dati raccolti. Punzi ha parlato di un mondo estremamente variegato che nella sua diversità porta avanti un lavoro indispensabile su tutto il territorio nazionale, consentendo ai vari pubblici di assistere a spettacoli e concerti di altissima qualità.

Nel corso della presentazione sono intervenuti anche il professore di diritto amministrativo all’Università Tor Vergata di Roma, Eugenio Picozza, e il presidente del CLES – Centro di ricerche e studi sui problemi del lavoro, dell’economia e dello sviluppo - Alessandro F. Leon che hanno curato rispettivamente l’introduzione alla parte sui modelli giuridici organizzativi e l’introduzione alla parte sulla gestione economico-finanziaria, la domanda e l’offerta.

Picozza ha sottolineato l’importanza di fare rete con le istituzioni, individuando in particolare nel mondo dell’Istruzione un ottimo alleato, partendo dalle novità introdotte dal decreto Buona Scuola che ha inserito i linguaggi del cinema e dello spettacolo dal vivo nel piano triennale dell’offerta formativa delle scuole. Leon ha invece evidenziato alcune delle qualità del mondo della lirica e della musica emerse dal Quaderno, come la capillare diffusione sul territorio e la grande capacità di adattamento alle difficoltà.

Tra i rappresentanti delle diverse associazioni del settore, sono intervenuti Giuseppe Gherpelli, presidente ATIT (teatri di tradizione), Marco Parri, presidente ICO (istituzioni concertistico orchestrali),Francesco Maria Perrotta, presidente Italiafestival, Alfonso Malaguti, presidente AIAC (attività concertistiche), Claudio Lepore, presidente ANTAL (teatri attività liriche), Gianni Pini, presidente I-Jazz (festival jazz italiani), Francesco Pollice, presidente AIAM (attività musicali) e Gino Vallerugoper l’ANBIMA (bande musicali).

FONTE: http://www.agisweb.it/

Audizione Franceschini in commissione cultura.

 

Comunicati ANSA

Fondazioni liriche: Franceschini, da Fus 180 mln ultimi anni
Da sole assorbono il 47% risorse fondo unico spettacolo
VERONA

(ANSA) – VERONA, 28 APR – “Le risorse del Fus destinate negli ultimi anni alle Fondazioni Liriche superano i 180 milioni milioni e da sole rappresentano il 47% di quello che si spende per il Fondo unico per lo spettacolo“. Così il ministro di Beni culturali e turismo, Dario Franceschini, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato sul commissariamento della Fondazione Arena di Verona. “Nell’altra metà del Fus – ha spiegato – c’è tutto il resto: la musica, la prosa, la danza, il teatro di tradizione, il cinema”. “E’ evidente – ha aggiunto – che un’operazione numericamente così importante sta in piedi in presenza di due requisiti”. “Il primo – ha sottolineato Franceschini – è: il fatto che la lirica italiana essendo una bandiera e un’ eccellenza del paese e un veicolo di credibilità per l’immagine internazionale dell’Italia, si riesce ad utilizzarla anche come una grande vetrina promozionale all’estero”. “Il secondo – ha continuato – è un meccanismo virtuoso di gestione. E il fatto che si sia intervenuti sempre a salvare chi ha gestito male, può mettere in moto meccanismo non virtuosi”. “Credo – ha aggiunto – che la correzione dei meccanismi legislativi debba avere un’ assunzione piena di responsabilità, andando a incidere anche su questa natura ibrida delle Fondazioni lirico-sinfoniche, che sono fondazioni di diritto privato, ma appartengono alla sfera del pubblico”. “Sono di diritto privato e lo Stato non ha potere di intervento, ma solo di vigilanza” ha concluso il ministro Franceschini che aveva aperto la sua relazione ricordando che “dopo l’entrata in vigore della legge Bray su 14 fondazioni lirico-sinfoniche, 8 avevano subito fatto domanda di accedere al fondo rotativo: il Petruzzelli di Bari, il Teatro Massimo di Palermo, il Maggio Musicale Fiorentino, il San Carlo di Napoli, il Teatro Verdi di Trieste, il Teatro Opera di Roma, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova. In quella sede non aveva fatto domanda la Fondazione Arena di Verona”.

Teatro: Franceschini, stagione lirica estiva Arena si farà
VERONA
(ANSA) – VERONA, 28 APR – “La stagione lirica estiva all’Arena di Verona si svolgerà regolarmente”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, nel corso dell’audizione alla Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato sul commissariamento della Fondazione Arena di Verona. “Lo svolgimento del festival estivo – ha spiegato Franceschini – era uno dei due compiti indicati nel decreto di nomina del commissario Carlo Fuortes. E la stagione estiva all’Arena si farà”. “L’altro punto espressamente indicato – ha aggiunto – era di verificare la possibilità di presentare un piano di risanamento vero entro il 30 giugno, termine previsto dalla Legge di Stabilità 2016 per poter far domanda di accedere ai benefici della legge Bray”. “Si richiede un piano di risanamento sostanziale e credibile, oppure in assenza di questa possibilità si dovranno avviare gli atti per la procedura di liquidazione della Fondazione Arena” ha ribadito Franceschini. “Quindi – ha concluso – o ci sarà il piano di risanamento, o la liquidazione. Questo è il quadro complessivo della situazione della fondazione lirico-sinfonica veronese”.

Teatro: Franceschini, Arena Verona diversa altre fondazioni
VERONA
(ANSA) – VERONA, 28 APR – “Ritengo che l’Arena di Verona abbia una situazione molto particolare rispetto alle altre fondazioni lirico-sinfoniche, che a mio avviso deve essere affrontata capendone le peculiarità”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, riferendosi alla riunione delle commissioni Cultura di Camera e Senato sul commissariamento della Fondazione Arena di Verona. “A differenza delle altre Fondazioni lirico-sinfoniche – ha spiegato il ministro – l’Arena di Verona ha una stagione estiva molto forte, che funziona con ottimi incassi, mentre al contrario non va così nella stagione invernale”. “Pertanto – ha aggiunto – il compito di capire questa specificità particolare è del commissario e del Comune di Verona, e del ministero nelle sue funzioni di vigilanza”. “Però – ha continuato Franceschini – al di là della natura specifica dell’Arena e dei numeri della crisi che ci hanno imposto di affrontare questa situazione in maniera molto determinata, credo che sia utile una riflessione sulla natura giuridica delle fondazioni lirico sinfoniche e sul messaggio che è stato dato inevitabilmente in questi anni, ma che è un messaggio non positivo sotto l’aspetto pedagogico. Tra le 14 fondazioni lirico-sinfoniche quelle che hanno gestito in modo virtuoso il loro bilancio – ha osservato – hanno visto che gran parte delle risorte sono andate a chi ha gestito male il proprio bilancio”. “Questo – ha concluso – è avvenuto attraverso un prestito, perché il fondo rotativo è un prestito, mentre i criteri nuovi del Fus hanno teso a premiare le fondazioni più virtuose”.

Fondazioni liriche: M5s, insufficiente audizione Franceschini

(ANSA) – VERONA, 28 APR – “Quanto ha esposto stamane il
ministro Franceschini, parlando alle Commissioni Riunite della Fondazione Arena, è insufficiente”. Lo ha detto il deputato del Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati, commentando l’audizione di oggi del ministro dei beni culturali e turismo.
“Stiamo assistendo – ha spiegato – ad una situazione davvero paradossale. Da una parte il ministro garantisce la stagione lirica estiva al via il prossimo 24 giugno, dall’altra sottolinea come il commissario Fuortes debba, entro il 30 giugno, presentargli un piano di risanamento oppure si procederà alla liquidazione della Fondazione Arena”. “Forse non si stanno rendendo conto – ha sottolineato – che con questi messaggi contrastanti, si allontanano i melomani, gli appassionati di
lirica che portano un indotto fondamentale per Verona e
provincia, oltre a creare un grave danno di immagine della città scaligera in tutto il mondo”.
Secondo il deputato pentastellato “il ministero non ha vigilato sufficientemente in questi anni, non ha nemmeno controllato che i fondi destinati alla Fondazione Arena venissero gestiti al meglio; ha semplicemente appoggiato, senza
riserve e valutazioni, quanto indicato dal Consiglio di Indirizzo”. “Erroneamente – ha concluso – perché ad oggi la Fondazione ha un buco di bilancio pari a 24 milioni di euro e un Commissario che ieri è andato in tutta fretta a chiedere ad
Unicredit i soldi per pagare gli stipendi di marzo ai lavoratori. Questo non è risolvere un problema è soltanto prendere o perdere tempo”.

Arena Verona: commissario, tutti al lavoro per stagione
Fuortes, flussi vendita sono superiori al 2015
VERONA
(ANSA) – VERONA, 28 APR – “La stagione lirica si svolgerà regolarmente. Tutte le componenti del Teatro sono al lavoro per la perfetta riuscita del 94/o Festival Lirico”. Lo ha detto il commissario straordinario della Fondazione Arena di Verona, Carlo Fuortes, che in una nota dell’ente lirico ha sottolineato che “particolarmente positivo è il dato sui flussi di vendita di questi giorni, che sono superiori a quelli del 2015″. Lo stesso ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini, stamane nell’audizione alle Commissioni riunite cultura di Camera e Senato aveva dato ampie rassicurazioni sullo svolgimento del festival lirico estivo nel più grande teatro all’aperto del mondo. “I numeri attestano la risposta molto positiva del pubblico a dimostrazione del fatto che assistere ad un’opera all’Arena di Verona rimane un’esperienza dal valore unico a cui gli spettatori non intendono rinunciare” ha concluso Fuortes. La 94/a edizione dell’Opera Festival all’Arena di Verona si aprirà il 24 giugno con uno dei titoli più amati dal pubblico, Carmen, a cui seguiranno Aida, La Traviata, Il Trovatore e Turandot, fino al 28 agosto. Si conferma inoltre per la data del 18 luglio lo spettacolo-evento Roberto Bolle and Friends. Per le prime due date in cartellone quasi esauriti tutti i posti di platea, a conferma della positiva risposta del pubblico all’offerta artistica proposta.

 

Arena: Fondazione in liquidazione

Arena Verona,ente lirico in liquidazione

Decisione Consiglio dopo bocciatura piano da parte addetti

(ANSA) - VERONA, 7 APR – Il Consiglio d’indirizzo della Fondazione Arena di Verona ha deciso la messa in liquidazione dell’ente lirico dopo la bocciatura dell’accordo per il contenimento dei costi decisa dal referendum di ieri tra i lavoratori che, con 132 no e 130 sì, avevano respinto il protocollo siglato tra la stessa Fondazione e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, all’uscita dalla riunione ha anticipato che la prossima stagione lirica non è a rischio, ma ha aggiunto che “la decisione sciagurata dei lavoratori comporterà, di conseguenza, l’azzeramento di tutti i posti di lavoro”.

Salviamo la Fondazione Arena

Nella giornata di ieri, dopo minacce di tutti i tipi provenienti dalla Direzione verso i lavoratori, sono stati siglati una serie di documenti (difficile definirli tecnicamente accordi) che in realtà lasciano quasi tutte le questioni aperte e per questo dovranno essere valutati attentamente dall’Assemblea dei lavoratori, convocata presumibilmente per la settimana prossima. Noi crediamo che i benefici concreti per la Fondazione che deriveranno dall’eventuale approvazione di questi documenti saranno pochissimi, nel senso che il piano di rilancio è ancora fumoso e l’unica cosa certa è che la Fondazione Lirica Arena di Verona continuerà ad essere guidata – a quel punto con maggiore forza – da un gruppo di dirigenti che ampiamente hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione. Firmate ancora per il nostro appello, che sarà chiuso la settimana prossima. Ma la nostra azione a supporto del futuro della Fondazione Arena continuerà ancora con maggior energia, grazie al vostro sostegno.

Sergio Noto

 

 https://www.change.org/p/salviamo-la-fondazione-lirica-arena-di-verona-e-i-suoi-lavoratori?tk=SAIn7FwdciUhlR4Bwt2C7TNfNFUyf0sEUSnY3_r9PG8&utm_source=petition_update&utm_medium=email

L’inadempienza del Lirico

Una firma per i colleghi dell’Arena

La Fondazione Lirica Arena di Verona langue con i conti in rosso per oltre 40 milioni di euro e l’unica proposta che viene avanzata dagli amministratori è quella di chiuderla oppure di ridurre pesantemente il numero dei lavoratori.

Tale decisione sarebbe gravissima, soprattutto perché conseguenza di anni di cattiva gestione, che sono la vera causa dei debiti.

Il Ministro, il sindaco di Verona, il consiglio di indirizzo dell’Ente finora hanno dimostrato di non ascoltare nessuna altra voce che quella di piccoli interessi di bottega.

È ora che i cittadini non solo veronesi facciano sentire la loro voce a difesa del più bello spettacolo lirico al mondo. Solo così i dirigenti potranno ritornare sui loro passi e riportare la cultura e la musica al centro dei loro programmi, salvando il patrimonio anche umano della Fondazione Arena di Verona, oggi minacciata di pesantissimi licenziamenti, preludio alla chiusura.

Clicca sul link sottostante per aggiungere la tua firma

https://www.change.org/p/salviamo-la-fondazione-lirica-arena-di-verona-e-i-suoi-lavoratori?recruiter=50952656&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

Zedda: proposta di condanna e poi assoluzione

23 Marzo 2016 4 commenti

 

Un anno e sei mesi. È la condanna chiesta dal pubblico ministero nei confronti del sindaco di Cagliari Massimo Zedda accusato di abuso d’ufficio per la nomina di Marcella Crivellenti a sovrintendente del Teatro Lirico.

CAGLIARI - Il pm Giangiacomo Pilia ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi per abuso d’ufficio nei confronti di Massimo Zedda. Il primo cittadino, all’epoca dei fatti presidente della fondazione Teatro Lirico, è accusato di aver imposto nel 2012 Marcella Crivellenti come sovrintendente senza tenere conto dalla manifestazione d’interesse pubblicata in precedenza. La nomina venne poi annullata da una sentenza del tribunale amministrativo regionale.
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CAGLIARI - Due anni e un mese “infiniti”. Tra proteste dei lavoratori del teatro e fiumi di accuse. Il sindaco Massimo Zedda esce indenne dal processo legato alla nomina di Marcella Crivellenti soprintendente del Lirico. “Assolto perchè il fatto non sussiste”, queste le parole di Claudio Gatti, giudice della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari. Rigettata totalmente la richiesta di condanna per abuso d’ufficio, a 1 anno e sei mesi, formulata dal pm Giangiacomo Pilia. Per il neo sindaco metropolitano si tratta di una sentenza che gli spiana definitivamente la strada per il tentativo-bis di conquistare la poltrona più pesante di palazzo Bacaredda. Con la maggior parte dei partiti di centrosinistra – più qualche new entry, dal Psd’Az a alcuni consiglieri di opposizione – e senza più nessuna grana giudiziaria da dipanare, la corsa verso le elezioni comunali del prossimo giguno diventa sempre più interessante.

LA GIOIA DEL PD - ”Con grande soddisfazione apprendiamo dell’assoluzione di Massimo Zedda. Noi non abbiamo mai dubitato della sua correttezza ed onestà, ed oggi la magistratura ce lo ha confermato”, così Nicola Montaldo, segretario dei democrat cagliaritani. La promessa: “Il Pd di Cagliari proseguirà il suo impegno per la riconferma del sindaco e dell’amministrazione di centrosinistra per i prossimi cinque anni”.

Paolo Sebastian Rapeanu

La coproduzione fantasma

Il Piccolo di Trieste

Orazi sconfigge il Teatro Verdi al Tar

Verdetto dei giudici amministrativi. La Fondazione dovrà esibire i documenti richiesti sul cambio di sovrintendente

06 marzo 2016
di Fabio Dorigo

“Com’è lunga l’attesa, perché indugiano ancor?”. Le parole di Tosca di Puccini (atto terzo) risuonano negli uffici della Fondazione del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste. È da settembre che Claudio Orazi, l’ex sovrintendente ora alla guida del Teatro Lirico di Cagliari, chiede di vedere i documenti che riguardano la procedura di nomina del nuovo sovrintendente e quindi il suo conseguente benservito con annesse questioni economiche. Il maestro Orazi, infatti, è stato messo alla porta il 27 febbraio 2015 dal consiglio di indirizzo della Fondazione del Teatro Verdi, presieduto dal sindaco Roberto Cosolini. Una scelta a sorpresa. La riconferma di Orazi appariva certa («Probabile, non sicura», secondo le parole di Cosolini) visto che era stato lui prima come commissario e poi da sovrintendente a mettere in salvo il teatro firmando il piano trentennale di risanamento in base al decreto Bray. Il consiglio di indirizzo, invece, a sorpresa, scelse l’architetto Stefano Pace pescato a Londra dalla direzione tecnica del Covent Garden (Royal Opera House). Il 3 marzo il ministro Franceschini firmò il decreto di nomina.

Leggi qui tutto l’articolo

Sosteniamo la Fondazione Arena: firmate!

La Fondazione Lirica Arena di Verona langue con i conti in rosso per oltre 40 milioni di euro e l’unica proposta che viene avanzata dagli amministratori è quella di chiuderla oppure di ridurre pesantemente il numero dei lavoratori. Tale decisione sarebbe gravissima, sopratutto perchè conseguenza di anni di cattiva gestione, che sono la vera causa dei debiti.

Il Ministro, il sindaco di Verona, il consiglio di indirizzo dell’Ente finora hanno dimostrato di non ascoltare nessuna altra voce che quella di piccoli interessi di bottega. È ora che i cittadini non solo veronesi facciano sentire la loro voce a difesa del più bello spettacolo lirico al mondo. Solo così i dirigenti potranno ritornare sui loro passi e riportare la cultura e la musica al centro dei loro programmi, salvando il patrimonio anche umano della Fondazione Arena di Verona, oggi minacciata di pesantissimi licenziamenti, preludio alla chiusura.

Entrate in questo link e firmate!

Verona: comunicato stampa

27 Febbraio 2016 Nessun commento

 

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Indecenti e irricevibili le parole del Sindaco  della città di  Verona, capitale della Lirica, concentrato di storia e di bellezza, Patrimonio dell’Unesco.

Indecenti e irricevibili non solo per i lavoratori della Fondazione Arena.

Reazione scomposta alla giusta e precisa richiesta dei lavoratori e delle lavoratrici della Fondazione. Reazione che ha aperto la strada ad altre esternazioni altrettanto autoritarie ed ottuse da parte della signora Tartarotti, con l’ordine di sospendere il presidio.

Ma ricordiamo a tutti che i diritti non si sfrattano.

In questo momento drammatico esprimiamo con forza tutta la nostra solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Fondazione Arena.

Li incitiamo a tenere duro.

Purtroppo le parole e le scelte di Tosi non ci sorprendono.

Sono drammaticamente lo specchio e la triste ripetizione di ciò che avviene da quasi 9 anni a Verona per tutta l’area Cultura del Comune.

E’ in atto una vera e propria “privatizzazione” strisciante di tutto il sistema museale e  culturale di Verona.

Poca o nessuna trasparenza nella gestione e continuo dilapidamento del denaro pubblico.

Le competenze interne amministrative, ma sopratutto tecniche e culturali, delle  lavoratrici e dei lavoratori cinicamente liquidate e derise.

L’era Tosi si sta  caratterizzando per la distruzione sistematica del patrimonio culturale della città.

L’incredibile furto di Castelvecchio ha messo in luce la debolezza del sistema museale provocando, oltre al depauperamento di un patrimonio di inestimabile valore, anche un danno gravissimo all’ immagine di affidabilità del sistema Verona.

Un assessore alla cultura che si rispetti avrebbe, per decenza, da tempo rassegnato le sue dimissioni. E invece si arrabbia pure e si permette di prendersela con i lavoratori e le lavoratrici.

Ma è solo la triste punta di una iceberg di una situazione diffusa. A questa amministrazione la cultura non interessa se non quando la può mercificare, così come sfrutta e devasta il territorio, svende i palazzi storici di Verona, distrugge siti di incomparabile bellezza. Loro che si riempiono la bocca con la “difesa della tradizione” lasceranno un deserto, una città irriconoscibile, privata di tutto ciò che generazioni di uomini e donne hanno costruito con il loro lavoro e la loro intelligenza. Ma tutto ciò è possibile anche grazie alla distrazione e all’indifferenza della città.

Dov’è il mondo culturale veronese, dov’è l’università? Non si dovrebbero barattare le elargizioni che provengono da un potere politico sempre più impresentabile con il diritto/dovere di prendere posizione a difesa di un bene comune così importante.

Come CUB preannunciamo nei prossimi giorni una forte iniziativa accompagnata dalla dettagliata denuncia della dissipazione del patrimonio culturale pubblico.

Perchè ci sono disastri che hanno nomi e cognomi…

La Fondazione Arena è patrimonio di tutti

CUB-Confederazione Unitaria di Base

 

“Il Lirico rischiava di sparire”

17 Febbraio 2016 Nessun commento
 Abuso d’ufficio, Zedda si difende: c’era un buco di 25 milioni – Il sindaco a processo spiega ai giudici il perché di Crivellenti sovrintendente

 Nel 2012 il Teatro lirico era pieno «di debiti», i conti «erano fuori controllo», gli stipendi «non venivano pagati» e «le spese» per gli eventi «erano folli». Tra le Fondazioni, quella di Cagliari «era l’unica a essere nata nel Novecento» e sarebbe stata la prima a «essere cancellata» nel riordino del governo Monti. Il primo obiettivo era «contenere i costi» e la più adatta era stata individuata in Marcella Crivellenti: «Veniva dal mondo dei teatri privati» e aveva dimostrato di «essere capace. Riscontravo nei documenti ciò che diceva sui problemi economici» del teatro e «mi stupì positivamente rispetto a chi si proponeva: suggerì il nome non dell’amico o degli amici degli amici ma di Carlo Fontana, il sovrintendente per antonomasia». Che rifiutò. Così alla fine proprio lei ricoprì l’incarico. «Era onesta e competente, e il bilancio si chiuse in pareggio».

Per due ore e mezza il sindaco Massimo Zedda ha spiegato ai giudici della prima sezione penale come e a chi aveva deciso di affidare il ruolo di guida del Lirico, allora oberato da un buco di «25 milioni di euro». Lo ha fatto nel processo nato proprio in seguito a quella decisione, assunta nel 2012 e ritenuta illegittima dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia: abuso d’ufficio il reato contestato al primo cittadino, che sarebbe colpevole di aver proceduto alla nomina in spregio alla precedente manifestazione di interesse da lui stesso bandita (erano arrivati 44 profili di altrettante persone interessate al posto) e anche di aver estromesso dal cda dell’ente uno dei consiglieri (Giorgio Baggiani, nominato a ridosso delle elezioni comunali del 2011 dall’allora sindaco Emilio Floris).
Presentatagli dal deputato Claudio Fava «nella campagna elettorale delle regionali nel 2009», ha detto il sindaco davanti agli avvocati difensori Giuseppe Macciotta e Fabio Pili, inizialmente (4 anni fa) Crivellenti aveva respinto la richiesta di fare la sovrintendente. «Sosteneva fosse inopportuno e che la pulizia del bilancio mi avrebbe sollevato una guerra contro». Per indicare il nome arrivarono «pressioni, sensibilizzazioni, suggerimenti, appelli sulla stampa. Anche su Mauro Meli». Arrivate le candidature «lasciai 10 giorni ai consiglieri per farsi un’idea». Alla seduta successiva «chiesi se ci fosse qualcuno da proporre. Nel caso, avremmo potuto votarlo». Invece «non c’era accordo», i componenti (Felicetto Contu, Oscar Serci, Gualtiero Cualbu e Maurizio Porcelli) «tentavano di rinviare la decisione per trovare una maggioranza. Se avessi voluto forzare, avrei potuto nominare il componente mancante del Comune e procedere. Non lo feci». Poiché nessuno aveva dato indicazioni, «tutti» nel cda «davano per scontato» che la manifestazione «fosse implicitamente superata». Nella lista inoltre «non trovai nomi che corrispondessero alla mia idea di teatro, ed esclusi chi tentava di raggiungermi attraverso altri o fosse diretta emanazione di partiti e sindacati». Così «suggerii Crivellenti», votata «all’unanimità» dal cda «la cui successiva richiesta di revoca della delibera del voto, che si sosteneva non essersi tenuto, era pretestuosa».
Zedda ha negato la tesi del pm secondo cui Paola Piras, vicesindaca e docente di diritto amministrativo, lo avesse informato di essere vincolato alla manifestazione, poi ha sottolineato davanti ai legali di parte civile Rosalia Bizzarro e Andrea Pubusa: «Il Teatro risultava avere un credito col Municipio di 1,2 milioni di euro che non figurava documentalmente». Si cominciò a mettere mano al bilancio, ed emersero crediti milionari ritenuti insigibili. Che però erano stati inseriti nei vari bilanci, compreso quello «della gestione Crivellenti», ha contestato il pm (sottinteso: senza, non sarebbe arrivato il pareggio). Zedda ha replicato spiegando di aver «fatto pulizia per superare il commissariamento, un lavoro di anni: non ci siamo accorti subito che le cose stavano così. Erano stati anche iscritti crediti sulla base della sola dichiarazione sui giornali del presidente della Provincia Graziano Milia. Disse che avrebbe partecipato alla stagione e qualcuno previde l’arrivo di 900 mila euro. Abbiamo cancellato 1,5 milioni di biglietti omaggio all’anno e l’abitudine di assegnare premi di produzione senza valutazione. Quando qualcuno fa qualcosa che non si può e rimane nel teatro, è il primo che cancella le tracce».
Sulla conferma di Baggiani «avevo forti dubbi», viste le sue vicissitudini «giudiziarie» legate alla Scuola civica di musica (era vice direttore e la Procura contestava incarichi affidati in violazione di legge e contratti stipulati senza seguire le norme). Quindi «per opportunità rinviai la nomina, temevo imbarazzi successivi». Poi sono arrivati il processo penale e «la condanna» in Corte dei conti. «Non mando a gestire 21 milioni chi non sa utilizzare 700 mila euro. Non gli metto le mani nella marmellata più grande». Sentiti come ultimi testimoni il docente di diritto del lavoro Enrico Mastinu e il pm contabile Mauro Murtas (il quale disse a Zedda che la mancata firma sul contratto di Meli quale sovrintendente e direttore artistico dopo l’ok del cda avrebbe avuto «risvolti penali ed erariali»), l’udienza è stata rinviata al 23 marzo per la discussione.
Andrea Manunza

 Fonte: L’Unione Sarda
17 febbraio 2016

Processo al sindaco: Zedda si difende

16 Febbraio 2016 Nessun commento

 

Teatro lirico: la versione del sindaco Zedda, a processo per abuso d’ufficio

Oggi alle 15:32

 Con gli ultimi tre testimoni e l’interrogatorio dell’imputato, oggi in Tribunale si è praticamente conclusa l’istruttoria dibattimentale nel processo che vede il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

Il primo cittadino è sotto accusa per abuso d’ufficio per la nomina di Marcella Crivellenti a sovrintendente del Teatro Lirico nel 2012 senza tener conto di una precedente manifestazione di interesse.

 Prossima udienza a marzo: il pm farà le sue richieste di condanna, poi parleranno i difensori.
Clicca su questo link per approfondimenti     http://www.unionesarda.it 

di Andrea Manunza

 

 

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