Il sovrintendente Orazi risponde all’ USB

Appare legittima la preoccupazione espressa dalla sigla sindacale USB (vedi post) in merito al provvedimento recentemente approvato in materia di riordino delle Fondazioni lirico-sinfoniche, ma le motivazioni addotte evidenziano una sterile analisi aziendale per costruire una critica arbitraria sulla gestione del Teatro Lirico di Cagliari.

La programmazione artistica 2016, descritta come “punto debole”, è invece il punto di forza che il Consiglio d’Indirizzo e i vertici aziendali hanno saputo mettere in campo per consentire al Teatro Lirico di Cagliari di raggiungere i parametri di produttività, qualità e competitività degni di una Fondazione lirica  nazionale.

Basti ricordare che nel mese di dicembre 2015, all’insediamento dell’attuale direzione, il teatro non aveva programmato alcuna attività per il 2016 e poteva sprofondare nella catastrofe economico-finanziaria e nell’oblio nazionale.

Nonostante la riduzione dei contributi, la gestione 2016 dimostra, con dati consultabili nel sito della Fondazione alla voce “amministrazione trasparente”, di poter raggiungere il pareggio di bilancio, ormai obbligo di legge, e di saper conseguire livelli di efficienza ineguagliati.

L’aumento degli incassi di biglietteria che nei primi sei mesi dell’anno ha già superato quelli registrati in tutto il 2015, dimostra che la sigla USB ha una percezione dell’azienda teatro del tutto personale.

Anche la riduzione del costo del personale, rispetto all’aumento della produzione, evidenzia che i lavoratori della Fondazione hanno espresso un indice di produttività superiore al passato e tali valori saranno ancora più positivi con la nuova organizzazione del lavoro che ci si appresta ad affrontare nel mese di settembre.

Il Teatro Lirico di Cagliari che non ha chiesto gli aiuti di stato previsti dalla Legge Bray, che ha avviato attraverso la sua direzione processi di internazionalizzazione già verificabili (è il caso del debutto alla New York City Opera, nel marzo 2017, della produzione tutta cagliaritana de “La campana sommersa”), impostato un adeguamento funzionale interno, e vanta, in questa stagione, un numero di abbonati e presenze che, in rapporto al bacino demografico, rappresenta un primato nazionale, non offre certamente la percezione di un teatro in difficoltà come strumentalmente indicato dalla sigla USB.

Tale negativa visione procura un danno di immagine al Teatro e rischia di collocare le prospettive dei teatri d’opera in Italia in una perenne situazione di stallo.

La logica di una sola sigla fortunatamente non rischia di delegittimare la preoccupazione di tutti i lavoratori del settore.

Claudio Orazi

Fonte: Ufficio Stampa Teatro Lirico di Cagliari

USB: preoccupazione sulla gestione

Al Sovrintendente al Presidente

al Consiglio di Indirizzo agli organi di STAMPA

e p.c.

Ai lavoratori

Oggetto: comunicato stampa

Il provvedimento approvato in data 2 agosto in via definitiva al Senato, sulle nuove regole per le Fondazioni Lirico Sinfoniche, può cambiarne l’assetto e il destino.

In pratica potrà decadere l’obbligo del finanziamento dello Stato, ossia l’erogazione del FUS, se queste non aderiranno ai nuovi parametri di efficienza gestionale, di stabilità economico-finanziaria, capacità di autofinanziamento, reperimento di risorse private, internazionalizzazione, realizzazione di un adeguato numero di produzioni e co-produzioni. Tutto questo entro il 31 dicembre 2018.

La “salute” della nostra Fondazione potrebbe non essere in grado di superare in così breve tempo una prova decisamente ardua.

La scrivente ha più volte, anche nel corso dell’attuale amministrazione, evidenziato le criticità che mettono a repentaglio la sopravvivenza del nostro Teatro e coglie “l’invito” pervenuto attraverso il provvedimento parlamentare per analizzarne l’andamento gestionale:

  1. l’anno 2015 (con la sovrintendente Spocci, aspramente contestata anche da USB per le evidenti difficoltà gestionali) si è chiuso in pareggio, dopo aver effettuato accantonamenti al Fondo Svalutazione Crediti per circa 500 mila euro;
  1. sapendo che la chiusura in pareggio del bilancio 2016 è vitale per il futuro della Fondazione come il perseguimento costante dell’equilibrio economico finanziario, la Scrivente ha chiesto più volte che si partisse dalla revisione e riorganizzazione delle strutture e degli uffici, dalla corretta gestione delle risorse umane garantendo il pieno utilizzo di TUTTO il personale a tempo indeterminato e il giusto ed equo utilizzo del personale aggiunto di tutti i settori quando necessario, dalla corretta applicazione delle disposizioni contrattuali vigenti, al rispetto dei parametri in materia di trasparenza e anticorruzione; fatto importante è che lo stesso CdI ha deliberato in merito nel mese di marzo 2016, onde evitare un possibile danno erariale, vista la natura pubblica dei contributi.
  2. la programmazione artistica è stato un punto debole del 2016: gli evidenti errori grossolani hanno portato allo studio di partiture poi mai eseguite, al sottoutilizzo della compagine corale, buchi di programmazione coperti con ferie forzate, artisti di grande richiamo sostituiti, allestimenti prestigiosi annunciati e mai arrivati e soprattutto, vero fallimento, l’operazione La Traviata che ricalca in tutto l a Turandotdel 2014 (con spese pubblicitarie importanti, che non riescono nell’intento di attrarre sufficiente pubblico). Giova ricordare che la Turandot nel 2014 contribuì alla chiusura in forte perdita dell’esercizio, e che la Scrivente palesò da subito la propria perplessità sul progetto; non sia mai che questo possa verificarsi anche nel 2016;
  1. ennesimo contributo forzato dato dai lavoratori precari, che come nel 2014, hanno subìto i contratti

di part time verticale, per rendere sostenibile un’operazione evidentemente insostenibile: grande penalizzazione delle risorse umane artistiche e tecniche, con organici spesso inadeguati;

  1. il Teatro dal 1973 riceve il contributo della Regione Autonoma della Sardegna anche per “ favorire la diffusione della cultura musicale in tutto il territorio della Regione”, legge ancora in vigore.
  1. Il progetto delle recite fuori abbonamento, caparbiamente riproposto, ha di fatto azzerato l’attività estiva sul territorio, proponendo solo due concerti fuori sede (Barumini) e un terzo concerto privato

(presso la struttura Forte Village), che quindi non può essere considerata attività nel territorio;

  1. è ingiustificabile che ad oggi non sino state attivate tutte le forme e i sistemi di divulgazione possibili per portare a conoscenza e coinvolgere i soggetti privati, siano essi grandi o piccoli, dei vantaggi fiscali previsti dalla normativa ART BONUS, nonostante i delegati della scrivente in RSU l’abbiano ripetutamente ricordato in ogni incontro con la dirigenza.

A proposito del punto 3, giova anche ricordare che la Scrivente nell’esprimere dubbi a suo tempo, sulla sostenibilità di un progetto con tante recite fuori abbonamento, sottolineò che pur aumentando oltremodo recite e produzione, il sistema di compensazione del FUS prevede che comunque non si ottenga un finanziamento più alto: quindi l’aumento di produzione è un semplice aumento dei costi, senza ricavi futuri né, come abbiamo visto, ricavi di biglietteria. La Turandot infatti incassò molto meno del previsto, così come parrebbe stia succedendo con La Traviata in corso.

Infatti nel 2014 il tanto decantato incremento produttivo ha provocato la perdita dell’esercizio, la perdita della premialità Ministeriale e il FUS assegnato nel 2015 è rimasto pressoché invariato.

Tutti i punti sopra evidenziati sono stati più volte sottolineati nelle precedenti richieste della Scrivente, finora rimaste senza risposta.

Mentre i problemi si accumulavano, inoltre, il sovrintendente ha utilizzato molto del suo tempo al progetto di internazionalizzazione della Fondazione, trovandosi spesso fuori sede: piano molto ambizioso e che lo stesso provvedimento ministeriale evidenzia come uno dei punti fondamentali per poter continuare ad avere il contributo FUS dello Stato.

Ma senza l’efficientamento della macchina Teatro, è inimmaginabile pensare a coproduzioni internazionali: una Fondazione che ricorre in ritardo estremo a tappare i buchi di una programmazione fatta mesi prima, che annulla prove di sala per mancanza della carta su cui stampare musica, che non fa manutenzione alle macchine di scena, con seri rischi per la produzione e la sicurezza, è davvero difficile possa permettersi collaborazioni internazionali.

O anche solo semplicemente di essere presa sul serio.

Rimane forte il dubbio se la Fondazione abbia davvero i requisiti richiesti dal provvedimento parlamentare, la capacità di autofinanziarsi con le entrate di biglietteria o di attirare gli investitori con l’ART BONUS. Insomma, allo stato attuale, manca la certezza di raggiungere efficienza gestionale e stabilità economico-finanziaria. Una condizione pericolosissima.

La scrivente chiede al Sovrintendente, al Presidente, al Consiglio di Indirizzo che vengano messe in essere tutte le misure richieste dal provvedimento ministeriale a partire daSUBITO.

In caso contrario a dicembre 2018, la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari non sarà più Fondazione e non avrà più il contributo FUS. E senza FUS il Teatro è destinato a chiudere, o a lavorare qualche mese all’anno, riducendosi a teatro stagionale.

Cagliari, 4 agosto 2016

RSA USB
Massimiliano Cecalotti 
Ignazio Sibiriu Paolo Piras

 

Lettera a Mattarella: firma la petizione

LA LIRICA NON DEVE MORIRE
di Lorella Pieralli
Con l’approvazione del DL 2495 attraverso l’ennesimo voto di fiducia, il Governo affossa per sempre la lirica italiana condannando i Teatri ad un declassamento inevitabile poichè negherà il suo sostegno economico venendo meno al suo dovere costituzionale. Questo porterà l’Italia ad essere fanalino di coda della produzione di Teatro musicale, arte nata nel nostro paese, privando i cittadini di un importante pezzo di identità culturale, la cui qualità verrà ridotta a livelli inaccettabili.
Per questo chiediamo al Presidente Sergio MATTARELLA di non firmare questo odioso provvedimento e di porsi quale argine in difesa dell’articolo 9 della Costituzione Italiana che impegna lo Stato a tutelare, promuovere e difendere il patrimonio culturale quale bene comune di tutti i cittadini.
Con questo provvedimento si abbandonano i Teatri d’Opera italiani alla privatizzazione selvaggia tanto attesa dalle agenzie e dai comitati d’affari, anche stranieri, che si impadroniscono dei nostri beni comuni. I giovani musicisti lasceranno il paese o saranno destinati all’umiliazione di un lavoro precario sottopagato e a tempo perso, mentre i loro colleghi di tutta Europa e del mondo sono trattati in modo ben diverso! Mentre gli amministratori incapaci e corrotti rimarranno impuniti al loro posto a gestire quel che resta di una dei più importanti asset culturali del paese.
Questa petizione sarà consegnata a:     Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

IMPORTANTISSIMO!! Fate girare!!

IMPORTANTISSIMO!! Appello per bloccare l’art.24 del D 113/2016 che rischia di portare alla morte la maggior parte dei Teatri Italiani

 APPELLO RIVOLTO A TUTTI!!
con la preghiera di massima diffusione
L’art. 24 del Decreto Legge 113/2016 che potrebbe essere convertito in legge a breve termine rischia seriamente di portare

DEFINITIVAMENTE ALLA CHIUSURA DEI TEATRI LIRICI SIA FONDAZIONI CHE DI TRADIZIONE.
Si vuole tentare di contrastare tale pericolo facendo un appello ai Senatori e Senatrici della Commissione Bilancio del Parlamento Italiano affinchè rigettino ed annullino il comma 3-bis, 3-ter, 3-quater, 3 quinques dell’art.24 del DL 113/2016 agli atti, di cui il testo di seguito:
- “punto 3 bis”- all’emanazione di una legge che stabilisca l’assetto ordinamentale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche classificandole in Fondazioni di serie A, di serie B e chissà di quante altre declassificazioni gli verranno in mente;- “punto 3 bis” – all’abrogazione delle leggi in contrasto e quindi principalmente all’abrogaziuone della Legge 800;- “punto 3 bis, lettere a), b), c) e d)” – all’individuazione dei requisiti che determineranno l’inquadramento nelle varie tipologie di Fondazioni (Fondazioni Lirico Sinfoniche, Teatri Lirico Sinfonici e chissà quant’altre nella scala dei valori A DECRESCERE attraverso le quali stabilire il crescente disimpegno anche finanziario dello Stato);- “punto 3 bis, lettere e) – conseguentemente procederà alla “previsione che, nell’attuazione di quanto previsto alla lettera b), l’eventuale mantenimento della partecipazione e della vigilanza dello Stato nelle forme e nei limiti stabiliti a legislazione vigente con riferimento agli enti di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, trovi applicazione esclusivamente con riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche”;- “punto 3 ter” – il regolamento che deciderà il declassamento delle varie Fondazioni Lirico Sinfoniche, di cui al comma 1, sarà comunque emanato anche indipendentemente dai pareri della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 della legge 28 agosto 1997, n. 281, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari e con la sua emanazione saranno conseguentemente abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con esso incompatibili;- “punto 3 quater” – nell’attesa che il provvedimento legislativo di cui sopra entri in funzione verrà comunque disposto da subito: a) che ai dipendenti delle Fondazioni che non raggiungano il pareggio di bilancio non vengano erogati i trattamenti economici derivati dagli accordi aziendali; b) che le fondazioni che non raggiungano il pareggio di bilancio debbano obbligatoriamente prevedere ad opportune riduzioni di attività, ivi compresa la chiusura temporanea o stagionale con conseguente trasformazione temporanea del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale del personale, anche direttivo, allo scopo di assicurare, a partire dall’esercizio immediatamente successivo, la riduzione dei costi e il conseguimento dell’equilibrio economico-finanziario; c) che il tetto massimo stabilito per il trattamento economico per le missioni all’estero dei dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche, così come regolamentato attualmente, debba essere ridotto in misura del 50 per cento.
Chiediamo pertanto a tutti di inviare il testo dell’appello di seguito agli indirizzi mail dei Senatori della Commissione Bilancio dello Stato italiano che potrete scaricare al seguente link:
il testo della mail può essere copiato da qui sotto o scaricato dal link di seguito:
Egregia/o Senatrice/tore,
l’art.24 c. 3-bis e seguenti dell’atto al Senato n.2495 per la conversione in Legge del DL 113/2016 “Enti locali” riguarda le Fondazioni Lirico sinfoniche, cioè le eccellenze artistiche liriche italiane tutelate e riconosciute dall’art. 9 della Costituzione e dalla L.800/67, istitutiva degli ex enti lirici. Un ennesimo decreto d’urgenza che, sconfessando tutti i precedenti (L.43/2005, L.100/2010, L.112/2013 e L.83 del 2014) non affronta una riforma del sistema dello spettacolo dal vivo parlamentare che attende da decenni.
I comma sopra citati, se approvati, distruggeranno tutto il patrimonio di professionalità e di tradizione della lirica italiana e dello spettacolo dal vivo, ambasciatori dell’Italia nel mondo. Voi avete giurato di difendere la Costituzione la quale tutela e valorizza la cultura e le arti ma state votando la loro destrutturazione. Il C. 3-bis e seguenti dell’art.24 colpisce i lavoratori delle Fondazioni con il taglio del contratto di lavoro aziendale in caso di passivo d’esercizio economico, senza che ne siano loro responsabili. Peggio, propone la chiusura in alternativa di mesi di attività, che per un artista è pura follia.  Inoltre si vuole dividere il patrimonio lirico Fondazioni e Teatri lirici, tra ricchi e poveri, tra chi riuscirà a trovare uno sponsor e chi, territorialmente meno fortunato, non ne troverà mai. La cultura è di tutti e tutti dovrebbero goderne nello stesso identico modo su tutto il territorio nazionale.
Ma, “all’italiana”, ancora non si colpisce chi provoca e sottoscrive questo deficit, ovvero i Sovrintendenti e il Consiglio d’Indirizzo delle Fondazioni i quali a loro volta devono sottostare a finanziamenti statali e pubblici inadeguati, altalenanti e incerti. Così non saranno i Sovrintendenti responsabili della chiusura dei Teatri ma voi che avete votato questo provvedimento!!!!
Lo Stato destina lo 0,015% del PIL alla lirica mentre in altri paesi come Francia e Germania si arriva al 1,15%. Vi pongo alcune domande che dovrebbero far riflettere:
Quale sostegno al “privato” si può chiedere se non si ha certezza di esistere sotto la stessa forma giuridica ed economica per il prossimo futuro, come scritto nella norma, “alternativamente”?
Quali contratti di lavoro si applicano, quali artisti si possono scritturare quindi senza finanziamenti?
Quale qualità artistica si può garantire senza tutto ciò?
Quale made in Italu si offrirà al mondo, che conosce la lingua italiana solo grazie alla diffusione dell’opera lirica?
Quali e quanti giovani si affacceranno alla difficile arte della musica con tali prospettive?
Quindi cosa ne sarà dei Conservatori statali e delle scuole d’arte o di danza nel nostro Paese?
Se vi porrete tali domande troverete sicuramente assurda e schizofrenica la normativa che dovrete votare. Vi chiedo di non votarla.
I lavoratori professionisti dei Teatri, musicisti, cantanti, ballerini, sono da considerare come un bene culturale italiano da tutelare al pari di un dipinto di Caravaggio o una scultura di Canova in quanto producono un bene, certo non duraturo perchè immateriale, immediato e irripetibile nel tempo come appunto lo spettacolo “dal vivo”. Essi sono umiliati e ridotti a guitti medioevali da misure draconiane di tagli forzati ai loro stipendi che, voglio ricordarvi, sono fermi dal 2003, ultimo adeguamento contrattuale del settore. Ritengo infine contraddittorio dare respiro economico alla Fondazioni nei comma 1 e 2 mentre dal 3-bis si vogliono rendere inefficienti

Vi chiedo pertanto di rigettare e annullare il comma 3-bis, 3-ter, 3-quater, 3-quinques dell’art.24 del DL 113/2016 agli atti.

E’ importante agire velocemente e far girare il più possibile il testo dell’appello per essere inviato da più persone possibili entro breve poiché la discussione sul DL 113/2016 è in corso in questi giorni.
Grazie a tutti!!

Anfols, assemblea

Emendamenti 2016

Proposta emendativa 24.7

Atto Camera 3926

Proposta emendativa 24.7. nuova formulazione in Commissione V in sede referente riferita al C. 3926  pubblicata nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 18.07.2016

Decreto Legge 113/2016

Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:
3-bis. Al fine di garantire il consolidamento e la stabilizzazione del risanamento economico-finanziario di cui al comma 1, nonché di prevenire il verificarsi di ulteriori condizioni di crisi gestionale e di bilancio nel settore, con uno o più regolamenti da adottarsi, entro il 30 giugno 2017, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Governo provvede, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, alla revisione dell’assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico-sinfonichedi cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, anche modificando o abrogando le disposizioni legislative vigenti in materia, secondo i seguenti criteri e principi direttivi:
a) individuazione di modelli organizzativi e gestionali efficaci, idonei a garantire la stabilità economico-finanziaria;
b) individuazione dei requisiti che devono essere posseduti dalle fondazioni lirico-sinfoniche, alla data del 31 dicembre 2018, al fine dell’inquadramento di tali enti, alternativamente, come «fondazione lirico-sinfonica» o «teatro lirico-sinfonico», con conseguente revisione delle modalità di organizzazione, gestione e funzionamento, secondo principi di efficienza, efficacia, sostenibilità economica, valorizzazione della qualità;
c) previsione, tra i requisiti di cui alla lettera precedente, anche della dimostrazione del raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, della capacità di autofinanziamento e di reperimento di risorse private a sostegno dell’attività, della realizzazione di un numero adeguato di produzioni e coproduzioni, del livello di internazionalizzazione, della specificità della storia e della cultura operistica e sinfonica italiana;
d) definizione delle modalità attraverso le quali viene accertato il possesso dei requisiti e disposta l’attribuzione della qualifica conseguente;
e) previsione che, nell’attuazione di quanto previsto alla lettera b), l’eventuale mantenimento della partecipazione e della vigilanza dello Stato nelle forme e nei limiti stabiliti a legislazione vigente con riferimento agli enti di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, trovi applicazione esclusivamente con riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche.

3-ter. Sugli schemi di regolamento di cui al comma 1 è acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 della legge 28 agosto 1997, n. 281, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri sono espressi entro sessanta giorni dalla ricezione. Decorso tale termine, il regolamento è comunque emanato. Dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui al presente articolo sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con esse incompatibili, delle quali si procede alla ricognizione in sede di emanazione delle disposizioni regolamentari previste dal presente articolo.
3-quater. Nelle more della revisione dell’assetto ordinamentale e organizzativo dellefondazioni lirico-sinfoniche, al fine di perseguire l’obiettivo della sostenibilità economico-finanziaria di tali enti, sono previste le seguenti misure di contenimento della spesa e risanamento:
a) al personale, anche direttivo, delle fondazioni, ove queste non raggiungano il pareggio di bilancio, non sono riconosciuti eventuali contributi o premi di risultato e altri trattamenti economici aggiuntivi previsti dalla contrattazione di secondo livello;
b) le fondazioni che non raggiungano il pareggio di bilancio sono tenute a prevedere opportune riduzioni dell’attività, ivi compresa la chiusura temporanea o stagionale e conseguente trasformazione temporanea del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale del personale, anche direttivo, allo scopo di assicurare, a partire dall’esercizio immediatamente successivo, la riduzione dei costi e il conseguimento dell’equilibrio economico-finanziario;
c) il tetto massimo stabilito per il trattamento economico per le missioni all’estero dei dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche, ai sensi dell’articolo 3, comma 6, del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, è ridotto in misura del 50 per cento;
d) all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
« d-bis) alle collaborazioni prestate nell’ambito della produzione e realizzazione di spettacoli da parte delle fondazioni di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367.».

Losacco Alberto, Palese Rocco, Giorgetti Alberto
approvatori

Fondi Europei anche per il Lirico di Cagliari

Oltre 65 milioni di euro per lo sviluppo sostenibile urbano e locale, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, il rilancio del turismo, la ricerca e l’innovazione tecnologica e sociale in tutta la Sardegna. Uno stanziamento possibile grazie alla riprogrammazione del Piano di Azione Coesione dopo la rendicontazione di alcuni progetti sul Por Fesr 2007-13 che ha garantito un surplus di risorse pari a 40 milioni e 700mila euro e la ricopertura di alcuni interventi definanziati. “Si tratta di progetti di rilevanza strategica per garantire lo sviluppo dal sistema economico della Sardegna, messi a punto con la riprogrammazione del PAC e declinati sull’intero territorio regionale – dice l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci -. Interveniamo nelle città ma particolare attenzione è riservata alle aree più marginali e periferiche dell’Isola, per contribuire ad assicurare ai territori le occasioni da cui ripartire per generare occupazione e sviluppo economico. Tutti gli interventi selezionati e finanziati sono nelle condizioni di essere progettati, aggiudicati e conclusi in tempi rapidi, come prevedono le più recenti normative nazionali ed europee. Questo è soltanto uno dei tanti interventi che la Giunta ha programmato su tutto il territorio regionale – ricorda il vicepresidente della Regione -. Interventi che nell’ottica della programmazione unitaria passano attraverso il mutuo infrastrutture, il PAC, il Fondo di sviluppo e coesione 2014-20, i contratti con Anas e Rete ferroviaria italiana”.

 

Sarà finalmente completato il Parco della Musica grazie a uno stanziamento di 4,7 milioni ma si interviene anche negli spazi interni del Teatro Lirico di Cagliari con obiettivi ambiziosi: diversificazione delle produzioni di eccellenza, valorizzazione degli attrattori territoriali, potenziamento del turismo culturale e internazionalizzazione. Via libera con 5 milioni e 200mila euro anche a progettazione, restauro e recupero funzionale degli spazi dell’ex Cinema Due Palme e dei fabbricati adiacenti all’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari per creare un organismo architettonico pienamente fruibile e esaustivo in termini di creatività e innovazione. Sarà infine migliorata, con un investimento di 300mila euro, la connessione fisica fra l’Anfiteatro romano e l’Orto Botanico per realizzare un sistema museale all’aperto e un percorso nel verde cittadino integrato col sistema produttivo culturale. Eliminando la barriera artificiale costituita dal muraglione posto fra le due realtà, ricucendo la continuità fisica naturale del terreno, sarà creata una superficie da utilizzare per piccoli spettacoli.

Il sindaco-presidente rieletto

Queste le sue dichiarazioni. Sul teatro, NO COMMENT

Le segreterie nazionali si sono riunite

PREGO MASSIMA DIFFUSIONE!!!


Questa mattina in zona Roma sud (Cecchignola) è stato rubato il corno del Maestro Alessio Allegrini.
Lo vedete qui in foto.
È un corno francese “Paxman” modello M20 con numero di matricola 2305
Chiunque riesca a reperire qualsiasi tipo di informazione può contattare Alessio su Facebook o chiamare direttamente i carabinieri.
Grazie infinite a tutti per la collaborazione. — conSabino Allegrini e Alessio Allegrini

Coordinamento Unitario Fondazioni Lirico-sinfoniche

Attivazione stato di crisi

Tutti i numeri della lirica italiana

ROMA – 7 APRILE 2016 – Sono oltre un milione e duecento mila gli spettatori che nel 2014 hanno assistito ai concerti e agli spettacoli (circa 7.500 repliche) realizzati dalle realtà del mondo della lirica e della musica rappresentate dai teatri di tradizione, dalle istituzioni concertistiche orchestrali, dai festival, dalle società di concerto e dalle attività di lirica ordinaria.

E’ questo uno dei dati (scarica schede di sintesi) emersi oggi nel corso della presentazione del Quaderno, realizzato da Federmusica/Agis, La lirica e la musica sommerse. Rapporto sulle Istituzioni liriche e musicali al di là delle fondazioni lirico-sinfoniche che si è svolta a Roma presso la Presidenza Nazionale dell’Agis. Il Quaderno (NEDEDIZIONI) esamina gli aspetti relativi ai modelli giuridici di gestione, all’organizzazione, alle tipologie contrattuali di lavoro e alla contrattazione collettiva, ai risultati economico-finanziari, alla domanda, all’offerta e alle strategie di promozione dei Teatri di Tradizione, delle Istituzioni Concertistiche Orchestrali, dei Festival di lirica e musicali, delle Società concertistiche, dei Festival di jazz, delle attività di lirica ordinaria e delle Bande musicali. Lo studio è stato realizzato sulla base di questionari sottoposti alle realtà di spettacolo in esame.

In particolare risulta che le 11 istituzioni concertistico orchestrali (ICO) prese in esame hanno realizzato circa 1300 repliche (1129 concerti e 168 recite liriche), registrando 494.567 spettatori, con un grado di copertura dei posti a sedere del 57,6%. Sul fronte del campione di 13 teatri di tradizione sui 29 riconosciuti, sono state realizzate 204 recite liriche e 161 concerti, per 214.775 spettatori.

Per quanto riguarda il campione di 7 festival, sono stati realizzati 130 concerti e 22 recite liriche che hanno registrato 67.641 spettatori. I dati illustrano inoltre un quadro positivo delle realtà esaminate, caratterizzate da una gestione economico-finanziaria in equilibrio e bilanci sani, e da strutture dotate di organizzazioni snelle e funzionali.

Con le risorse provenienti dal Fondo unico per lo spettacolo, la prima fonte tra le entrate pubbliche delle ICO e dei festival, viene coperto il 33,24% del costo totale delle ICO e il 30% di quello dei festival. I contributi dei Comuni, la prima fonte tra le entrate pubbliche dei teatri di tradizione, coprono il 27% del costo totale dei teatri di tradizione.

La presentazione di oggi è stata aperta da Carlo Fontana, presidente Agis, che ha sottolineato come i dati contenuti nel Quaderno evidenzino la vivacità e la ricchezza di iniziativa delle attività liriche e musicali, pur nelle difficoltà affrontate ogni giorno. Fontana ha inoltre annunciato che in Agis si sta lavorando alla costituzione di una Federazione dello spettacolo dal vivo che riunirà le diverse associazioni del settore con l’obiettivo di interloquire in modo unitario e sempre più propositivo con le Istituzioni.

Anche Francesco Punzi, presidente di Federmusica, ha sottolineato l’intraprendenza e il coraggio della attività della lirica e della musica messe in evidenza dai dati raccolti. Punzi ha parlato di un mondo estremamente variegato che nella sua diversità porta avanti un lavoro indispensabile su tutto il territorio nazionale, consentendo ai vari pubblici di assistere a spettacoli e concerti di altissima qualità.

Nel corso della presentazione sono intervenuti anche il professore di diritto amministrativo all’Università Tor Vergata di Roma, Eugenio Picozza, e il presidente del CLES – Centro di ricerche e studi sui problemi del lavoro, dell’economia e dello sviluppo - Alessandro F. Leon che hanno curato rispettivamente l’introduzione alla parte sui modelli giuridici organizzativi e l’introduzione alla parte sulla gestione economico-finanziaria, la domanda e l’offerta.

Picozza ha sottolineato l’importanza di fare rete con le istituzioni, individuando in particolare nel mondo dell’Istruzione un ottimo alleato, partendo dalle novità introdotte dal decreto Buona Scuola che ha inserito i linguaggi del cinema e dello spettacolo dal vivo nel piano triennale dell’offerta formativa delle scuole. Leon ha invece evidenziato alcune delle qualità del mondo della lirica e della musica emerse dal Quaderno, come la capillare diffusione sul territorio e la grande capacità di adattamento alle difficoltà.

Tra i rappresentanti delle diverse associazioni del settore, sono intervenuti Giuseppe Gherpelli, presidente ATIT (teatri di tradizione), Marco Parri, presidente ICO (istituzioni concertistico orchestrali),Francesco Maria Perrotta, presidente Italiafestival, Alfonso Malaguti, presidente AIAC (attività concertistiche), Claudio Lepore, presidente ANTAL (teatri attività liriche), Gianni Pini, presidente I-Jazz (festival jazz italiani), Francesco Pollice, presidente AIAM (attività musicali) e Gino Vallerugoper l’ANBIMA (bande musicali).

FONTE: http://www.agisweb.it/

Audizione Franceschini in commissione cultura.

 

Comunicati ANSA

Fondazioni liriche: Franceschini, da Fus 180 mln ultimi anni
Da sole assorbono il 47% risorse fondo unico spettacolo
VERONA

(ANSA) – VERONA, 28 APR – “Le risorse del Fus destinate negli ultimi anni alle Fondazioni Liriche superano i 180 milioni milioni e da sole rappresentano il 47% di quello che si spende per il Fondo unico per lo spettacolo“. Così il ministro di Beni culturali e turismo, Dario Franceschini, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato sul commissariamento della Fondazione Arena di Verona. “Nell’altra metà del Fus – ha spiegato – c’è tutto il resto: la musica, la prosa, la danza, il teatro di tradizione, il cinema”. “E’ evidente – ha aggiunto – che un’operazione numericamente così importante sta in piedi in presenza di due requisiti”. “Il primo – ha sottolineato Franceschini – è: il fatto che la lirica italiana essendo una bandiera e un’ eccellenza del paese e un veicolo di credibilità per l’immagine internazionale dell’Italia, si riesce ad utilizzarla anche come una grande vetrina promozionale all’estero”. “Il secondo – ha continuato – è un meccanismo virtuoso di gestione. E il fatto che si sia intervenuti sempre a salvare chi ha gestito male, può mettere in moto meccanismo non virtuosi”. “Credo – ha aggiunto – che la correzione dei meccanismi legislativi debba avere un’ assunzione piena di responsabilità, andando a incidere anche su questa natura ibrida delle Fondazioni lirico-sinfoniche, che sono fondazioni di diritto privato, ma appartengono alla sfera del pubblico”. “Sono di diritto privato e lo Stato non ha potere di intervento, ma solo di vigilanza” ha concluso il ministro Franceschini che aveva aperto la sua relazione ricordando che “dopo l’entrata in vigore della legge Bray su 14 fondazioni lirico-sinfoniche, 8 avevano subito fatto domanda di accedere al fondo rotativo: il Petruzzelli di Bari, il Teatro Massimo di Palermo, il Maggio Musicale Fiorentino, il San Carlo di Napoli, il Teatro Verdi di Trieste, il Teatro Opera di Roma, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova. In quella sede non aveva fatto domanda la Fondazione Arena di Verona”.

Teatro: Franceschini, stagione lirica estiva Arena si farà
VERONA
(ANSA) – VERONA, 28 APR – “La stagione lirica estiva all’Arena di Verona si svolgerà regolarmente”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, nel corso dell’audizione alla Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato sul commissariamento della Fondazione Arena di Verona. “Lo svolgimento del festival estivo – ha spiegato Franceschini – era uno dei due compiti indicati nel decreto di nomina del commissario Carlo Fuortes. E la stagione estiva all’Arena si farà”. “L’altro punto espressamente indicato – ha aggiunto – era di verificare la possibilità di presentare un piano di risanamento vero entro il 30 giugno, termine previsto dalla Legge di Stabilità 2016 per poter far domanda di accedere ai benefici della legge Bray”. “Si richiede un piano di risanamento sostanziale e credibile, oppure in assenza di questa possibilità si dovranno avviare gli atti per la procedura di liquidazione della Fondazione Arena” ha ribadito Franceschini. “Quindi – ha concluso – o ci sarà il piano di risanamento, o la liquidazione. Questo è il quadro complessivo della situazione della fondazione lirico-sinfonica veronese”.

Teatro: Franceschini, Arena Verona diversa altre fondazioni
VERONA
(ANSA) – VERONA, 28 APR – “Ritengo che l’Arena di Verona abbia una situazione molto particolare rispetto alle altre fondazioni lirico-sinfoniche, che a mio avviso deve essere affrontata capendone le peculiarità”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, riferendosi alla riunione delle commissioni Cultura di Camera e Senato sul commissariamento della Fondazione Arena di Verona. “A differenza delle altre Fondazioni lirico-sinfoniche – ha spiegato il ministro – l’Arena di Verona ha una stagione estiva molto forte, che funziona con ottimi incassi, mentre al contrario non va così nella stagione invernale”. “Pertanto – ha aggiunto – il compito di capire questa specificità particolare è del commissario e del Comune di Verona, e del ministero nelle sue funzioni di vigilanza”. “Però – ha continuato Franceschini – al di là della natura specifica dell’Arena e dei numeri della crisi che ci hanno imposto di affrontare questa situazione in maniera molto determinata, credo che sia utile una riflessione sulla natura giuridica delle fondazioni lirico sinfoniche e sul messaggio che è stato dato inevitabilmente in questi anni, ma che è un messaggio non positivo sotto l’aspetto pedagogico. Tra le 14 fondazioni lirico-sinfoniche quelle che hanno gestito in modo virtuoso il loro bilancio – ha osservato – hanno visto che gran parte delle risorte sono andate a chi ha gestito male il proprio bilancio”. “Questo – ha concluso – è avvenuto attraverso un prestito, perché il fondo rotativo è un prestito, mentre i criteri nuovi del Fus hanno teso a premiare le fondazioni più virtuose”.

Fondazioni liriche: M5s, insufficiente audizione Franceschini

(ANSA) – VERONA, 28 APR – “Quanto ha esposto stamane il
ministro Franceschini, parlando alle Commissioni Riunite della Fondazione Arena, è insufficiente”. Lo ha detto il deputato del Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati, commentando l’audizione di oggi del ministro dei beni culturali e turismo.
“Stiamo assistendo – ha spiegato – ad una situazione davvero paradossale. Da una parte il ministro garantisce la stagione lirica estiva al via il prossimo 24 giugno, dall’altra sottolinea come il commissario Fuortes debba, entro il 30 giugno, presentargli un piano di risanamento oppure si procederà alla liquidazione della Fondazione Arena”. “Forse non si stanno rendendo conto – ha sottolineato – che con questi messaggi contrastanti, si allontanano i melomani, gli appassionati di
lirica che portano un indotto fondamentale per Verona e
provincia, oltre a creare un grave danno di immagine della città scaligera in tutto il mondo”.
Secondo il deputato pentastellato “il ministero non ha vigilato sufficientemente in questi anni, non ha nemmeno controllato che i fondi destinati alla Fondazione Arena venissero gestiti al meglio; ha semplicemente appoggiato, senza
riserve e valutazioni, quanto indicato dal Consiglio di Indirizzo”. “Erroneamente – ha concluso – perché ad oggi la Fondazione ha un buco di bilancio pari a 24 milioni di euro e un Commissario che ieri è andato in tutta fretta a chiedere ad
Unicredit i soldi per pagare gli stipendi di marzo ai lavoratori. Questo non è risolvere un problema è soltanto prendere o perdere tempo”.

Arena Verona: commissario, tutti al lavoro per stagione
Fuortes, flussi vendita sono superiori al 2015
VERONA
(ANSA) – VERONA, 28 APR – “La stagione lirica si svolgerà regolarmente. Tutte le componenti del Teatro sono al lavoro per la perfetta riuscita del 94/o Festival Lirico”. Lo ha detto il commissario straordinario della Fondazione Arena di Verona, Carlo Fuortes, che in una nota dell’ente lirico ha sottolineato che “particolarmente positivo è il dato sui flussi di vendita di questi giorni, che sono superiori a quelli del 2015″. Lo stesso ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini, stamane nell’audizione alle Commissioni riunite cultura di Camera e Senato aveva dato ampie rassicurazioni sullo svolgimento del festival lirico estivo nel più grande teatro all’aperto del mondo. “I numeri attestano la risposta molto positiva del pubblico a dimostrazione del fatto che assistere ad un’opera all’Arena di Verona rimane un’esperienza dal valore unico a cui gli spettatori non intendono rinunciare” ha concluso Fuortes. La 94/a edizione dell’Opera Festival all’Arena di Verona si aprirà il 24 giugno con uno dei titoli più amati dal pubblico, Carmen, a cui seguiranno Aida, La Traviata, Il Trovatore e Turandot, fino al 28 agosto. Si conferma inoltre per la data del 18 luglio lo spettacolo-evento Roberto Bolle and Friends. Per le prime due date in cartellone quasi esauriti tutti i posti di platea, a conferma della positiva risposta del pubblico all’offerta artistica proposta.

 

Arena: Fondazione in liquidazione

Arena Verona,ente lirico in liquidazione

Decisione Consiglio dopo bocciatura piano da parte addetti

(ANSA) - VERONA, 7 APR – Il Consiglio d’indirizzo della Fondazione Arena di Verona ha deciso la messa in liquidazione dell’ente lirico dopo la bocciatura dell’accordo per il contenimento dei costi decisa dal referendum di ieri tra i lavoratori che, con 132 no e 130 sì, avevano respinto il protocollo siglato tra la stessa Fondazione e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, all’uscita dalla riunione ha anticipato che la prossima stagione lirica non è a rischio, ma ha aggiunto che “la decisione sciagurata dei lavoratori comporterà, di conseguenza, l’azzeramento di tutti i posti di lavoro”.

Salviamo la Fondazione Arena

Nella giornata di ieri, dopo minacce di tutti i tipi provenienti dalla Direzione verso i lavoratori, sono stati siglati una serie di documenti (difficile definirli tecnicamente accordi) che in realtà lasciano quasi tutte le questioni aperte e per questo dovranno essere valutati attentamente dall’Assemblea dei lavoratori, convocata presumibilmente per la settimana prossima. Noi crediamo che i benefici concreti per la Fondazione che deriveranno dall’eventuale approvazione di questi documenti saranno pochissimi, nel senso che il piano di rilancio è ancora fumoso e l’unica cosa certa è che la Fondazione Lirica Arena di Verona continuerà ad essere guidata – a quel punto con maggiore forza – da un gruppo di dirigenti che ampiamente hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione. Firmate ancora per il nostro appello, che sarà chiuso la settimana prossima. Ma la nostra azione a supporto del futuro della Fondazione Arena continuerà ancora con maggior energia, grazie al vostro sostegno.

Sergio Noto

 

 https://www.change.org/p/salviamo-la-fondazione-lirica-arena-di-verona-e-i-suoi-lavoratori?tk=SAIn7FwdciUhlR4Bwt2C7TNfNFUyf0sEUSnY3_r9PG8&utm_source=petition_update&utm_medium=email

L’inadempienza del Lirico

Una firma per i colleghi dell’Arena

La Fondazione Lirica Arena di Verona langue con i conti in rosso per oltre 40 milioni di euro e l’unica proposta che viene avanzata dagli amministratori è quella di chiuderla oppure di ridurre pesantemente il numero dei lavoratori.

Tale decisione sarebbe gravissima, soprattutto perché conseguenza di anni di cattiva gestione, che sono la vera causa dei debiti.

Il Ministro, il sindaco di Verona, il consiglio di indirizzo dell’Ente finora hanno dimostrato di non ascoltare nessuna altra voce che quella di piccoli interessi di bottega.

È ora che i cittadini non solo veronesi facciano sentire la loro voce a difesa del più bello spettacolo lirico al mondo. Solo così i dirigenti potranno ritornare sui loro passi e riportare la cultura e la musica al centro dei loro programmi, salvando il patrimonio anche umano della Fondazione Arena di Verona, oggi minacciata di pesantissimi licenziamenti, preludio alla chiusura.

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https://www.change.org/p/salviamo-la-fondazione-lirica-arena-di-verona-e-i-suoi-lavoratori?recruiter=50952656&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

Zedda: proposta di condanna e poi assoluzione

23 Marzo 2016 4 commenti

 

Un anno e sei mesi. È la condanna chiesta dal pubblico ministero nei confronti del sindaco di Cagliari Massimo Zedda accusato di abuso d’ufficio per la nomina di Marcella Crivellenti a sovrintendente del Teatro Lirico.

CAGLIARI - Il pm Giangiacomo Pilia ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi per abuso d’ufficio nei confronti di Massimo Zedda. Il primo cittadino, all’epoca dei fatti presidente della fondazione Teatro Lirico, è accusato di aver imposto nel 2012 Marcella Crivellenti come sovrintendente senza tenere conto dalla manifestazione d’interesse pubblicata in precedenza. La nomina venne poi annullata da una sentenza del tribunale amministrativo regionale.
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CAGLIARI - Due anni e un mese “infiniti”. Tra proteste dei lavoratori del teatro e fiumi di accuse. Il sindaco Massimo Zedda esce indenne dal processo legato alla nomina di Marcella Crivellenti soprintendente del Lirico. “Assolto perchè il fatto non sussiste”, queste le parole di Claudio Gatti, giudice della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari. Rigettata totalmente la richiesta di condanna per abuso d’ufficio, a 1 anno e sei mesi, formulata dal pm Giangiacomo Pilia. Per il neo sindaco metropolitano si tratta di una sentenza che gli spiana definitivamente la strada per il tentativo-bis di conquistare la poltrona più pesante di palazzo Bacaredda. Con la maggior parte dei partiti di centrosinistra – più qualche new entry, dal Psd’Az a alcuni consiglieri di opposizione – e senza più nessuna grana giudiziaria da dipanare, la corsa verso le elezioni comunali del prossimo giguno diventa sempre più interessante.

LA GIOIA DEL PD - ”Con grande soddisfazione apprendiamo dell’assoluzione di Massimo Zedda. Noi non abbiamo mai dubitato della sua correttezza ed onestà, ed oggi la magistratura ce lo ha confermato”, così Nicola Montaldo, segretario dei democrat cagliaritani. La promessa: “Il Pd di Cagliari proseguirà il suo impegno per la riconferma del sindaco e dell’amministrazione di centrosinistra per i prossimi cinque anni”.

Paolo Sebastian Rapeanu