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Archivio Maggio 2012

Nota incontro MiBAC

28 maggio 2012

Il giorno 28 maggio in concomitanza con la riuscita manifestazione, alla quale hanno partecipato tutte e le 14 Fondazioni, si è tenuto l’incontro, da noi richiesto, con il Capo di Gabinetto dott. Nastasi al quale oltre a riportare i contenuti dello stato della trattativa contrattuale, si è richiesto ed ottenuto un incontro con il Ministro Ornaghi già calendarizzato per il 14 giugno alle ore 15.30.

Con l’occasione, si è fatto presente al dott. Nastasi, lo stato di avanzamento del contratto, senza omettere i punti critici del confronto che risiedono innanzitutto sul Coro e le necessità di depotenziare la data di giugno per il blocco degli integrativi.

Da parte nostra come UILCOM, abbiamo nuovamente sottolineato la necessità, qualora si addivenisse ad un accordo sulla parte normativa del CCNL, di riportare nel contratto anche parte della quota economica ad essa riferita presente negli integrativi aziendali, visto che l’atto di indirizzo prevede la non rinegoziabilità delle materie convenute e sottoscritte nel contratto di settore (e noi tutti sappiamo quanto la materia degli orari pesi economicamente negli accordi integrativi),

Nastasi ha comunque fatto presente la difficoltà di ottenere un Decreto che sposti i termini previsti dalla L. 100 sul blocco degli integrativi, auspicando ed al contempo impegnandosi affinché si trovi una soluzione negoziale al problema.

Il 12 e 13 prima dell’incontro al Ministero, riprenderà un confronto serrato con l’Anfols sia in sede tecnica che politica, finalizzato se possibile a realizzare le condizioni di una intesa sul rinnovo contrattuale.

Come UILCOM, siamo impegnati affinchè ciò si determini ma a condizione che venga salvaguardata nell’ordine dei lavori la qualità artistica della prestazione ed una compatibile risposta economica che il Ministero si deve impegnare a dare.

La Segreteria Nazionale

Roma, 31 maggio 2012

Ricostruire sulle macerie

 All’indomani della manifestazione, qualche considerazione a mente più fredda.

 Una sana esplosione di rabbia costruttiva, quella che ci voleva.

Questo è stato ciò che è accaduto a Roma, lunedi 28 al Parco della Musica, rinforzato enormemente dall’appello dei sei Maestri .

Un’esplosione che tutti aspettavamo da tempo, accolta dai quattro rappresentanti dei sindacati nazionali a braccia aperte perchè utile anche a loro che potranno portarla su un tavolo di trattativa dove, da quello che si dice, l’incompetenza e la totale assenza di volontà politica da parte degli interlocutori mandati dal Ministero non ha dato fin’ora modo ai nostri , impegnati com’erano a dover addirittura spiegare la materia del contendere , di portare avanti qualsiasi discussione costruttiva.

La materia trattata: la riforma delle Fondazioni lirico-sinfoniche attraverso rinnovo contrattuale dopo modifica di una manciata di importanti decreti e Leggi che diano uno strumento di gestione più agile e appropriato al nostro settore.

 Facile a dirsi..

 Ho deciso di citare alcuni passi dell’istruttivo, coraggiosissimo e indispensabile articolo uscito qualche mese fà su Paese Sera OnLine a firma di Pietro Acquafredda ( che invitiamo chiunque a leggere per intero) usandolo per chiarirci un po’ le idee. Dividiamo questi stralci, per meglio comprenderci, in sezioni titolate secondo quello che ci sembra importante capire insieme.

 -Qualche buon esempio dell’incidenza della produzione culturale da parte delle Fondazioni musicali, quando funzionano, sull’economia e qualche buon consiglio al Ministro Ornaghi -

 “Recentemente il sovrintendente del Teatro La Fenice, Cristiano Chiarot, ha rivelato che dei 140mila spettatori che ogni anno assistono agli spettacoli (opere, balletti, concerti) dello storico teatro veneziano, ben 110mila circa sono stranieri. Capito signor ministro? E i 15 milioni circa che lo Stato dà a quel teatro, cui vanno ad aggiungersi i contributi locali per un totale di circa 22 milioni di Euro, producono intanto 7 milioni circa di entrate fra botteghino, sponsorizzazioni e biglietti per le visite (quasi 150mila persone ogni anno pagano un euro per poter entrare a visitare La Fenice), senza contare tutto il resto: alberghi, ristoranti, aerei, negozi coinvolti in tale flusso di turismo culturale che investe il nostro paese. Il Ministro dovrebbe sapere che un euro investito nel settore della cultura ne produce quattro, parte dei quali torna allo Stato in forma di tributi di vario genere, ripagandolo ampiamente dei contributi erogati. Ci vuol dire quanti dei 5 miliardi circa che costa la politica tornano allo Stato sotto qualsivoglia forma, oltre quello del bel vivere degli eletti dai capipartito? Il Ministro cominci col dire, invece, che i finanziamenti saranno triennali e certi, che chi non chiude i bilanci in pareggio va mandato a casa ed è responsabile in solido del disavanzo, che chi destina soldi alle istituzioni culturali può interamente detrarseli dalle tasse; che non ci sarà più ‘Pantalone’ che risana i bilanci in rosso degli amici, perché ‘Pantalone è morto’, che le direzioni artistiche devono essere controllate da esperti veri e sopra le parti, perché innanzitutto salvaguardino il patrimonio del nostro repertorio operistico, quello che immancabilmente riempie i teatri. Che i prezzi per andare a teatro devono essere calmierati, fino a quando lo Stato contribuisce, con il suo finanziamento, in maniera considerevole ai loro bilanci, e che si deve riempirli ogni sera, i teatri. Già ogni sera, altra anomalia italiana. “

 - Stratificazioni …-

 “Quali sarebbero queste antiche stratificazioni? Stratificazioni di personale, a seconda delle varie sovrintendenze? Sono soprusi e illeciti dei quali alla politica occorre chiedere conto, non alla musica. La politica anche i teatri ha usato per piazzare, premiandoli, i propri servi; vi sono esempi numerosissimi in tutti gli schieramenti politici, indifferentemente, senza vergogna” .

 - Managers e “managers” -

 “Se si seguissero alcune elementari ma chiarissime regole, e la vigilanza badasse alla sostanza e non alle quisquilie, come sembra aver fatto (e Paese Sera ha denunciato) con una recente circolare il direttore generale dello spettacolo Nastasi, con la quale impedisce di fatto ai migliori strumentisti – nella circolare si dice: a tutti, senza riguardo per i migliori, gli unici di fatto colpiti – di svolgere, nei tempi e modi consentiti, attività artistica autonoma. Perfino se gratuita, anche quella non è consentita.

Poi, invece, si trova il modo per sanare una cantonata, subito dopo averla presa. Si concede l’autonomia di gestione ad alcune istituzioni (Scala, Opera di Roma, e ora, sembra, anche Santa Cecilia) e queste, in nome di tale autonomia, possono autorizzare i propri dipendenti a esercitare anche attività autonoma.

Se poi il Ministro Ornaghi vuole avere notizia della buona amministrazione nelle fondazioni liriche, non ha che da rivolgersi a quattro-cinque indirizzi che volentieri gli forniamo. Si rivolga al Teatro Massimo di Palermo, al sovrintendente prof. Cognata, che ha dichiarato che da sei anni i bilanci del suo teatro sono in pareggio e che i dipendenti non hanno mai dovuto attendere un giorno di più per ricevere lo stipendio – mentre per anni quel teatro è stato il simbolo dello spreco incontrollato; alla Scala , parli a Lissner che ha sempre chiuso i bilanci in pareggio e ha aumentato l’attività; si faccia dire anche da Bruno Cagli dell’Accademia di Santa Cecilia, alla quale pare, in questi giorni, proprio Lei abbia concesso l’autonomia di gestione, in nome della sana amministrazione; senta anche la sovrintendente di Firenze, Francesca Colombo, che si è assunta l’impegno di chiudere il prossimo bilancio in pareggio, dopo quasi dieci con passivi di bilancio. Ascolti anche Cristiano Chiariot, sovrintendente alla Fenice – ma alcuni dati glieli abbiamo forniti anche noi.

Per carità non vada a bussare alle porte di altri teatri, come Genova, Trieste, Cagliari, dove il Ministero – il suo Ministero – ha inviato un commissario senza che nulla sia accaduto di positivo ai bilanci di quei teatri – a differenza di quello che invece è accaduto ai due teatri dove ci è andato di persona il suo direttore generale, in veste di commissario, Nastasi, che ha fatto miracoli – ma come, sarebbe utile sapere. Chieda anche al dott. Ernani, più volte premiato per la corretta amministrazione, mandato via dal sindaco Alemanno perché ‘cattivo amministratore’, richiamato dalla Cancellieri, sua collega di governo, a Catania come consulente per la Sovrintendenza e, dalla stessa successivamente nominato a Bologna sovrintendente (insomma uno o è buono o è cattivo amministratore, non può essere buono per taluni e cattivo per altri; i bilanci, a meno che non siano truccati per scopi poco chiari, sono fatti di numeri e con i numeri non si può imbrogliare).

Dopo che si è opportunamente informato, signor Ministro, gradiremmo che ci spiegasse come mai si è lasciato fare un buco di alcune decine di milioni di Euro al sovrintendente Meli, quand’era al Teatro di Cagliari – notizia vecchia, ma ribadita pochi giorni fa dall’Espresso – che, oggi, si trova per quel buco (25 milioni di Euro) nei guai seri; e perché e chi lo ha poi promosso alla Scala, dove è durato poco, sostituito, prima che fosse troppo tardi, dall’ottimo Lissner, e di lì a Parma, dove pare che faccia navigare la barca del Teatro Regio in cattive acque economiche. Ci spieghi anche perché Gioacchino Lanza Tomasi, sovrintendente a Napoli, viene commissariato – perché nel teatro c’è un buco di bilancio più grande del Vesuvio – ma poco dopo viene nominato a Catania, al Teatro Bellini, consulente ‘per i grandi eventi’ e, non bastasse, il Ministro Bondi lo chiama in una commissione del suo Ministero – dove tuttora siede – quella che dà pareri sulle richieste di finanziamenti e il loro ammontare da parte delle istituzioni musicali. E, colmo dei colmi, Nastasi in una recente intervista, ha lodato come ‘ottimo amministratore’. Ma allora perché il suo teatro, quello di Napoli, è stato commissariato, per l’enorme deficit sotto la gestione Lanza Tomasi?

Si informi prima, ci spieghi poi questi arcani e poi proceda ad emettere i decreti previsti dalla legge delega del suo predecessore, Bondi. Vedrà che non dirà più che qualcosa si deve fare con quegli ‘appena cinquemila addetti e 14 fondazioni liriche’ che si ciucciano ‘200 milioni dello Stato” .

 - le Conclusioni di chi vi scrive –

Per un settore come il nostro, in completa via di ridefinizione, sappiamo che le cose cambieranno inevitabilmente in nome di un’autonomia e diversificazione di gestione locale estremamente più accentuata che nel passato. La quale porrà dilemmi e peculiarità di ogni natura e verso la quale , a mio avviso, non è utile nè verosimilmente praticabile un’ostilità tout court .

L’attuale quadro politico-artistico dei Teatri in Italia sembra avere quattro protagonisti ben delineati : gli Amministratori dei Teatri, gli Artisti lavoratori , la volontà politica e, infine, taluni Musicisti di fama che decidono di spendere il loro nome per sostenere la causa della Cultura . Ognuno di questi quattro protagonisti è chiamato ad uno sforzo precipuo che concorra a migliorare le cose.

Pappano, Muti, Metha, Schiff, Pollini, Gatti, Baremboim ecc. sono insigni personalità che, nel tempo, si sono spese per la causa della Musica (quelli che uno come Pasolini avrebbe con tutta probabilità visto come le “Voci non ancora sopite” in un paese in preda all’omologazione culturale assurta come metodo per governare cose e persone) . Alcuni abitualmente coesi tra loro, altri invece abitualmente in modo separato dagli altri, ma questo non importa. Come non contano nemmeno tanto le motivazioni ora artistiche, ora caratteriali, ora politiche, ora morali (sono certo che esse si mischino sempre) che concorrano a che queste personalità , di quando in quando, decidano di farsi sentire forti e distinte.

Ciò che conta è che la loro auorevole voce è pietra scolpita e le loro parole punti di riferimento imprescindibile per chi è lì ad amministrare e a dettar legge.

Le ricette…. viene alla mente fin troppo facilmente la parola magica : PRODUTTIVITA’. E’ vero. Ma non basta: bisogna anche saper interpretare il momento. Saper fare i conti con un mercato fatto di un pubblico che, più giovane è, più sembra aver saltato a piè pari la generazione di chi andava a Teatro.

In parte la cosa è stata fisiologica: esso è attratto dalle infinite possibilità che la globalizzazione e l’era multimediale forniscono e che, molto spesso, solo apparentemente offrono una “SCELTA CULTURALE VARIEGATA, INFINITA E INDIPENDENTE” . Il paradosso del MacDonald’s lo chiamo io: in luoghi dove ormai tutte le cucine del mondo sono a portata di mano, il rischio è sempre e comunque quello di rivolgersi alla cucina più a portata di mano delle altre. Difendere il nostro patrimonio musicale è il primo passo, ma il secondo subito dopo è il saperlo promuovere con strumenti aggiornati ed una preparazione di altissimo profilo manageriale (MANAGER PREPARATI E SPECCHIATI) che operi su BASI LEGISLATIVE DEGNE . Quest’ultimo è il punto fondamentale: senza una Legge ad hoc per il nostro settore le chiacchiere stanno a zero. E in tal senso la Legge 100, in tutte le sue parti, è un macigno assurdo che rischia di schiacciare qualsiasi cosa incontri sul suo cammino.

 In quanto a noi ARTISTI, quelli che la Cultura non la raccontano né la gestiscono ma la fanno (con la fortuna o la disgrazia sulla testa a seconda delle mani dalle quali vengono gestiti) , dovremo fare la nostra parte e già, mi pare, in parte almeno la stiamo facendo : lo dimostra la nostra capacità di continuare ad essere quello che siamo nonostante le intemperie, il nostro continuo aggiornamento professionale, l’amore col quale ogni giorno ci dedichiamo allo studio e all’esecuzione ; la consapevolezza che tempi , metodi e strumenti nella divulgazione culturale stanno cambiando.

 Dobbiamo fare di tutto perché la gente non debba smettere definitivamente di venire a sentirci cantare, suonare e danzare nei Teatri e nelle Sale.

Vedremo se tutti i protagonisti di questa storia, già in buona parte scritta non nel migliore dei modi, riusciranno a vincere la scommessa di concluderla almeno con un seppur parziale e tardivo lieto fine . O se, nonostante tutti i nostri sforzi , chi è dall’altra parte mostri una tale arroganza da non tener conto di nulla che no sia la volontà di annientare il nostro Patrimonio.

 Carlo Putelli

(si ringrazia Gianluca Floris per il magnifico lavoro che sta portando avanti “anche” con il suo blog http://costruiresumacerie.org/2012/01/26/spettacolare-articolo-di-paese-sera-sulle-fondazioni-liriche-italiane/ il nome del quale, “Costruire su macerie” appunto, ha ispirato il titolo di queste quattro righe , dove potrete trovare anche l’articolo dal quale ho preso i periodi virgolettati )

Loi direttore amministrativo

30 Maggio 2012 Nessun commento

Comunicati stampa

Alessio Loi nominato direttore amministrativo della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

L’incarico affidato dal Presidente della Fondazione Massimo Zedda avrà una durata di tre mesi
Teatro Lirico di Cagliari

E’ il dottor Alessio Loi il direttore amministrativo che per i prossimi 90 giorni lavorerà alla Fondazione Teatro Lirico di Cagliari.
Già dirigente del Consiglio regionale, con una lunga esperienza nelle amministrazioni pubbliche e nella gestione di società private, il dottor Loi inizierà ufficialmente la collaborazione a partire dal primo giugno, ma in queste ore sta iniziando ad acquisire le informazioni utili per il suo lavoro .

Il dottor Loi firmerà un contratto di collaborazione della durata di tre mesi e dell’importo totale di cinquemila euro lordi.

Nel frattempo si sta preparando la pubblicazione della manifestazione di interesse per la scelta del nuovo sovrintendente, che avverrà entro la fine di giugno.

L’avviso sarà presente sulla carta stampata locale e nazionale, sulle riviste e sui siti internet specializzati.

29 maggio 2012, 17:11

TESTATA GIORNALISTICA COMUNE DI CAGLIARI

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Fistel-Cisl, comunicazioni sulla manifestazione

29 Maggio 2012 1 commento

COMUNICATO

 Vi diamo nota della manifestazione di ieri a Roma con particolare riferimento alla conclusione della stessa con la ricezione da parte del Direttore Generale dello Spettacolo dal Vivo dr. Nastasi della delegazione guidata dalle segreterie nazionali al ministero dei beni e attività culturali.

Un grazie a tutti quelli che hanno ritenuto opportuno promuovere il raduno degli artisti, dei tecnici e di tutti i lavoratori a Roma per dare un segnale forte all’Anfols, controparte di un contratto che sta avendo una trattativa prolungata ed estenuante spesso impegnata su argomentazioni sterili non fosse altro perché riguardano situazioni già attive in tante fondazioni, ed alle Istituzioni che attraverso il varo di decreti e leggi ritorsive della negoziazione sindacale stanno a ledere il diritto dei lavoratori dello spettacolo non solo a rinnovare il proprio contratto ma anche ad esercitare all’esterno delle Fondazioni per accrescere la propria professionalità e soprattutto per portare l’arte italiana al mondo.

La Fistel-Cisl ha ritenuto giusto collaborare con i promotori e di più ha ritenuto giusto dare agli stessi il ruolo che si erano meritati invitandoli a prendere la parola durante la manifestazione e riservandogli due posti nella propria delegazione che è salita al Ministero come, lasciatemelo dire, non ha ritenuto giusto il voler  da questi pubblicamente affermare che la spontaneità dei lavoratori ha mosso il sindacato.

La volontà e l’impegno di rappresentare al meglio i lavoratori sono testimoniate in tutte le dichiarazioni e in tutti gli interventi assembleari della FisTel-Cisl, e chiudo qui una nota che non vuole accendere polemiche ma dare ad ognuno il suo.

Un grazie anche a tutti gli intervenuti, con proprie risorse va sottolineato, perché fanno capire che è sveglia la coscienza dei lavoratori ed è chiara la situazione a dir poco grave di tutto il settore, privato sempre più del sostegno economico e mortificato dagli effetti della legge 100 e dai lasciti di una incapacità gestionale.

Appunto la pressione di alcuni articoli della legge 100 che entrerebbero in applicazione qualora il 30 giugno non fosse raggiunta l’intesa per il rinnovo contrattuale ma che anche alla firma troverebbero uno spazio a dir poco ritorsivo sulla parte economica ci induco a serrare i tempi di confronto con l’uso di qualsiasi mezzo di agitazione e all’occorrenza di vertenzialità.

L’incontro con Nastasi ha posto con chiarezza sul tavolo queste considerazioni ed anche il resoconto della trattativa contrattuale che appare lenta e stagnante, tanto che ad oggi ancora non sono stati forniti dall’Anfols i documenti riguardanti i maestri collaboratori, i corpi di ballo e gli amministrativi su cui aprire il confronto.

Il Direttore Generale dello Spettacolo dal vivo ha recepito l’urgenza e la necessità di poter essere utile al tavolo negoziale invitando la parte Anfols ad essere più sollecita.

Di più si è dichiarato disponibile a recepire dalle parti un resoconto della situazione per aiutare a limare, dove possibile, i punti di non condivisione.

Ritiene, al pari nostro, che la possibile soluzione contrattuale è necessaria per dare al Ministro idea che le parti abbiano ancora la piena gestione del settore e siano in grado, se aiutate, di programmarne il futuro e sulla possibilità di arrivare ad una bozza conclusiva del contratto stesso da presentare al Ministro ha dato impegno per una riunione con lo stesso, se necessario unitamente all’Anfols, per la giornata del 14 giugno.

Diverso a suo dire lo scenario che riguarda l’intervento sul contratto della legge 100, dove l’applicazione degli articoli non può essere sospesa e/o rimossa che da una altra legge cosa questa che l’attuale scenario governativo italiano non lascia pensare di ottenere.

Anche qui, suggerendo la possibile conversione negli articoli contrattuali di alcune situazioni ad oggi messe in esercizio dagli integrativi, si è posto a disposizione per verificare le possibilità di ammortizzare nel contratto stesso gli effetti della legge.

Al fine riteniamo l’incontro sostanzialmente positivo e ci poniamo a sollecitare la veloce ripresa del tavolo negoziale per il rinnovo del  contratto.

La segreteria nazionale

Maurizio Giustini

Roma, 29 maggio 2012

Rassegna stampa di ieri

29 Maggio 2012 Nessun commento

Alcuni articoli riguardanti la manifestazione di ieri a Roma delle Fondazioni Lirico-sinfoniche

Corriere adriatico

Conquiste del lavoro

Il tempo

Tafter

Correre della sera

Online-news

Andrkronos

 

Le 14 fondazioni unite in una voce

La manifestazione di ieri a Roma, che ha unito le 14 fondazioni in un unica voce. Sorrisi e amarezza. Sorrisi perchè nonostante tutto vogliamo che la nostra arte viva, ed esserci incontrati ci ha dato una forza maggiore per andare avanti.

L’amarezza non ha bisogno di spiegazioni.

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Ci sono i nomi?

29 Maggio 2012 2 commenti

Aspettando il consulente artistico e il consulente amministrativo, i dipendenti del Teatro lirico si arrangiano a preparare gli spettacoli. C’è una fiducia di fondo nel fatto che il sindaco Massimo Zedda, presidente del consiglio di amministrazione, abbia davvero in tasca il nome dei due tecnici necessari per assicurare la stagione decentrata e quella che si svolge nel teatro di via Sant’Alenixedda. I nomi erano stati promessi per la fine della settimana scorsa, il presidente sindaco aveva faticosamente ottenuto una delega dal consiglio di amministrazione per presentare due nomi coi quali traghettare il Teatro fino alla scelta del prossimo soprintendente. Il timore di finire invece nelle mani di un commissario straordinario inviato in fretta dal ministero era una mina vagante per gli umori dei dipendenti la settimana scorsa, in questi ultimi giorni si registra una minore tensione. Forse è stato d’aiuto il fatto che il sindaco alla fine non si è dimenticato di firmare in tempo i mandati di pagamento degli stipendi: preso da molte cose, ma attento all’essenziale è il messaggio che il tornare in fretta da Oristano martedì scorso proprio per pagare gli stipendi è stato di fatto colto dai dipendenti. Non c’è stata maretta neppure per la mancata concessione di un incontro presidente-sindacati. Questi ultimi devono aver accolto l’idea di un presidente molto impegnato ma non distratto dal problema fondamentale di mandare avanti il Teatro e farlo sopravvivere alla programmazione giudicata molto riduttiva (da commissario straordinario, più che da soprintendente) del soprintendente congedato Gennaro Di Benedetto. Sarebbe cocentissima la delusione se i nomi non arrivassero a breve come promesso e si profilassero colpi di scena sgraditi come un nuovo intervento del ministero dopo quello che ha bocciato la scelta di incaricare un consigliere di fare le veci del soprintendente. Intanto Le Nozze di Figaro hanno trovato un regista:Marina Bianchi. Le scene saranno quelle del 1997 custodite nei magazzini. Resta l’incognita costumi, chi li fa? Chi li paga? (a.s.)

La Nuova Sardegna 29.05.2012

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Appello dei direttori al Ministro Ornaghi

APPELLO DI ANTONIO PAPPANO, CLAUDIO ABBADO,  MAURIZIO POLLINI, ZUBIN MEHTA, DANIEL BARENBOIM, DANIELE GATTI

AL MINISTRO LORENZO ORNAGHI

 

 Lunedì 28 maggio p.v., i Professori dell’Orchestra, gli Artisti del Coro, i Lavoratori tutti dell’Accademia di Santa Cecilia e delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, si riuniranno a Roma in Piazza Santi Apostoli (a partire dalle ore 14.00) per manifestare contro la Legge 100 e per la salvaguardia dell’intero settore della Cultura in Italia, quale patrimonio di inestimabile valore.

 

Immediata è stata l’adesione all’iniziativa delle più grandi e autorevoli personalità della Musica quali Antonio Pappano, Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Daniele Gatti che hanno espresso, inoltre,  profonda preoccupazione per la difficile situazione sottoscrivendo un documento unico, un accorato appello al Ministro Ornaghi di cui si riporta l’intera stesura:

 

“Ho appreso della manifestazione spontanea dei musicisti delle fondazioni liriche e sinfoniche italiane, in difesa della cultura e della musica come patrimonio dell’Umanità, fissata per il prossimo 28 maggio. Do la mia personale adesione all’iniziativa e alle sue motivazioni e mi rivolgo con questo appello al Signor Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Prof. Lorenzo Ornaghi.

Mi risulta, Signor Ministro, che dal 1° gennaio sia stato fatto divieto ai musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche di poter svolgere attività autonoma. Trovo inconcepibile e innaturale, dal mio punto di vista, che possa essere vietata a un musicista la libera espressione artistica.

Non trovo una logica in questo divieto, attuato per effetto di legge solo in Italia; un divieto che non esiste in nessun paese democratico, né in Europa né nel resto del mondo.

Il fatto poi che il divieto riguardi solo i musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche, mentre coloro che insegnano nei Conservatori o che fanno parte di altre Istituzioni musicali continuino a fare legittimamente attività artistiche autonome, è assolutamente incomprensibile. Mi auguro che si trovi un’urgente soluzione a questa mortificante situazione.

Approfitto di questo appello, Signor Ministro, per sottoporre alla Sua sensibilità un’altra questione delicata: quella del rinnovo del contratto di lavoro per i lavoratori delle Fondazioni liriche e sinfoniche, scaduto ormai nel 2003. Attendiamo pertanto da quasi dieci anni che esso venga rinnovato come prevedrebbe, oltre che la normativa, anche il buon senso.

Immagino, dopo tanti anni, che il vecchio contratto possa non essere più in linea con i tempi e, visto che le parti interessate stanno lavorando per il suo rinnovo, La prego, Signor Ministro, di far sì che si possa dotare la musica di un contratto moderno, che guardi ai migliori modelli europei, che possa ridare entusiasmo al settore e dotare le Fondazioni di utili strumenti per meglio poter competere con le altre grandi Istituzioni musicali mondiali.

Nel porgerLe i miei più sentiti e cordiali saluti, mi permetto di mettere a Sua disposizione la mia esperienza musicale e la mia conoscenza dei teatri internazionali.

 

F.to

Antonio Pappano, Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Daniele Gatti.

(le firme autografe sono depositate in Accademia)

 

Da Piazza S.S. Apostoli una delegazione delle Fondazioni si recherà in Via del Collegio Romano, sede del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con il preciso intento di essere ricevuta dal Ministro Ornaghi.

La protesta, in piazza, sarà caratterizzata da happening musicali dove l’Orchestra e il Coro, il cui organico vede gli artisti delle 14 Fondazioni, eseguiranno musiche di Haendel, Mozart, Verdi, Beethoven e il Corpo di Ballo danzerà sulla musica di Čajkovskij.

Roma: programma della manifestazione

 “La Carica dei 100&1”  

Manifestazione in Musica  delle Fondazioni musicali italiane

in favore della   Cultura  e contro le leggi e i decreti che la mortificano.

 PROGRAMMA

Lunedi 28 maggio c.m. , si terrà la manifestazione unitaria dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche  con il sostegno di CGIL CISL UIL FIALS , con un concentramento in Piazza SS Apostoli (vicino a Piazza Venezia ) a partire dalle

ore 14.00. 

Nell’occasione gli Artisti delle Fondazioni offriranno alla cittadinanza   un spettacolo di carattere musicale e  danzato distribuito in vari momenti  (non consecutivi) .

I brani* che verranno eseguiti sono : 

G.Verdi – Nabucco : “Va Pensiero    

W.A.Mozart  –Requiem : “Dies Irae

 G.F.Haendel- Messiah : “Hallelujah

 L.van Beethoven- Sinfonia n.9 , IV movimento “An die Freude”  , iniziando da batt.517. Taglio da batt. 763 a  843. Da 844 vive fino alla fine .

P.I. Tchaikovsky:  estratto dal Lago dei Cigni (con  il Balletto dell’Opera di Roma)

G.Mameli : Inno (eventuale)

 Sono assolutamente accette iniziative da parte delle Compagnie di Danza, oltre a quella già pianificata dell’Opera di Roma,  purchè di natura compatibile  con lo spazio  a nostra disposizione

In seguito si attuerà un presidio  in via del Collegio Romano, sede del Ministero  dei Beni  e  Attività   Culturali,  con la finalità che venga ricevuta dal Ministro una delegazione   mista tra lavoratori e Sindacati

Il Corteo Potrà stazionare nelle zone suddette fino e non oltre le  h 19,00.

Stipendi salvi

CAGLIARI – Giornata di suspence ieri tra i lavoratori del Teatro lirico sul tema stipendi: da lunedì si aspettava che il sindaco Massimo Zedda presidente del consiglio di amministrazione e, in questo momento di vuoto artistico e amministrativo, plenipotenziario del Teatro, firmasse i mandati di pagamento. Martedì non l’aveva fatto, ieri mattina era a Oristano, nel pomeriggio però un viavai di autisti avrebbe risolto il problema di far arrivare a Zedda le carte e quindi gli stipendi giungeranno regolarmente nel giorno stabilito, il 27. Ancora ieri si sono riuniti i dipendenti iscritti alla Cgil per decidere come gestire l’attesa di un incontro chiesto urgentemente da tutte le 8 sigle sindacali la settimana scorsa e ancora privo di riscontro. Il sindaco lunedì ha faticosamente ottenuto una delega dal consiglio di amministrazione per portare i nomi di un consulente artistico e di un consulente amministrativo, il portavoce ha annunciato che questi arriveranno entro la fine della settimana, l’attesa per certi aspetti inspiegabile sta aggiungendo preoccupazione. I due consulenti servono per aspettare senza traumi l’arrivo del soprintendente che il sindaco potrebbe presentare al cda per il voto (il soprintendente si elegge a maggioranza assoluta dei componenti del cda) senza bisogno di bandire una manifestazione d’interesse come invece ha deciso di fare d’accordo col cda. Intanto i dipendenti fanno quello che possono per non perdere tempo negli allestimenti, ma serve qualcuno che decida per esempio se, per Le Nozze di Figaro in programma a fine giugno, si possono ripescare gli allestimenti del 1997 ancora in magazzino. E anche dove andare a cercare i costumi: non ce ne sono neppure in magazzino. (a.s.)

Categorie:Cultura, Lirica, Musica, Spettacoli, Teatro Tag:

Luoghi comuni

Il tenore Gianluca Floris prova a fare un quadro dell’attuale situazione del teatro cercando di sfatare molti luoghi comuni

Vi fidate?
sono venti anni che faccio l’artista lirico, e lo faccio nei più grandi teatri del mondo. Sono rappresentato da una delle più grandi agenzie internazionali, faccio il regista e lavoro su progettazioni internazionali in Cina e in Scandinavia. Tutto il mio reddito con il quale vivo deriva da questa mia attività e conosco il settore a menadito, con i suoi problemi e le sue potenzialità.

Quando si parla di Lirico di Cagliari sento una quantità tale di castronerie che faccio fatica a stare zitto e adesso qualcosa bisogna che io dica. Ci sono delle convinzioni radicate che sarebbero scusabili in un passante occasionale, ma non si possono perdonare comunque. Mi da fastidio che la gente abbia delle convinzioni false sul teatro della mia città e voglio dare il mio contributo per combattere queste astrusità.
Iniziamo.

“Il Lirico di Cagliari ha un problema di soldi”.
Non è vero, è falso, è una corbelleria, una castroneria, una inesattezza, una stupidaggine. Chi lo dice non sa quello che dice, riferisce cose sentite da altri che, come lui, non sanno nulla dei problemi del Lirico.
Il Lirico di Cagliari per quest’anno ha a disposizione:
9 milioni di euro dal FUS del MIBAC
9 milioni di euro dalla Regione Sardegna
2milioni e 4 o più dal Comune di Cagliari
Altri 2milioni e sei dalla Regione per un progetto Ca-SS

Fanno 22milioni e briscola dalle quali si tolgano:
14 milioni di spese di personale
un milione e mezzo di mutuo per tutto il “famoso” buco lasciato dai tempi passati.

Rimangono più di sei milioni di euro da spendere per altro. Tenete presente che una stagione lirica, sinfonica e di balletto che prevedesse spettacoli TUTTI I MESI DELL’ANNO non costerebbe nemmeno 3 milioni.

Quindi il Lirico NON HA un problema di soldi, ha un problema di governance finora inadeguata. Punto.

“Il problema del Lirico sono le agenzie”
Ma chi è che si permette di dire stupidaggini di così enorme portata? Ma voi lo sapete come funzionano le agenzie? Lo sapete che l’agenzia la paga solo l’artista senza nessun aggravio per il teatro? Lo sapete che, se abbiamo ancora una stagione, lo dobbiamo al favore che tutte (indistintamente) le agenzie italiane hanno voluto farci concedendoci artisti a prezzi da teatrino di parrocchia? Lo sapete quanto è il cachet di un artista di caratura internazionale come De Candia, Alajmo, Antoniozzi o altri che sono venuti? No che non lo sapete. E sapete quali sono invece i cachet ai quali hanno accettato di venire? No? Beh, per essere rispettoso della privacy vi dico che sono tutti venuti a un terzo del loro cachet (UN TERZO). E questo lo dobbiamo alle famigerate agenzie di cui vi riempite la bocca senza sapere un cappero salato di quello che dite.

“La Lirica non piace più, bisognerebbe fare altro nel teatro”.
Anche questa è una delle corbellerie frequenti. Qualsiasi massaia che passa di qua si può permettere di dire delle astrusità di questa portata, ma non dovrebbero dirlo perché la Lirica è uno dei pochi settori di spettacolo IN CRESCITA DI PUBBLICO secondo i dati SIAE. Dovrebbe sapere che in un teatro come Cagliari, ogni opera di grande repertorio viene vista da almeno 9mila spettatori REALI fra repliche, prime e generali. Non piace più a chi? Ma di che cosa state parlando? Ma siete di quelli che sentono parlare della lirica solo quando TG4 parla della prima della Scala e siete ancora convinti che al teatro ci vadano le signore con la pelliccia? Ma ci siete mai venuti al lirico? No? E allora come vi permettete di dire codeste corbellerie?

“Dovremmo far cantare solo i giovani”
Un’altra delle stupidaggini che sento di frequente. Ma io mi permetto di dire, poniamo, ad un ortopedico che deve levarsi dalle scatole e lasciare il reparto in mano a una manica di pischellini che non sanno la differenza fra un omero e Omèro? Ma secondo voi il Lirico di Cagliari riceve 22 milioni di soldi pubblici per fare il teatrino della parrocchia o il festival delle debuttanti? Avanti un altro? La Corrida? Qasi Night? Ma come vi permettete di esprimere pareri artistici e di gestione di una macchina importante e delicata della quale non sapete nulla perché il quando si apre il sipario siete sempre stati in platea e non sapete nemmeno che cosa è un “camauro” o una “italiana” o una “antepiano”?

Insomma:
vi voglio dire una cosa: il Lirico non ha bisogno di altri soldi, non ha bisogno di idee artistiche che arrivino dalla strada, non ha bisogno di consigli da parte di chi nulla sa e che ragiona da profano.

Il Lirico ha bisogno di una governance seria e competente e basta. Ha bisogno di riportare il livello qualitativo e quantitativo della produttività ai livelli di cui è capace. Punto.

Fatevi tutti portavoce di questa fondamentale istanza che adesso, con il prossimo bando, potrà realmente essere soddisfatta.

Di luoghi comuni, francamente, non ne abbiamo più bisogno. Grazie.

Gianluca Floris.

Ill.mo signor Ministro Lorenzo Ornaghi

Grande evento musicale

Le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL, FIALS di categoria fanno propria la spontanea iniziativa dei lavoratori dello spettacolo che il giorno 28 maggio porteranno in piazza SS Apostoli e sotto la sede del Ministero, a Roma, la musica italiana per reclamare la difesa di un patrimonio dei cittadini e diffonderla secondo i dettami dell’articolo 9 della Costituzione Italiana.

Le Organizzazioni Sindacali invitano tutti i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, della musica, dello spettacolo e tutti i cittadini alla partecipazione perché questa giornata dica NO alle leggi e ai decreti contro la cultura, prima fra tutte la Legge 100, per rimuovere l’insensibilità al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di settore e quella di un apparato istituzionale che, tagliando i fondi a sostegno della cultura, mortifica la crescita dell’uomo nella società.

Entro domani sarà diffusa dettagliata programmazione della giornata di mobilitazione.

Roma, 21 maggio 2012
p. LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTeL-CISL UILCOM-UIL FIALS-CISAL

SLC-CGIL FISTeL-CISL UILCOM-UIL FIALS-CISAL
Via Ofanto, 18 00198 Roma Via Palestro, 30 00185 Roma Via Tor Fiorenza, 35 00199 Roma Via Montebello, 39 50123 Firenze
Tel 06 8411288 – Fax 06 8546780 Tel 06492171 – Fax 06 4457330 Tel 06 8622421 – Fax 06 86326875 Tel. /Fax 055 212439

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Un barese per il Lirico

21 Maggio 2012 4 commenti

http://www.megamodo.com/category/photo-gallery/

L’indiscrezione è stata pubblicata questa mattina su un quotidiano sardo: un barese potrebbe essere il futuro sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari. I nomi in pole-position sono addirittura quelli di due baresi: il direttore dell’Apulia Film Commition, Silvio Maselli, 37 anni, e Franco D’Ippolito, 59 anni, consulente della giunta regionale, in modo particolare dell’assessore Silvia Godelli, per conto della quale si occupa dell’attività di supporto alla direzione dell’Area Politiche per la Promozione del Territorio, dei Saperi e dei Talenti. Insomma, sia Maselli sia D’Ippolitico sono sicuramente “gestori” di attività di spettacolo e culturali pugliesi, così come entrambi sono molto vicini al presidente della Regione Nichi Vendola. Una collocazione politica che per certi versi potrebbe avere anche più peso delle competenze amministrative indiscusse che i due baresi hanno nel mondo dello spettacolo, visto che a scegliere il sovrintendente è anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, da un anno alla guida del capoluogo della regione, quasi a sorpresa, dopo aver vinto lo scorso anno le primarie del centrosinistra. Da tutti considerato una creatura del governatore pugliese. Ora, i soliti mal pensanti commentano l’indiscrezione guardan­do al futuro direzione Bari. Nel senso che il giovane Maselli, per esempio, alla scadenza del commissario del Petruzzelli, Carlo Fuortes, potrebbe essere uno dei candidati alla sovrintendenza del teatro lirico di Bari, proprio per aver fatto esperienza nel “Lirico” di Cagliari. Insomma, un bel salto di carriera per il direttore dell’Apulia Film Commition: dopo la gestione del cinema pugliese quella del teatro lirico più importante della Sardegna.

Mariateresa D’Arenzo

http://www.barisera.net

 

Parlano i sindacati

Cagliari – La Segreteria della Uilcom intende porre all’attenzione del Sindacato di Cagliari e Presidente della Fondazione lirico sinfonica della città, alcune considerazioni riguardanti la delicatissima situazione che grava sul Teatro.
“Nonostante l’ormai certa stipula del mutuo, richiesta a gran voce da codesta Segreteria da più di un anno, persistono insostenibili elementi di incertezza e confusione nelle strutture vitali della conduzione del Teatro. A cominciare dalla imbarazzante interruzione del prezioso contributo che il Sovrintendente pro-tempore il dott. Oscar Serci si è visto suo malgrado costretto a mettere in atto dopo una presa di posizione dal parte del Ministero” afferma il Segretario generale Uilcom Tonino Ortega.
La denuncia prosegue con riferimento alla mancata assegnazione dei fondi Por per la collaborazione CA-SS, per la quale la Uilcom Sardegna “manifesta tutto il proprio disappunto per l’incapacità politica che ha contraddistinto la vicenda. A fronte di un comunicato stampa comunale del 15 marzo in cui si annunciava con troppa fretta la realizzazione di un progetto artistico triennale finanziato con 4,7 milioni di fondi Por-Fesr, finanziamenti europei, oggi dobbiamo essere grati della preziosa sensibilità della Regione a rimpiazzare parte di quei fondi perduti per promuovere l’attività lirica nel territorio.”

“Spiace constatare” afferma il Segretario Generale Uilcom Sardegna Tonino Ortega “che anche in questa vicenda un po’ più di scaltrezza e diplomazia avrebbe evitato l’ennesima decapitazione delle strutture dirigenziali del Teatro. Ma non solo: in appena due settimane il Sovraintendente pro-tempore Serci ha saputo spendere la propria personale credibilità ed è stato capace di ottenere, di concerto con l’Assessore alla programmazione La Spisa e l’assessore Milia le condizioni indispensabili per l’erogazione dei fondi Regionali, articolando in tempi record un progetto credibile quanto indispensabile. ”
E ci tiene a sottolineare Ortega come ” la perdita di questi finanziamenti europei finalizzati alla valorizzazione e alla diffusione della musica lirica composta da autori sardi ci sembra, soprattutto in questi tempi di crisi, un danno clamoroso per il Teatro e per i cittadini sardi da non ripetere in futuro, attivandosi per tempo per affidare alle giuste professionalità la formulazione dei progetti idonei al rilancio del Teatro”.
“Resta il punto dolente” prosegue Ortega: “siamo a chiederci per l’ennesima volta perchè ci ritroviamo senza un Sovrintendente che possa garantire le giuste competenze per riorganizzare il lavoro e progettare il rilancio del Teatro. Così come lamentiamo l’assenza da ormai quasi due anni di un Direttore Artistico che possa farsi garante della qualità delle scelte artistiche di un Teatro che, fino a prova contraria, produce musica”, manca il capo del personale e delle relazioni sindacali ed in infine il responsabile della programmazione è un precario con il contratto che scade a giugno del 2012.

L’unico punto di riferimento per la salvezza di più di 350 stipendi è il presidente della Fondazione il Sindaco Massimo Zedda, con il quale è impossibile colloquiare ma soprattutto attraverso il quale sembrerebbe impossibile conoscere, se formulate, le linee guida dei progetti industriali per il futuro del Teatro
“Con questa preoccupazione” conclude il Segretario Ortega “attendiamo con ansia di sapere come il Sindaco Zedda intende salvare il Teatro Lirico di Cagliari. Cagliari 18 maggio 2012 Tonino Ortega

Le altre 7 sigle : COMUNICATO STAMPA
SLC-CGIL
FISTEL-CISL
USB
FIALS-CISAL
SANTER
LIBERSIND
FLS-CSS
Le OO.SS. esprimono unitariamente tutta la loro preoccupazione a nome dei Lavoratori della
Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, per il delicatissimo momento che l’Azienda sta passando.
Fanno appello al Presidente e Sindaco Massimo Zedda, affinché concretizzi subito le
decisioni deliberate del CdA di venerdì 11 maggio 2012:
– pubblicazione della manifestazione di interesse pubblico per l’individuazione del nuovo
Sovrintendente;
– immediato incarico al consulente artistico individuato con presi di servizio effettiva.
Si chiede un atto di responsabilità per non rischiare di mettere a repentaglio la sinergia e la
grande disponibilità dimostrata dalla Regione Sardegna con il suo contributo ordinario 2012, i 2,5
milioni di euro per il decentramento regionale in collaborazione con Sassari e la fideiussione
concessa, che permetterà alla Fondazione un uturo sicuro, nuovo e sostenibile.
Il Teatro ha bisogno immediatamente di un nuovo asse dirigenziale capace e responsabile,
che tracci un nuovo cammino, come richiamato anche dalla lettera ministeriale a firma del Dott.
Nastasi.
Chiediamo quindi determinazione per le scelte immediate al fine di evitare la paralisi del Teatro, da
troppi mesi di fatto pericolosamente in autogestione.

La carica dei 100 & 1

“Manifestazione – Concerto” di tutti i lavoratori di tutte le Fondazioni liriche e sinfoniche d’Italia in difesa della Cultura e della Musica come

patrimonio dell’Umanità e contro la legge 100 che uccide le Istituzioni che la conservano, con il sostegno di Cgil, Cisl, Uil, Fials .

 

 

 

 

Roma, 28 maggio 2012 a Pzza del Popolo/via del

Corso/Parco della Musica.

 

aderite al gruppo Facebook

2 milioni e mezzo in arrivo

Finanziato il progetto congiunto col De Carolis di Sassari, via al bando per il sovrintendente
CAGLIARI Arrivano altri due milioni e mezzo regionali per il teatro lirico, legati al progetto congiunto con il De Carolis di Sassari.

E' stato Oscar Serci, consigliere di amministrazione e ormai ex reggente del teatro, a comunicarlo all’'organo amministrativo che ieri si è riunito d’'urgenza per affrontare i problemi posti dal ministero dei Ben culturali, che ha chiesto di nominare subito il nuovo sovrintendente o di attribuirne temporaneamente i poteri al presidente della Fondazione, il sindaco Massimo Zedda.

La scelte del Cda sono queste: entro dieci giorni a partire da lunedì sarà bandita la selezione per il nuovo responsabile del teatro, ma già martedì della prossima settimana si conoscerà il nome del consulente artistico chiamato a gestire la transizione. Serci resterà nel consiglio come rappresentante del ministero e proseguirà il lavoro di mediazione con l'’amministrazione regionale per raggiungere il risanamento dei conti.

Nel 2013 la Regione darà al teatro altri due milioni legati al progetto Cagliari-Sassari, che copriranno i contributi Por perduti dalla gestione Di Benedetto. C’'è l'ok definitivo per la fidejussione che apre la strada alla ristrutturazione del mutuo con il Banco di Sardegna ed è confermato l’'arrivo della quota di contributo regionale legata al Fus per il primo quadrimestre. Come dire che gli stipendi dei 280 dipendenti e l'’attività del lirico proseguirà regolarmente.

Resta il punto interrogativo sul sovrintendente: i sindacati hanno accolto con preoccupazione la notizia del forzato di Serci e l'’apertura di una nuova corsa alla poltrona di comando del teatro non sembra rassicurare le rappresentanze dei lavoratori. La figura di un manager tecnico, non espresso dalla politica, veniva letta come una garanzia sulle scelte strategiche prossime venture. Ora c'è il timore che si ripeta la vicenda di Gennaro Di Benedetto, imposto dalla gestione Floris in aperto contrasto coi sindacati. Molto dipenderà dalla qualità del piano industriale: quello attuale, elaborato da Di Benedetto, sarà rivisto e corretto. Sul prossimo tutti i giochi sono aperti

La Nuova Sardegna 12.05.2012

Via anche Serci

Teatro Lirico: via anche Serci, transizione a sindaco

Zedda

Aveva assunto 5 mesi fa l’incarico di soprintendente a tempo

(ANSA) – CAGLIARI, 10 MAG – Oscar Serci non e’ piu’ il soprintendente a tempo dell’Ente Lirico di Cagliari. Il componente del Cda che ad aprile aveva assunto l’incarico di traghettare la struttura di via Sant’Alenixedda, ha manifestato questo pomeriggio, durante la seduta del Consiglio di amministrazione, la sua indisponibilita’ a proseguire il mandato. In attesa della nomina del nuovo soprintendente, il Teatro Lirico sara’ gestito dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, in qualita’ di presidente dell’Ente. Serci aveva accettato l’incarico dopo l’uscita di Di Benedetto. (ANSA).

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Il Ministero chiede a Zedda

9 Maggio 2012 4 commenti

Cultura a Cagliari, la crisi del Lirico lo dimostra: non è tempo né di bandi né di piani, ma di scelte politiche rapide e responsabili. Ma il sindaco Zedda lo ha capito?

La saggezza popolare ci avverte che talvolta “il meglio è il nemico del bene”. E basta guardare alla situazione della cultura a Cagliari per rendersene conto. Non voglio essere equivocato, per cui non userò giri di parole.

In una crisi durissima come quella che stiamo attraversando non è tempo né di bandi né di piani ma di scelte politiche rapide e responsabili, che devono essere attuate grazie a un progetto in scala uno ad uno che aiuti tutte le realtà produttive (cioè quelle che danno posti di lavoro) ad affrontare la crisi. Lo dico da tempo (“Prepararsi all’impatto! Arriva la crisi e la Regione taglia brutalmente la cultura e lo spettacolo. E la Giunta Zedda che fa? Ascoltare non basta più” del 3 dicembre 2011, e “Dalla fine del Teatro dell’Arco un monito per la Giunta Zedda: la politica dei bandi per gli spazi culturali rischia di provocare un disastro!” dello scorso 3 marzo) e oggi lo voglio ripetere con maggiore chiarezza.

Ciò che sta avvenendo al Teatro Lirico di Cagliari è esemplare: come ci avverte l’Unione Sarda di oggi, il Ministero ha chiesto come mai il nuovo nuovo sovrintendente non è stato nominato contestualmente con le dimissioni di Di Benedetto, e ora sollecita una nomina in tempi rapidissimi (una settimana addirittura). Quindi, mentre da Roma partiva la lettera, la giunta Zedda si stava invece ancora trastullando con il famoso bando per la nomina del successore del soprintendente, perdendo evidentemente del tempo prezioso. Finito: ora il sindaco deve decidere. Il bando era una bella idea, ma poco attuabile.

La lezione che arriva è chiara: non c’è più tempo da perdere con strade che non portano da nessuna parte. Apprezziamo che il sindaco voglia fare tutto in maniera la più trasparente possibile, però l’emergenza gli impone anche e soprattutto di fare in fretta. Zedda ha il mandato politico e la piena fiducia dei cittadini, e se domani nominerà senza alcun bando il nuovo soprintendente, nessuno si scandalizzerà, anzi. Ma il sindaco sembra invece non volersi prendere mai nessun rischio e nascondersi dietro al dito del “bando”. In questo modo forse fa una bella figura, ma non aiuta il settore a sopravvivere.

La politica deve fare i conti con le contingenze, e la realtà che viviamo oggi è contrassegnata dalla crisi. Che si combatte con decisioni sicuramente condivise e trasparenti ma prese nei tempi giusti: in un ospedale da campo se c’è da fare un’operazione urgente non si perde tempo con analisi che arrivano dopo settimana.

Il Piano Comunale che l’assessore Puggioni ha proposto è a dir poco carente e non affronta nessuna delle emergenze che oggi contraddistinguono il settore della cultura in città: se ne accorgeranno al Comune quando leggeranno tutti i contributi che hanno chiesto alle associazioni e ai gruppi.

Quel Piano è bello e impossibile, e andrebbe subito sostituito con un Piano straordinario che affronti le necessità degli operatori professionistici, sapendo bene che il Comune non ha la bacchetta magica. Ma al tempo stesso in via Roma non possono vivere tra le nuvole.

La situazione sta cambiando di giorno in giorno, e purtroppo in peggio. Nella cultura a Cagliari, dopo un anno di riunioni ed entusiasmi, non si è ancora visto il cambiamento promesso. Serve un cambio di marcia immediato, che tuteli soprattutto i posti di lavoro.

Zedda non deve avere paura di affrontare questa nuova realtà. La crisi oggi è più spaventosa di quando era stato eletto un anno fa. I bandi e le nuove regole (tutte cose sacrosante e legittime) possono essere rimandate a tempi migliori, o comunque affiancate da decisioni in grado di dare risposte subito. Ora bisogna fare in fretta assumendosi le proprie responsabilità politiche, abbandonando l’inutile politica dei bandi che forse tutela il sindaco da qualche rischio di denuncia, ma non risolve assolutamente nulla, anzi. E quello che sta accadendo al Teatro Lirico lo dimostra chiaramente.

Vito Biolchini

 

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Violini affilati

Violini «affilati», protesta in musica contro i tagli ai teatri
Il 9 maggio davanti alla sede dell'Ars concerto di denuncia degli artisti dell’Orchestra sinfonica siciliana di Palermo

PALERMO – Protesta in musica davanti alla sede dell'’Ars , il Parlamento regionale siciliano. Domani, alla ripresa delle attività parlamentari, si terrà un grande concerto di protesta degli artisti dell’Orchestra sinfonica siciliana di Palermo, del Teatro Bellini di Catania e del Vittorio Emanuele di Messina per chiedere una maggiore attenzione delle istituzioni regionali. I tagli causano una riduzione per quest’anno del contributo regionale, solo a Palermo, di ben 3 milioni di euro per l’Orchestra Sinfonica siciliana, 900 mila euro per il Teatro Massimo e di 3 milioni e mezzo di euro per il Teatro Biondo. A rischio le attività anche a Catania e Messina.

I SINDACATI – «Far morire i teatri significa infliggere un ulteriore colpo all’economia di Palermo e di tutta la Sicilia", denunciano Cgil, Cisl, Uil e Fials, preoccupati per la grave crisi che ha colpito il settore della cultura a causa del taglio del 30%, del contributo destinato al settore, stabilito dalla finanziaria regionale. Il primo effetto e' che "ai 164 dipendenti dell’Orchestra sinfonica siciliana non saranno pagati gli stipendi di aprile e la sopravvivenza
dell’istituzione è seriamente a rischio», dicono Francesco Assisi della Fistel- Cisl, Maurizio Rosso della Cgil, Benito Carollo della Uil e Fausto Patassi della Fials, che aggiungono: "Non si tratta solo di erogare un contributo che possa garantire la sopravvivenza dei teatri a differenza di quanto stabilito dalla finanziaria regionale ma di promuovere modelli produttivi che siano in grado di sfruttare al massimo le risorse rappresentate dai tecnici, da tutte le maestranze artistiche dei teatri». "Emblematico – lamentano i sindacati – di quanto pesa la scarsa volontà di promuovere le proprie risorse artistiche, è il caso del Teatro Massimo dove è stato portato in scena il Don Chisciotte con il balletto dell’Opera di Kiev per fare economia, lasciando a casa di fatto il corpo di ballo del Teatro Massimo, nonostante il cartellone annunciasse la loro esibizione. A dimostrazione del fatto che il pubblico palermitano è affezionato alle sue istituzioni culturali , sono stati venduti in media solo 40 biglietti al giorno. Come si può pensare di far crescere una città senza valorizzare il suo patrimonio culturale».

ATTIVITÀ A RISCHIO – I sindacati chiedono dunque la stabilizzazione dei 33 orchestrali precari della Sinfonica, degli 11 coristi, 13 orchestrali e 32 ballerini del Teatro Massimo di Palermo. «Solo così è possibile valorizzare una risorsa che rappresenta un volano per l’economia di Palermo». «Il bilancio dell’Orchestra sinfonica – continuano – per quest’anno è di 8 milioni di euro, per la sopravvivenza ne sono necessari ben 12 , come si può pensare di far crescere Palermo se i principali teatri come il Politeama, il Biondo e il Massimo rischiano di non poter garantire le attività, e se, non esiste una programmazione estiva». Da qui le proposte «bisogna fare sistema, mettere insieme ad esempio i tre teatri di Palermo per promuovere la stagione estiva del Teatro di Verdura ormai inesistente, stabilizzare i precari, che rappresentano la risorsa principale di queste istituzioni culturali, sfruttare al massimo le maestranze artistiche organizzando concerti per i turisti anche di giorno nei luoghi più suggestivi della città, aprire i bookshop, del tutto inesistenti, che garantiscono – concludono – una possibilità di fatturato».

Fonte Italpress 07 maggio 2012