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Putelli replica a Sterpi

La replica di Carlo Putelli, (artista dell’Accademia di Santa Cecilia) a Massimo Sterpi riguardo questo articolo del Giornale dell’Arte.

“Fermo restando che in Italia, se un privato cittadino vuole finanziare un partito può godere di un’agevolazione fiscale di ben 51 volte più favorevole rispetto a chi decida di sostenere con un contributo un’associazione di ricerca per la leucemia o una Fondazione Culturale (l’art 15 delle Imposte sui redditi è in questo senso vergognoso, permettendo solo un 19% di sgravio per i privati che sostengano ricerca e cultura), ragion per la quale non posso concordare con Massimo Sterpi quando afferma che “la cultura non ha bisogno di ulteriori norme di agevolazione fiscale”, posto comunque questo suo articolo perchè credo che esso sia interessante sotto un altro punto di vista: quello della denuncia della frammentazione scriteriata e senza una vera logica di sviluppo dei finanziamenti alla cultura. Perseguita ormai da anni sia dai governi di destra che da quelli di sinistra, essa è causa , insieme alla cattiva gestione da parte delle classi dirigenti e dei loro referenti politici, della rovina economica di importanti progetti di ricerca e di valide istituzioni culturali .

Da troppo tempo si è deciso di finanziare tutto, poco e male, seguendo innanzitutto una logica di spartizione per foraggiare quel fitto reticolato di clientela partitica fatto da Comuni, Regioni , Province e una miriade di società ed enti intermedi creati col pretesto di offrire servizi assolutamente inutili.

Il risultato è, da una parte, un depauperamento della disponibilità d’investimento generale anche per le iniziative degne di essere sostenute; dall’altra il ricorso inutile e indiscriminato al progressivo taglio dei finanziamenti in favore della ricerca e della cultura come illusoria ricetta per un risanamento che, invece, è evidente si possa ottenere solo con una seria riforma del sistema politico-gestionale gravitante e “sgraffignante” attorno agli istituti di cultura e di ricerca scientifica. “

  1. Carlo Putelli
    20 Giugno 2012 a 14:35 | #1

    Gentile Massimo Sterpi, grazie della precisazione: le avevo già lette.
    In realtà le agevolazioni da lei indicate, riferentisi nelle norme più vantaggiose alle società e alle imprese, per i privati confermano quanto da me segnalato circa la percentuale di detrazioni deducibili per un privato che voglia finanziare la cultura : 19%.

    D’altrocanto basta leggere il modello di dichiarazione 730 , del quale riporto il dato che grida maggiormente vendetta :
    "Cifra massima deducibile per donazione liberale ad ente non lucrativo/ONLUS: 2.065,83 euro
    cifra massima deducibile per finanziamento favore dei movimenti e dei partiti politici: 103.291,38 euro"

    E’ ovvio che non sia assolutamente normale che un cittadino possa donare 100.000 euro ad un partito politico con un impatto fiscale per lui pari allo 0, mentre possa dettrarre solo il 19% nel caso finanzi una Fondazione Culturale, o ancor meno una ONLUS (50 volte meno conveniente rispetto al finanziamento di partiti!) .

    Per questa ragione la cultura HA sicuramente necessità di ulteriori norme di agevolazione fiscale. E non pensiamo che a finanziare la cultura i privati siano in numero esiguo: ad esempio, alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia abbiamo molte famiglie che contribuiscono con cospicue donazioni.
    Non ci vuole molto a capire che in un paese degno di essere chiamato demotcratico una riforma normativa di agevolazione fiscale che si rispetti, dovrebbe senza alcun dubbio partire in primis da questo dato macroscopico del 730 che ho sopraindicato rispetto al finanziamento dei partiti politici.

    Cordiali saluti,
    carloputelli

  2. Massimo Sterpi
    18 Giugno 2012 a 18:39 | #2

    Fuori di polemica, se legge la lsita di agevolaizoni pubblicata in calce al mio articolo, vedrà che anche per i privati esistono norme di estremo favore per i privati che sostengono la cultura.
    Sono invece moto lieto che lei condivida la totale frammentazione della materia delle agevolazioni, buona solo a non farle conoscere o a creare conflitti fra le medesime.
    Cordialità,
    massimo sterpi

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