Autore dell'archivio

L’Unione Sarda

Questo il programma:

17.00 musica nel Foyer

Quintetto d’archi Trio per 2 cb e percussioni Ensemble Jazz Mass

Quintetto di fiati con pianoforte

18.15 

Quintetto di ottoni in palcoscenico

18.35 DIBATTITO (in platea)

19.30 Concerto finale

Estratti del Requiem di Mozart e del Gloria di Vivaldi

Il dibattito è stato preceduto da una esposizione molto puntuale e propositiva di Simone Guarneri a nome della RSU, con un appello alle istituzioni volto a modificare l’art.24 della legge 160. L’esposizione è stata poi completata da un intervento di Annalisa Pittiu. Sono intervenuti 3 consiglieri comunali, Piergiorgio Massidda, Christian Solinas e Pino Calledda e un consigliere regionale Alessandra Zedda.

Tutti hanno rimarcato la necessità di coinvolgere le istituzioni e i partiti (soprattutto i parlamentari sardi) per cercare di emendare nella legge finanziaria la 160. Molto efficace l’intervento del  giornalista Claudio Ciotola , che ha messo in evidenza le lacune della 160 che mette in concorrenza e in competizione 14 Fondazioni che rappresentano regioni e situazioni sociali ed economiche totalmente diverse.

Buona la presenza di pubblico

Angelo Cocco

intervista a Donato Renzetti

 

Articolo in aggiornamento

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Lato Costi
- Eliminazione degli sprechi
- Diminuzione delle inefficienze
- Riduzione costante e progressiva delle risorse disponibili
non sono elementi, inevitabilmente connessi, di una medesima strategia di “risanamento”: i primi due sono elementi sempre e comunque virtuosi, il terzo può innescare (e di fatto innesca) un circolo vizioso che parte dalle minori risorse disponibili, passa per uno (spesso) inevitabile peggioramento della qualità, attraversa la minore e meno convinta risposta del pubblico e dei media per giungere ad una contrazione dei ricavi propri (abbonamenti, biglietti e sponsor) del Teatro, innescando nuovamente la contrazione delle risorse disponibili.
Nessun comparto, in qualunque settore operi, resiste alla costante e progressiva riduzione delle risorse disponibili. Nessuno.
L’Opera lirica è un grande, composito e completo spettacolo ed è uno spettacolo costoso a prodursi; non è la prosa, che si può fare (per lo più) con risorse veramente limitate. Del resto, come diceva Moliere, “di tutte le seccature (sic!) inventate dall’uomo, l’opera è senz’altro la più costosa! “
La lirica ha bisogno di masse artistiche, di personale tecnico specializzato, di scene emozionanti, di costumi sfavillanti…, di lunghe prove, di costi fissi comunque rilevanti
O è tutto questo o non é.
E se vogliamo salvaguardare una delle grandi eccellenze italiane, ed attirare spettatori (nuovi e vecchi) dall’Italia e dall’Estero, dobbiamo far sì che vengano regalate sempre e comunque la Meraviglia, lo Stupore, l’Ammirazione ed infine l’Entusiasmo!
Eliminare gli sprechi, ridurre progressivamente le inefficienze, finanche introdurre elementi di flessibilità e di fungibilità ma salvaguardare quel livello minimo di risorse al di sotto del quale diviene impossibile produrre Opera Lirica.

Lato Ricavi
Per fare quanto detto prima, ovvero salvaguardare un livello di risorse disponibili adeguato, occorre si contrastare con serietà ed in maniera documentata la progressiva riduzione delle risorse pubbliche complessivamente disponibili per il Sistema delle Fondazioni Lirico Sinfoniche (al di là delle singole ripartizioni che possono penalizzare o meno certi teatri) ma anche attivare quelle azioni che possono far incrementare le risorse proprie dei Teatri (e quindi come detto biglietteria e sponsor).
Solo che spettatori e sponsor richiedono due cose: Qualità e Reputazione.
Non sta a me spiegare come si ottiene la Qualità.
La Reputazione si compone di un mix di Affidabilità complessiva dell’Istituzione, Coesione all’interno dell’organizzazione, Credibilità dei programmi (artistici ed economici) e delle loro esecuzioni, Spirito di corpo, Assenza di critiche infondate e/o strumentali fra soggetti della stessa Istituzione, definizione responsabile di Obiettivi Comuni.
Tutto questo fa grande un’Istituzione ed attira, più di qualunque altra cosa, Spettatori e Sponsor, quelle che potremmo chiamare le “SS” benefiche…!

Paolo Paoli

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Il Teatro Lirico rispetterà’ il vincolo del pareggio di bilancio nonostante il taglio del contributo statale e garantisce l’alto livello artistico della sua produzione.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO ha esaminato e condiviso le proposte presentate dal sovrintendente Claudio Orazi  per rispettare l’obiettivo del pareggio dell’esercizio 2016 nonostante il taglio di circa 700 mila euro del contributo statale comunicato dal ministero nel mese di ottobre.

IL SOVRINTENDENTE ha comunicato che il teatro potrà contare su un contributo del Ministero, oltre il fondo ordinario, che andrà a compensare parzialmente il taglio. Efficenze gestionali già conseguite in corso d’anno sno utilizzate a riduzione dell’impatto delle minori entrate.

IL SOVRINTENDENTE, su preciso indirizzo del consiglio, è impegnato a conseguire  ulteriore razionalizzazione della spesa nel pieno rispetto dell’alto livello artistico della produzione e dell’applicazioone degli istituti contrattuali.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO E IL SOVRINTENDENTE, in piena sintonia, perseguono l’obiettivo del risanamento patrimoniale ed economico finanziario. Tale obiettivo è essenziale per la tutela dell’occupazione e costituisce la base  per una buona produzione. A dimostrazione che non si tratti di mere dichiarazioni d’intenti si sottolinea il fatto che nel corso del 2016 sono stati conseguiti importanti risultati di bilancio e insieme di attività cui corrisponde il più alto punteggio FUS conseguito dalla Fondazione senza peraltro licenziare chichessia e anzi dando esecuzione a sentenze di stabilizzazione di lavoratori.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO E IL SOVRINTENDENTE, nel riconosce il contributo di tutto il personale auspicano che tutti condividano e sostengano il lavoro in atto per consolidare le prospettive del teatro che sarebbero a rischio ove questo lavoro non avesse pieno successo.

Fonte:Ufficio stanpa Teatro Lirico di Cagliari

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Questa mattina si è tenuta un’assemblea generale dei lavoratori del teatro Lirico di Cagliari alla presenza dei Sindacati nazionali confederali: Bizi, Pezzini, Benigni, Sciarra.

L’assemblea, che ha visto una larga partecipazione da parte dei lavoratori di ogni settore del teatro, si è conclusa con una conferenza stampa.

Sotto alcuni documenti-video della giornata

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In occasione dell’inizio dell’Anno Accademico, una rappresentanza dei lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari ha volantinato davanti al Conservatorio di Musica . Il Presidente la la Direttrice si sono mostrati solidali con le iniziative del Comitato nazionale teatri d’opera per la grave situazione in cui versano le Fondazioni lirico-sinfoniche anche alla luce della legge 160 varata lo scorso agosto.

Il pubblico, numeroso, ha mostrato interesse e partecipazione

Ci si augura che questa sia la prima di una serie di iniziative di collaborazione e solidarietà.

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ALLA CORTESE ATTENZIONE DEI DIRETTORI DEI CONSERVATORI

Egregi Professori/Maestri/Direttori,
è noto come da molti anni i Governi succedutisi alla guida del nostro Paese abbiano progressivamente demolito il sistema di produzione musicale disconoscendo, nei fatti, l’art. 9 della Costituzione e l’art. 1 della legge 800 del 1967 che poneva l’attenzione sulla centralità della musica lirica e sinfonica e sulla sua positiva funzione formativa sociale e culturale per la collettività.
Forse è meno noto che questa estate, il 7 agosto, è stata approvata la legge n.160 in cui, con l’articolo 24 “dedicato” alle Fondazioni Lirico-Sinfoniche (FLS) si destrutturano definitivamente gli assetti dei Teatri d’Opera, con drammatiche conseguenze ai danni delle professionalità coinvolte nello spettacolo lirico dal vivo; con effetti collaterali negativi sulla qualità artistica fin qui assicurata al pubblico; con ripercussioni inevitabili sulla funzione civile e pedagogica della Musica.
Con particolare riguardo a questo ultimo aspetto, il Comitato Nazionale dei Lavoratori delle FLS, recentemente costituitosi, vi richiede la massima attenzione e condivisione.
Con la precarizzazione del lavoro nei Teatri, con la chiusura delle Orchestre dei Cori e dei Corpi di Ballo, non solo si va profilando la mancanza di adeguati luoghi dove gli allievi dei Conservatori possano esercitare la professione di musicisti e di artisti ma, altresì, si prevede un ulteriore inaridimento della società italiana che, invece, avrebbe assoluta necessità dei benefici derivanti dalla pratica musicale individuale e soprattutto collettiva di qualità e delle arti ad essa collegate.

Pertanto vi chiediamo di unire la Vostra autorevole voce alle nostre istanze affinché il nostro Paese “non sia ridotto in silenzio“, per il bene della MUSICA, dei GIOVANI, per l’ECCELLENZA ARTISTICA che ancora in Italia siamo in grado di esprimere.

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Leggi qui tutto l’articolo di LIBERO

RAI NEWS 24

Articolo del quotidiano IL TORINESE

IL GAZZETTINO

Lavoratori e Lavoratrici in lotta a Verona

ALTRAECONOMIA

 

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Una rappresentanza dei lavoratori della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari ha manifestato in maniera pacifica,  recandosi davanti alla sede del quotidiano L‘Unione Sarda, Videolina e della RAI TV, incontrando i giornalisti, rilasciando interviste e volantinando. Si è poi diretta al Conservatorio Pierluigi da Palestrina dove ha incontrato la direttrice e il presidente, per poter poi essere presenti l’8 Novembre all’inaugurazione dell’Anno Accademico.

La manifestazione nasce come idea dal Comitato nazionale dei lavoratori delle fondazioni lirico sinfoniche, ed ha lo scopo di mobilitare, informare e contrastare la legge 160 e in generale si propone di mettere in discussione, a livello nazionale, l’intero sistema che ci organizza,sia dal basso (noi lavoratori) che a livello intermedio (rappresentanze sindacali) che a livello di Direzioni Aziendali e degli organi politici.

Questa sera , una rappresentanza ben più ampia, protesterà contro l’articolo 24 della legge 160 del 7/8/2016, attraverso un presidio speciale presso il Gran Teatro la Fenice di Venezia, che sarà composto dai colleghi veneziani e da delegazioni provenienti da tutta l’Italia.

Articolo del Quotidiano Unione Sarda

 

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Il Consiglio d’Indirizzo, riunitosi  per esaminare in termini generali il progetto di bilancio previsionale 2017 presentato dal Sovrintendente, esprime il proprio compiacimento per il lavoro svolto riguardo alla razionalizzazione operata sulla spesa che sta portando ad un’importante riduzione del debito a breve termine con un risultato che, al 31.12.2016, evidenzia una differenza (debiti-crediti) che si attesta ad euro 4.654.371,00 rispetto ad euro 9.624.165,00 previsti al 31.12.2015, con una significativa riduzione del debito pari a euro 4.969.794,00 ottenuta in soli dodici mesi di lavoro.

Ulteriori azioni di razionalizzazione della spesa sono allo studio per consentire alla Fondazione Teatro Lirico di Cagliari di poter affrontare più serenamente la propria attività artistica.

 

 

Il Consiglio d’Indirizzo

Teatro Lirico di Cagliari – Fondazione

 

Cagliari, 2 novembre 2016

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Si è costituito un Comitato nazionale dei lavoratori delle fondazioni lirico sinfoniche che ha lo scopo di mobilitare, informare e contrastare la legge 160 e in generale si propone di mettere in discussione, a livello nazionale, l’intero sistema che ci organizza,sia dal basso (noi lavoratori) che a livello intermedio (rappresentanze sindacali) che a livello di Direzioni Aziendali e degli organi politici.

Questo per contrapporsi all’idea che si vuol creare nell’opinione pubblica di una “colpa” dei Lavoratori nel deficit attuale del sistema delle fondazioni liriche italiane.

Il comitato non si contrappone al sindacato ma procede in modo parallelo auspicandone l’adesione, il sostegno economico – logistico, alle iniziative intraprese, a livello locale e nazionale. Il comitato non ha sigle di appartenenza ma adesioni spontanee in ogni fondazione lirica italiana e sta crescendo nei numeri, giorno dopo giorno. Il comitato ha realizzato un videoclip di denuncia dei problemi delle fondazioni sinfoniche. Esso è stato anche tradotto in inglese e tedesco e diffuso attraverso i social e alcuni quotidiani.

Da un confronto fatto tra i componenti del comitato, è emerso che i colleghi di Roma lamentano una frattura con i sindacati che li rappresentano e l’impossibilità di essere tutelati. Infatti, dopo il licenziamento collettivo di due anni fa, è stato stipulato un accordo che prevede, oltre a una decurtazione di  euro 200  netti dalla busta paga, la soppressione di un gran numero di indennità, e il divieto di sciopero sulle questioni inerenti all’accordo. Inoltre, tutti i lavoratori dei teatri che non hanno rispettato il pareggio di bilancio e non hanno trovato un accordo tra sindacati e direzione, hanno subìto pesanti decurtazioni; ad esempio Napoli, Genova e Bologna si parla di circa 200 euro in meno in busta paga, più l’eliminazione di alcuni premi.

La situazione più grave è, come sapete, quella di Verona, con il coro, orchestra corpo di ballo a casa nei mesi di ottobre e novembre senza stipendio, con una sorta di part time verticale per tre anni di seguito e l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 22 ballerini. Per gli esuberi di organico (Bologna e Firenze) hanno avviato le procedure di mobilità.

Sul fronte organici la situazione è altrettanto imbarazzante; qualche esempio: Trieste ha eseguito la Messa solenne di Beethoven con 50 coristi (di cui 7 tra contralti e mezzosoprani!!!). A Cagliari la nona di Beethoven è stata fatta in 56. L’orchestra di Genova ha 75 stabili e con due file di violini ne fa una della scala.

A Cagliari l’ultimo concorso del coro è del 2007. A Napoli il prossimo anno il coro scenderà a 65. I reparti tecnico amministrativi non sono in situazioni migliori, tanto più che sono i settori più bersagliati dalle disposizioni di legge che prevedono licenziamenti in caso di mancato pareggio di bilancio.

Questo comitato sta cercando di avviare diverse iniziative e la partecipazione di tutti è importante. Nella giornata del 4/11 a Venezia ci sarà un grande evento musicale che è la prima di “Acqua grande”, alla presenza di politici e stampa. Per l’occasione il comitato ha pianificato un presidio a Venezia con volantinaggio e la presenza di diverse delegazioni dei vari teatri.

Oltre alle delegazioni presenti a Venezia il volantinaggio verrà effettuato nelle città sede di Fondazione Lirico-Sinfonica presso i principali quotidiani nazionali e i Conservatori. E’ necessario coordinarci e trovare persone disposte a dedicare una piccola parte del proprio tempo per questa causa che è di tutti, non solo dei teatri in crisi.

Ricordiamo che la legge 160 prevede il taglio netto dell’integrativo ed eventuale riduzione della stagione (ivi compreso la trasformazione del contratto di lavoro a partime verticale) in caso di mancato pareggio di bilancio oltre alle norme già in atto .

Qui a Cagliari il primo obbiettivo è quello di coordinarci per contribuire a rendere mediatico l’evento del 04 Novembre a Venezia. Distribuzione dello stesso volantino di Venezia, davanti alla sede del quotidiano Unione Sarda, sede Rai Regionale e Conservatorio.

Si propone ritrovo davanti alla Sede Unione Sarda alle ore 9.30 puntuali.

Vi invitiamo davvero tutti a condividere e sostenere la nascita di questo comitato e delle sue iniziative!

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MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI DEL CORO, DELL’ORCHESTRA, DEL BALLO E DEI SETTORI TECNICI E AMMINSTRATIVI DELLE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE

 Il 04/11/2016 i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, associati liberamente in un Comitato Nazionale, protesteranno contro l’articolo 24 della legge 160 del 7/8/2016, attraverso un presidio speciale presso il Gran Teatro la Fenice di Venezia, che sarà composto dai colleghi veneziani e da delegazioni provenienti da tutta l’Italia. Simultaneamente avrà luogo un volantinaggio presso le altre sedi italiane delle Fondazioni lirico sinfoniche, presso alcuni conservatori di musica e presso le sedi dei principali quotidiani.

L’occasione è la prima assoluta dell’opera Aquagranda di Filippo Perocco con la regia di Damiano Michieletto, composta per il 50° anniversario dell’alluvione del 1966 e che aprirà la stagione 2016/2017 del Teatro La Fenice, inserendosi nel contempo tra i maggiori eventi commemorativi in programma a Venezia.

E’ la prima volta che i lavoratori delle fondazioni di tutta Italia si accorpano, superando le distanze geografiche, per chiedere con forza un adeguamento dell’investimento culturale ai livelli europei (Italia penultima in Ue) e uno sforzo organizzativo di tutto il sistema che li riguarda per meglio assolvere allo scopo sociale intrinseco ai teatri: la cultura per tutti i cittadini, nel rispetto dell’art.9 della Costituzione della Repubblica Italiana.

I lavoratori intendono altresì esprimere con tale iniziativa la loro solidarietà ai colleghi di Verona, duramente colpiti dai provvedimenti contenuti nel piano triennale di risanamento, in cui sono compresi il licenziamento collettivo dell’intero corpo di ballo e una lunga sospensione dal lavoro non retribuita degli altri settori in forza presso la Fondazione Arena.

I teatri coinvolti nell’iniziativa sono: il Comunale di Bologna, il Lirico di Cagliari, il Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma, il Regio di Torino, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia e l’Arena di Verona, Massimo di Palermo.

 

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2015

 

 

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L’Rsu: “Non solo la maggioranza delle Fondazioni rischia la chiusura, ma realtà come il Regio, che si è distinto per aver mantenuto il pareggio di bilancio senza sacrificare la produttività, vengono addirittura penalizzate”

Prima della ‘Boheme’, che ha aperto la stagione del Regio di Torino, una delegazione delle Rsu ha letto, davanti al sipario, un messaggio di protesta contro la legge di riforma del 7 agosto scorso. “Mira a indebolire ulteriormente il settore dei Teatri Lirici Italiani – sostengono i sindacati di base del teatro torinese – senza introdurre una vera riforma, ma puntando a ridurre l’impegno sia economico che di vigilanza da parte dello Stato”.

Per le rsu del Regio, “non solo la maggioranza delle Fondazioni rischia la chiusura imminente, ma realtà come il Teatro Regio di Torino, che si è distinto negli anni per aver mantenuto

il pareggio di bilancio senza sacrificare la produttività e la visibilità internazionale, vengono addirittura penalizzate nella distribuzione dei contributi statali. Vogliamo poter garantire anche per il futuro – finisce il messaggio delle Rsu – la qualità e la professionalità che da sempre distinguono il Nostro Teatro, ora seriamente minacciate da queste nuove norme che non tengono in considerazione né i lavoratori, né il nostro pubblico”.

FONTE: Torino-Repubblica

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(ANSA) – BARI, 12 OTT – Il sovrintendente della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, Massimo Biscardi, ha reso noto di aver contatto i sindacati per comunicare loro di voler avviare a breve le procedure di licenziamento per 74 persone perché la Fondazione non è in grado di reggere economicamente le nuove assunzioni che avevano proposto.
I sindacati hanno però controbattuto che non sarà possibile alcun accordo, ma che tutti coloro che hanno fatto causa dovranno rientrare nell’organico. “E’ improponibile – ha sottolineato Biscardi – abbiamo già dovuto assumere 30 soprano e per creare un equilibrio dovremmo avere un coro composto da 120 elementi, un’enormità, e così via per tutti gli altri comparti del teatro. Non è possibile”.
La controversia è esplosa alla fine dell’estate quando 21 persone, su 180, hanno vinto la causa di lavoro intentata contro il Petruzzelli: il loro contratto a tempo determinato poteva essere impugnato perché privo del documento che garantisce la sicurezza sul lavoro dei dipendenti.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/index.php/normativa-fus-e-contributi

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