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Teatro Lirico, duro attacco di Orazi nei confronti di Meli

A certificare l’impegno di Meli a fare un passo indietro sulla vicenda Lirico, ci sarebbe addirittura una lettera protocollata, indirizzata dal Direttore artisico direttamente al Consiglio
“Il direttore artistico Mauro Meli promise di risolvere le questioni aperte con la Fondazione, ma non l’ha ancora fatto”. Lo ha dichiarato Claudio Orazi, sovrintendente del Teatro lirico di Cagliari, in un’intervista di Paolo Paolini apparsa sul quotidiano L’Unione Sarda.
A certificare l’impegno di Meli a fare un passo indietro sulla vicenda Lirico, ci sarebbe addirittura una lettera protocollata, indirizzata dal Direttore artisico direttamente al Consiglio.
Nell’intervista inoltre il Sovrintendente nega di aver mai saputo del ricorso di Meli al Tar contro la nomina di Spocci. “Né io, né – credo – il Consiglio, anche perché probabilmente questo sarebbe stato un ostacolo alla firma del contratto”. Il direttore artistico deve poi restituire centomila euro al Teatro, ma Orazi preferisce non parlarne: “Della questione si occupa l’avvocatura dello Stato che difende la Fondazione. I dettagli li definiremo con Meli”.
FONTE  redazione cagliaripad,
redazione@cagliaripad.it

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Il Teatro Lirico rispetterà’ il vincolo del pareggio di bilancio nonostante il taglio del contributo statale e garantisce l’alto livello artistico della sua produzione.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO ha esaminato e condiviso le proposte presentate dal sovrintendente Claudio Orazi  per rispettare l’obiettivo del pareggio dell’esercizio 2016 nonostante il taglio di circa 700 mila euro del contributo statale comunicato dal ministero nel mese di ottobre.

IL SOVRINTENDENTE ha comunicato che il teatro potrà contare su un contributo del Ministero, oltre il fondo ordinario, che andrà a compensare parzialmente il taglio. Efficenze gestionali già conseguite in corso d’anno sno utilizzate a riduzione dell’impatto delle minori entrate.

IL SOVRINTENDENTE, su preciso indirizzo del consiglio, è impegnato a conseguire  ulteriore razionalizzazione della spesa nel pieno rispetto dell’alto livello artistico della produzione e dell’applicazioone degli istituti contrattuali.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO E IL SOVRINTENDENTE, in piena sintonia, perseguono l’obiettivo del risanamento patrimoniale ed economico finanziario. Tale obiettivo è essenziale per la tutela dell’occupazione e costituisce la base  per una buona produzione. A dimostrazione che non si tratti di mere dichiarazioni d’intenti si sottolinea il fatto che nel corso del 2016 sono stati conseguiti importanti risultati di bilancio e insieme di attività cui corrisponde il più alto punteggio FUS conseguito dalla Fondazione senza peraltro licenziare chichessia e anzi dando esecuzione a sentenze di stabilizzazione di lavoratori.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO E IL SOVRINTENDENTE, nel riconosce il contributo di tutto il personale auspicano che tutti condividano e sostengano il lavoro in atto per consolidare le prospettive del teatro che sarebbero a rischio ove questo lavoro non avesse pieno successo.

Fonte:Ufficio stanpa Teatro Lirico di Cagliari

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Appare legittima la preoccupazione espressa dalla sigla sindacale USB (vedi post) in merito al provvedimento recentemente approvato in materia di riordino delle Fondazioni lirico-sinfoniche, ma le motivazioni addotte evidenziano una sterile analisi aziendale per costruire una critica arbitraria sulla gestione del Teatro Lirico di Cagliari.

La programmazione artistica 2016, descritta come “punto debole”, è invece il punto di forza che il Consiglio d’Indirizzo e i vertici aziendali hanno saputo mettere in campo per consentire al Teatro Lirico di Cagliari di raggiungere i parametri di produttività, qualità e competitività degni di una Fondazione lirica  nazionale.

Basti ricordare che nel mese di dicembre 2015, all’insediamento dell’attuale direzione, il teatro non aveva programmato alcuna attività per il 2016 e poteva sprofondare nella catastrofe economico-finanziaria e nell’oblio nazionale.

Nonostante la riduzione dei contributi, la gestione 2016 dimostra, con dati consultabili nel sito della Fondazione alla voce “amministrazione trasparente”, di poter raggiungere il pareggio di bilancio, ormai obbligo di legge, e di saper conseguire livelli di efficienza ineguagliati.

L’aumento degli incassi di biglietteria che nei primi sei mesi dell’anno ha già superato quelli registrati in tutto il 2015, dimostra che la sigla USB ha una percezione dell’azienda teatro del tutto personale.

Anche la riduzione del costo del personale, rispetto all’aumento della produzione, evidenzia che i lavoratori della Fondazione hanno espresso un indice di produttività superiore al passato e tali valori saranno ancora più positivi con la nuova organizzazione del lavoro che ci si appresta ad affrontare nel mese di settembre.

Il Teatro Lirico di Cagliari che non ha chiesto gli aiuti di stato previsti dalla Legge Bray, che ha avviato attraverso la sua direzione processi di internazionalizzazione già verificabili (è il caso del debutto alla New York City Opera, nel marzo 2017, della produzione tutta cagliaritana de “La campana sommersa”), impostato un adeguamento funzionale interno, e vanta, in questa stagione, un numero di abbonati e presenze che, in rapporto al bacino demografico, rappresenta un primato nazionale, non offre certamente la percezione di un teatro in difficoltà come strumentalmente indicato dalla sigla USB.

Tale negativa visione procura un danno di immagine al Teatro e rischia di collocare le prospettive dei teatri d’opera in Italia in una perenne situazione di stallo.

La logica di una sola sigla fortunatamente non rischia di delegittimare la preoccupazione di tutti i lavoratori del settore.

Claudio Orazi

Fonte: Ufficio Stampa Teatro Lirico di Cagliari

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Verdetto dei giudici amministrativi. La Fondazione dovrà esibire i documenti richiesti sul cambio di sovrintendente

06 marzo 2016
di Fabio Dorigo

“Com’è lunga l’attesa, perché indugiano ancor?”. Le parole di Tosca di Puccini (atto terzo) risuonano negli uffici della Fondazione del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste. È da settembre che Claudio Orazi, l’ex sovrintendente ora alla guida del Teatro Lirico di Cagliari, chiede di vedere i documenti che riguardano la procedura di nomina del nuovo sovrintendente e quindi il suo conseguente benservito con annesse questioni economiche. Il maestro Orazi, infatti, è stato messo alla porta il 27 febbraio 2015 dal consiglio di indirizzo della Fondazione del Teatro Verdi, presieduto dal sindaco Roberto Cosolini. Una scelta a sorpresa. La riconferma di Orazi appariva certa («Probabile, non sicura», secondo le parole di Cosolini) visto che era stato lui prima come commissario e poi da sovrintendente a mettere in salvo il teatro firmando il piano trentennale di risanamento in base al decreto Bray. Il consiglio di indirizzo, invece, a sorpresa, scelse l’architetto Stefano Pace pescato a Londra dalla direzione tecnica del Covent Garden (Royal Opera House). Il 3 marzo il ministro Franceschini firmò il decreto di nomina.

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Cagliari, 13 febbraio 2016

Il Sovrintendente Claudio Orazi lancia il Teatro Lirico di Cagliari come polo dell’alta qualità artistica, centro di efficienza e produttività, efficacia sociale, economia e sviluppo.

 Desidero ringraziare calorosamente tutto il pubblico di Cagliari e della Sardegna per l’affetto e il sostegno che dimostra per la Stagione concertistica 2016 e spero che la Stagione lirica e di balletto 2016 che oggi presentiamo sia un motivo in più di incontro ed arricchimento reciproco.

 Ringrazio, altresì, il Presidente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, dott. Mario Scano, per l’apprezzamento espresso, nella sua dichiarazione, riguardo il lavoro svolto e l’auspicio, da tutti noi condiviso, di un forte rilancio del teatro, anche attraverso maggiori apporti finanziari.

 Un sentito grazie vada anche al Presidente della Giunta della Regione Autonoma della Sardegna, prof. Francesco Pigliaru, per la sensibilità e collaborazione dimostrate nel contribuire a rendere il Teatro Lirico di Cagliari un volano di efficienza, produttività e sviluppo.

 Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari, prof.ssa Maria Del Zompo, vada la mia riconoscenza e soddisfazione per l’appoggio manifestato a lavorare insieme per una crescita culturale della cittadinanza ed una loro integrazione sempre maggiore.

 Ringrazio il Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, rappresentato dal Presidente, m° Gianluca Floris, e dalla Direttrice, prof.ssa Elisabetta Porrà, per le parole di sostegno e per la fattiva collaborazione. Il Teatro Lirico di Cagliari si propone di ampliare e solidificare, nel rispetto dei reciproci ruoli, tale collaborazione.

 Un ringraziamento particolare rivolgo a tutti i Lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari che, con la loro professionalità e passione, esaltano questa Istituzione musicale, contribuendo, in maniera fattiva, alla diffusione culturale ed alla valorizzazione dell’Opera lirica italiana quale Patrimonio dell’Umanità.

Claudio Orazi

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Il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru

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Gli obbiettivi del sovrintendente Claudio Orazi – Diminusicono i finanziamenti, aumentano gli incassi

Martedì scorso il consiglio di indirizzo, oggi i sindacati, poi il presidente della Regione: Claudio Orazi lavora a pieno ritmo per restituire splendore al Teatro lirico. Non sarà facile anche perché Comune, Regione e Ministero hanno diminuito i contributi. Eppure, le tabelle sottoposte all’attenzione del cdi nella riunione convocata per approvare il bilancio di previsione fanno ben sperare: se i finanziamenti e il numero dei dipendenti diminuiscono, abbonamenti, incassi e punteggio complessivo crescono. E così, dopo un periodo incerto e, soprattutto, gli strascichi giudiziari legati alle precedenti gestioni, il nuovo sovrintendente riporta l’attenzione sulla programmazione, a partire da una prestigiosa collaborazione con la New York City Opera.

«Il Teatro lirico si accinge a un risanamento complesso attraverso una migliore organizzazione del lavoro finalizzata alla crescita della produzione artistica e della qualità dello spettacolo per servire un pubblico sempre più esteso, a Cagliari e nella Sardegna intera».
C’è da approvare il bilancio di previsione 2016.
«È stato esaminato in tre riunioni del cdi: ho desiderato che i consiglieri avessero contezza precisa di tutte le voci in entrata e uscita. Mi è stato chiesto di valutare i conti e le spese, sul versante delle entrate l’obbiettivo è di avere un milione di euro in più rispetto alle previsioni triennali di Comune, Regione e ministero. Spero ci venga concesso un contribuito pari a quello dell’ultimo anno».
La legge dice che il bilancio di previsione deve essere in pareggio: tot entrate, tot uscite.
«Sì, la legge è chiara e impone responsabilità enormi in capo al gestore, che sarei io, e il cdi: responsabilità dirette patrimoniali».
A proposito, l’anno scorso un componente del cdi nel dimettersi disse che in base alle nuove norme le scelte spettano al sovrintendente, la responsabilità al cdi.
«Il sovrintendente ha la responsabilità della gestione, il cdi indica le linee economiche e di progetto che il sovrintendente attua come gestore».
Non è vero che il sovrintendente sceglie e il cdi ne risponde?
«No, è il contrario. Ho fatto l’opposto ed è stato apprezzato. Dopo ho mandato il materiale ai revisori dei conti che lo restituiranno in otto giorni: formalmente approveremo il bilancio il 10 febbraio».
Lei è un manager, per questo la scelta è caduta su di lei?
«Il sovrintendente è amministratore unico. A Verona e Trieste ho fatto anche il direttore artistico ma ora la legge impone molti compiti. Sono arrivato il 3 dicembre scorso e subito abbiamo fatto riaprire il teatro che non aveva una programmazione, abbiamo lavorato con un metodo trasparente, democratico e lineare che trasferirò ai sindacati di base».
Ha scelto il direttore artistico: è stato il Cavallo di Troia di Mauro Meli?
«Non sono il Cavallo di Troia di nessuno».
Quando è stato nominato a Cagliari sapeva delle vicende che hanno scosso il Teatro lirico?
«Io so quello che è successo negli ultimi 20 anni, nel senso che conosco Meli e lo stimo. Io sono stato il più giovane sovrintendente d’Italia, nel 1999, a Macerata; ho lavorato per il ministero degli Esteri, all’Arena di Verona. Io le faccio fare le carriere».
Qui c’è stata una battaglia tra il sindaco, in veste di presidente della fondazione Teatro lirico, e l’ex sovrintendente Meli.
«Sul versante artistico stimo Meli. Il mio percorso è trasparente: ho fatto domanda a Napoli e Cagliari ma in Campania hanno ritenuto di non dover dare corso alle audizioni. Qui, invece, il cdi ha fatto una cernita delle domande, ha invitato i candidati e, il 19 novembre scorso, ha fatto un’audizione approfondita. Il lunedì successivo mi hanno detto che era stato indicato il mio nome e poi è arrivata la firma del ministro. Sono qui dal 3 dicembre 2015».
Durante l’audizione ha parlato del direttore artistico?
«Ho detto espressamente che mi sarei dotato di un direttore artistico».
Ha fatto il nome?
«No, ho tracciato il profilo».
Chi controllerà la spesa?
«Io. Sono un mastino. La firma è la mia. Il direttore artistico, sentito il sovrintendente – che è quello che decide – deve fare un piano di produzione e poi controllare. Il direttore artistico risponde dell’efficienza. L’altro mio collaboratore diretto è il direttore amministrativo».
La politica non c’entra con la scelta?
«No. Dico di più: appena è stata ufficializzata la mia nomina ho chiamato Meli. Confermo la legittimità dell’iter, è stata adottata una procedura indiscutibile, ho visto come hanno condotto l’audizione, è stata una scelta tecnica».
Lei sapeva che cosa era successo attorno al Teatro lirico di Cagliari?
«Nello specifico, assolutamente no».
E poi ha saputo?
«Sulla stampa nazionale leggevo delle proteste dei lavoratori, quello che accadeva a Cagliari è da moltiplicare per 14».
Vuol dire che succede in tutti i teatri lirici?
«È così a Firenze o Genova, ovunque lavoratori in guerra».
Ma qui c’è il sindaco sotto processo.
«C’è un processo, lo so, ma quello che è successo no».
La battaglia sfociata in un’inchiesta giudiziaria influisce sul suo lavoro?
«Per niente. Io sono uomo delle Istituzioni, rigorosissimo. Ho conosciuto Zedda nel luglio 2013 quando il ministro Bray aveva convocato i rappresentanti dei teatri lirici, all’epoca ero sovrintendente a Trieste».
Meli ha querelato Zedda per diffamazione in relazione ad alcune affermazioni sui conti del Teatro lirico.
«Quando ho chiesto a Meli di venire a Cagliari per prima cosa mi ha parlato proprio di quello e, con una lettera, si è pure detto disponibile a risolvere le criticità pregresse».
Come mai il Teatro lirico che, tutto sommato, gestisce 20 milioni, richiama così tanti appetiti?
«Perché a Cagliari come in Italia e nel mondo è la punta di diamante di un’intera società, non è una banale vetrina».
Magari anche.
«Forse per qualcuno, la verità è che è un luogo di prestigio, di storia. Questo non legittima che il Teatro venga strattonato da una parte e dall’altra. Col mio curriculum sono stato scelto dal ministro per portare ordine e rigore nel rapporto con i lavoratori e le Istituzioni.

Io sono un tecnico, non mi mischio nella politica».
Per curiosità: il regista della Vedova allegra è stato pagato?
«Sì, nei giorni scorsi. Le persone scritturate dal dicembre 2015 saranno pagate e poi, con fondi riservati, smobilizzerò anche il debito pregresso».

M. Francesca Chiappe

FONTE: L’Unione Sarda

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 «Il direttore artistico guadagnerà 80 mila euro lordi all’anno»

È alla sua prima uscita pubblica da sovrintendente del Teatro lirico. Claudio Orazi non sembra toccato dalla bufera che, partita da via Sant’Alenixedda, ha investito anche il Palazzo di giustizia. Simbolicamente, decide di presentare la stagione sinfonica seduto al fianco del nuovo direttore artistico, l’ex sovrintendente Mauro Meli al centro delle polemiche. Nel foyer del Teatro lirico sembra non arrivare neanche l’eco di tutti gli accadimenti recenti: l’estromissione del pm Giangiacomo Pilia dal processo per bis per abuso d’ufficio nei confronti del sindaco Massimo Zedda; la querela per diffamazione dello stesso Meli nei confronti del Procuratore aggiunto (ed ex componente del consiglio di indirizzo del Lirico) Mario Marchetti. La bufera resta fuori dalla porta.

LA PRESENTAZIONE Ma Orazi sa bene che il tema salterà fuori e mette le mani avanti: prima ancora che parta il fuoco di fila delle domande, cerca di giustificare la ragione della sua scelta. E, addirittura, rende pubblico il compenso che percepirà Meli. «Ottantamila euro lordi». La scelta del direttore artistico rientra in un disegno più ampio: il Lirico di Cagliari deve diventare uno dei primi in Italia. E la scelta di Meli serve a preparare quel «biglietto da visita» indispensabile per far diventare via Sant’Alenixedda uno punto di riferimento per tutti i melomani.
IL RUOLO Certo, il discorso non fa una grinza. Però, in altri teatri, Orazi ha riassunto in sé la carica di sovrintendente e quella di direttore artistico. «In passato mi sono servito di referenti musicali: a Macerata, per esempio, condividevo le scelte artistiche con Donato Renzetti. A Cagliari ho detto sin dall’audizione che intendevo occuparmi esclusivamente della sovrintendenza perché su questo organo già ricadono tante incombenze. Il sovrintendente è un amministratore unico che deve occuparsi della gestione del teatro, della sua amministrazione e della gestione dei bilanci». Un lavoro per il quale potrà contare anche su un altro nuovo collaboratore: Orazi ha nominato Paolo Maggio direttore amministrativo.
IL NOME Il sovrintendente farà il “manager” e un altro professionista si occuperà della parte artistica: sin qui nessun problema. Ma perché scegliere proprio Meli, un nome che in città non lascia insensibili? E chi ha scelto proprio lui? «Questo teatro», risponde Orazi, «ha bisogno di un professionista: Meli è stato indicato dal Consiglio di indirizzo e il sovrintendente ha condiviso questa scelta». E anche il compenso che «è stato discusso e proposto dal Consiglio di indirizzo quando io ho fatto la proposta del maestro Mauro Meli».
L’INCARICO L’ex sovrintendente, in causa con il suo datore di lavoro per la buonuscita, prenderà ottantamila euro. Per fare che cosa? Occuparsi, ovviamente, della parte artistica e «di una filiera complessa che, se non ben governata, produce diseconomie. E, pur essendo qui da poco, dal 3 dicembre, ne ho già viste alcune».
Marcello Cocco

Fonte: Unione Sarda

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seguono le produzioni e gli allegati

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Alle segreterie sindacali
Si comunica che, con decisione unanime, il consiglio d’indirizzo , in data odierna , ha individuato nella persona del dott. Claudio Orazi, il nominativo da proporre al Ministro dei beni e delle attività Culturali e del turismo Dario Franceschini per la figura di Sovrintendente della Fondazione Teatro lirico di Cagliari

firmato

Il presidente

Mario Scano

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giancarlo galan Alle dichiarazioni di Galan risponde il Pd

Il ministro Galan ha dichiarato che «I teatri lirici stanno malissimo e io credo che occorrerà intervenire: è un lusso che ormai l’Italia non si può più permettere. Siamo già intervenuti a Trieste – Claudio Orazi è stato nominato commissario della Fondazione Teatro Verdi – dovremmo intervenire a Firenze. Bologna non sta benissimo e anche Genova sta male». Gli risponde Matteo Orfini, responsabile cultura e informazione del Pd: «Le fondazioni lirico sinfoniche stanno male perché si è perso tempo per due anni con una finta riforma voluta da Bondi che ha solo aggravato i problemi. Anche in questo settore si misura quotidianamente il fallimento del governo. Quello che davvero non ci possiamo permettere è un governo che continua a ritenere le eccellenze culturali del Paese come un lusso da tagliare mentre possono e devono essere propulsori di sviluppo e crescita».

Il giornale della musica

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Ecco di seguito il curriculum di Claudio Orazi, uomo dotato di grande esperienza nella conduzione del “Teatro d’Opera”. Scartato dal CdA del Teatro Lirico di Cagliari in favore di Gennaro Di Benedetto.

Claudio Orazi

E’ nato nel 1959 a Macerata.

1976
Ha fondato una Compagnia Teatrale di sperimentazione a livello professionale, riconosciuta dal Ministero del Turismo e Spettacolo quale organismo di interesse nazionale per la qualità dei progetti artistici.

1980/1988
Ha collaborato con il Ministero del Turismo e dello Spettacolo e con il Ministero agli Affari Esteri quale Direttore dell’organizzazione tecnico-artistica per la realizzazione di importanti festivals europei di musica, teatro e danza a Praga, Madrid e in altre capitali europee. Sempre negli anni 80 è nominato Direttore del Teatro Lauro Rossi di Macerata dove programma stagioni teatrali e musicali istituendo un’importante cooperazione con Strehler e il Piccolo Teatro di Milano, un’amicizia che è proseguita nel tempo rappresentando un importante momento di crescita professionale.

1990/2002
E’ stato nominato quale piu’ giovane Sovrintendente e Direttore Artistico d’Italia presso l’Associazione Sferisterio Macerata Opera. Ha guidato il processo di trasformazione dell’Arena Sferisterio da teatro a gestione pubblica in Associazione privatistica con personalità giuridica riconosciuta, con un forte e significativo sostegno da parte di Istituzioni pubbliche e Soggetti privati di rilievo nazionale ed internazionale.

La linea artistica ha riscosso l’incondizionato apprezzamento del pubblico e della critica con il conferimento di una serie di importanti premi:

- Premio Abbiati 1992,1996,2000 e 2001;
- Premio Award Europeo della Lirica 1999 e 2000;
- Premio della Critica Musicale e Discografica.

A seguito dell’esperienza nel campo del management culturale e dello spettacolo il settimanale economico Il Mondo nel 2001 lo ha individuato tra i migliori manager della cultura e del teatro musicale.

La riconosciuta valenza delle produzioni artistiche realizzate all’Arena Sferisterio di Macerata ha consentito una serie di tournée in ambito nazionale ed internazionale nei seguenti teatri:
- Scala di Milano
- Opera di Roma
- Comunale di Bologna
- Carlo Felice di Genova
- Lirico di Cagliari
- Regio di Parma
- Bellini di Catania
- Comunale di Ferrara
- Comunale di Ravenna
- Teatro nazionale di Praga
- Teatro Nazionale di Budapest
- Teatro Nazionale di Bratislava
- Komische Oper di Berlino
- Teatro della Municipalità di Nizza
- New National Theatre di Tokyo
- Teatro Nazionale di Pechino
- Teatro Real di Madrid
- Teatro Romano di Orange
- Teatro Romano di Cesarea di Tel Aviv
- Teatro di Erode Attico di Atene
- Teatro Romano di Avanches
- Sale da Concerto di Dusseldorf e Stoccarda

Sempre per Sferisterio Macerata Opera ha instaurato un rapporto stabile di collaborazione con la RAI tramite i canali di produzione di RadioRai, RaiSat, RaiDue, RaiTre, RaiTrade e producendo e mettendo in onda numerose opere televisive.

1997
Ha promosso la prima conferenza europea tra i Teatri Musicali all’Aperto che operano in luoghi di rilevante interesse storico-artistico e ambientale. I 25 direttori artistici provenienti da 13 diversi Paesi hanno varato una prima piattaforma programmatica che prelude alla costituzione di un’Associazione Europea tra questa tipologia di teatri.

2000/2002
E’ stato nominato Direttore Artistico del Teatro alle Muse di Ancona, chiamato dal Sindaco della città a riavviare la programmazione del restaurato teatro dopo 60 anni di chiusura. In tale ambito è nata l’esperienza della produzione del Canto di Pace di Marco Tutino su testo di Papa Giovanni Paolo II

Dal 2003
E’ stato nominato Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona.

Ha partecipato e partecipa quale relatore a numerosi convegni su vari temi della storia del teatro.
E’ regolarmente invitato a tenere lezioni e seminari su temi attinenti lo spettacolo presso varie Università italiane quali ad esempio la Facoltà di Economia dell’Università di Tor Vergata a Roma ed il Masp dell’Università Bocconi di Milano su tematiche di economia e sociologia dello spettacolo.
E’ docente di “Economia e gestione dello spettacolo” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata, sezione di Osimo.
Sono in corso di pubblicazione due saggi storici aventi per oggetto, il primo, un processo inquisitorio della metà del Cinquecento contro attori non professionisti colpevoli di aver rappresentato una commedia sacrilega, il secondo, la vita di San Genesio Romano, mimo e martire.
Marzo 2005
Si ferma al 2005 ma nel frattempo ha fatto tanto altro, da Verona mi dicono che l’attuale Sovrintendente ( Girondini )vive ancora di rendita grazie ai suoi progetti e agli accordi con rai trade……

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