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LA  NOSTRA  ALLUVIONE…

 Il 4 Novembre 1966 la furia delle acque dell’Arno tentò di sfigurare Firenze e di portarsi via per sempre le sue bellezze. Ma una commovente gara di solidarietà si adoperò per restituire prima possibile tanto splendore al mondo intero. Anche il nostro vecchio Teatro Comunale, gravemente danneggiato, pote’ quasi miracolosamente riaprire i battenti dopo sole 3 settimane. Vinsero la tenacia e l’amore di uno spirito che sapeva ancora riconoscere nelle arti, nella musica e nel bello, valori inestimabili per la società. Oggi, a distanza di 50 anni, quello in cui non riuscì la violenza della natura rischia di essere portato a termine dalla miopia dell’articolo 24 della legge 160 e dall’indifferenza di chi in quei valori non crede piu; di chi e’ capace di tradurre la parola “interesse” solo in profitto.

La nostra grande musica potrebbe essere trascinata via lasciando sempre piu’ poveri e in silenzio i teatri e le nostre stesse vite…ma il silenzio non sempre e’ d’oro…..

…NON IL NOSTRO!!!

 

I lavoratori del

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

 

 

 

 

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Il Teatro Lirico rispetterà’ il vincolo del pareggio di bilancio nonostante il taglio del contributo statale e garantisce l’alto livello artistico della sua produzione.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO ha esaminato e condiviso le proposte presentate dal sovrintendente Claudio Orazi  per rispettare l’obiettivo del pareggio dell’esercizio 2016 nonostante il taglio di circa 700 mila euro del contributo statale comunicato dal ministero nel mese di ottobre.

IL SOVRINTENDENTE ha comunicato che il teatro potrà contare su un contributo del Ministero, oltre il fondo ordinario, che andrà a compensare parzialmente il taglio. Efficenze gestionali già conseguite in corso d’anno sno utilizzate a riduzione dell’impatto delle minori entrate.

IL SOVRINTENDENTE, su preciso indirizzo del consiglio, è impegnato a conseguire  ulteriore razionalizzazione della spesa nel pieno rispetto dell’alto livello artistico della produzione e dell’applicazioone degli istituti contrattuali.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO E IL SOVRINTENDENTE, in piena sintonia, perseguono l’obiettivo del risanamento patrimoniale ed economico finanziario. Tale obiettivo è essenziale per la tutela dell’occupazione e costituisce la base  per una buona produzione. A dimostrazione che non si tratti di mere dichiarazioni d’intenti si sottolinea il fatto che nel corso del 2016 sono stati conseguiti importanti risultati di bilancio e insieme di attività cui corrisponde il più alto punteggio FUS conseguito dalla Fondazione senza peraltro licenziare chichessia e anzi dando esecuzione a sentenze di stabilizzazione di lavoratori.

IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO E IL SOVRINTENDENTE, nel riconosce il contributo di tutto il personale auspicano che tutti condividano e sostengano il lavoro in atto per consolidare le prospettive del teatro che sarebbero a rischio ove questo lavoro non avesse pieno successo.

Fonte:Ufficio stanpa Teatro Lirico di Cagliari

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Nella giornata di ieri, dopo minacce di tutti i tipi provenienti dalla Direzione verso i lavoratori, sono stati siglati una serie di documenti (difficile definirli tecnicamente accordi) che in realtà lasciano quasi tutte le questioni aperte e per questo dovranno essere valutati attentamente dall’Assemblea dei lavoratori, convocata presumibilmente per la settimana prossima. Noi crediamo che i benefici concreti per la Fondazione che deriveranno dall’eventuale approvazione di questi documenti saranno pochissimi, nel senso che il piano di rilancio è ancora fumoso e l’unica cosa certa è che la Fondazione Lirica Arena di Verona continuerà ad essere guidata – a quel punto con maggiore forza – da un gruppo di dirigenti che ampiamente hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione. Firmate ancora per il nostro appello, che sarà chiuso la settimana prossima. Ma la nostra azione a supporto del futuro della Fondazione Arena continuerà ancora con maggior energia, grazie al vostro sostegno.

Sergio Noto

 

 https://www.change.org/p/salviamo-la-fondazione-lirica-arena-di-verona-e-i-suoi-lavoratori?tk=SAIn7FwdciUhlR4Bwt2C7TNfNFUyf0sEUSnY3_r9PG8&utm_source=petition_update&utm_medium=email

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Indecenti e irricevibili le parole del Sindaco  della città di  Verona, capitale della Lirica, concentrato di storia e di bellezza, Patrimonio dell’Unesco.

Indecenti e irricevibili non solo per i lavoratori della Fondazione Arena.

Reazione scomposta alla giusta e precisa richiesta dei lavoratori e delle lavoratrici della Fondazione. Reazione che ha aperto la strada ad altre esternazioni altrettanto autoritarie ed ottuse da parte della signora Tartarotti, con l’ordine di sospendere il presidio.

Ma ricordiamo a tutti che i diritti non si sfrattano.

In questo momento drammatico esprimiamo con forza tutta la nostra solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Fondazione Arena.

Li incitiamo a tenere duro.

Purtroppo le parole e le scelte di Tosi non ci sorprendono.

Sono drammaticamente lo specchio e la triste ripetizione di ciò che avviene da quasi 9 anni a Verona per tutta l’area Cultura del Comune.

E’ in atto una vera e propria “privatizzazione” strisciante di tutto il sistema museale e  culturale di Verona.

Poca o nessuna trasparenza nella gestione e continuo dilapidamento del denaro pubblico.

Le competenze interne amministrative, ma sopratutto tecniche e culturali, delle  lavoratrici e dei lavoratori cinicamente liquidate e derise.

L’era Tosi si sta  caratterizzando per la distruzione sistematica del patrimonio culturale della città.

L’incredibile furto di Castelvecchio ha messo in luce la debolezza del sistema museale provocando, oltre al depauperamento di un patrimonio di inestimabile valore, anche un danno gravissimo all’ immagine di affidabilità del sistema Verona.

Un assessore alla cultura che si rispetti avrebbe, per decenza, da tempo rassegnato le sue dimissioni. E invece si arrabbia pure e si permette di prendersela con i lavoratori e le lavoratrici.

Ma è solo la triste punta di una iceberg di una situazione diffusa. A questa amministrazione la cultura non interessa se non quando la può mercificare, così come sfrutta e devasta il territorio, svende i palazzi storici di Verona, distrugge siti di incomparabile bellezza. Loro che si riempiono la bocca con la “difesa della tradizione” lasceranno un deserto, una città irriconoscibile, privata di tutto ciò che generazioni di uomini e donne hanno costruito con il loro lavoro e la loro intelligenza. Ma tutto ciò è possibile anche grazie alla distrazione e all’indifferenza della città.

Dov’è il mondo culturale veronese, dov’è l’università? Non si dovrebbero barattare le elargizioni che provengono da un potere politico sempre più impresentabile con il diritto/dovere di prendere posizione a difesa di un bene comune così importante.

Come CUB preannunciamo nei prossimi giorni una forte iniziativa accompagnata dalla dettagliata denuncia della dissipazione del patrimonio culturale pubblico.

Perchè ci sono disastri che hanno nomi e cognomi…

La Fondazione Arena è patrimonio di tutti

CUB-Confederazione Unitaria di Base

 

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Cagliari, 3 luglio 2015

Consapevole di non aver adeguatamente ottemperato, anche per i noti motivi di salute, agli obblighi inerenti alle relazioni sindacali che correttamente devono intercorrere tra Direzione aziendale e le OO. SS., nella giornata del 2 luglio u.s. sono stati convocati i rappresentanti dei lavoratori, con nota che si allega.

 Soltanto a pochi minuti dall’inizio dell’incontro le sigle SLC-CGIL, UILCOM-UIL, FIALS-CISAL, LIBERSIND-CONF, SNATER, CSS comunicano la loro indisposizione, come da nota allegata.

 All’incontro si presentano le sigle FISTEL-CISL e USB.

 Quindi l’incontro è stato realizzato con le sigle presenti, nel rispetto della convocazione.

 Si sono affrontati i problemi di cui si aveva in animo di informare i rappresentanti dei lavoratori, rispondendo anche alle domande che gli stessi hanno ritenuto di proporre.

 Tutta la documentazione richiesta è in fase di preparazione per la consegna e sono stati calendarizzati i prossimi appuntamenti, che saranno di cadenza quindicinale.

 Trovo singolare che dei rappresentanti dei lavoratori, che giustamente nei loro comunicati chiedono di avere le informazioni inerenti l’attività della Fondazione, unitamente alla situazione finanziaria e agli organici che verranno utilizzati, come previsto dall’art. 38 del CCNL, non si presentino all’incontro previsto per tali comunicazioni.

 Ne prendo atto e valuterò l’opportunità di parlare con i lavoratori per dar loro direttamente le informazioni che è giusto e doveroso che essi abbiano.

 Dott.ssa Angela Spocci

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Cagliari, 6 Maggio 2015

Tutte le richieste di incontro inoltrate dalle OO.SS alla Sovrintendente del Lirico di Cagliari sono rimaste inascoltate.

A riguardo segnaliamo:

- la mancanza totale di risposte ai quesiti posti più volte da più OO.SS a mezzo comunicato;

- le mancate convocazioni per informazione stagione, occupazione e tipologie contrattuali ( art.38 CCNL ); – l’incapacità di gestire lo stato di agitazione e lo sciopero ricorrendo alle procedure di raffreddamento .

La Sovrintendente prosegue il suo mandato perpetrando nel comportamento lesivo del diritto sindacale. E’ palese la scorrettezza nella presentazione della stagione alla stampa prima di avere informato le OO.SS. La convocazione perviene, ma fuori tempo massimo per l’8 maggio dopo che, oltretutto, sono già partite le proposte di contratto ai lavoratori impegnati nella stagione. A riguardo sembrerebbe che i contratti proposti ai lavoratori precari tecnici siano di brevissima durata e non sufficienti a coprire le esigenze di programmazione.

La Sovrintendente accentra a sé tutte le funzioni e non nomina un Direttore artistico, si affida però a consulenti di passaggio che, senza contratto, la aiutano a realizzare la stagione .Questa indecisione appare incomprensibile davanti alla solerzia posta nel cambiare la figura del direttore allestimenti scenici, allontanata con motivazioni sconfessate dalle sue stesse scelte successive, per proporre ad un nuovo Direttore un contratto tabellare dai risvolti molto dubbi.

 La lentezza con cui la Sovrintendente dopo tre bocciature da parte del CdI ha avviato la stagione ha già prodotto i suoi effetti. Gli anni passati la stagione Lirica aveva inizio ai primi di Maggio, nel 2014 l’inaugurazione della lirica è partita il 24 Aprile, ma tutto il lavoro organizzativo partiva un mese prima. I lavoratori precari del settore tecnico che hanno circa sei mesi di lavoro annuo, hanno già perso un mese di lavoro.

Un manager dovrebbe attuare strategie di marketing predisponendo la campagna abbonamenti con largo anticipo.

Un manager avrebbe dovuto richiedere un tavolo immediato con gli enti erogatori per affrontare la situazione debitoria pregressa e scongiurare la messa in liquidazione coatta amministrativa prevista dalla legge Bray per tutte le Fondazioni Liriche che non abbiano raggiunto l’equilibrio fra debito patrimoniale e bilancio d’esercizio entro il 2016.

Un manager avrebbe dovuto già avviare la predisposizione delle stagioni e dei relativi organici triennali da presentare a settembre come previsto dalla legge Bray e avrebbe dovuto convocare le OO.SS per la rimodulazione del CIA.

 La Sovrintendente è stata nominata dal CDI per il profilo spiccatamente manageriale e non di certo artistico ma inspiegabilmente si è concentrata sulla stagione e latita proprio su quelli che sono i suoi compiti precipui. In un’altra azienda privata si sarebbe già presa la decisione di cambiare Manager.

Le scriventi Segreterie fortemente preoccupate per il futuro di 300 lavoratori confermano lo stato d’agitazione. Ribadiscono l’inadeguatezza della Sovrintendente alla situazione contingente e reputano sia improcrastinabile da parte del CDI revocarle il contratto. Questo atto diventa necessario per il destino della più grande azienda culturale della Sardegna, che oggi più che mai necessita di una guida capace e competente.

 Per la FISTel CISL   Annalisa Pittiu                     

Per l’ USB     Massimiliano Cecalotti  

 

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A Presidente sig. Massimo Zedda

Ai Consiglieri d’indirizzo

loro sedi

e.p.c.

lavoratori tutti

Cagliari 4/03/2015

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA

In relazione alle dichiarazioni e ai comunicati stampa diramati negli scorsi giorni dal Sovrintendente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari Mauro Meli, da alcuni membri uscenti del Consiglio di Amministrazione del Lirico (signori Baggiani, Cualbu, Follesa e Porcelli) e da alcuni sindacati, si ritiene doveroso precisare quanto segue:

1. Il nuovo statuto della Fondazione è stato deliberato dal Consiglio di

Amministrazione il 27 ottobre 2014, e il decreto di approvazione è stato emanato dal

MIBACT il 13 novembre 2014. Al riguardo, si precisa che già nel maggio 2014 il

testo dello statuto era stato approntato dal consigliere dott. Susanna Pasticci, in

piena conformità alle disposizioni della Legge Bray, su mandato del Consiglio di

Amministrazione. Il Sovrintendente e i suoi uffici hanno in seguito modificato e

snaturato il progetto iniziale, introducendo varianti che attribuivano ai soci privati

poteri di gestione sproporzionati alla loro effettiva contribuzione economica.

Pertanto si è reso necessario provvedere a un’attenta revisione del testo dello

statuto che si è conclusa solo il 27 ottobre, quando sono stati accolti gli

emendamenti dei consiglieri Marchetti e Pasticci che hanno permesso di ripristinare

il dettato originale del maggio 2014.

2. Tutti gli organi della Fondazione (Sovrintendente, Consiglio di Amministrazione,

Collegio dei Revisori dei Conti) sono scaduti l’8 novembre 2014. In attesa del rinnovo

degli organi, quelli pregressi rimangono in carica solo per l’ordinaria

amministrazione, e non possono compiere atti di straordinaria amministrazione

(quali ad esempio l’approvazione del nuovo bilancio di previsione e la relativa

programmazione artistica), ragione per la quale il Presidente non ha alcuna

possibilità di convocare il precedente Cda.

3. Il Comune di Cagliari è l’unico Socio che ha già provveduto a nominare il nuovo

componente del Consiglio di Indirizzo. Si è in attesa della nomina degli altri 3

consiglieri che devono essere indicati dalla Regione Autonoma Sardegna, dal

Ministero dei Beni e Attività Culturali e dalla Fondazione Banco di Sardegna. Il

Presidente della Fondazione Massimo Zedda, nella piena consapevolezza

dell’urgenza di dover procedere speditamente alla costituzione dei nuovi organi, ha

inviato agli altri soci le richieste di nomina di loro competenza subito dopo aver

ricevuto notifica del decreto di approvazione dello statuto da parte del Ministero.

4. Il giorno stesso in cui tutte le nomine dei componenti del nuovo Consiglio di

Indirizzo saranno formalizzate al Teatro, il Presidente provvederà a convocare ilConsiglio che dovrà procedere alla nomina del Sovrintendente e all’approvazione

degli atti di sua competenza (come la programmazione della stagione artistica 2015

e il bilancio preventivo 2015). Peraltro si ricorda che la scadenza per l’approvazione

della nuova stagione e del relativo bilancio è fissata dalla legge al 31 dicembre

2014.

5. Al contrario di quanto è stato affermato negli ultimi giorni in diverse sedi, anche a

mezzo stampa, il Comune di Cagliari ha già provveduto a versare il suo contributo

annuale pari a €. 2.200.000,00 alla Fondazione Teatro Lirico (quanto ad euro

1.500.000, l’8 luglio 2014; quanto ad euro 500.000, l’8 agosto 2014). L’ultima rata,

di euro 200.000, non è stata versata perché è stata pignorata da alcuni creditori

della Fondazione.

6. In seguito a una nota del Direttore Amministrativo dott. Paolo Paoli inviata ai

dipendenti il 26 novembre 2014, si è appreso che gli stipendi di novembre non sono

stati pagati. Come risulta dai verbali del Consiglio di Amministrazione, nel corso degli

ultimi mesi il Presidente Massimo Zedda e i consiglieri dott. Mario Marchetti e dott.

Susanna Pasticci hanno ripetutamente sottolineato l’obbligo del pareggio di bilancio

e la necessità di un attento e costante monitoraggio delle spese. Il Sovrintendente

ha sempre replicato che le spese erano sotto controllo, e che non c’era nessun

motivo di allarme; inoltre non ha mai provveduto, in violazione di precise norme di

legge, a rendere pubblici tutti i provvedimenti di spesa. Rimane il fatto che, per la

prima volta da tre anni a questa parte, gli stipendi dei lavoratori non sono stati

pagati. Di fronte a questa situazione, che giunge oggi totalmente inattesa rispetto ai

messaggi sempre rassicuranti del Sovrintendente, si auspica vivamente che tutti i

sacrifici fatti dai lavoratori negli ultimi anni non siano stati vanificati.

7. Si apprende oggi, con eguale sconcerto e sorpresa, che non sono stati pagati i

contributi previdenziali e assistenziali e le ritenute IRPEF con scadenza 16 novembre

2014; una tale circostanza, oltre che esporre la Fondazione a gravi responsabilità,

comporta anche il pagamento di pesantissimi interessi di mora. Come si è arrivati

oggi, all’improvviso, a registrare problemi di cassa così rilevanti, al punto tale da

impedire il regolare pagamento di stipendi e contributi?

8. Si è avuta notizia che negli scorsi giorni il Sovrintendente ha assunto dei

provvedimenti volti a recuperare le risorse necessarie a pagare gli stipendi su fondi

vincolati alla liquidazione dei crediti pregressi. Si tratta di risorse che la Regione

Sardegna ha trasferito alla Fondazione Teatro Lirico con un vincolo di destinazione

specifico, e che devono essere utilizzate solo ed escusivamente per il ripiano delle

esposizioni debitorie fino al dicembre 2011 (come da Legge regionale n. 14 del2012). L’utilizzo di queste risorse per la gestione ordinaria configura una illegittima distrazione di fondi per altri fini.

9. Detto tutto ciò, è bene ricordare che nel 2013 la Fondazione Teatro Lirico ha chiuso in attivo il bilancio per il terzo anno consecutivo. Un risultato importante, che ha permesso alla Fondazione di accedere alla categoria dei “teatri virtuosi” e di acquisire un’apposita premialità da parte del Ministero, che si è concretizzata in un contributo aggiuntivo di ben 1.158.000 euro. Se ora si dovesse all’improvviso registrare un’inversione di tendenza, questo contributo aggiuntivo andrebbe perso non solo per il 2015, ma (in base alla legge “Valore cultura”) anche per i due anni

successivi, con una perdita nel triennio di circa 3.500.000 di euro.

10. Per ultimo è opportuno evidenziare il fatto che la rimodulazione del bilancio preventivo 2014 è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione solo il 4 novembre 2014 e non all’unanimità. Questo fatto dovrebbe già di per sé essere interpretato come un segno tangibile della precaria situazione economica e gestionale della Fondazione, a differenza di quanto dichiarato alla stampa da altri consiglieri. Il voto contrario del dott. Marchetti e della dott. Pasticci, e l’astensione del Presidente Massimo Zedda, sono motivati da ragioni molto serie, adeguatamente registrate nei verbali delle sedute del Consiglio di Amministrazione.

Nel corso dei mesi, infatti, sono state presentate in Consiglio numerose (e continuamente variate) versioni del bilancio di previsione 2014 che si discostavano in modo rilevante dal primo previsionale 2014 inviato al Ministero. Tra i dati più significativi, si segnala la modifica delle poste di bilancio relative al Fondo per rischi e oneri (euro 1.000.000, contro la cifra di euro 1.450.000 comunicata al Ministero) e la quota del TFR (euro 5.350.000, contro euro 5.959.144 comunicati al Ministero).

Di conseguenza, nel nuovo previsionale 2014 il totale del Fondo per rischi e oneri e del TFR ammonta – senza alcuna giustificazione – a circa un milione di euro in meno rispetto al primo previsionale 2014.

Il nostro obiettivo, anche grazie al sacrificio di tutti i lavoratori, è stato quello di risanare i conti e salvare i posti di lavoro. Non possiamo accettare che tutto ciò venga vanificato e si crei una situazione drammatica come quella che sta vivendo ilTeatro dell’Opera di Roma.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Lirico

Massimo Zedda

e i consiglieri Mario Marchetti e Susanna Pasticci

Cagliari, 1 dicembre 2014

 

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                                                                                                                 Al Ministro dei beni e delle attività culturali

Al Presidente della Regione Sardegna

                                                                                                                 Al Presidente della Fondazione Teatro Lirico

 

                                                                                                                               e. p.c.     Al Sovrintendente

                                                                                                                                        Ai lavoratori

COMUNICATO

Cagliari, 27 novembre 2014

 La Scrivente Fistel Cisl è fortemente preoccupata per il pericoloso ritardo da parte degli Enti che, in adempienza alla legge Bray, devono ancora nominare i propri rappresentanti del nuovo Consiglio d’indirizzo del Teatro Lirico di Cagliari. Il Comune infatti è l’unico ente ad aver nominato il suo consigliere ma ancora non arrivano le nomine dei rappresentanti della Regione Sardegna e del Ministero.

E’ inconcepibile per il Lirico di Cagliari vivere questo pericoloso stallo, che non consente l’organizzazione e la vendita della imminente stagione Lirica e di Balletto 2015.

 Con la firma dello statuto e la presa d’atto dello stesso da parte del CdA uscente ( L.6 del 2001 e dl. 83 del 2014 ) si è concluso un ciclo. A giudizio della scrivente, solamente dopo la nomina del Sovrintendente da parte del nuovo Consiglio d’indirizzo, come previsto dalla legge Bray, si dovrà presentare il bilancio previsionale 2015-16-17 contenente la determinazione dei relativi organici impegnati nel triennio e la nuova stagione triennale, parte integrante della previsione di spesa.

 

La legge Bray evidenzia inoltre in maniera decisa l’obbligatorietà, per le Fondazioni Liriche che come Cagliari non hanno aderito al fondo, pena la messa in liquidazione coatta della Fondazione, di riportare in equilibrio strutturale il bilancio, sia sotto il profilo patrimoniale che economico-finanziario entro il 2016. Sarà questo il compito principale del Consiglio d’indirizzo e del Sovrintendente che, se non rispetteranno l’obbligo del pareggio di bilancio, ne risponderanno in solido (articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni ).

Il Lirico di Cagliari, che negli anni passati aveva accumulato un pericolosissimo debito, risale lentamente la china anche grazie ai sacrifici dei lavoratori ma è indispensabile, a giudizio della scrivente Organizzazione Sindacale, accelerare i tempi di nomina e d’insediamento delle parti succitate, mettendo in sicurezza l’azienda per il futuro e approntando la stagione.

Non è più possibile navigare a vista ma occorre mettere, in tempi brevissimi, il Lirico di Cagliari nella mani di una guida competente e affidabile.

 Per la Segreteria Regionale

 Gianmichele Uda

Per il coordinamento Territoriale 

Alberto Frau –Annalisa Pittiu

Le Rsu elette in quota Fistel-Cisl 

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UILCOM-UIL  FIALS-CISAL  LIBERSIND-CONFSAL  SNATER  CSS

 Cagliari, 21.11.2014

 Spett. dott. D. Franceschini

 Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

                                                           Spett. dott. F. Pigliaru

                                                           Presidente della Regione Sardegna

                                                     Spett. sig. M. Zedda

                                                           Presidente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

                                                         Spett. dott. A. Cabras

                                                           Presidente Fondazione Banco di Sardegna

                                                                                                                                                                                                           Spett.li Consiglieri di Amministrazione    e p.c.  Lavoratori tutti

    Egregi signori,        

  tra le otto istituzioni lirico-sinfoniche obbligate ad aderire alle disposizioni della legge 112/2013 a causa di una criticità economico-finanziaria non vi è la fondazione Teatro Lirico di Cagliari. Pur tuttavia ritardi nell’erogazione dei finanziamenti e differimenti nell’approvazione della stagione 2015 stanno vanificando gli sforzi sostenuti in questi ultimi anni dai dipendenti di questa fondazione che ad oggi risulta essere fondamentalmente solida.

  Le scriventi ritengono di primaria importanza che il C.d.A. approvi quanto prima la programmazione 2015 per consentire alla direzione aziendale di approntare l’attività lavorativa dell’anno prossimo, per evitare l’incremento di costi aggiuntivi a danno della fondazione, per promuovere la nuova stagione lirico-sinfonica, per determinare un’adeguata attività sul territorio ed infine per adempiere ad un obbligo statutario che tutte le altre fondazioni, pur sottoposte ai medesimi vincoli di legge, hanno già provveduto ad ottemperare.

  E’ inoltre fondamentale che i Soci della Fondazione pongano il massimo sforzo per erogare entro l’anno corrente l’intero ammontare delle sovvenzioni da essi stessi disposte nel bilancio preventivo 2014: il teatro vanta crediti esigibili quantificabili in circa 5 milioni di euro e il ritardo della loro corresponsione potrebbe creare delle criticità di cassa preoccupanti obbligando l’azienda a ricorrere ad onerose anticipazioni bancarie.

  Per quanto sopra, le firmatarie OOSS si appellano al senso di responsabilità del Presidente sig. M. Zedda, del Consiglio di Amministrazione e di tutti i Soci della Fondazione affinché nel Cda convocato per la giornata di domani 22 novembre  si adoperino per una rapida approvazione della ventura stagione lirico-sinfonica ed esortino i soggetti interessati ad erogare quanto prima i crediti spettanti al Teatro Lirico di Cagliari

   Distinti saluti.

 Per le scriventi segreterie

 Andrea Saccarola

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Precisazioni al comunicato sindacale USB del 16 novembre 2014

Cagliari, 18 novembre 2014

Si legge, dopo la più che positiva esperienza di questi mesi, il comunicato rilasciato dal sindacato USB. Contrariamente a quanto affermato da alcuni organi d’informazione, questo sindacato raccoglie una decina di iscritti all’interno della Fondazione (nemmeno il 5% dei

dipendenti del Teatro) e si esprime diversamente da quanto ha ritenuto la RSU del Teatro, che invece rappresenta la totalità dei lavoratori. Tale comunicato riporta dati errati e fuorvianti.

In particolare non corrisponde al vero che la stagione sinfonica e lirica 2015 debba essere approvata per far fronte a supposte ‘tensioni di cassa’. La stagione sinfonica e lirica 2015 deve essere approvata come è accaduto in tutte le altre Fondazioni, per consentire, come deve essere, una programmazione seria e certa, e anche per non disperdere i risultati ad oggi conseguiti con lo sforzo di tutto il Teatro in meno di un anno, risultati che evidentemente non interessano al sindacato che scrive, che anzi sembra quasi dolersene.

Non esiste il Teatro descritto nel comunicato, non c’è nessun allarme, nessun caos, nessun rischio, nessuna mancanza di trasparenza, al contrario, dentro e fuori il Teatro, si respira un clima di ritrovato entusiasmo.

Tutti i dati del bilancio 2014 sono stati più volte presentati e discussi con tutti i sindacati del Teatro in numerose occasioni e il bilancio del 2014 si chiude con un attivo che è superiore a quello dell’anno 2013.

Contrariamente a quanto affermato dalla USB, non è il bilancio preventivo ad essere stato approvato nella seduta del 4 novembre u.s., ma una rimodulazione dello stesso, di fatto un preconsuntivo 2014, approvato peraltro con il parere favorevole dei revisori dei conti. Tra l’altro

lo stesso preconsuntivo è stato anche dibattuto per tre ore in una dedicata seduta della commissione bilancio del Comune di Cagliari. Inoltre, non è assolutamente vero che si sia speso più di quanto preventivato né incassato meno di quanto previsto: tutti i preventivi sono stati

rispettati e gli incassi da botteghino sono andati ben al di là delle pur rosee previsioni. Basti un solo dato: nel 2014 l’incremento d’incasso da biglietti venduti, rispetto al 2013, è stato superiore al 300%.

In conclusione, il dibattito e il confronto sono certamente sempre ben accetti ed utili, e non ci si è mai sottratti, ma a condizione che siano basati su dati corretti e non falsi. Questo modo di agire non è nell’interesse della Fondazione cui tutti, e sempre, dovrebbero necessariamente orientare

le proprie azioni e i propri interventi.

Il Sovrintendente

M° Mauro Meli

Ufficio stampa

Teatro lirico di Cagliari

 

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Come sempre ho fatto e farò, accolgo serenamente i risultati del lavoro del Tar Sardegna.
Dopo aver preso visione del contenuto dei pronunciamenti mi riservo ulteriori approfondimenti che saranno effettuati nei prossimi giorni.
Resto sicuro, in ogni caso, di aver agito nell’interesse esclusivo della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari per garantire un corretto e trasparente utilizzo delle risorse pubbliche.


Massimo Zedda

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SEGRETERIE NAZIONALI

Il Coordinamento Nazionale Unitario delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, convocato a Roma lo scorso 22 ottobre per un’attenta valutazione della Legge Valore Cultura e per l’individuazione dei percorsi e delle azioni di mobilitazione da intraprendere, ha assunto le seguenti indicazioni:

La legge 7 0ttobre 2013 n. 112 (Valore Cultura), appena licenziata, presenta sicuramente nel suo insieme elementi apprezzabili e per la prima volta, negli ultimi decenni, in controtendenza rispetto alle impostazioni politiche delle passate legislature.

Tale provvedimento – per come fu illustrato alle OOSS prima ancora che diventasse Decreto Legge – fu pensato dal Ministro Bray nella ferma convinzione dell’assoluta necessità di dover adottare alcune misure urgenti per far fronte a una situazione di grave emergenza del Settore Cultura.

Tali misure erano finalizzate, per quel che ci riguarda, a mettere in equilibrio realtà produttive in profonda sofferenza (Cinema Audiovisivo e Fondazioni Lirico Sinfoniche).
Nei fatti, alcune Fondazioni Lirico Sinfoniche, a partire dal Maggio Musicale Fiorentino (con la conclamata e preannunciata liquidazione coatta amministrativa), erano in una profonda sofferenza economico
gestionale.

Infatti è noto che, dalla XIV Legislatura, tra gli intenti enunciati dai vari Ministri succedutisi al Dicastero per i Beni e le Attività Culturali e l’emanazione dei vari provvedimenti di Legge si inseriscono provvedimenti ispirati da una univoca e precisa regia (spesso con la complicità “non tanto velata” di parte dei Sovrintendenti e dei Presidenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche) che trasforma quei provvedimenti in autentici colpi di mano sia di snaturamento pubblicistico di entità quali le Fondazioni di diritto privato e intervenendo pesantemente sull’autonomia e la libera trattativa contrattuale che stravolgono Contratti
Nazionali di Lavoro, Contrattazioni di secondo livello, fino a operare pesanti interferenze su Leggi emanate a tutela dei diritti pregressi dei lavoratori (come nel caso della Legge 100/10 adesso reiterata dal comma 1 bis art. 40 del D.L. 21 giugno 2013 Decreto del Fare).

Appare fin troppo evidente la necessità di forti cambiamenti che diano segni di discontinuità sulle responsabilità all’interno del medesimo Dicastero; chi è stato artefice della destrutturazione del Sistema della Produzione Culturale e dello Spettacolo non può essere colui che concorre alla sua ricostruzione.

Allo stato registriamo che un provvedimento , nato per aiutare alcune Fondazioni Lirico Sinfoniche in sofferenza (portate allo stato di crisi anche “dall’invasività della politica”nella scelta di management assolutamente incapaci) si è trasformato,senza i correttivi da noi proposti e con il pesante intervento della Commissione Bilancio che ha inibito molti emendamenti presentati dalle forze politico parlamentari nell’iter legislativo , in un atto deliberato contro i lavoratori sui quali s’interviene pesantemente per ridimensionarne draconianamente compensi e posti di lavoro condannandoli – ancora una volta – a pagare per l’incapacità di un Sistema Paese non in grado di garantire beni e attività costituzionalmente protette.

Il Coordinamento Nazionale Unitario delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, valutato insostenibile il peso dei sacrifici chiesti ai lavoratori e la messa in discussione del modello produttivo ( quale elemento garante della qualità produttiva ) dalla emanata legge 112 (Valore Cultura), confida che sulle parti sopra contestate si possa instaurare un proficuo terreno d’interlocuzione e d’iniziativa con le istituzioni preposte in linea con gli ordini del giorno della Camera e del Senato che impegnano il Governo, già nell’immediato iter per l’approvazione della Legge di Stabilità, al fine di addivenire ad una radicale ridefinizione che separi nettamente i provvedimenti volti a salvare le Fondazioni in crisi, da quelli che invece devono attenere ad una vera Legge di Riforma di Sistema urgente per l’intero comparto musicale.

Per quanto sopra il Coordinamento dà mandato alle Segreterie Nazionali di intraprendere ogni possibile iniziativa per rendere concrete le seguenti istanze:
correzione (o integrazione) della Legge Valore Cultura – anche per mezzo degli ordini del giorno scaturiti dall’iter parlamentare e assunti dal Governo in merito alla “Spending review” – sull’elemento lavoro negli accordi dei piani industriali per le Fondazioni in sofferenza, sulle risorse ed il reintegro del FUS, sulla riaffermazione della costituzionalità delle norme che tutelano i diritti acquisiti dai lavoratori(Tempi Determinati);
Messa in iter di validazione del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro;
Legge di Sistema dello Spettacolo dal Vivo su cui incardinare il Settore Musicale;
Istituzione di un tavolo comune di confronto Istituzionale Ministeriale e Interministeriale.

Allo scopo di ottenere quanto sopra enunciato il Coordinamento Nazionale Unitario delle Fondazioni Lirico Sinfoniche si esprime per l’attuazione immediata di una forte mobilitazione e alla conseguente individuazione delle più opportune forme di lotta.
Seguiranno, nei prossimi giorni, indicazioni precise circa le iniziative di carattere nazionale.
Il giorno 5 novembre le Segreterie Nazionali sono state convocate dal Ministro in merito alle problematiche relative alla Legge 112 (Valore Cultura) in particolare sulle Fondazioni Lirico Sinfoniche.

Roma, 28 ottobre 2013

p. LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLCCGIL FISTeLCISL UILCOMUIL FIALSCISAL
S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra

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Ad un esame di merito del decreto legge 8 agosto 2013 n .91 (valore cultura), attualmente in iter legislativo per la conversione in legge, si evidenzia la necessità di apportare modifiche indispensabili all’art 11 (Disposizioni

urgenti per il risanamento delle fondazioni lirico‐ sinfoniche e il rilancio del sistema musicale di eccellenza),

riconfermando l’apprezzamento dei provvedimenti in merito alle leve fiscali per il Settore Cinema e per le imprese riguardanti i giovani musicisti, il superamento per i Teatri Prosa‐Musica della spending review, ecc.

In particolare il testo riferito al risanamento delle Fondazioni Lirico Sinfoniche in crisi, come definito dal comma 1 al comma 14, senza specifiche modifiche, ad esempio impedirebbe sostanzialmente alle Fondazioni di poter operare in modo funzionale (la forza lavoro produttiva necessaria per l’allestimento compiuto di spettacoli non è solo riferibile ai complessi artistici ma anche a quelli tecnico‐amministrativi di cui è prevista una drastica riduzione fino al 50% ‐ vedi comma 1 lettera c); e sarebbe insostenibile un taglio secco indiscriminato di oltre il 35% del salario ( vedi comma 1 lett g) stante che è acclarato che gli stipendi erogati nel Settore sono già più bassi d’Europa; equilibrate e graduali soluzioni nel merito sono invece presenti del nuovo CCNL già sottoscritto dalle parti e colpevolmente non messo in iter di validazione per la sua applicazione e strumento innovativo fondamentale per affrontare le criticità e garantire crescita produttiva.

Il forzoso e unilaterale tentativo che si opera dai commi 14‐20 non può configurarsi come il rilancio del sistema nazionale musicale di eccellenza perché non è coerente con il corpo legislativo che norma il Settore (L.800‐L.367‐L.100 etc…), è un ibrido che in diversi commi riporta a una ripubblicizzazione del Comparto e a una forte centralizzazione. Il tutto è da ridisegnare compiutamente; diverse norme mutuate dal pubblico impiego non si attagliano a Fondazioni di diritto privato (malattia‐assunzioni per l’insieme dei lavoratori con evidenza pubblica‐ norme previdenziali etc…); oltre a innovare, dobbiamo conservare un modello produttivo di eccellenza riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Riteniamo che una vera riforma debba essere condivisa (L.100) e avere caratteristiche di organicità; se si vuole un rilancio del Sistema nazionale musicale di eccellenza necessariamente si devono, ad esempio, raccordare i Centri di produzione con le riforme Istituzionali (es: soppressione delle Provincie qualedestino per le Istituzioni Concertistiche Orchestrali…che fare? E i Teatri di Tradizione? …etc.)

E’urgente una legge di Sistema per lo Spettacolo dal vivo ove inserire le specificità del Settore Musicale; non commettiamo l’errore di determinare “pezze colorate” non ricucibili fra di loro ma solo e unicamente funzionali a gestioni di questi prestigiosi Teatri del tutto discutibili .

Roma, 9 settembre 2013

 

p. LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC‐CGIL FISTEL‐CISL UILCOM‐UIL FIALS‐CISAL

S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra

 

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Oggetto: Rinnovo CCNL Fondazioni Lirico Sinfoniche

Venerdì c.m. si è sottoscritto fra le parti un verbale di intesa in merito alla trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale per le 14 Fondazioni Lirico Sinfoniche. L’intesa, da tradurre in una ipotesi di preaccordo , è relativa alle parti normative che sono state oggetto del confronto e di un lungo percorso negoziale ( relazioni sindacali, contrattazione aziendale,orari, permessi artistici, trattamento di malattia e, affidate a commissioni tecniche bilaterali, temi quali i diritti di precedenza e identificazione di quote salariali di natura integrativa da translare nella retribuzione nazionale). La disdetta del contratto nazionale da parte dell’ANFOLS, la presentazione da parte datoriale di una piattaforma di nove punti per “scardinare” l’impianto del Contratto Nazionale, le direttive Ministeriali, la fuoriuscita di importanti Fondazioni dall’ANFOLS, l’uscita dell’ ANFOLS dall’AGIS, il varo della Legge 43 e successivamente della Legge 100 (leggi che intervengono pesantemente e impropriamente sull’autonomia delle parti sociali, e sui contenuti e la tempificazione della contrattazione nazionale stessa) , il negoziato spostato all’ARAN sono le tappe di un lungo e tormentato confronto a partire dal 2007 in cui le OO.SS. e i lavoratori del Settore hanno dimostrato tenuta e forte capacità di contrasto contro tentativi di destrutturazione del modello produttivo operato sia in termini legislativi che sul terreno contrattuale.

L’intesa sulla parte normativa definisce, sia sulle parti di carattere generale che su quelle relative ai modelli organizzativi, risoluzioni equilibrate e funzionali ai fattori produttivi di ciascuna Fondazione e ricomprende l’insieme dentro le coordinate del vigente Contratto Nazionale.

Il percorso che si è prospettato è il seguente:

 In settimana si siglerà un protocollo congiunto che svilupperà, in coerenza con quanto definito nel confronto tra le parti, un articolato più compiuto sulle materie riassunte per titoli nel verbale d’intesa che sarà inoltrato al Ministero, il quale appronterà risoluzioni per superare gli effetti negativi della Legge 100 ( inerenti le penalità sulla temporalità della conclusione negoziale quali i permessi artistici e i tagli agli integrativi)

A fine mese agosto le parti si incontreranno per redigere in modo definitivo la parte normativa ( elemento fondante del preaccordo) e inizierà l’iter di validazione del medesimo accordo ( ARAN- MINISTERO DEL TESORO- CORTE DEI CONTI)

 Nella ripresa autunnale si dovranno “ricontrattare” gli integrativi aziendali delle singole Fondazioni in conformità a quanto definito a tale titolo nell’innovato Contratto nazionale

In merito alla parte economica il ministero, come da affidamenti dati si impegna a ricercare le risorse per traguardare la copertura inflattiva ( 2013- 2015) e per coprire la carenza economica pregressa.

In definitiva riteniamo importante e positivo la conclusione del negoziato quando sarà portato a compimento poiché è un tassello per attivare percorsi fondamentali per la tenuta del futuro delle Fondazioni quali l’attivazione di tavoli interministeriali ( tesi a ricercare reti protettive per un settore dichiarato in crisi), tavoli interistituzionali ( MIBAC – REGIONI – ENTI LOCALI ) e per l’attivazione anche per il settore delle levi fiscali quali elemento di compiutezza della legge 367 ( trasformazione degli Enti in Fondazioni).

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC- CGIL FISTeL- CISL UILCOM- UIL FIALS- CISAL

S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra

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