Articolo taggato “licenziamenti”

Domani i colleghi del  Maggio musicale fiorentino faranno uno sciopero di 4 ore e presidio: la protesta è legata al licenziamento di 28 addetti del teatro, per i quali è prevista la riassunzione in Ales (società del ministero dei Beni Culturali).

Le iniziative sono in programma domani mattina: Cgil, Cisl e Fials hanno indetto 4 ore di astensione dal lavoro per i lavoratori del Maggio musicale fiorentino , in modo da consentire l’organizzazione di un sit in di protesta di fronte alla sede dell’ufficio vertenze lavoro della Regione Toscana a Firenze, contro il licenziamento – sebbene accompagnato da riassunzione in Ales – per 28 addetti del teatro.

“Pur non comprendendo e non condividendo in nessuna maniera l’apertura della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla fondazione – scrivono le sigle – ci siamo dichiarati disponibili a chiudere la procedura esclusivamente attraverso uscite volontarie (accordi transattivi di non opposizione ai licenziamenti) e pensionamenti certificati. Tutto ciò unicamente per atto di respoinsabilità nei confronti della Fondazione stessa. Auspichiamo dunque un tavolo dove ragionevolezza e responsabilità siano la guida per l’appianamento della vertenza attraverso l’accoglimento di quanto richiesto; e facciamo appello alle istituzioni affinché si facciano parte attiva nella risoluzione della vertenza” concludono i sindacati.

FONTE: http://www.controradio.it 

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Lavoratori della Fondazioni Lirico Sinfoniche il 20 novembre insieme a Verona per protestare contro la chiusura del Corpo di Ballo dell’Arena e il licenziamento dei suoi ballerini.

“SALVANDO IL CORPO DI BALLO SALVEREMO I BALLERINI E LA DANZA DI DOMANI!”
Con questo slogan si sono dati appuntamento ieri, nei pressi del Teatro Filarmonico di Verona, i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche di tutta Italia per portare la loro solidarietà ai ballerini della Fondazione Arena colpiti da una procedura di licenziamento collettivo e per protestare contro la chiusura del Corpo di Ballo a Verona.La manifestazione di protesta è stata promossa ed organizzata dal Comitato Nazionale dei Lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche(CNFLS) in occasione della messa in scena di un “Gala di Danza”, spettacolo organizzato da una scuola di ballo privata di Verona sullo stesso palcoscenico che avrebbe dovuto invece veder impegnati i ballerini della Fondazione Arena ieri presenti alla manifestazione.Ricordiamo come i ballerini professionisti della Fondazione Arena siano stati posti in inattività forzata data la cancellazione dell’attività di balletto dalla programmazione artistica del Teatro, e come essi siano in attesa degli sviluppi della procedura di licenziamento aperta sulle loro teste.

Alla manifestazione hanno partecipato delegazioni delle Fondazioni Lirico Sinfoniche del nord Italia quali Torino, Bologna, Genova e Venezia che hanno portato la loro solidarietà ai lavoratori in difficoltà della Fondazione Arena da parte di tutti i lavoratori degli altri teatri sede delle Fondazioni Liriche di cui erano in rappresentanza.Altri Teatri che non hanno potuto partecipare per motivi logistici o dovuti ad impegni con il pubblico, hanno comunque partecipato alla manifestazione di protesta attraverso comunicati e video di appoggio e di solidarietà.
Anche i comitati cittadini Opera Nostra e Pro Fondazione Arena, impegnati dallo scorso inverno per la salvaguardia della Fondazione Arena e del suo prezioso capitale umano costituito dalla professionalità delle maestranze del Teatro, hanno aderito alla manifestazione dando il loro pieno sostegno morale e logistico per la riuscita della protesta.Alla fine diverse centinaia di lavoratori di ogni settore artistico, tecnico ed amministrativo della Fondazione Arena, uniti ai colleghi di diversi Teatri italiani ed insieme a molti cittadini , hanno affollato via Roma e l’ingresso del Teatro Filarmonico in via dei Mutilati, dove sono stati distribuiti volantini che spiegavano agli spettatori del “Gala di Danza” in programma alle ore 18:00 ed hai cittadini che ieri affollavano le vie del centro di Verona i motivi della protesta.

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Arena Verona,ente lirico in liquidazione

Decisione Consiglio dopo bocciatura piano da parte addetti

(ANSA) - VERONA, 7 APR – Il Consiglio d’indirizzo della Fondazione Arena di Verona ha deciso la messa in liquidazione dell’ente lirico dopo la bocciatura dell’accordo per il contenimento dei costi decisa dal referendum di ieri tra i lavoratori che, con 132 no e 130 sì, avevano respinto il protocollo siglato tra la stessa Fondazione e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, all’uscita dalla riunione ha anticipato che la prossima stagione lirica non è a rischio, ma ha aggiunto che “la decisione sciagurata dei lavoratori comporterà, di conseguenza, l’azzeramento di tutti i posti di lavoro”.

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TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Questa notte alle 00.50 è stata firmata da tutte le sigle sindacali e la direzione, una “ipotesi di accordo” che una volta approvata dai lavoratori e dal CdA porterà al RITIRO DEI LICENZIAMENTI di coro e orchestra.

Come si ricorderà il 2 ottobre scorso Orchestra e coro del Teatro dell’Opera di Roma erano stati tutti licenziati dopo mesi di agonia e di dissidi interni sul piano di rientro e dopo gli scioperi e la traumatica uscita di scena del maestro Riccardo Muti. Questa era la decisione presa dal Cda dell’Opera di Roma per far “rinascere” il teatro. “Una scelta molto dura e sofferta“, per dirla con le parole del sovrintendente Carlo Fuortes che però teneva a precisare che l’alternativa era la chiusura. Il sindaco di Roma Ignazio Marino spiegava che si trattava di “un percorso mai eseguito prima nel nostro Paese”.

Tutto il mondo della musica si era mobilitato a sostegno dei colleghi del Teatro della Capitale ed oggi la speranza di una soluzione sembra concretizzarsi.

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Firenze, 11 nov. (AdnKronos) – Dopo l’Opera di Roma anche il Maggio Musicale Fiorentino annuncia l’avvio della procedura di licenziamenti collettivi per 53 lavoratori, tra personale amministrativo e tecnico. A darne notizia la Slc-Cgil di Firenze.

“In data odierna -riferisce il sindacato- la direzione del teatro ha incontrato le organizzazioni sindacali comunicando che la Corte dei Conti, con provvedimento dei 16 dicembre del 16 settembre 2014 e notificato alla direzione del Teatro in data 3 novembre 2014, ha approvato il piano di risanamento. La Fondazione ha pertanto comunicato che, in conseguenza dell’avvenuta approvazione, a breve aprirà la procedura di licenziamenti collettivi ai sensi della legge 223/91, così come previsto dalla legge 106/2014″.

leggi qui tutto l’articolo http://www.liberoquotidiano.it/

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Che qualcosa sarebbe cambiato si è capito all’arrivo del sovrintendente Carlo Fuortes al Teatro dell’Opera di Roma. “Partecipa all’incontro?”. “Sì”, risponde.

Non lo faceva dal primo round con i sindacati, dopo la decisione del Cda del ‘Costanzi’ di licenziare orchestra e coro, 180 artisti. E in Cda Fuortes tornerà il 23 novembre per proporre il ritiro degli esuberi, secondo i sindacati, se prima ci sarà un accordo per tagliare i costi del contratto integrativo.

“Oggi è stata confermata nuovamente la disponibilità, a fronte di una proposta che risolva interamente i gravissimi problemi economici e organizzativi del Teatro – scrive più cautamente l’azienda -, a sottoscrivere un accordo che possa evitare il licenziamento collettivo di Orchestra e Coro. Le sigle sindacali hanno accennato ad alcune aperture fino ad oggi mai prospettate, ma ancora non è stata presentata una proposta organica unitaria”.

A un mese dalla mossa traumatica della Fondazione sembra comunque una svolta in una vertenza di cui ha parlato il mondo. Con prese di posizione anche internazionali contro Fuortes, appoggiato dal ministro della Cultura Dario Franceschini e dal sindaco di Roma Ignazio Marino, presidente del Cda. I sindacati – sette sigle in passato in conflitto – hanno chiesto compatte come condizione della trattativa il ritiro dei licenziamenti e la rinuncia a ‘esternalizzare’ orchestra e coro. Offrendo in cambio di parlare di costi – per il Cda il risparmio con l’esternalizzazione è 3,4 milioni -, e di maggiore produttività, ossia più spettacoli.

continua a leggere l’articolo qui  http://www.huffingtonpost.it/

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UN ALTRO MISSILE DEL MINISTRO SULLE FONDAZIONI LIRICHE
FONDAZIONI LIRICHE: FRANCESCHINI, 14 IN ITALIA SONO TROPPE
“Quattordici fondazioni lirico sinfoniche sono troppe per le risorse del Paese, c’è un problema di giustizia ed equilibrio delle risorse che va affrontato”: lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo ad un dibattito su Expo e cultura alla Fondazione del Corriere della Sera.
“Queste 14 fondazioni – ha detto il ministro – assorbono il 77 per cento degli interventi dello stato a favore della musica, il 47 per cento del Fondo unico per lo spettacolo e in più sono stati stanziati altri 125 milioni di euro per risanare quelle che stavano per fallire”.
Secondo Franceschini “questo sistema italiano che salva chi ha gestito male le fondazioni a scapito di quelle virtuose va chiuso”.

(ANSA) – MILANO, 03 NOV -

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I sindacati sarebbero pronti a una moratoria degli scioperi. La volontà è emersa oggi, dopo il quarto incontro con il Cda della Fondazione del Teatro dell’Opera sui licenziamenti collettivi degli orchestrali e dei musicisti del Costanzi. Ci sarebbe, fanno sapere i sindacati, la “volontà di aprire un confronto sull’aumento di produttività, sull’ottimizzazione del lavoro e sulla razionalizzazione delle spese nell’ambito degli strumenti previsti dalla legge Bray”.
I sindacati unitari riferiscono che la direzione del Teatro non ha ritirato la procedura di licenziamento e affermano di essere “disponibili, a fronte di un eventuale accordo condiviso, a mettere per iscritto all’interno dell’accordo, l’impegno a non scioperare”, cosa che “produrrebbe un immediato ritorno di immagine e quindi di valore economico per il Teatro”.
Secondo alcune fonti ciò potrebbe portare a una moratoria sulle azioni sindacali, scioperi in primis, almeno per la durata del piano industriale, fino al 2016. Secondo altre fonti, invece, questo passaggio non andrebbe troppo enfatizzato e si tratterebbe di normale galateo sindacale.
Il comunicato delle organizzazioni sindacali prosegue così: “Ribadiscono di essere pronte ad affrontare nell’ambito degli strumenti della legge Bray previsti una nuova organizzazione del lavoro che produca razionalizzazioni e risparmi di valenza generale, al fine di risolvere i problemi di bilancio evidenziati”.

In sostanza, spiega una fonte sindacale, l’azienda ritiri i licenziamenti e poi si potrà discutere di gestione del Teatro, produttività (numero degli spettacoli) e contratto di secondo livello, cioè integrativo.

“E’ ingiustificabile l’assenza del sovrintendente Fuortes – ha detto Alberto Manzini della Slc-Cgil – a una trattativa su licenziamenti voluti da lui, una vertenza unica in Italia e forse nel mondo. Non può pensare di venire solo per l’eventuale conclusione”. L’Opera era rappresentata dal direttore del personale Stefano Bottaro, come sempre tranne in occasione del primo incontro al quale partecipò Carlo Fuortes. La discussione è stata aggiornata a giovedì prossimo.

Intanto, Daniel Barenboim, che fino alla fine dell’anno è il direttore musicale della Scala di Milano, giudica “inammissibili” i licenziamenti collettivi al teatro dell’Opera. “Sono decisioni catastrofiche che dimostrano la mancanza di cultura di chi le prende” attacca Barenboim.  Ammette che forse ci sono stati “abusi” dei musicisti “ma quando ci sono difficoltà, chi ha potere ha la responsabilità di entrare in dialogo” certo non licenziare in tronco.

FONTE: http://m.repubblica.it/

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Salvatore Nastasi, ex capo di gabinetto di diversi ministri dei Beni Culturali, potentissimo direttore generale dello Spettacolo dal vivo. Tecnicamente si tratta di una direzione del ministero, di fatto è il vero centro decisionale della cultura pubblica italiana: teatri, cinema, enti lirici, musica. Alla Direzione Spettacolo dal Vivo, cioè a Nastasi, compete la gestione finanziaria dei contributi allo spettacolo, il cosiddetto Fus, il Fondo unico per lo spettacolo che nel 2013 è stato pari a 389,8 milioni di euro.

Chi governa il Fus governa i fondi per la cultura in Italia, un potere enorme. La Direzione Spettacolo dal Vivo ha competenze anche sulla Biennale di Venezia, su biblioteche e istituti culturali, e sulla Siae, e poi “svolge verifiche amministrative e contabili, ispezioni e controlli sugli enti sottoposti a vigilanza e sui soggetti beneficiari di contributi da parte del Ministero”.

In questo video, da guardare fino alla fine, si può capire la “grande considerazione” che Nastasi riserva al problema delle fondazioni Lirico-sinfoniche

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“Desidero esprimere pubblicamente la mia più ferma indignazione per quello che sta avvenendo in queste ore all’Opera di Roma”. Lo scrive Ennio Morricone in una lettera di solidarietà e sostegno firmata con Luigi Lanzillotta, direttore dell’Orchestra Roma Sinfonietta. “Il licenziamento di una realtà artistica e musicale con un secolo di vita – aggiunge – è un atto gravissimo, irreparabile, una ferita portata non solo alla Musica e alla cultura tutta, anche ai valori fondanti del nostro vivere civile”.

“Brucia ancora la sciagurata chiusura delle Orchestre e cori Rai di Roma, Milano e Napoli: fermiamoci e non annunciamo con le chiusura anche dell’Opera di Roma un altro triste capitolo per la Cultura e convivenza civile in Italia” aggiunge il Maestro, secondo cui la decisione è ancora più grave perché, nel momento di una grave crisi economica come quella che stiamo vivendo, valori come questi “dovrebbero essere salvaguardati a tutela di un patrimonio che tutto il mondo ci invidia”.

continu a leggere l’articolo qui: ANSA

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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01323

Atto n. 3-01323 (in Commissione)

Pubblicato il 21 ottobre 2014, nella seduta n. 334

MONTEVECCHI , CAPPELLETTI , NUGNES , MORONESE , SIMEONI , SCIBONA , BUCCARELLA , LUCIDI , SERRA , BLUNDO , GIROTTO , CATALFO , PAGLINI , AIROLA , DONNO – Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

in data 6 ottobre 2014 sul sito dell’Ansa si legge che lo stato di agitazione dei lavoratori degli enti lirici italiani è stato proclamato dal coordinamento dei 4 principali sindacati a Roma. Secondo quanto si apprende le organizzazioni sindacali Slc Cgil (Sindacato lavoratori comunicazione), Fistel Cisl (Federazione informazione spettacolo e telecomunicazioni), Uilcom Uil (Unione italiana lavoratori comunicazione) e Fials Cisal (Federazione italiana autonoma lavoratori dello Spettacolo) chiederanno le dimissioni del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini se non sarà in grado di dare risposte dopo il preannunciato licenziamento di orchestra e coro del teatro dell’Opera di Roma;

le dimissioni del maestro Riccardo Muti non hanno facilitato la distensione delle trattative, tanto che i sindacati intendono organizzare una manifestazione nazionale a Roma. Si apprende inoltre che nella giornata del 6 ottobre, giovani musicisti in cerca di un lavoro stabile hanno suonato il “Va pensiero” nel piazzale antistante al teatro in appoggio agli orchestrali e ai coristi dell’Opera di Roma licenziati in blocco;

durante il sit in è comparso il sovrintendente dell’Opera Carlo Fuortes che è stato fischiato quando si è allontanato in auto. La disperazione ed il senso di sdegno sono stati alimentati dalla comunicazione ai sindacati della procedura di licenziamento per i 180 orchestrali e coristi dell’Opera di Roma, che il consiglio di amministrazione della fondazione una settimana fa ha deciso di licenziare in blocco. La lettera avvia un periodo di 75 giorni per discutere i licenziamenti;

innanzi al teatro si sono riuniti ragazzi e professionisti che studiano musica e divulgano il buon gusto italiano nel mondo: a parere degli interroganti, tutti gli annunci del Governo relativi all’importanza di dare spazio ai giovani appaiono in tutta la loro fragilità e finalità propagandistica;

il ministro Franceschini ha più volte dichiarato che vuole aprire l’Opera ai giovani e questa decisione non sembrerebbe il primo passo per il raggiungimento dello scopo; appare infatti impensabile che una fondazione storica come il teatro dell’Opera di Roma possa definitivamente calare il sipario e non concedere bis sul grande palcoscenico dell’opera lirica mondiale;

in ragione delle dichiarazioni del Ministro dovrebbero essere indetti dei concorsi pubblici per consentire ai giovani di entrare “in scena”, ma a giudizio degli interroganti anche queste rischiano di diventare le solite dichiarazioni da campagna elettorale;

considerato che:

la prestazione professionale di un artista è una prestazione personalissima, cioè non può essere paragonata all’esecuzione, della medesima opera, di un altro artista, ma anche questo sembra non essere riconosciuto ai musicisti che a quanto pare potranno, se lo vorranno, associarsi in cooperative esterne e concedere le prestazioni a chiamata, in altre parole un’orchestra di mercenari, senza identità, senza cioè quell’affiatamento necessario che trasforma ciascun singolo suono in armonia;

inoltre anche il sovrintendente della Staatsoper di Vienna, Meyer, grande amico del maestro Muti, dichiara che un teatro lirico importante deve avere un’orchestra “in casa” altrimenti non è possibile mantenere il livello qualitativo necessario;

come è noto infatti, nella maggior parte dei teatri d’opera europei, le orchestre sono stabili, e lo stesso maestro Muti ha sempre sostenuto che per mantenere un livello di eccellenza adeguato la stabilità dell’orchestra rappresenta un presupposto irrinunciabile;

considerato inoltre che:

nella comunicazione ex artt. 4, 5 e 24 della legge n. 223 del 1991 per la riduzione del personale, datata 6 ottobre 2014, lo stesso sovrintendente Carlo Fuortes, nel punto relativo all’”Inquadramento generale”, rappresenta che il teatro dell’Opera di Roma capitale “nel solo 2013 ha fatto registrare un deficit di 2,9 Milioni di Euro ed un indebitamento consolidato pari a circa 30 Milioni di Euro” e che, in considerazione di ciò, ai sensi dell’art. 11 del decreto-legge n. 91 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 112 del 2013, è stato presentato un piano di risanamento, per il triennio 2014-2016 al commissario straordinario del Governo, soggetto deputato alla ricezione dei piani di risanamento;

il piano di risanamento appariva molto ambizioso perché, già dal primo esercizio 2014, prevedeva il pareggio di bilancio ed il riequilibrio finanziario ed in particolare nel medesimo piano, tra le altre voci, si prevedeva “la riduzione e la razionalizzazione della pianta organica, senza ricorso a licenziamenti, né a mobilità verso Ales, ma solo mediante pensionamenti”;

il teatro dell’Opera di Roma, sulla scorta delle strategie e dei dati previsionali presentati, ai sensi della medesima legge n. 112 del 2013, ha chiesto un finanziamento pari a 25 milioni di euro per il quale è stato ottenuto un anticipo di 5 milioni di euro;

tutto questo avveniva prima dell’inizio della stagione degli scioperi, messa in risalto dai media. Gli artisti sono stati accusati di produrre poco, quando invece gli scioperi proclamati denunciavano una situazione fattuale, per la difesa di un organico di gran lunga inferiore rispetto alle altre orchestre europee. È ben chiara, a parere degli interroganti, la pretestuosa campagna diffamatoria operata dai mass media, in danno esclusivo degli orchestrali, che invece hanno solo rivendicato un loro diritto;

lo stesso Ministro pro tempore Bray avrebbe dichiarato che i 30 milioni di debiti li ha causati chi ha gestito il teatro dell’Opera, per cui sarebbe opportuno promuovere un’azione di responsabilità contro costoro invece di licenziare i lavoratori;

considerato infine che:

il sovrintendente Carlo Fuortes ad oggi risulta ricoprire sia l’incarico di sovrintendente del teatro dell’Opera, sia, dal 2003, l’incarico di amministratore delegato della fondazione Musica per Roma che gestisce l’auditorium-Parco della musica di Roma;

a giudizio degli interroganti si può profilare un’ipotesi di conflitto d’interessi in capo al dottor Fuortes il quale non potrà, liberamente e serenamente, dedicare la propria prestazione professionale in totale indipendenza e nell’esclusivo interesse dell’una o dell’altra fondazione, giacché entrambe operano nel settore musicale;

molti musicisti sono pronti a scendere in piazza per difendere i propri diritti, contro il primo atto di un licenziamento collettivo che sta mortificando la qualità della musica lirico sinfonica romana, quasi che tale epocale azione possa in qualche modo diffondersi a macchia d’olio ed investire anche gli altri teatri italiani;

a giudizio degli interroganti i musicisti sono vittime di una cattiva gestione determinata dalle autorità locali e lo stato di precarietà in cui versa la gran parte dei teatri italiani altro non è che il risultato di una scarsa ed inefficiente politica delle amministrazioni che non riguarda l’orchestra e dunque i musicisti; da più parti arrivano gesti di solidarietà ai musicisti, tanto da ipotizzare dei concerti di solidarietà in molte città italiane;

a parere degli interroganti, il settore raffinato della buona musica sta subendo un’inarrestabile débacle, non certo a causa dell’orchestra o delle dimissioni del maestro Muti, quanto piuttosto a causa di un’amministrazione inadeguata, incompetente ed inefficiente, che però resta sempre “dietro le quinte”. Si tratta di una disastrosa regia che ha determinato il fallimento del settore lirico-sinfonico italiano e a causa della quale il teatro dell’Opera di Roma rischia di diventare solo la “prima” di uno spettacolo che nessuno auspica replicare,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza intendano assumere i Ministri in indirizzo al fine di bloccare la procedura di licenziamento collettivo azionata nei confronti dei componenti dell’orchestra del teatro dell’Opera di Roma, atteso che nelle disposizioni urgenti per il risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche ed il rilancio del sistema nazionale musicale di eccellenza si dava atto che la riduzione e la razionalizzazione della pianta organica sarebbe avvenuta senza ricorrere ai licenziamenti e che tale impegno ad oggi risulta disatteso e, pertanto, a parere degli interroganti i licenziamenti collettivi sarebbero strumentali, ritorsivi e contra legem;

quali iniziative di competenza intendano assumere, in ogni caso, al fine di garantire a tutti i musicisti il rispetto delle procedure ed il reimpiego nel breve termine;

se intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, accertare le responsabilità dei rappresentanti della classe dirigente al fine di rimuovere gli ostacoli che hanno impedito una sana e durevole stagione operistica del teatro dell’Opera di Roma e valutare azioni dirette nei confronti dei responsabili, al fine di ristabilire il rapporto di lavoro con gli orchestrali;

se, nell’ambito delle rispettive competenze, non intendano attivarsi per rimuovere dall’incarico il dottor Carlo Fuortes dalla carica di sovrintendente del teatro dell’Opera di Roma, per manifesta incapacità gestionale, nonché per il manifesto conflitto di interesse, giacché ad oggi non risultano ancora rassegnate le dimissioni dalla carica di amministratore delegato della fondazione Musica per Roma.

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Opera Roma conferma i 182 licenziamenti di coro e orchestra (foto: ANSA )

Opera Roma conferma i 182 licenziamenti di coro e orchestra

I sindacati avevano chiesto la settimana scorsa di rinunciare a licenziamenti ed esternalizzazione per tornare a parlare di costi e produttività.

Opera Roma conferma i 182 licenziamenti membri dell’orchestra e del coro dell’Opera di Roma: è quanto ha detto poco fa al tavolo con i sindacati il il direttore del personale dell’Opera, secondo fonti sindacali. Alla riunione non è presente il sovrintendente Carlo Fuortes.

I sindacati avevano chiesto…continua qui  ANSA

 

OPERA ROMA
COMUNICATO STAMPA
UFFICIALE

INCONTRO DEL 21 OTTOBRE 2014 – VERTENZA LICENZIAMENTO COLLETTIVO E ESTARNALIZZAZIONE TEATRO DELL’OPERA

Le scriventi OO.SS., nel prendere atto negativamente della dichiarazione della Direzione di non ritirare la procedura del licenziamento collettivo, hanno inteso ribadire il rigetto di tale provvedimento e delle esternalizzazioni ivi contenute.
Unitariamente si è data la disponibilità a proseguire il confronto su una trattativa di merito che riporti i termini di soluzione reale dentro la 112/13 (Legge Bray) in essere -approvata a maggioranza dei lavoratori con un referendum- che già prevede gli strumenti di risanamento delle Fondazioni Lirico Sinfoniche in stato di crisi.
L’aumento della produttività è sempre stato da noi perseguito.
E’ stato stabilito un aggiornamento a venerdì prossimo alle ore 11:00.
Per domani è prevista una convocazione del CDA dove verranno riportate le posizioni espresse nella riunione odierna dalle scriventi.
RSA TEATRO DELL’OPERA DI ROMA CAPITALE

CGIL  CISL  UIL  FIALS  LIBERSIND  USB  FISASP

 

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Uno dei più grandi violinisti al mondo, appena rientrato da una tournée in Cina, Salvatore Accardo,  accetta di parlare col Velino del licenziamento dei musicisti del teatro dell’Opera di Roma e dello stato più complessivo della musica in Italia. La sua amarezza è palpabile, la sua rabbia altrettanto forte. Invia attraverso la nostra agenzia un caloroso messaggio di solidarietà ai musicisti licenziati, e spera che le istituzioni più alte intervengano per dare una soluzione diversa a questa vicenda.

Maestro Accardo, ha ricevuto la notizia del licenziamento dei musicisti dell’Opera di Roma mentre era in tournee all’estero. Qual è la sua opinione sulla vicenda e soprattutto come è stata letta all’estero?

Credo che quanto è accaduto a Roma, col licenziamento di 182 musicisti nel teatro più prestigioso della nostra capitale, sia una cosa ignobile, non solo per la decisione scellerata di azzerare un’orchestra, ma anche perché ho sentito delle vere e proprie falsità per giustificare un atto indecente. Hanno fatto credere all’opinione pubblica che i soli responsabili di anni di cattiva gestione e dei buchi nel bilancio siano i musicisti dell’orchestra stabile. Pazzesco. Gli sprechi, in quel teatro, sono altrove, basta cercarli. Hanno fatto credere che i musicisti non lavorano e guadagnano molto. Altra falsità, e vi spiego perché. Le cosiddette indennità dei musicisti, sulle quali si è levata una specie di scandalo nazionale, vanno invece riportate nel loro esatto contesto. Si tratta di voci decisive nel ‘salario’ di un musicista di un’orchestra stabile come quella di Roma, perché permette di elevarlo a cifre più ‘normali’, e parliamo di 2.400 euro per le prime parti, ovvero per i primi violini, primo violoncello, ecc. Per i musicisti di fila, arrivare a 1.500 euro è una specie di miracolo. Ho letto che si è sollevata una sorta di scandalo sulla cosiddetta ‘indennità di umidità’. Quanta malafede e quanta ignoranza vedo in questa crociata. Forse pochi sanno che i musicisti usano strumenti di loro proprietà. Strumenti carissimi e sensibili, soprattutto al clima esterno. La delicatezza degli strumenti, di quelli a corda come di quelli a fiato, è tale che ogni sbalzo della temperatura può rovinarli, usurarli, definitivamente. Ecco spiegata la ‘indennità di umidità’. Non è un privilegio o un regalo, ma il giusto indennizzo per chi su quello strumento ha investito, in denaro e in legame affettivo”.

Nella conferenza stampa in cui è stata annunciata la decisione del licenziamento e il ricorso a soggetti esterni per l’allestimento dell’orchestra, si è detto che altrove, nel mondo, si “esternalizza”. È davvero così?

“Intanto, all’estero sono orripilati, e lo sottolineo, orripilati, dalla vicenda dell’Opera di Roma. I dirigenti dell’Opera di Roma hanno detto che queste procedure di ‘esternalizzazione’ le fanno ovunque? Ma queste cose non sono vere. In Germania, in Svizzera, in Francia, negli Stati Uniti a nessuno viene in mente di licenziare l’orchestra e di affidarsi a orchestre estemporanee. Loro vogliono la qualità, e sanno bene che la qualità ce l’hai solo…. leggi tutto l’articolo su www.ilvelino.it

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Faccia a faccia. Fuortes e i sindacati si sono incontrati. Per parlare della crisi del Teatro dell’Opera e del licenziamento dei 180 componenti del coro e dell’orchestra del Costanzi. Il giorno dopo, nel muro contro muro, sembra aprirsi una prima breccia da cui potrebbe passare qualche spiraglio di trattativa.

Nel corso della riunione di ieri, il sovrintendente ha illustrato ai lavoratori le motivazioni che hanno spinto il Cda della fondazione a scegliere la strada del licenziamento collettivo di orchestrali e coristi. I sindacati hanno ribadito la loro richiesta di ritirare i licenziamenti altrimenti non sarà possibile nessun tipo di trattativa. Durante l’incontro i lavoratori hanno chiesto anche di poter prendere visione della delibera del Cda.

«Grazie alle iniziative delle lavoratrici e dei lavoratori – dichiara Alberto Manzini, segretario generale Slc Cgil – come la manifestazione di venerdì davanti al Costanzi e al lavoro fatto da alcuni esponenti del Consiglio comunale (e stiamo anche lavorando per un’interrogazione parlamentare) è stata aperta qualche piccola crepa nelle convinzioni della governance del teatro. Si sono riservati di darci una risposta martedì mattina sul ritiro della procedura dei licenziamenti che per noi va accompagnato anche al no all’esternalizzazione. Una volta ottenuti questi due risultati, discuteremo dei problemi economici che ci sono stati sottoposti».

Getta acqua sul fuoco proprio il sovrintendente Carlo Fuortes che sottolinea come «c’è stato un primo incontro e c’è stato un aggiornamento. È la normale trattativa». Ed è di questo che parla la Cisl attraverso le parole di Paolo Terrinoni, segretario generale della Fistel Cisl di Roma e Lazio. «Ora si apre una nuova fase – conferma Terrinoni – Se come ci auguriamo la procedura di licenziamento sarà ritirata noi, come sempre, siamo aperti e disponibili a trovare insieme, in modo pragmatico e responsabile, le soluzioni migliori sia per il bene del teatro sia per la salvaguardia dei posti di lavoro, anche a fronte di maggiore produttività e sacrifici sul contratto integrativo da valutare in sede di confronto».

Fonte: Il Tempo Leggi qui tutto l’articolo

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Concita De Gregorio interviene sulla vicenda dei licenziamenti al Teatro dell’opera di Roma “La cultura è un’altra cosa rispetto al tornio”

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Le Associazioni dei Musicisti chiedono: rafforzare Teatri e Orchestre in Europa, non indebolirli!

Zurigo – Le Associazioni Professionali di lingua tedesca e i sindacati dei musicisti di Austria, Svizzera e Germania (SMV, DOV, GdG-KMSfB e Ver.di) osservano con grande preoccupazione l’attuale dilagante distruzione di teatri lirici, orchestre ed ensemble professionali in Europa. Questo è il sunto dell’incontro congiunto che si è tenuto a Zurigo il 7 e 8 ottobre 2014.

Attualmente 182 tra musicisti dell’Orchestra e cantanti lirici del Coro dell’Opera di Roma (Italia)

vengono licenziati, l’Orchestra da Camera della Radio Danese a Copenhagen è costretta a sospendere le attività il 25 novembre 2014, l’Orchestra Sinfonica di Cordoba (Spagna) affronta un budget ridotto del 40 %.

“Ogni paese in Europa ha la sua tradizione musicale specifica, che non è influenzata solo dalla musica popolare, ma anche dai Teatri d’Opera e dalle orchestre sinfoniche”, dice Beat Santschi, presidente della SMV. Gerald Mertens, A. D. di DOV, aggiunge: ” Gli Ensemble professionali sono

una garanzia di alta qualità artistica. Questa qualità ha il suo prezzo. Se le persone comuni devono assistere ad opere e concerti al prezzo di un biglietto del cinema, in futuro le autorità pubbliche debbono aumentare il finanziamento pubblico, e non congelarlo o addirittura ridurlo “. Il Prof. Reinhard Pirstinger dell’Associazione austriaca GdG-KMSfB dice: “I teatri d’opera e le orchestre stabiliscono l’identità culturale della propria città e regione. Essi devono essere rafforzati, non indeboliti!».

Insieme, tutte le quattro organizzazioni, chiedono ai dirigenti pubblici e politici di Italia, Spagna e Danimarca, sede delle strutture gravemente minacciate, di ritirare tagli e licenziamenti. Vi è un forte appello a ricercare, insieme alle Associazioni Sindacali nazionali di settore, adeguate soluzioni locali che evitino la chiusura o la liquidazione irrimediabile delle orchestre professionali in questi Paesi.

V.i.S.d.P.

Gerald Mertens, A.D. DOV

Le quattro associazioni rappresentano tutti



									

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Per dovere di cronaca informiamo che durante le ultime tre recite di Tosca, al Teatro Lirico di Cagliari sono state raccolte in tutto 1684 firme contro la decisione del Consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma che ha

LICENZIATO in data 2 ottobre 2014 tutti gli artisti dell’Orchestra e del Coro!

All’inizio di ogni recita è stato letto un comunicato .

Intanto si può continuare a firmare online collegandosi a questo sito: è facilissimo, basta seguire le istruzioni

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I lavoratori del Teatro Massimo Bellini di Catania attraverso i loro rappresentanti sindacali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Fials-Cisal, Libersind-Confsal, Ugl, esprimono massima solidarietà ai colleghi dell’Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma per la scellerata e ingiustificabile decisione del CdA di attuare un licenziamento collettivo che non ha precedenti nella storia della Repubblica Italiana.
Il licenziamento per rappresaglia” di orchestra e coro come lo ha definito il giornalista Francesco Merlo potrebbe diventare “per l’Italia di Renzi quel che i minatori furono per l’Inghilterra della Thatcher.”
Colpire in maniera così violenta le risorse intangibili di un teatro che costruiscono giornalmente e insieme la loro professionalità rendendo così possibile rappresentare arte ad altissimi livelli attraverso le loro performances, potrebbe portare inevitabilmente ad incenerire tutta la tradizione lirica italiana. Se com’è vero che come disse Gustav Mahler la “Tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”, omaggiare la tradizione è mantenere vivo quel “fuoco” che nella lirica viene alimentato dalla indubbia preparazione di professori d’orchestra e artisti del coro
severamente selezionati da concorsi internazionali

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