Articolo taggato “Maggio Musicale Fiorentino”

Domani i colleghi del  Maggio musicale fiorentino faranno uno sciopero di 4 ore e presidio: la protesta è legata al licenziamento di 28 addetti del teatro, per i quali è prevista la riassunzione in Ales (società del ministero dei Beni Culturali).

Le iniziative sono in programma domani mattina: Cgil, Cisl e Fials hanno indetto 4 ore di astensione dal lavoro per i lavoratori del Maggio musicale fiorentino , in modo da consentire l’organizzazione di un sit in di protesta di fronte alla sede dell’ufficio vertenze lavoro della Regione Toscana a Firenze, contro il licenziamento – sebbene accompagnato da riassunzione in Ales – per 28 addetti del teatro.

“Pur non comprendendo e non condividendo in nessuna maniera l’apertura della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla fondazione – scrivono le sigle – ci siamo dichiarati disponibili a chiudere la procedura esclusivamente attraverso uscite volontarie (accordi transattivi di non opposizione ai licenziamenti) e pensionamenti certificati. Tutto ciò unicamente per atto di respoinsabilità nei confronti della Fondazione stessa. Auspichiamo dunque un tavolo dove ragionevolezza e responsabilità siano la guida per l’appianamento della vertenza attraverso l’accoglimento di quanto richiesto; e facciamo appello alle istituzioni affinché si facciano parte attiva nella risoluzione della vertenza” concludono i sindacati.

FONTE: http://www.controradio.it 

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Sentenza di grande importanza per FLS

ROMA, 11 DIC – La sentenza depositata oggi, la n.260, di cui è relatrice la giudice Silvana Sciarra, va a circoscrivere le deroghe previste in materia contrattuale per le fondazioni lirico-sinfoniche e la possibilità di procedere con un numero indeterminato di rinnovi. La vicenda alla base è

quella di una danzatrice che, avendo avuto numerosi contratti dalla Fondazione Maggio Fiorentino, si era vista accogliere la richiesta di stabilizzazione dal tribunale; ma la Fondazione ha impugnato la decisione di fronte alla Corte d’appello, che a sua volta a rinviato gli atti alla Consulta.
La norma dichiarata incostituzionale è l’art. 40, comma 1-bis, del decreto legge 69 del 2013, il cosiddetto «decreto del fare» per il rilancio dell’economia: la misura conteneva disposizioni interpretative di un precedente decreto del 2010, il cosiddetto decreto Bondi, prevedendo un’ampia deroga in materia di contratti a termine per le fondazioni liriche-sinfoniche, fino a investire le tutele a prevenzione degli abusi del precariato.
La legge ha dietro di sé il processo di trasformazione delle fondazioni lirico-musicali in soggetti di diritto privato. Il decreto del 2013 dichiarava in sostanza che l’art.3 del decreto Bondi andava interpretato nel senso che alle fondazioni, fin dalla loro trasformazione in soggetti di diritto privato, non si applicano le disposizioni di legge che prevedono la stabilizzazione del rapporto di lavoro come conseguenza della violazione delle norme in materia di contratti a termine e di proroga o rinnovo degli stessi contratti.
Ma la Corte Costituzionale ha `bocciato´ tale interpretazione. Perché «lede l’autonomo esercizio della funzione giurisdizionale, in quanto è suscettibile di definire i giudizi in corso, travolgendo gli effetti delle pronunce già rese». Ma non solo. «Nell’estendere il divieto di conversione
del contratto a tempo determinato oltre i confini originariamente tracciati, includendo anche l’ipotesi di un vizio genetico del contratto a tempo determinato ? spiega la sentenza – la norma pregiudica un aspetto fondamentale delle tutele accordate dall’ordinamento ai rapporti di lavoro, in un
contesto già connotato in senso marcatamente derogatorio rispetto al diritto comune». Ansa

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Lettera aperta al Sindaco/Presidente Dario Nardella in risposta alle sue obiezioni sulla nostra manifestazione

Leggiamo sulle cronache cittadine che al nostro Sindaco/Presidente non è piaciuta la mobilitazione davanti al Nuovo Teatro in occasione dello sciopero di mercoledì scorso.
Ci dispiace, anche se francamente non pensiamo che Nardella oltre alle due succitate cariche a quella di Presidente della Città Metropolitana,e di Assessore alla Cultura, possa svolgere anche quella di Direttore Artistico delle manifestazioni sindacali.
Siccome non vogliamo essere certo “i becchini” del Maggio, ma ci ostiniamo invece a considerarci parte integrante della sua vita e possibile sopravvivenza, “per correttezza e onestà nel rapporto” – come giustamente richiama Nardella- proviamo ad esporre ancora una volta le nostre “ragioni”. Ovviamente preferiremmo farlo attorno ad un tavolo, insieme anche ai rappresentanti della Regione Toscana, e ai colleghi dell’altra sigla sindacale che ha condiviso lo sciopero e anche ovviamente alle altre due organizzazioni sindacali, che pur avendo gli stessi gusti “artistici” del Sindaco riguardo alla manifestazione, hanno dichiarato di condividere le nostre preoccupazioni e richiesto insieme a noi da tempo un tale incontro.
In primis la questione dei salari. Noi esigiamo il rispetto del Contratto nazionale vigente: le spettanze devono essere versate entro il mese. Siamo di nuovo a richiederlo, perché ci è stato ufficialmente comunicato che anche questo mese saremo pagati in ritardo (il 10 Febbraio).
Ma non era certo questa la motivazione principale ed unica dello sciopero, i punti espressamente indicati erano ben sei, e a questi non si è risposto -il Sovrintendente ha addirittura rimandato a data da destinarsi gli incontri da lui convocati sulla programmazione (quella del ballo in particolare) e sulla “illustrazione” del Piano di Risanamento.
Anche l’incontro cui fa riferimento Nardella con la Vice Sindaco e l’Assessore al Lavoro, non ci ha fornito alcuna risposta (ci è stato detto che il Sindaco ci avrebbe incontrato in proposito appena possibile, in quanto “massimamente “ disponibile), anzi non ci ha neanche fornito le risposte –per noi negative- contenute nella Delibera di Giunta del 24.12.2014 di cui siamo venuti a conoscenza solo durante una successiva audizione in Commissione Lavoro.
Negative perché si mettono in conto i tre milioni (secondo noi assolutamente sottostimati) di spese annue per la gestione e le utenze del Nuovo Teatro al contributo che il Comune versa al Maggio; perché vi si dichiara che la Fondazione non ha personale sufficiente a gestire la nuova struttura ( e se ne esubera una cinquantina!); perché si rimanda a Giugno la ripatrimonializzazione della Fondazione e le scelte sulla futura gestione del Parco della Musica.
Un altro punto che si continua a non voler capire è che l’accordo cui si riferisce il Sindaco non ha più la nostra firma perché sono cambiate condizioni fondamentali rispetto a quelle da noi sottoscritte: la legge Franceschini ha sostanzialmente modificato la Bray in quanto impone un licenziamento e una eventuale riassunzione, che grazie al sopravvenuto Job Act fa perdere ai “neoassunti” i diritti accumulati nei decenni di lavoro presso la Fondazione.
In un’intervista rilasciata a Controradio inoltre Nardella ha dichiarato che sono arrivati 28 milioni da Roma, e che quindi il futuro è roseo. Il Sindaco/Presidente forse dimentica che quel denaro pubblico è legalmente utilizzabile solo per coprire il debito accumulato soprattutto durante la gestione Renzi –Colombo (che ricordiamo fu “commissariata” dal Ministero per “gravi irregolarità”), non per le spese correnti necessarie al sostentamento del Teatro. In proposito, a quanto ammonta invece il deficit 2014? E l’ultima realistica previsione per il 2015? Siamo ancora in attesa che ci venga anche solo illustrato il Piano di risanamento triennale approvato dal ministero e dalla Corte dei Conti (come abbiamo sopra accennato, il Sovrintendente ha rimandato ulteriormente a data da destinarsi l’apposito incontro che aveva finalmente fissato con le Organizazioni sindacali per mercoledì scorso).
Per correttezza e onestà nel rapporto può il Sindaco/Presidente dirci se intende confermare definitivamente la localizzazione dei nostri “magazzini” (ricordiamo che per legge il Comune dove risiede una Fondazione lirico-sinfionica deve fornirle i locali adatti a svolgere le attività statutariamente previste), all’Osmannoro, in container a cielo aperto e in parte addirittura sulla nuda terra, mentre si continua a distruggere intere produzioni per “liberare” la Manifattura Tabacchi dove risiedevano?
Può indicarci dove, nella nuova casa del Maggio, troveranno posto i Cantieri scenografici attualmente alloggiati alle Cascine?
Può indicarci il crono-programma del completamento dell’Auditorium da 1000 posti (attualmente – a tre anni dalla prima inaugurazione- ci ritroviamo con una sola sala da 1600 posti per il lirico/1760 per il sinfonico a fronte dei 2004 del vecchio Comunale), e dei palcoscenici mobili previsti nel progetto iniziale (nonostante si sia già passati dagli 80 milioni di spesa prevista a 250 milioni).
Può farci capire perché a fronte appunto di un tale ingente investimento di denaro pubblico , si dovrebbe avere una riduzione di personale, e quanto verrebbe a costare l’affidamento delle mansioni necessarie al funzionamento del Parco della Musica a ditte esterne, come già avviene per vigilanza, manutenzione e “termica”?
In attesa appunto di poterne parlare non dalle pagine dei giornali o dai post sui social network, ma in incontri ufficiali,
Viva il Maggio!
La RSA Slc-CGIL del Teatro del Maggio Musicale FIorenrino
Firenze 30.1.2015

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Al Maggio stipendi e tredicesime di dicembre ancora non arrivano e, dopo lo sciopero indetto dalla Cgil, la sigla degli orchestrali, la Fials, indice lo stato di agitazione.

La decisione è stata presa, spiega una nota, nel corso dell’ultima assemblea dei dipendenti dell’ente lirico aderenti al sindacato. “Uno dei punti cardine della legge sul salvataggio dei teatri lirici è la certezza di risorse – spiega Fials nel comunicato – ma il Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) è stato ridotto, l’accordo tra Comune e Fondazione sulla gestione degli immobili e la patrimonializzazione è ancora lontano dell’essere definito; infatti con una delibera dell’Ufficio Tecnico datata 24 dicembre 2014, il Comune afferma di prendersi carico della gestione e manutenzione degli impianti all’Opera di Firenze per un costo stimato in circa tre milioni di euro, sottraendoli però dalle risorse annualmente stanziate per la Fondazione; l’esasperante lentezza nella erogazione del Mutuo da parte del Ministero per un…

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Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2015/01/23/firenze-maggio-ancora-niente-stipendi-la-fials-indice-lo-stato-di-agitazione/
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E’ l’assemblea pubblica che si è svolta oggi pomeriggio nelle strade del centro, con partenza da Palazzo Vecchio, della Rsa Cgil del Maggio Musicale Fiorentino che chiede chiarezza sul futuro del teatro, sugli stipendi di dicembre non ancora pagati e sui 52 esuberi che saranno trasferiti ad Ales – una società controllata al 100 per cento dal Mibac – non si sa ancora con quali modalità e conseguenze.

Gli striscioni hanno giocato su la parola Of come sigla dell’Opera di Firenze e off nel senso di spento, chiuso. E c’era anche una corona da morto. Alla manifestazione hanno presenziato anche i consiglieri comunali Tommaso Grassi e  Cristina Scaletti ma anche  Mauro Fuso, segretario della Camera del lavoro di Firenze. Una delegazione dei lavoratori Cgil si è presentata durante la seduta del consiglio comunale.

FOTO ENRICO RAMERINI – CGE

fonte: http://firenze.repubblica.it/

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Firenze, 11 nov. (AdnKronos) – Dopo l’Opera di Roma anche il Maggio Musicale Fiorentino annuncia l’avvio della procedura di licenziamenti collettivi per 53 lavoratori, tra personale amministrativo e tecnico. A darne notizia la Slc-Cgil di Firenze.

“In data odierna -riferisce il sindacato- la direzione del teatro ha incontrato le organizzazioni sindacali comunicando che la Corte dei Conti, con provvedimento dei 16 dicembre del 16 settembre 2014 e notificato alla direzione del Teatro in data 3 novembre 2014, ha approvato il piano di risanamento. La Fondazione ha pertanto comunicato che, in conseguenza dell’avvenuta approvazione, a breve aprirà la procedura di licenziamenti collettivi ai sensi della legge 223/91, così come previsto dalla legge 106/2014″.

leggi qui tutto l’articolo http://www.liberoquotidiano.it/

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MASSIMA SOLIDARIETÀ A CORO E ORCHESTRA DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Categories: General

Con un odioso colpo di spugna il Cda della Fondazione del teatro dell’opera intende spazzar via coro e orchestra.  Nel peggiore dei modi Marchionne style, il presidente del Cda Ignazio Marino sindaco di Roma e il  sovrintendente Fuortes trovano il sostegno  ributtante  del ministro Franceschini.

Gravissimo e inquietante  il segnale che arriva a tutti i lavoratori della lirica. Lo strapotere del Cda anche in fondazioni oggi virtuose come la Scala potrebbe  in un prossimo domani fare a fette chiunque dentro i teatri ? Soprattutto quando con un contratto unico,  la “beata autonomia”, in Scala rimarremo isolati dal resto d’italia.

Riccardo Muti, tra l’altro, che si ergeva a paladino degli artisti, si evince, sia scappato dalla nave proprio come qualcuno innominabile.

Vergogna. Don’t come back to Milano please.

Solidarietà massima ai lavoratori  del teatro dell’Opera di Roma.

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LIRICA: SINDACATI, INACCETTABILI I LICENZIAMENTI AL MAGGIO FIORENTINO

(AGENPARL) – Roma, 14 mag – Nella giornata di ieri il Commissario Straordinario della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Francesco Bianchi, ha illustrato, ai rappresentanti aziendali e territoriali dei dipendenti, il suo Piano di Risanamento per la Fondazione. Questo dopo che i lavoratori, nel corso di meno di due anni, si sono fatti carico di importanti sacrifici quali il conferimento di una parte del loro Tfr, un ciclo di Cassa integrazione in deroga, 38 esodi (con incentivo) all’interno di una procedura di mobilità e di un ulteriore contratto di solidarietà; sacrifici che hanno portato risparmi per diversi milioni di euro e che si sommano ai disagi dovuti ai continui ritardi nell’erogazione delle spettanze loro dovute. Il tutto sempre a fronte di prospettate soluzioni definitive e risolutive dei problemi del Teatro.
Su 19,5 milioni di euro di costo del personale a tempo indeterminato, individuato alla data odierna in 352 unità più 44 derivanti da vertenze di stabilizzazione in corso, il Commissario ritiene di dover tagliare 4,5 milioni di euro aprendo una ulteriore procedura di licenziamenti collettivi per 119 dipendenti (75 unità stabili e 44 vertenze di stabilizzazione che vedono la Fondazione perdente ad ammissione del Commissario stesso) con la chiusura del corpo di ballo, del cantiere scenografico, della biglietteria e della portineria del Teatro. Le scriventi Organizzazioni sindacali ritengono che, oltre alla insostenibilità sociale, tale piano manifesta un evidente attacco a uno dei cardini fondamentali che caratterizzano l’eccellenza della produzione lirica e coreutica nazionale rappresentato dal nostro modello produttivo che ne uscirebbe totalmente destrutturato. Per questi motivi la vicenda non può essere relegata a vertenza locale ma deve vedere impegnato l’intero settore con il pieno coinvolgimento a tutti i livelli delle organizzazioni sindacali. In questa ottica, avendo presente il dramma occupazionale che rischia di determinarsi, tenuto conto delle grave carenza di strumenti specifici ed efficaci di ammortizzatori sociali, ribadito il pericolo di effetto domino che determinerebbe sull’intero settore delle Fondazioni Lirico-sinfoniche, per la rilevanza nazionale ed internazionale del Maggio Musicale Fiorentino, metteremo in campo ogni azione affinché la discussione di tale vertenza trovi una solida sponda in sede nazionale ad un tavolo di confronto con la presenza del Ministero dello Sviluppo Economico coordinato con il Ministero del Lavoro e dei Beni e delle attività culturali.

Lo rende noto l’Ufficio Stampa SLC – CGIL.

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Nasce su Facebook un gruppo intitolato Salviamo il Trittico: i teatri di Firenze, Genova e Cagliari uniti nella lotta per la sopravvivenza. Lo scopo è quello di sensibilizzare  l’opinione pubblica sul rischio di chiusura che corrono i Teatri lirici Italiani, ed in particolare questi tre. Chiunque volesse farne parte può cliccare su questo link  .

Più siamo più il nostro grido giunge alle orecchie dei rappresentanti del nostro Governo.

La cultura, l’arte, non devono essere zittite!

 

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DOMANI SERA A PARTIRE DALLE 18, 15 I LAVORATORI DEL MAGGIO E LE RAPPRESENTANZE SINDACALI Slc-CGIL Fistel-CISL Uilcom-UIL Fials-Cisal TERRANNO UN PRESIDIO DAVANTI ALL’INGRESSO DEL TEATRO. PRESIDIO VOLTO A SENSIBILIZZARE IL PUBBLICO E LA CITTADINANZA SULLA DIFFICILE SITUAZIONE DEL NOSTRO TEATRO, DELLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE E DELLA CULTURA TUTTA.
IL PRESIDIO AVRA’ ANCHE LO SCOPO DI PROMUOVERE LA PETIZIONE ON LINE A SOSTEGNO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO.
PARTECIPIAMO! PARTECIPATE!
SOSTENIAMO IL NOSTRO TEATRO! SOSTENIAMO IL MAGGIO!

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firma qui la petizione online

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Abbado dirigerà gratis al Maggio “Così sostengo il festival e il Teatro” dal quotidiano

Il maestro non percepirà nessun compenso per il suo concerto del 4 maggio, uno dei momenti clou dell’edizione 2013. I ringraziamenti del commissario straordinario Bianchi

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Lirica: Fials, consapevoli che per salvare Maggio Fiorentino serve intervento strutturale

Roma, 22 apr. (Adnkronos) – “Siamo consapevoli che serva un intervento strutturale per salvare dalla liquidazione il Maggio Musicale Fiorentino. E’ chiaro che non siamo felici di sapere che sara’ doloroso, ma aspettiamo di vedere cosa propone il commissario lunedi’ prossimo”. Lo afferma all’Adnkronos Gianfranco Dini, primo corno dell’Orchestra del Maggio Fiorentino e segretario della Rsa Fials/Cisal, dopo avere partecipato all’incontro di oggi con il commissario straordinario del Maggio, Francesco Bianchi, che ha parlato di concreta possibilita’ di liquidare la Fondazione e di situazione “assai piu’ grave di quanto prospettato e in rapido peggioramento”.

“La proposta iniziale di Bianchi -spiega Dini- per il riequilibrio strutturale del conto economico, era sul taglio dell’integrativo. Oggi ci ha fatto capire invece che e’ cambiata e che sara’ di piu’ ampio respiro e che colpira’ un po’ tutti. Ci ha parlato di ridefinizione della pianta organica, con diverse novita’ a partire dal direttore delle risorse umane, e una riorganizzazione epocale. Bisogna certo capire che tipo di intervento vuole fare -sottolinea il musicista sindacalista- finche’ non lo sapremo non potremo giudicare”.

Dini assicura che tutte le sigle sindacali, in questo momento, sono “compatte nel dire: ‘aspettiamo e vediamo cosa ci dice Bianchi’”. Questo pero’ non significa che nei prossimi giorni i sindacati non trovino una proposta alternativa da presentare al commissario nella riunione di lunedi’ prossimo. “Siamo coscienti del rischio liquidazione -evidenzia Dini- il cui termine del 30 aprile, ci ha spiegato Bianchi, e’ solo indicativo per fare capire che la situazione e’ gravissima. Il commissario, con una battuta, ci ha detto che non abbiamo certamente otto mesi di tempo, ma forse otto settimane. Noi -conclude- speriamo di riuscire a evitarla, perche’ sarebbe una perdita per la cultura, non solo nazionale, ma mondiale”.

22 aprile 2013

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Al termine del procedimento avviato lo scorso 23 gennaio, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Prof. Lorenzo Ornaghi, ha nominato il dott. Francesco Bianchi commissario straordinario della Fondazione lirico-sinfonica Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per un periodo di sei mesi.”

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Maggio, arrivano i carabinieri  "Mehta blocca il concerto". Poi si iniziaMaggio, arrivano i carabinieri “Mehta blocca il concerto”. Poi si inizia

Zubin Mehta è stato bloccato dai dipendenti in sciopero che hanno scoperto che la serata dedicata a Liszt e Strauss era destinata a svolgersi grazie al lavoro di alcune ditte private. Lo spettacolo è stato in bilico fino all’ultimo, finchè il maestro ha deciso di entrare in scena

“I problemi del teatro non sono ancora stati risolti, stasera avremo difficoltà con l’illuminazione ma andiamo comunque in scena”. Alle 21 il maestro Zubin Mehta chiude con queste parole una lunga giornata di tensioni per il teatro Comunale di Firenze, tra polemiche, carabinieri, accuse alla soprintendenza e fischi del pubblico.

I tecnici del teatro di Cgil, Cisl e Uil in sciopero per i tagli di alcune voci del contratto integrativo nelle buste paga di tre mesi, nel pomeriggio hanno visto entrare dipendenti di ditte private che li avrebbero sostituiti per far svolgere regolarmente il concerto deditato a Liszt e Strauss. Ci sono state accuse di crumiraggio e nuovi attacchi alla soprintendente Francesca Colombo. Si è deciso di chiamare i carabinieri per segnalare l’utilizzo di personale esterno per aggirare lo sciopero.

Quando in teatro è arrivato Mehta, i lavoratori che manifestavano, un centinaio, gli hanno spiegato cosa stava avvenendo. Il mastro avrebbe detto che in quelle condizioni non era possibile andare in scena. Dietro le quinte è c’è stata una assemblea e l’inizio del concerto è slittato. Intanto Francesca Colombo è andata sul palco: “C’è un problema tecnico”, ha detto la soprintendente del Maggio per annunciare il ritardo. Sono arrivati i fischi di disapprovazione del pubblico. Poco dopo, intorno alle 21, Mehta si è presentato davanti agli spettatori e ha annunciato l’avvio del concerto.

(06 ottobre 2011)

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Maggio Fiorentino, una telecamera sul palcoscenico fa infuriare i sindacati

Sotto accusa la sovrintendente Francesca Colombo che però si difende: con quel monitor nel mio ufficio controllo il «core business» della nostra istituzione. I rappresentanti dei musicisti, però, avvertono: è fuorilegge

Nell’era in cui il «Grande Fratello» televisivo attira i giovani come il nettare le api, c’è chi ancora avverte disagio di fronte a una telecamera. Stiamo parlando dei musicisti e dipendenti del Maggio Musicale Fiorentino che non hanno gradito l’installazione di una telecamera a circuito chiuso piazzata proprio sul centro del palcoscenico. Tanto da far infuriare i rappresentanti dei lavoratori della prestigiosa istituzione musicale che così tuonano: «La sovrintendente spia illegittimamente i lavoratori, stile Grande Fratello». È il nuovo fronte di polemiche, a Firenze, tra la Slc-Cgil e i vertici del teatro.

Quella telecamera piazzata sul palcoscenico e direttamente collegata a un monitor nell’ufficio della sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Francesca Colombo, è proprio indigeribile. Il sindacato l’ha già diffidata e chiede che la telecamera sia rimossa. Nessun intento di spiare, replica la sovrintendente, «ci mancherebbe», si tratta di «una prassi, usata peraltro in tutto il mondo». «Ho lavorato per 13 anni alla Scala – aggiunge Colombo – e c’è un collegamento non solo con l’ufficio del sovrintendente, ma anche con quello della direzione artistica; e questo succede a New York come a Monaco di Baviera, e nei più prestigiosi teatri di tutto il mondo. Un sovrintendente vuole sempre avere il controllo di quello che accade sul palcoscenico: la telecamera punta esattamente sulla scena e sulla buca dell’orchestra, quindi è assolutamente un modo per essere sempre collegati con quello che è il nostro “core business”, chiamiamolo così, che è fare cultura e promuovere spettacoli sul palcoscenico».
«L’altra sera, tra l’altro – conclude la sovrintendente – ho mostrato il collegamento anche al maestro Mehta e lui era felicissimo di questo». «Videosorveglianza illegittima dei dipendenti, vietata dalla legge», la definisce invece Paolo Aglietti, Slc-Cgil. «Noi l’abbiamo scoperto per caso, qualche giorno fa – spiega Aglietti -, la sovrintendente l’ha fatta installare senza dire nulla spiando così di nascosto i dipendenti durante il loro lavoro. Assurdo poi dire che nel mondo si fa così, evidentemente nel mondo non si applica la legislazione italiana».
Se la diffida non sarà rispettata e la telecamera rimossa, la Slc-Cgil annuncia che non resterà che adire alle vie legali.

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Riporto di seguito la nota scritta l’altro ieri su FB dal basso Enrico Giuseppe Iori, in tournee in Giappone con il Maggio Musicale Fiorentino.

Enrico Giuseppe Iori - Puritani
da Tokyo: Cari amici di solito uso poco facebook ma in queto caso ne approfitto per un mio pensiero personale su quello che sta succedendo qui in Giappone dove mi trovo in Tournee con il Maggio Musicale Fiorentino, innanzitutto ho evitato di mettere commenti immediati e impulsivi nei giorni precedenti perchè non volevo personalmente seminare panico gratuito soprattutto alle persone a me care che si trovano in Italia, ho passato momenti davvero brutti quando c’e’ stata la grande scossa anche perchè non ero preparato a niente del genere e soprattutto perchè quando è successo mi trovavo da solo in un edificio al terzo piano e intorno a me avevo solo persone che parlavano solo Giapponese, quel giorno è stata dura davvero ma in parte sono riuscito a vincere l’ansia perchè nella zona dove mi trovavo avevo trovato una connessione internet e da li potevo accedere a varie informazioni e soprattutto ho potuto chiedere aiuto ad amici Italiani che mi mandavano costantemente informazioni ansa via internet e sms, in Giappone non potevo assolutamente comunicare, stranamente potevo mandare sms in italia per un po di tempo ma non in Giappone, infatti per un bel po di ore circa 7 ero dato per disperso, avendo toccato con mano la gravità di quello che era accaduto la mia grande paura era l’arrivo di un probabile tsunami perchè mi trovavo in una zona abbastanza vicino al mare e poi il mio pensiero era rivolto ai miei colleghi che non sapevo dove si trovavano e che esperienza avevano provato, ho provato un centinaio di volte a mandare sms o telefonate ai numeri dei miei amici-colleghi ma senza esito. ho passato circa 7 ore facendo spola dalla stazione metro JR e questa postazione wifi internet, perchè in quel momento era l’unico mio appoggio morale, ho osservato molto i Giapponesi intorno a me (grande popolo e grande lezione di comportamento civile!!!! non me lo scordero’ mai) per capire la gravità della situazione e poi con qualcuno sono riuscito anche a trasmettere qualche pensiero sull’accaduto, dopo sette ore vedendo che la metro non sarebbe ripartita ho deciso di tracciarmi una mappa elettronica con il mio cellulare e con il gps in due ore circa ho raggiunto a piedi il mio albergo 10 km circa, arrivato ero distrutto ma ho trovato tanti abbracci e tante persone che mi hanno dimostrato il loro affetto e in quei momenti tutto questo vale davvero oro.

Il giorno dopo, dopo aver dormito profondamente tutta la notte, visto lo stress fisico ed emotivo, ho cominciato ad essere più razionale e pur sentendo in continuazione scosse di assestamento più o meno forti, di fondo mi sentivo tranquillo perchè, è vero che è stata una catastrofe immensa, ma è anche vero che a Tokyo in tutta la zona che ho attraversato a piedi non ho visto un palazzo distrutto e neppure un vetro rotto, quindi tutto questo mi ha dato molta più forza interiore, anche adesso che vi scrivo dalla stanza del mio albergo al 12 piano, sento muovere lo stabile, ma so che sono in uno stabile antiscismico e questo mi fa affrontare la cosa con più serenità e soprattutto lucidità nelle azioni da svolgere in caso di pericolo serio.

Esiste pero’ un pericolo ben più serio del Terremoto è l’emergenza centrali nucleari, come tutti ormai saprete ci sono problemi seri alle centrali che distano circa 250 km da Tokyo, ecco dalla prima notizia fino a oggi in questo momento si è creato un grande caos e mentre per il terremoto la sitauzione poteva essere sotto controllo con il nucleare la cosa si è capovolta parecchio, nel grande gruppo del Teatro di Firenze ci sono persone che stanno davvero vivendo malissimo questa situzione e non riscono ad usare la razionalità, hanno paura e basta e questo credetemi è davvero comprensibile, immagino una mamma qui che ha i figli a casa e quello che possono provare i nostri famigliari a sapere quanti pericolli possiamo correre, pero’ le informazioni ufficiali e costantemente monitorate all’unisono dicono che non c’e’ pericolo imminente di radiazioni nella zona dove ci troviamo in questo momento e che nel caso si superasse una certa soglia di allarme userebbero tutte le procedure possibili immaginabili per farci evacuare molto velocemente, questa mattina sentivo parlare addirittura di elicotteri. Il problema è che pero’ ogni persona qui e siamo centinaia si è fatta un proprio film a seconda anche dei propri nervi o delle informazioni che personalmente riceve, io stesso ho ricevuto delle informazioni molto riservate ma che ho preferito gestirle in modo molto razionale per non creare nessun tipo di caos, l’errore qui è che non c’e’ assolutamente fiducia nelle istituzioni, ma io credo che siamo obbligati a dare la nostra fiducia solo a loro, non possiamo sentire 5000 campane diverse perchè si arriverebbe ad un certo punto a non capire più dove stà la verità.

Personalmente ho paura come tutti, ma ho deciso di dare fiducia alle istituzioni italiane (Farnesina, Ministro Letta, servizi segreti e sindaco Firenze, che sono in contatto costante con la soprintendenza giunta un giorno fa da Firenze, se tutta questa fiducia cade allora che senso avrebbe essere qui a rappresentare l’italia nei festeggiamenti del 150 dell’unità d’Italia?
Mi dispiace poi dire che ho pochissima fiducia nei mass-media che spesso ingrossano le informazioni o creano allarmismi che non esistono, tutto per vendere di più il loro giornale o tenere incollate le persone alla televisione.

Comunque la situazione è questa: L’Italia non ci puo’ organizzare un rientro perchè non è scattato nessun segnale di pericolo concreto per noi che siamo qui in città.

Lasciando il Giappone, il teatro di Firenze pagherebbe penali insostenibili in questo momento davvero difficile per tutti i nostri Teatri ITaliani.

Nessuno impedisce di lasciare il Giappone e comunque si è supportati per metterti nelle condizioni migliori di lasciare il paese.

Alcuni colleghi sono partiti perchè hanno davvero grande paura e non la riescono a gestire e a me va tutta la mia comprensione e appoggio al 100%

IO al giorno d’oggi rimango qui fra un ora circa un pulmino mi porterà in Teatro e alle 16.00 faremo la prima recita, ci sono svariati motivi per cui rimango, uno importante per me è un contratto firmato un altro motivo è quello che significhiamo noi qui come Italiani, sto mettendo la mia vita nelle mani delle istituzioni Italiane, non è una cosa da poco!!! Comunque non voglio fare la parte del santo e del martire se personalmente mi accorgo di un vero pericolo con le fonti attendibili che possiedo io, saro’ il primo a lasciare questo paese, senza il parere di nessuno.

Un abbraccio a tutti e grazie davvero a chi mi è stato vicino con email ed sms.

Notizie di qualche ora fa reperite su FB:
“Il Sindaco di Firenze Renzi, ha dichiarato di aver disposto con Alitalia un volo charter che dovrebbe riportare i lavoratori a casa entro 48 ore e alcune prenotazioni su voli di linea, perché il charter non li contiene tutti.
Inoltre ha contattato altre compagnie aeree asiatiche per vedere se possono mettere a disposizione altri voli che partano prima da Tokyo, anche via Seul o Shanghai.”

Speriamo che tornino presto, sani e salvi!

Nenet

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ZubinMEtha_LancioZubin Mehta non ha usato giri di parole. Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, secondo il grande direttore d’orchestra, è “senza vergogna” per il trattamento e per i tagli riservati agli enti lirici. Da Mantova, dove Mehta ha parlato, la notizia è rimbalzata a Roma con immediata replica del ministro.
“Il Maestro Zubin Mehta – ha detto Bondi – non sa di cosa sta parlando. In questi anni il Ministero e’ stato particolarmente vicino al Maggio Musicale Fiorentino, così come a tutte le altre fondazioni liriche in difficoltà, come egli stesso può personalmente ricordare”. Zubin Mehta è intervenuto nella città lombarda dove domani e domenica dirigerà il Rigoletto che andrà in onda su Raiuno, con Placido Domingo al suo debutto nel ruolo baritonale del protagonista.

“Spero che il Rigoletto sia d’ispirazione – ha detto il maestro – spero che il governo che taglia fondi a tutti i teatri lo guardi”. Mehta si riferiva al Carlo Felice di Genova, dove i dipendenti sono in cassa integrazione definendo la situazione “una tragedia”.

Ma ha parlato anche del suo Maggio fiorentino con cui è anche sceso in piazza per protestare contro la riforma voluta dal ministro Bondi. “E’ senza vergogna – ha osservato il direttore riferendosi al ministro – e non ha il coraggio di venire a Firenze a parlare con noi. Anche con i sindacati di tutta Italia è rimasto a parlare dieci minuti e poi è andato via”. Anche il mese scorso, ha sottolineato Mehta, al Maggio fiorentino è arrivato un ulteriore taglio di 2 milioni di euro. E’ stato annunciato anche che lo Stato non pagherà la tournee del Maggio in Giappone “anche se avevano detto che avrebbero pagato i viaggi per le iniziative in occasione dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia”.

“Firenze – ha ricordato – è dove è nata l’opera e si taglia dove non ci sono grandi industrie come a Torino e Milano. Noi abbiamo Gucci e Ferragamo”. Quindi “brava la Rai – ha aggiunto – che non ha cancellato questa produzione all’ultimo momento e non ha tagliato nulla”. La situazione dei finanziamenti certo in Europa è difficile anche se in Germania hanno tagliato meno che nel nostro Paese, in Austria le cose vanno bene mentre “in Italia – ha concluso Mehta – è una vergogna”.

La risposta di Bondi
Il ministro ha risposto punto per punto alle contestazioni di Mehta sottolineando che “la situazione del Carlo Felice di Genova, così come quelle di altre realtà della lirica italiana, non può essere imputata a questo Governo, che anzi si è adoperato per varare una riforma, ampiamente condivisa in Parlamento, capace di risanare e rilanciare i teatri d’opera nazionali, ma è dovuta a un quindicennio di dissesti e malagestione”. Bondi ha sottolineato poi che “la trasferta del Maggio in Giappone riguarda il 2011, anno per il quale non è ancora stato definito il riparto del FUS nè tantomeno preso in considerazione alcun progetto”. “Conto sul fatto – ha concluso il ministro – che il Maestro Mehta riveda i suoi frettolosi e infondati giudizi offensivi che non merito in nessun modo”.

Il portavoce del Pdl Daniele Capezzone si dice poi dispiaciuto che il maestro “si sia abbandonato a un giudizio superficiale e conformista nei confronti del ministro Bondi e del lavoro del Governo italiano”. Anche il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Maria Giro definisce “inaccettabili” le accuse rivolte da Zubin Mehta mentre il responsabile cultura e informazione della segreteria nazionale del Pd, Matteo Orfini, esprime solidarietà a Mehta osservando che “l’intolleranza di chi ci governa di fronte alle critiche di artisti e intellettuali è davvero impressionante”.

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