Articolo taggato “manifestazione”

A Firenze i lavoratori delle fondazioni liriche manifestano cantando
„Manifestazione a Firenze degli addetti delle 14 Fondazioni lirico sinfoniche italiane“

Hanno sfilato per le vie del centro di Firenze mostrando la cosa che sanno fare meglio: cantare e suonare. Sono i lavoratori delle 14 Fondazioni liriche italiane che, guidati in testa dai dipendenti del Maggio musicale fiorentino, hanno manifestato oggi nel capoluogo toscano in concomitanza con lo sciopero nazionale contro il riordino che prevede una razionalizzazione del settore e il disegno di legge sullo spettacolo dal vivo.

I lavoratori hanno cantato il “Va pensiero”, “Nessun dorma” e altre famose opere. Molti i cartelli, gli slogan e le arie d’opera “rivisitate” contro il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. “I lavoratori delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane – hanno spiegato i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal che hanno promosso la manifestazione – manifestano a Firenze per evitare che, a breve, la grande tradizione lirica italiana muoia, a causa della superficialità e disattenzione di chi dovrebbe avere il compito di tutelarla”.

“Si ridurrà drasticamente l’offerta culturale sul territorio - spiegano – mettendo fra l’altro in predicato il futuro di tanti ragazze e ragazze che oggi studiano per diventare dei professionisti del settore. La politica ragionieristica di questi anni, gestita a colpi di decreto, ha operato esclusivamente su licenziamenti, esternalizzazioni e precarizzazione dei rapporti di lavoro, determinando non solo la chiusura di interi settori produttivi, corpi di ballo, laboratori di scenografia ecc., ma anche un’arbitraria rivisitazione di quanto richiesto dalle partiture dei compositori”…..continua a leggere qui

Potrebbe interessarti: http://www.firenzetoday.it/cronaca/manifestazione-fondazioni-liriche-firenze-27-marzo-2017.html

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Esternalizzazione dei servizi, precarizzazione del lavoro. Quante volte abbiamo visto questa ricetta spacciarsi per soluzione ai problemi delle finanze pubbliche. . Una falsa soluzione che non comporta risparmi, arricchisce i privati, crea nuovi caporali travestiti da manager e si legittima con i comportamenti scorretti dei dipendenti “fannulloni” che verrebbero finalmente puniti. Così però l’arbitrio e il dispotismo dei dirigenti cresce; e crescono, insieme a esso, le reti di clientele e favoritismi, di piccoli privilegi e ruberie, create per mantenere consenso e sedare il dissenso. A detrimento dei diritti di tutti. 
Questo processo adesso sta investendo anche i lavoratori delle fondazioni Lirico-Sinfoniche, come dimostrato esemplarmente dal caso di Verona, di cui abbiamo parlato spesso. Cantanti, ballerini, sarti, truccatori, macchinisti dai teatri di tutta Italia a rischio licenziamento per essere eventualmenti riassunti a condizioni peggiorative. Da qualche mese, nel totale abbandono da parte dei sindacati confederali, molti di loro si sono organizzati costituendo un Comitato Nazionale e si sono organizzati per reagire e far sentire la loro voce. 
Lunedì scorso erano sotto Montecitorio, per il loro primo presidio nazionale a Roma. E noi eravamo con loro, a sostenerli insieme a una delegazione di ex-lavoratrici Almaviva e ai compagni del movimento di lotta per la casa. Nel farlo non abbiamo avuto il minimo dubbio. Perché ci sono tanti modi di calpestare la dignità di chi lavora: lo si può trattare come una bestia da soma e fargli spezzare la schiena per uno stipendio misero; lo si può tenere sotto il ricatto permanente della scadenza di un contratto; lo si può usare come capro espiatorio per i problemi strutturali di un sistema malfunzionante. Lo si può anche svilire nelle sue passioni, nella sua arte, nelle sue competenze così faticosamente acquisite. 
Noi questa tendenza la vogliamo invertire a tutti i costi. Crediamo sia nel cervello, nella nei muscoli, nel cuore e nelle corde vocali di tutti i lavoratori e le lavoratrici il patrimonio più grande di questo paese. Un patrimonio che la logica del profitto non è in grado di valorizzare. Allora bisogna trovare un’altra logica, e non lo si può fare che con la lotta. Per questo… continua a leggere qui

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Leggi qui tutto l’articolo di LIBERO

RAI NEWS 24

Articolo del quotidiano IL TORINESE

IL GAZZETTINO

Lavoratori e Lavoratrici in lotta a Verona

ALTRAECONOMIA

 

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Una rappresentanza dei lavoratori della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari ha manifestato in maniera pacifica,  recandosi davanti alla sede del quotidiano L‘Unione Sarda, Videolina e della RAI TV, incontrando i giornalisti, rilasciando interviste e volantinando. Si è poi diretta al Conservatorio Pierluigi da Palestrina dove ha incontrato la direttrice e il presidente, per poter poi essere presenti l’8 Novembre all’inaugurazione dell’Anno Accademico.

La manifestazione nasce come idea dal Comitato nazionale dei lavoratori delle fondazioni lirico sinfoniche, ed ha lo scopo di mobilitare, informare e contrastare la legge 160 e in generale si propone di mettere in discussione, a livello nazionale, l’intero sistema che ci organizza,sia dal basso (noi lavoratori) che a livello intermedio (rappresentanze sindacali) che a livello di Direzioni Aziendali e degli organi politici.

Questa sera , una rappresentanza ben più ampia, protesterà contro l’articolo 24 della legge 160 del 7/8/2016, attraverso un presidio speciale presso il Gran Teatro la Fenice di Venezia, che sarà composto dai colleghi veneziani e da delegazioni provenienti da tutta l’Italia.

Articolo del Quotidiano Unione Sarda

 

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E’ lo scenario del Parco della Musica la location scelta per rendere pubbliche quelle che, a detta degli artisti, sono le ‘grane’ del teatro. Coro unanime contro la soprintendente: “Se ne deve andare”. Critiche anche al sindaco-presidente Massimo Zedda.

di Paolo Sebastian Rapeanu (leggi qui tutto l’articolo)

Sardegna Oggi

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La lettura del comunicato

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Lirico, sabato manifestazione dei lavoratori. Zedda: “Soldi in arrivo, tagli fatti dal centrodestra regionale”

Situazione sempre più incandescente al Lirico. Cinque sigle sindacali chiedono la testa della soprintendente Spocci, che annulla un incontro con i lavoratori. Sabato pomeriggio manifestazione dei lavoratori al Parco della Musica. In Aula il sindaco è netto: “Pronti 3,1 milioni di euro, tagli da parte del centrodestra quando governava la Regione”.

CAGLIARI – La bufera che si abbatte e persiste da molti mesi sul teatro – tra sindacati che chiedono la giubilazione della soprintendente Angela Spocci, che calendarizza e poi annulla un incontro con i lavoratori, pronti a manifestare al Parco della Musica – diventa oggetto di discussione-scontro in Comune. Il consigliere Paolo Casu (Gruppo Misto) chiede chiarimenti al sindaco e suggerisce percorsi per provare a uscire da quello che somiglia sempre più a un pantano: “Il sindaco potrebbe dimettersi e mettere un’altra figura all’interno della Fondazione”. E Massimo Zedda ne approfitta anche per levarsi qualche sassolino-macigno dalle scarpe: conferma le imminenti entrate milionarie nelle casse della Fondazione (tra Comune e Regione ballano “3,1 milioni di euro”) e attacca la precedente giunta regionale di centrodestra, che avrebbe…leggi qui tutto l’articolo

 

Paolo Sebastian Rapeanu e Eleonora Vacca

fonte: SARDEGNA OGGI

 

 

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Sabato 28 marzo 2015, dalle 16 alle 18 al Parco della Musica di Cagliari, si terrà una manifestazione dei Lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari per chiedere una gestione competente della Fondazione.

SLC CGIL

UILCOM UIL

FIALS CISAL

SNATER

CONF.SAL LIBERSIND

FLS CSS

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 Confermata la presenza di uno straniero, di cui però non sono stati resi noti né il nome né la nazionalità. Del resto, sulla lista dei «più di trenta» che hanno presentato domanda e curriculum per diventare sovrintendente del Teatro lirico il top secret è tassativo.
Il consiglio d’indirizzo si è riunito ieri alle 14: riunione «metodologica», a quanto è trapelato. L’istruttoria, fa sapere il presidente della Fondazione, ovvero il sindaco Massimo Zedda, proseguirà già a partire da domani e «nel corso della settimana prossima, per arrivare nella giornata di venerdì ed eventualmente sabato alla scelta del nominativo da inviare al ministro (per i Beni e le attività culturali, ndr) per la nomina del sovrintendente». Sempre domani, «fatte le verifiche circa le norme sulla privacy, saranno resi pubblici i nominativi di coloro che hanno partecipato». Singolare il richiamo alla privacy in una selezione pubblica.
MELI Dal riserbo filtrano giusto due indiscrezioni. Una, in realtà, è solo una conferma: come anticipato alcuni giorni fa, il sovrintendente uscente, Mauro Meli, si è candidato a ricoprire la carica che fu sua dal 1996 al 2003 e nel 2014: una rivendicazione orgogliosa del suo operato negli ultimi dodici mesi, apertamente osteggiato da Zedda (che la scorsa primavera si era rivolto alla Procura della Corte dei conti) e finito nel mirino…

leggi qui tutto l’articolo Unione Sarda

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E’ l’assemblea pubblica che si è svolta oggi pomeriggio nelle strade del centro, con partenza da Palazzo Vecchio, della Rsa Cgil del Maggio Musicale Fiorentino che chiede chiarezza sul futuro del teatro, sugli stipendi di dicembre non ancora pagati e sui 52 esuberi che saranno trasferiti ad Ales – una società controllata al 100 per cento dal Mibac – non si sa ancora con quali modalità e conseguenze.

Gli striscioni hanno giocato su la parola Of come sigla dell’Opera di Firenze e off nel senso di spento, chiuso. E c’era anche una corona da morto. Alla manifestazione hanno presenziato anche i consiglieri comunali Tommaso Grassi e  Cristina Scaletti ma anche  Mauro Fuso, segretario della Camera del lavoro di Firenze. Una delegazione dei lavoratori Cgil si è presentata durante la seduta del consiglio comunale.

FOTO ENRICO RAMERINI – CGE

fonte: http://firenze.repubblica.it/

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Manifestazione nazionale in difesa della fondazioni lirico-sinfoniche, a Roma a piazza Santi Apostoli, con i lavoratori che protestano contro lo smantellamento delsistema di produzione culturale italiano, per il rispetto della legalità nelle strutture e la revoca della procedura dei licenziamenti all’Opera di Roma. In piazza sono scesi musicisticoristi e tecnici dai teatri di tutta Italia, come La Scala di Milano, il Massimo Bellini di Catania, il Lirico di Cagliari e dell’Opera di Roma: “Non zittite l’arte”, “La cultura è in coma” questi gli slogan dei lavoratori, che hanno protestano, esponendo uno striscione con l’art.9 della Costituzione italiana, anche contro le recenti affermazioni del Ministro della Cultura e Turismo, Dario Franceschini, (secondo il qu

Qui l’Articolo completo

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/11/10/fondazioni-liriche-lavoratori-in-piazza-a-roma-franceschini-ignorante-se-ne-vada/310332/

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 Di Gianna Lai

Ieri al Tar  era fissata l’udienza per la discussione del ricorso contro due gravi atti di mala amministrazione di Massimo Zedda: la nomina della Crivellenti a Sovrintendente del Teatro lirico di Cagliari e la revoca del Maestro Baggiani dal Consiglio di amministrazione della Fondazione del Teatro per surrogarlo con un componente compiacente. La discussione non si è tenuta per una grave manchevolezza del Tar, che ha rinviato d’ufficio la causa per l’assenza del Giudice relatore. Cose che capitano anche in un Tar normalmente efficiente come quello sardo. Ciò che ha destato la  contrarietà dei difensori dei ricorrenti e il disappunto dei dipendenti del Teatro è stato il rinvio dell’udienza al 27 novembre. E’ vero che l’eventuale annullamento produce effetto  retroattivo, ma nel frattempo il Teatro muore, retto da una signora che era entrata al Teatro come addetta alla biglietteria su pressione di Gianno Letta, stando a quanto  ha dichiarato  al P.M. Pilia il vecchio Soprintendente.  Zedda non solo l’ha promossa a Sovrintendente, ma lo ha fatto benché la Crivellenti non avesse i titoli e addirittura non avesse presentato domanda. Sovrintendente “a sua insaputa”, mentre non sono state esaminate ben quaranta domande, fra le quali sono presenti alcune fra le più qualificate professionalità nazionali del settore. Ed ora, grazie anche al rinvio del Tar, il Teatro, importante istituzione culturale cittadina, è a rischio chiusura.
I lavoratori però non si arrendono e continuano nella loro lotta, sostenuti dalla solidarietà della cittadinanza, come testimonia l’ultima manifestazione di un’intera giornata, di cui ci parla Gianna Lai.
     

Nelle magliette l’immagine di Maria Callas e  una preghiera, ‘non zittite l’arte’. All’insegna di ‘Tutti a   teatro …tranne i tagli’, i lavoratori del Lirico di Cagliari hanno organizzato venerdì scorso la Festa europea della musica, che cade  il giorno del solstizio d’estate, per il divertimento di adulti e bambini. Visite guidate, conferenze, spettacoli musicali, tango e balletti, dalle dieci del mattino fino al Concerto straordinario,‘Omaggio a Giuseppe Verdi’ delle 21, nei grandi spazi interni ed  esterni al Teatro lirico di via Sant’Alenixedda.
Ha aperto il dibattito sulla situazione degli Enti lirici in Italia il Sovrintendente Francesco Ernani, della Fondazione del Teatro di Bologna, seguito dalle rappresentanze sindacali nazionali e dagli interventi degli artisti e dei lavoratori di quella cagliaritana, fortemente in crisi insieme
alle Fondazioni di Genova e del Maggio fiorentino. Una volta  letti i messaggi di solidarietà dei Sovrintendenti di Torino, di Genova e del Maggio fiorentino, del S. Carlo di Napoli e della Fenice di Venezia, unici assenti risultavano il Sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari e il sindaco, che della Fondazione è il presidente. Ed  è stato davvero un peccato, perché non hanno potuto sentire le voci vive di chi combatte per salvare la cultura e vuole difenderla, come se ciò suonasse attacco contro di loro, e le proposte fondate su esperienze di altissimo livello, come se si potesse pensare che i responsabili della crisi cagliaritana fossero proprio loro. Ha espresso le sue preoccupazioni Ernani, per come poco  viene finanziata la cultura in Italia rispetto al resto d’Europa, e per come  gli ultimi governi abbiano tradito il concetto stesso di investimento culturale, beneficio e non semplice costo.

Vanificato l’Articolo 9 della Carta Costituzionale, che pone la cultura come diritto fondamentale del cittadino, e quindi la ragione stessa delle Fondazioni, ‘favorire la formazione culturale della collettività’, è ‘l’arpa d’or’ che si vuol mettere a tacere, come nel Nabucco di Verdi, conclude Ernani. E dichiara la netta opposizione di tutti contro la chiusura dei Teatri, e contro le dichiarazioni del  presidente della Commissione Cultura della Camera, secondo cui ‘14 Fondazioni sono troppe per il nostro Paese’. Particolarmente critici gli altri  interventi, contro ‘il dilettantismo e la prepotenza’ che caratterizzano la gestione cagliaritana, e che  non difende, anzi mette a repentaglio lavoro e cultura, personale altamente qualificato e esperienze così a lungo radicate in città, un tempo orgoglio e vanto dei sindaci. E la professoressa d’orchestra dice che non sono gli spettacoli che costano, ma tutto l’entourage di natura politica,  e ringrazia con ironia, tra gli applausi del pubblico, gli amministratori  della città di Cagliari, assenti al dibattito: ‘noi li abbiamo votati, ma si sono mostrati peggiori dei loro predecessori, perché non siamo riusciti a farci ricevere neppure una volta, in questi due anni di battaglie per la difesa del Teatro’. Ugualmente critico  il Segretario nazionale Cisl dei lavoratori dello spettacolo, che ‘ rappresentazione del silenzio’ definisce il rifiuto del sindaco a incontrare i lavoratori. ‘Assurda non volontà di dialogo’, cui si può rispondere con una vera occupazione del Teatro per fare una programmazione comune, artisti e cittadini. E critico il Segretario Cgil, quando si chiede chi sono questi sindaci che vogliono chiudere i teatri, e questi politici, i boiardi li definisce che, volta a volta tecnici e poi ministri, destrutturano la cultura e poi dovrebbero ricostruirla. Perché i soldi ci sono e vanno recuperati da quell’avanzo di trecento milioni di euro l’anno che il settore garantisce, ma bisognerebbe porre fine all’invasività della politica.
Il ruolo e il significato dell’opera lirica erano stati già messi in risalto dal cantante Gianluca Floris, patrimonio culturale che è welfare, per far crescere cittadini migliori, ma per far tornare anche i conti, se ad amministrare non sono ‘teste d’uovo, teste d’uovo di Pasqua’. Come  nella città di Cagliari, che usufruisce di maggiori finanziamenti, rispetto alle altre Fondazioni, grazie all’intervento della Regione Sardegna. L’Italia dedica ai suoi teatri lirici poco più di ciò che la Germania destina al solo teatro di Berlino, cifre risibili altro che troppi  soldi, conclude Floris, con uno Stato che si sfila e rinuncia ad avere ruolo pubblico nella gestione delle Fondazioni.
Gli ultimi interventi sono quelli  del cantante del Coro, che denuncia il venir meno del finanziamento regionale per non aver presentato sindaco e sovrintendente il Piano  di ristrutturazione, e dell’ingegner Cualbu, del Cda della Fondazione, che si dichiara impegnato nella difesa del Teatro. Nel mentre continuano a scorrere le immagini sulle manifestazioni di protesta dei mesi scorsi in città, che hanno accompagnato tutto il dibattito, ‘Teatro di Cagliari lottizzato’,  ‘La morte a Teatro’. E le donne in nero piangono sulla sua bara, e la falce, enorme, atterra uno ad uno artisti e cantanti. E il violoncellista  suona in mutande, di fronte ai colleghi in mutande, per denunciare l’indigenza  cui si è ridotti.
Ma torna la speranza al pomeriggio, con gli spettacoli e le musiche e le rappresentazioni, che vedono la partecipazione di artisti e  cantanti e musicisti e attrici e attori, espressione di una cultura vasta e importante della città. Il pubblico affolla gli spazi esterni del Lirico e poi, alle 21, il Teatro, per l’atteso e bellissimo Concerto dedicato a Giuseppe Verdi. Grandi applausi e bis, e il brano finale dedicato ai lavoratori della Grecia che si son visti chiudere la TV di Stato. Per una   solidarietà che è auspicio di impegno popolare in difesa della cultura e della dignità del lavoro.

Fonte: http://www.democraziaoggi.it

 

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Seconda parte della serata: tutti gli spettacoli

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TEATRO LIRICO DI CAGLIARI

21 Giugno 2013 Giornata Europea della Musica

 TUTTI A TEATRO…..TRANNE I TAGLI!

foyer di platea ore 10.30 – 12.30 conferenza

 

Fondazioni Lirico-Sinfoniche oggi. Progettualità e sostenibilità. Perché investire in Cultura.

 

ore 10.30  a spasso per il teatro –

Un percorso da favola, ma… attenti alle streghe!

ore 13.00  Le Streghe del Macbeth

ore 13.30 pausa pranzo

foyer di platea ore 15,30  Musica sotto l’abat jour

ore 16.00   Quartetto d’Archi

foyer di platea ore 16.20  I Teneroni

ore 16.00  a spasso per il teatro

Un percorso da favola

 

ore 16.40 Tango Argentino .

 Ensamble Shardana – Scuola Tango Sardinia

foyer di platea ore 17:00  Omaggio a Gusy Devinu

ore 17.20  Il sogno di Layla

ore 17.40  One Man Band

ore 18.00 Quintetto di Fiati Mixis

ore 18.00   Canto a Tenores  

 Cuncurdu Orgomonte di Orani

ore 18.40   Little Jazz Mass  B. Chilcott -

ore 19.00  Nauaui Jazz Quintett

ore 19.20  Tango Argentino

 Ensamble Shardana Scuola Tango Sardinia

ore 19.40  Ottetto a Cappella

 Echos Vocal Ensamble

ore 20.00  Musical “La Sirenetta”

 Compagnia Teatrale Phoenix

ore 20.20  Musica Indiana per Sitar e Danzatrice

Surya&Chandra

ore 20.40   Dissacramente lucide…lucidissime

 Lucido Sottile

ore 21.00  Concerto Straordinario “Omaggio a Giuseppe Verdi”

 direttore Fabrizio Maria Carminati

Programma del concerto lirico-sinfonico

Omaggio a Giuseppe Verdi”

nel 200° anniversario della nascita

 Orchestra e Coro del Teatro Lirico

direttore Fabrizio Maria Carminati

soprano Cristina Giannelli

tenore Gabriele Mangione

baritono Francesco Verna

maestro del coro Marco Faelli

 Inno di Mameli

Macbeth Che faceste? dite su!

Luisa Miller Sinfonia

Otello Fuoco di gioia

Nabucco Sinfonia

Nabucco Và pensiero

La Traviata De’ miei bollenti spiriti

La Traviata Madamigella Valèry? Son io!

La forza del destino Sinfonia

Macbeth Patria oppressa

La Traviata Libiamo ne’ lieti calici

ingresso libero

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MUSICA: LAVORATORI E SOVRINTENDENTI, LA LEGGE SULLE FONDAZIONI LIRICHE VA RIVISTA
ROMA – 11 GIUGNO 2013 – Il sistema delle Fondazioni liriche e’ a rischio e chi ne paga le conseguenze sono sempre i lavoratori. E’ la denuncia lanciata ieri da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials, ma anche da sovrintendenti e lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche, nel corso di un’assemblea che si e’ svolta all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Sindacati, lavoratori, sovrintendenti ed esponenti politici, puntano il dito contro la Legge 100, all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il regolamento in base al quale l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e La Scala avevano ottenuto l’autonomia gestionale.

“Mi auguro che l’attuale governo voglia riaprire il tavolo di confronto tra le parti sociali per una revisione della disciplina delle fondazioni lirico sinfoniche, capace di superare l’attuale triste linea che vede l’investimento pubblico come costo anziche’ come beneficio sociale”, ha dichiarato in un messaggio inviato ai partecipanti il sovrintendente del Comunale di Bologna, Francesco Ernani.

Il presidente dell’Accademia di Santa Cecilia, Bruno Cagli, ha aperto i lavori con un saluto iniziale, chiedendo certezze contributive al Mibac, perche’ in questo mestiere si deve pianificare con almeno tre anni di anticipo. Cagli ha evidenziato i tagli del Fus all’Accademia, spiegando che “ridurre la produzione e’ un sistema di risparmio che non giova a nessuno”.

Sulla stessa linea il sovrintendente della Fenice di Venezia, Cristiano Chiarot. “Le cause della crisi delle fondazioni sono soprattutto esterne”, ha detto, con riferimento al “Fus diminuito e alle leggi che non hanno mai fatto chiarezza su una vera riforma del comparto”. Il sovrintendente della Fenice ha puntato il dito contro quelle “fantomatiche leggi che avrebbero dovuto incentivare la defiscalizzazione per attirare gli investimenti dei privati, ma che non sono mai arrivate. Non e’ il costo del lavoro il motivo principale della crisi delle Fondazioni -ha detto Chiarot- semmai, come causa interna, non e’ stato portato al valore massimo il contributo dei lavoratori. Alla Fenice con lo stesso numero di lavoratori e senza aumentare le spese, abbiamo incrementato le alzate di sipario portandole a 120 all’anno, e abbiamo accresciuto i ricavi. Solo cosi’ puo’ essere superata la crisi”.

http://www.giornaledellospettacolo.it

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La RSU della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, unitamente alle OOSS presenti in Teatro, organizza una grande manifestazione per martedì 4 giugno 2013 sotto il Comune di Cagliari, dalle 16.00 alle 18.00. L’iniziativa come molte altre, è stata votata a maggioranza nell’ultima assemblea generale dai Lavoratori .

 

Sostanzialmente si vogliono rendere pubbliche e mediaticamente forti, la paura e la rabbia per il taglio del 50% del contributo ordinario RAS 2013, che colpirà sulla loro pelle tutti i Dipendenti della Fondazione. Senza un rapido reintegro nei collegati alla finanziaria regionale, si prefigura un arresto produttivo.

Il Presidente e Sindaco Massimo Zedda e il Sovrintendente Marcella Crivellenti sono i principali responsabili, con il loro immobilismo, di questo disastro.

Hanno disatteso clamorosamente ad uno dei loro principali obblighi istituzionali; la gestione e la tutela dei contributi certi della Fondazione .

L’immobilismo della Direzione Aziendale, a tre settimane dall’avvenuto taglio, ( nessun CDA convocato ), allarmano drammaticamente i Lavoratori che vedono nella presentazione immediata di un Piano di Risanamento alla regione Autonoma della Sardegna, l’unica reale via d’uscita.( pubblicamente annunciata dall’assessore regionale alla Cultura Milia ).

 

Per queste ragioni i Lavoratori del Teatro Lirico scenderanno in protesta e chiederanno pubblicamente conto al loro Presidente e al Sovrintendente; assunzione di responsabilità.

Sono stanchi di vedere il loro futuro sempre più buio ed incerto, per incapacità gestionale e poca trasparenza amministrativa.

 

Chiunque abbia a cuore le sorti del nostro Teatro e il diritto alla Cultura nel nostro Paese, è invitato a partecipare e a sostenere questa manifestazione.

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“…Con la cultura non si mangia!. Moderna saggezza italiana.” di Luca Murgia
Inaspettata protesta ieri sera dei lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari che, con la lettura di un comunicato sindacale all’inizio della “prima” del Macbeth e alla fine, dopo gli applausi, con un flash mob, hanno manifestato la loro preoccupazione per il taglio dei fondi ordinari regionali alla Fondazione.
foto AMICI DEL TEATRO LIRICO DI CAGLIARI

 

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foto P.Tolu

Il 4 Dicembre alle ore 21,15, presso la Chiesa di San Ponziano a Carbonia (CA) si terrà un grande concerto-manifestazione di solidarietà e condivisione umana, promossa dalla RSU della  Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, per la grave crisi occupazionale che sta vivendo il mondo produttivo Sardo.
Tutti i Lavoratori saranno uniti nel segno della Musica, per affermare il diritto  al Lavoro e alla dignità delle persone  colpite dalla crisi .
Uniti, senza distinzione alcuna, in un grande evento PACIFICO e simbolico.
Le spese vive per la realizzazione del concerto sono sostenute dai Lavoratori del Teatro, attraverso le alcune sigle sindacali, e  ditte che hanno sponsorizzato l’evento.

A rappresentare i lavoratori del teatro in questa occasione, sarà il CORO che eseguirà pagine celebri del repertorio operistico corale (da Verdi a Beethoven) con la  partecipazione gratuita del soprano solista Beatrice Murtas .

Il concerto sarà diretto dal maestro Marco Faelli, mentre al pianoforte ci sarà il maestro Andrea Mudu.

SI RINGRAZIANO GLI SPONSOR

COMUNE DI CARBONIA

PRO LOCO di CARBONIA

 

CORDA PIANOFORTI

 

LECLERC CONAD

 

MURGIA TRASPORTI

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