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Teatro Lirico, duro attacco di Orazi nei confronti di Meli

A certificare l’impegno di Meli a fare un passo indietro sulla vicenda Lirico, ci sarebbe addirittura una lettera protocollata, indirizzata dal Direttore artisico direttamente al Consiglio
“Il direttore artistico Mauro Meli promise di risolvere le questioni aperte con la Fondazione, ma non l’ha ancora fatto”. Lo ha dichiarato Claudio Orazi, sovrintendente del Teatro lirico di Cagliari, in un’intervista di Paolo Paolini apparsa sul quotidiano L’Unione Sarda.
A certificare l’impegno di Meli a fare un passo indietro sulla vicenda Lirico, ci sarebbe addirittura una lettera protocollata, indirizzata dal Direttore artisico direttamente al Consiglio.
Nell’intervista inoltre il Sovrintendente nega di aver mai saputo del ricorso di Meli al Tar contro la nomina di Spocci. “Né io, né – credo – il Consiglio, anche perché probabilmente questo sarebbe stato un ostacolo alla firma del contratto”. Il direttore artistico deve poi restituire centomila euro al Teatro, ma Orazi preferisce non parlarne: “Della questione si occupa l’avvocatura dello Stato che difende la Fondazione. I dettagli li definiremo con Meli”.
FONTE  redazione cagliaripad,
redazione@cagliaripad.it

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Teatro lirico: la versione del sindaco Zedda, a processo per abuso d’ufficio

Oggi alle 15:32

 Con gli ultimi tre testimoni e l’interrogatorio dell’imputato, oggi in Tribunale si è praticamente conclusa l’istruttoria dibattimentale nel processo che vede il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

Il primo cittadino è sotto accusa per abuso d’ufficio per la nomina di Marcella Crivellenti a sovrintendente del Teatro Lirico nel 2012 senza tener conto di una precedente manifestazione di interesse.

 Prossima udienza a marzo: il pm farà le sue richieste di condanna, poi parleranno i difensori.
Clicca su questo link per approfondimenti     http://www.unionesarda.it 

di Andrea Manunza

 

 

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Ieri pomeriggio il Procuratore facente funzioni ha comunicato la decisione al pm

Pilia

 Bocche cucite in Procura sulla mossa del reggente Ganassi 

 La decisione è di ieri sera ma dovrebbe diventare ufficiale oggi: l’inchiesta bis sul Teatro lirico che vede il sindaco Massimo Zedda sotto accusa per abuso d’ufficio torna nelle mani del sostituto procuratore Giangiacomo Pilia. È quanto stabilito dal procuratore facente funzioni Gilberto Ganassi a distanza di dodici giorni dall’iniziativa presa, il 31 dicembre, dal procuratore capo Mauro Mura, andato in pensione 24 ore dopo aver tolto la delega dell’indagine al pubblico ministero che l’aveva aperta nel febbraio 2015.

Un dietro front inatteso, arrivato dopo l’attenta lettura delle osservazioni con le quali Pilia ha ribattuto all’iniziativa di Mura. Un documento di 14 pagine nelle quali il pm ha respinto l’accusa mossagli dall’allora capo dell’ufficio di non aver ottemperato all’obbligo, derivante da una sua richiesta scritta, di svolgere approfondimenti specifici su quanto segnalato in una memoria depositata nel giugno precedente dall’ex procuratore aggiunto Mario Marchetti, a sua volta accusato di diffamazione nella stessa indagine bis. Si tratta di una presunta ostruzione che il primo cittadino avrebbe messo in atto per ritardare l’insediamento di Mauro Meli. Quest’ultimo nominato sovrintendente dal vecchio cda della Fondazione nel gennaio 2014, aveva firmato il contratto solo nel giugno successivo.
Marchetti, nominato quale componente prima del cda e poi del nuovo consiglio di indirizzo del Teatro lirico da Zedda (allora già sotto accusa per un abuso d’ufficio legato alla nomina di Marcella Crivellenti a sovrintendente del Teatro), era stato querelato da Meli per le dichiarazioni rese in una conferenza stampa su presunti buchi milionari nelle gestioni passate al Lirico.

Venuto a conoscenza dell’accusa mossa nei suoi confronti, l’ex procuratore aggiunto aveva depositato una memoria nella quale puntava il dito contro le ulteriori 17 ipotesi di abusi d’ufficio contestate da Pilia al sindaco, del quale il pm aveva anche chiesto l’interdizione dalla carica di presidente della Fondazione. Il giudice aveva però respinto la richiesta.
Il contenuto di quel documento aveva spinto Mura a chiedere approfondimenti a Pilia. A fine anno la situazione è precipitata: il 23 dicembre Marchetti ha consegnato al capo della Procura una seconda memoria di 130 pagine nella quale contestava l’operato del suo ex collega, della polizia giudiziaria e del consulente tecnico del pm; il 28 Mura ha chiesto a Pilia gli incartamenti in difesa sua e dei suoi collaboratori; il giorno dopo il pm ha depositato 11 faldoni che, a suo dire, dimostravano la gran quantità di accertamenti svolti; il 31 Mura gli ha comunque tolto la delega; il 7 Pilia ha presentato le sue osservazioni. Ieri la decisione del procuratore facente funzioni: l’indagine torna nelle mani di Pilia. Quale sia il motivo, è ancora da capire.
Andrea Manunza

FONTE: L’Unione Sarda

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 «Il direttore artistico guadagnerà 80 mila euro lordi all’anno»

È alla sua prima uscita pubblica da sovrintendente del Teatro lirico. Claudio Orazi non sembra toccato dalla bufera che, partita da via Sant’Alenixedda, ha investito anche il Palazzo di giustizia. Simbolicamente, decide di presentare la stagione sinfonica seduto al fianco del nuovo direttore artistico, l’ex sovrintendente Mauro Meli al centro delle polemiche. Nel foyer del Teatro lirico sembra non arrivare neanche l’eco di tutti gli accadimenti recenti: l’estromissione del pm Giangiacomo Pilia dal processo per bis per abuso d’ufficio nei confronti del sindaco Massimo Zedda; la querela per diffamazione dello stesso Meli nei confronti del Procuratore aggiunto (ed ex componente del consiglio di indirizzo del Lirico) Mario Marchetti. La bufera resta fuori dalla porta.

LA PRESENTAZIONE Ma Orazi sa bene che il tema salterà fuori e mette le mani avanti: prima ancora che parta il fuoco di fila delle domande, cerca di giustificare la ragione della sua scelta. E, addirittura, rende pubblico il compenso che percepirà Meli. «Ottantamila euro lordi». La scelta del direttore artistico rientra in un disegno più ampio: il Lirico di Cagliari deve diventare uno dei primi in Italia. E la scelta di Meli serve a preparare quel «biglietto da visita» indispensabile per far diventare via Sant’Alenixedda uno punto di riferimento per tutti i melomani.
IL RUOLO Certo, il discorso non fa una grinza. Però, in altri teatri, Orazi ha riassunto in sé la carica di sovrintendente e quella di direttore artistico. «In passato mi sono servito di referenti musicali: a Macerata, per esempio, condividevo le scelte artistiche con Donato Renzetti. A Cagliari ho detto sin dall’audizione che intendevo occuparmi esclusivamente della sovrintendenza perché su questo organo già ricadono tante incombenze. Il sovrintendente è un amministratore unico che deve occuparsi della gestione del teatro, della sua amministrazione e della gestione dei bilanci». Un lavoro per il quale potrà contare anche su un altro nuovo collaboratore: Orazi ha nominato Paolo Maggio direttore amministrativo.
IL NOME Il sovrintendente farà il “manager” e un altro professionista si occuperà della parte artistica: sin qui nessun problema. Ma perché scegliere proprio Meli, un nome che in città non lascia insensibili? E chi ha scelto proprio lui? «Questo teatro», risponde Orazi, «ha bisogno di un professionista: Meli è stato indicato dal Consiglio di indirizzo e il sovrintendente ha condiviso questa scelta». E anche il compenso che «è stato discusso e proposto dal Consiglio di indirizzo quando io ho fatto la proposta del maestro Mauro Meli».
L’INCARICO L’ex sovrintendente, in causa con il suo datore di lavoro per la buonuscita, prenderà ottantamila euro. Per fare che cosa? Occuparsi, ovviamente, della parte artistica e «di una filiera complessa che, se non ben governata, produce diseconomie. E, pur essendo qui da poco, dal 3 dicembre, ne ho già viste alcune».
Marcello Cocco

Fonte: Unione Sarda

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L’imprenditore grande sponsor del direttore artistico replica alle accuse

«È solo una questione di stima professionale. Il resto sono calunnie». Gualtiero Cualbu è l’azionista di maggioranza del gruppo trasversale che da anni sostiene Mauro Meli, attuale direttore artistico ed ex sovrintendente del Teatro lirico. Ruolo rimasto intatto anche dopo la fine del mandato nel consiglio di indirizzo. Tra tempestose udienze del processo, veleni, debiti e un sostituto procuratore cui è stata tolta l’inchiesta bis sull’ente di via Sant’Alenixedda, l’imprenditore settantaquattrenne nega di avere a che fare col ritorno del maestro Meli: «Non c’entro nulla. La decisione è del nuovo sovrintendente Claudio Orazi, che non conosco. La ritengo una scelta funzionale alle attuali esigenze del Teatro, anche perché i direttori artistici non si trovano in un cassetto. La gran parte dei lavoratori credo abbia accolto la nomina con entusiasmo, mi sembra un bel segnale».

Da cosa nasce lo scontro con il sindaco?
«Di sicuro abbiamo una diversa visione di come si gestisce il Cda della Fondazione. Ci sono anche ragioni culturali: lui pensa che il teatro sia un privilegio per i più abbienti, se fosse possibile lo chiuderebbe per utilizzarlo diversamente come contenitore . Invece io l’ho sempre sostenuto con passione, con o senza Meli».
E Zedda?
«Durante il suo mandato si sono alternati ben cinque sovrintendenti, caso unico nella storia delle Fondazioni lirico-sinfoniche in Italia. È stato spesso in contrasto con i consiglieri del Lirico sulle scelte più importanti. Tra i casi più rilevanti ricordo la scelta solitaria di Marcella Crivellenti e la seconda designazione di Meli, alla quale si opponeva fermamente».
Lei è stato uno dei grandi elettori dell’esponente di Sel.
«Non proprio. Pensavo comunque che potesse essere interessante un giovane al governo. Il rapporto è iniziato bene, poi…»
Poi?
«Avevamo interessi diversi: io non dovevo fare gesti eclatanti per la carriera, lui evidentemente sì».
Nei giorni scorsi lei ha proposto Meli come candidato a sindaco al coordinatore di Forza Italia, Ugo Cappellacci.
«Nessuna proposta, niente più di una battuta».
Cosa contesta al sindaco?
«Aver operato spesso in contrasto con gli interessi della Fondazione».
Perché?
«Forse ha un problema caratteriale, ha portato avanti con ostinazione scelte per niente condivisibili per me e altri consiglieri. Di certo sotto la sua presidenza si sono vissuti gli anni più difficili per il Teatro, da tutti i punti di vista, tranne la breve parentesi di Meli».
Secondo lei un presidente che vuole andare contro gli interessi del Teatro si fa rappresentare dall’ex procuratore della Repubblica aggiunto e dall’ex presidente della Corte dei conti?
«Non lo so, chiedetelo a lui. Forse per una maggior tutela, chissà».
È vero che lei ha creato una società con Mauro Meli e una terza persona?
«Una falsità totale. Il nostro rapporto nasce dalla sua competenza nel gestire il teatro, c’è stata una leale collaborazione. Chi dice altro è fondamentalmente ignorante e bugiardo, chiunque sia».
L’accusano di usare privatamente i parcheggi della piazza per il suo T-Hotel anche se sono pubblici.
«Questo è falso, i parcheggi appartenevano alla Telecom, sono stati poi acquistati per il T-Hotel agli inizi del Duemila. Semmai è vero il contrario: per anni dipendenti e spettatori del teatro e residenti ne hanno beneficiato gratuitamente perché inagibili i parcheggi pubblici sotto la piazza del parco della Musica».
Chi ha autorizzato le mostre nella hall con gli abiti di scena?
«Ci sono sempre stati accordi formali e ufficiali tra il T-Hotel e il Teatro. Ad alcune mostre collettive hanno partecipato come artisti con le loro opere alcuni scenografi e tecnici, per libera scelta, fuori dal rapporto di lavoro. I costumi di scena sono stati valorizzati, piuttosto che lasciarli in un magazzino polveroso. I sovrintendenti sono anche venuti in visita alle mostre. E il sottoscritto non se n’è mai occupato direttamente».
È vero che un primo violino ha suonato nel suo albergo durante l’orario di lavoro?
«Una balla colossale, se scoprissi chi l’ha detta lo querelerei immediatamente. Chi fa questo tipo di dichiarazioni è una persona davvero piccina, non serve al bene della città, può essere solo commiserato».
Lei è andato spesso al palazzo di giustizia per presentare nuovi documenti.
«Non solo io, ma anche tanti altri consiglieri hanno depositato esposti, compresi i lavoratori e i rappresentanti di alcune sigle sindacali».
È vero che era nella stanza del sostituto Giangiacomo Pilia il 31 dicembre, dopo che gli era stata tolta l’indagine bis sul Teatro?
«No, non è vero».
A maggio voterà per il sindaco: Zedda?
«Farò altre scelte».

FONTE: L’Unione sarda

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Il 31 dicembre la decisione a sorpresa del Procuratore Mura – Contestazione alla vigilia del pensionamento: «Il pm non ha fatto le indagini richieste»

La bomba che rischia di scatenare un putiferio nella Procura cagliaritana viene sganciata l’ultimo giorno dell’anno. La mattina del 31 dicembre il procuratore Mauro Mura, 74 anni, 48 di servizio in magistratura e pensionato dal giorno seguente, convoca nel suo ufficio al terzo piano del Tribunale il sostituto Giangiacomo Pilia e gli consegna un documento chiedendogli di leggerlo.

Il pm torna nel suo ufficio, sfoglia quelle poche pagine e scopre di che si tratta: il suo capo gli ha tolto l’inchiesta bis per abuso d’ufficio sul Teatro lirico che coinvolge il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. È la seconda (la prima, sulla nomina di Marcella Crivellenti a sovrintendente, è già a processo) e riguarda una presunta ostruzione messa in atto dal primo cittadino per ritardare l’insediamento di Mauro Meli il cui incarico di sovrintendente era stato deliberato dal vecchio consiglio d’amministrazione nel gennaio 2014 e ratificato con un contratto diversi mesi dopo. La stessa indagine vede iscritto nel registro degli indagati per una presunta diffamazione su Meli, legata a dichiarazioni rese in una conferenza stampa, l’ex procuratore aggiunto Mario Marchetti, nominato da Zedda quale componente prima del cda e poi del nuovo consiglio di indirizzo della Fondazione.
All’ex pm è in qualche modo connessa la revoca dell’inchiesta: Mura imputa a Pilia di non aver ottemperato all’obbligo, derivante da una sua richiesta scritta, di svolgere approfondimenti su quanto segnalato in una memoria depositata lo scorso giugno da Marchetti, il quale riteneva infondati i 17 abusi d’ufficio contestati da Pilia al sindaco (per il quale era anche stata chiesta l’interdizione dalla carica di presidente della Fondazione, domanda poi respinta dal gip) e puntava il dito sui bilanci degli anni precedenti nell’ente. Questa presunta violazione ha spinto il Procuratore capo a revocare al suo sostituto la delega sull’indagine.
L’iniziativa ha suscitato l’immediata reazione di Pilia. Questi nega con decisione di non aver approfondito la vicenda. Con chi gli è più vicino ha parlato di un provvedimento di «gravità inaudita» ed è impegnato in queste ore nella stesura delle “osservazioni” scritte da consegnare al capo dell’ufficio, Gilberto Ganassi, procuratore facente funzioni in attesa che il Consiglio superiore della magistratura nomini il successore di Mura. Pilia, da anni nel pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione, ha già ribattuto a caldo sostenendo di aver fatto tutto ciò che doveva: acquisizione di atti, interrogatori (ha sentito nei mesi scorsi anche le ex sovrintendenti Marcella Crivellenti e Angela Spocci), l’affidamento a un commercialista di una consulenza (in corso) per valutare se quanto dichiarato da Marchetti sui bilanci precedenti alla gestione Crivellenti (buchi milionari) fosse corretto. Senza considerare che sull’inchiesta nessuna decisione (archiviazione o richiesta di giudizio) è stata ancora presa. Inoltre, Mura mai in precedenza avrebbe contestato carenze nell’indagine. Argomentazioni che presumibilmente faranno parte delle osservazioni che Pilia dovrà depositare entro dieci giorni. A quel punto Ganassi valuterà se andare avanti.
Facile ipotizzare che tutto finirà davanti al Csm, perché un’iniziativa simile entrerà a far parte del fascicolo personale di Pilia e, non essendo positiva, influenzerà negativamente la sua carriera. Ma in queste “repliche” potrebbero trovare posto anche altri argomenti. Su tutti, la testimonianza dello stesso Marchetti nell’ultima udienza del processo contro Zedda e la seconda memoria difensiva presentata dall’ex procuratore aggiunto pochi giorni fa riguardante la seconda inchiesta. Nel primo caso l’ex pm, testimone a difesa per il primo cittadino, aveva attaccato il pm Pilia il quale, pur accusandolo di diffamazione, avrebbe svolto «indagini illegittime» nei suoi confronti per un reato, «l’abuso d’ufficio», non contestatogli ufficialmente; nel secondo, in 130 pagine difende se stesso e il sindaco e indica i presunti errori commessi da polizia giudiziaria, pubblico ministero, consulenti e testimoni d’accusa.
Pochi giorni dopo il procuratore ha deciso di revocare l’indagine. L’impressione che la (brutta) vicenda sia solo all’inizio.
Andrea Manunza

FONTE: L’Unione Sarda

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Mauro Meli torna al Lirico di Cagliari come direttore artistico. La nomina dell’ex sovrintendente dello stesso teatro è stata ufficializzata oggi dal Consiglio di indirizzo presieduto da Mario Scano.

 

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Lirico, Marchetti: “120 mila euro versati a Meli e mai chiesti indietro. Ora chiarezza”

Nessuno ha mai richiesto all’ex Sovrintendente le somme percepite per il Tfr grazie a una sentenza di primo grado, nonostante l’appello successivo avesse rovesciato il verdetto. L’ex pm preme, la Spocci si è mossa. Ma si attenderà la Cassazione.

 Meli e i 120 mila euro incassati per il Tfr. Grazie ad una sentenza di primo grado. Ma nonostante nel 2011 l’appello abbia dato torto al Maestro e ragione al Teatro, mai nessuno, nonostante l’esplicita richiesta dell’Avvocatura di Stato, ha mai chiesto indietro il denaro all’ex Sovrintendente. Fino al 3 giugno scorso quando Marchetti, ex pm e membro del cdi del Teatro scrive e chiede lumi sulla vicenda alla Sovrintendente Angela Spocci, scuotendo le mura degli uffici di via Sant’Alenixedda. La Spocci a sua volta interpella l’Avvocatura di Stato…continua a leggere qui 

 

 

 redazione cagliaripad,

redazione@cagliaripad.it

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Esperti a confronto in un convegno organizzato dai Riformatori.

Il comparto culturale di Cagliari può essere in grado di favorire il rilancio dell’economia? Questo l’interrogativo a cui hanno cercato di dare una risposta i Riformatori sardi nell’incontro organizzato ieri nello “Spazio Search” di Palazzo Bacaredda. I lavori sono stati aperti dalla coordinatrice cittadina, Noemi Migliavacca, che ha sottolineato quanto sia importante lavorare per un rilancio del tessuto culturale esistente.

Azione che deve partire, ad esempio, da una piena valorizzazione dell’Ente lirico.

Proprio sulla Fondazione si è concentrato l’intervento di Mauro Meli, ex soprintendente dell’ente e ospite del partito di centrodestra.

Meli ha fornito una serie di esempi in grado di dimostrare la convenienza degli investimenti fatti in cultura: «Puntare sui teatri e sui festival è in grado di favorire importanti ricadute sul territorio. Questi fenomeni sono studiati dagli economisti di mezzo mondo e gli studi sul tema …

leggi tutto l’articolo qui: Unione Sarda

 

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Teatro Lirico: davvero un Teatro dell’Assurdo

Samuel Beckett avrebbe probabilmente tratto molti spunti dalla riunione di ieri del Consiglio di Indirizzo della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari, di cui da oggi conto, nell’edizione cartacea, L’UNIONE SARDA (però, intanto, sta diventando davvero stancante aspettare eternamente Godot).

L’esito della riunione, nel corso del quale la contestatissima sovrintendente Angela Spocci si è confrontata coi componenti del Consiglio di Indirizzo, pare essere stato, nonostante la situazione drammatica che interessa la programmazione del teatro – quanto ai conti, la situazione resta invece fortemente interlocutoria, e abbiamo già segnalato ieri alcune ragioni del perché – una sterminata sfilza di non-decisioni, tra le quali la più significativa, e grave, sembra essere la mancata approvazione della stagione lirico-sinfonica 2015 (e siamo già praticamente a metà aprile!), motivata, a quanto riferisce il quotidiano cagliaritano, tra l’altro dalla mancanza di dati essenziali sul personale artistico deputato a dar vita alle rappresentazioni programmate.

Del resto, non aiuta la confusione e la “politica del rinvio” attuata dal Consiglio di Indirizzo, che avrebbe, inspiegabilmente, non deciso perfino sull’assunzione di una figura professionale che, in qualità di consulente, svolgesse le funzioni del direttore amministrativo, vacanti da tempo: perché, date queste necessità, non si è provveduto ben primaa colmare il vuoto determinato dalla mancanza di un direttore amministrativo, e non vi si provvede neppure adesso?

Oltre tutto, è singolare che ancora non si avverta la necessità di provvedere a sistemare un tassello essenziale della struttura organizzativa della Fondazione quando invece il Consiglio di Indirizzo ha mostrato ben altra urgenza, e fin dal mese di gennaio quando la sovrintendente Spocci non era neppure appena insediata – quindi con qualche dubbio ulteriore sulla regolarità della procedura, dato che predisporre i bilanci è attribuzione del sovrintendente – nel conferire a una professionista esterna quale la dottoressa Donatella Masala un singolo incarico, benché complesso, quale quello della predisposizione del consuntivo 2014, attività che, legge alla mano, dovrebbe essere di competenza del sovrintendente con l’ausilio del direttore artistico.

Probabilmente la risposta a questo interrogativo potrebbe essere lurgenza di approvare il consuntivo – molto relativa, dal momento che a tutt’oggi, 14 aprile 2015, non consta che il Consiglio d’Indirizzo vi abbia ancora provveduto, e che, quanto al consuntivo 2013, il vecchio Consiglio di Amministrazione non aveva posto mano all’esame dello stesso (peraltro non predisposto da Meli, e da lui firmato solo per “senso di responsabilità”) prima del 7 maggio 2014 – ma allora, come avrebbe detto Lubrano (non l’amministrativista), la domanda nasce spontanea: se vi era una tale urgenza, perché non si è presa in considerazione l’applicabilità dell’art. 2385 c.c. per consentire una brevissima prorogatio, non nella carica ma nell’esercizio di funzioni necessarie a norma di legge, del sovrintendente Meli – grosso modo fino a febbraio, tenuto conto della data di designazione della Spocci e di quella del suo successivo arrivo a Cagliari – giusto per impostare il lavoro sul consuntivo, e al contempo, anziché fare ricorso a una consulenza esterna per un singolo atto, per quanto complesso, non si è proceduto senza dilazioni alla designazione di una figura professionale che potesse avvicendarsi al cessato direttore amministrativo Paoli (o magari a una breve proroga delle funzioni di quest’ultimo)?

Dal resoconto fatto dall’UNIONE SARDA viene fuori un’altra indicazione assolutamente sorprendente…

Leggi qui tutto l’articolo   CASA DEI DIRITTI

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L’emendamento bipartisan è stato approvato con voto unanime dal Consiglio

 Nella Finanziaria il “regalo” della Regione al Teatro lirico

Giusto un mese fa, senza che la cosa abbia fatto troppo rumore, il Consiglio regionale ha fatto un “regalo” da 5 milioni di euro al Teatro lirico. Effetto dell’emendamento numero 14 alla finanziaria regionale, primo firmatario Piero Comandini (Pd), secondo Alessandra Zedda (FI), approvato all’unanimità dall’assemblea.

«Il debito residuo della Fondazione Teatro lirico di Cagliari verso la Regione (…) determinato in euro 5.000.000, si ritiene estinto, senza ulteriore obbligo di rimborso». Poche parole per tirare una linea sul prestito da 8 milioni concesso tre anni fa e di cui erano stati rimborsati 3 milioni. «Per la Fondazione – precisa ancora l’emendamento – l’importo del debito estinto va ad incremento del proprio patrimonio netto. Per la Regione l’importo del credito estinto va ad incremento del valore della partecipazione regionale nella Fondazione».
Di fatto la Regione ha realizzato l’auspicio dell’ex direttore amministrativo: nella sua relazione consegnata lo scorso 18 dicembre, tre giorni prima di lasciare (in contemporanea col sovrintendente Mauro Meli) la poltrona che gli era stata affidata da Marcella Crivellenti, Paolo Paoli indicava fra le tre strade per riportare in segno più il patrimonio netto del Lirico, allora negativo per poco meno di 4,8 milioni. Ora, nel bilancio 2015, il patrimonio netto della Fondazione può tornare in attivo per 200 mila euro….continua a leggere qui

Fonte: UNIONE SARDA

 

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17 marzo 201«Sta scherzando?». L’ex sovrintendente del Lirico Mauro Meli reagisce così non appena sente di quel presunto passivo da 4 milioni di euro relativo all’anno della sua gestione. «Non so chi sia questa consulente, so però che il bilancio del 2014 si chiudeva con 181 mila euro di attivo. Le eventuali porcate che hanno fatto dopo per inventarsi un buco di oltre 4 milioni non mi interessano minimamente, ma chi le ha fatte, se le ha fatte, ne risponderà in altre sedi. E quanto a questi crediti non esigibili di cui si parla, mica li ho fatti io, li ho trovati». Stesso discorso per i costi della Turandot: «Due milioni è impossibile – dice Meli -, ma se ai costi artistici e di produzione si aggiungono i costi fissi del Teatro certamente ogni opera raddoppia il costo. Se la domanda è quanto costano due mesi di Turandot, che è lo spettacolo più visto nella storia del Lirico, la risposta è che ha avuto il costo medio più basso di qualunque altro spettacolo». (m. le.)

Fonte: L’Unione Sarda

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Bagarre Lirico, il Pd bacchetta Zedda: “Il Comune paghi i contributi” Dura nota del Pd sulla vicenda del Lirico: “Il sindaco abbassi i toni e proceda urgentemente al pagamento dei 400mila euro per gli stipendi dei dipendenti del teatro”

Autore: Jacopo Norfo il 29/01/2015 19:05 -

Sulla polemica del Lirico, il Pd “bacchetta” Massimo Zedda e chiede di stemperare i toni politici della guerra tra il Presidente della Fondazione e Meli. “Sul dibattito relativo alle vicende del Teatro Lirico crediamo che sia doveroso da parte del Sindaco e Presidente  della Fondazione Teatro Lirico ridurre i toni polemici- scrivono in una nota il segretario cittadino del Pd Nicola Montaldo e il capogruppo Davide Carta- da parte di tutti è ugualmente necessario attenuare i toni e sviluppare un approccio responsabile e costruttivo, perché in questo momento l’unica cosa di cui c’è bisogno è adoperarsi nell’interesse del futuro della Fondazione e della tutela dei posti di lavoro dei dipendenti e delle loro retribuzioni, uscendo dalla logica di contrapposizione.
Per raggiungere gli obiettivi di bilancio della stagione è urgente che il comitato di indirizzo scelga quanto prima un sovrintendente dotato di qualità elevate, in grado di assicurare una produzione artistica elevata, lo sviluppo e la crescita del teatro, salvaguardando i costi …

leggi qui tutto l’articolo http://www.castedduonline.it

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Guerra del Lirico, Mauro Meli sconfessa Zedda: “Il Comune non paga”

Dura replica del Sovrintendente uscente al sindaco: “Niente soldi per gli stipendi? Il Comune è l’unico socio del teatro che ancora non ha versato il contributo per il 2014″

Leggi l’articolo qui  http://www.castedduonline.it 

E intanto noi lavoratori ci troviamo in mezzo a questa diatriba, con figli da mantenere , rate e mutui da pagare senza poter fare nulla se non il nostro lavoro onestamente.

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Lirico, Zedda: “Nel 2014  il Teatro ha speso troppo: ora niente stipendi”

“Ci stiamo attivando per trovare ogni possibile soluzione e venerdì incontreremo le organizzazioni sindacali per illustrare e condividere l’attuale situazione dei conti del Teatro”

“Non ci sono i soldi per gli stipendi”. Il primo cittadino e presidente della Fondazione Teatro Lirico Massimo Zedda gela i lavoratori con un comunicato. E accusa, neanche troppo velatamente, l’ultima gestione di via Sant’Alenixedda, nei giorni in cui si decide il nuovo Sovrintendente. “Dopo che per tre anni consecutivi – dal 2011 al 2013 – grazie anche ai sacrifici dei lavoratori si è raggiunto il pareggio di bilancio del Teatro Lirico di Cagliari, che ha consentito al Ministero di riconoscere alla Fondazione una premialità di circa un milione 200 mila   , oggi il Teatro è di nuovo in grave…leggi tutto l’articolo qui sotto

 http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=14802

redazione cagliaripad,

redazione@cagliaripad.it

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 Confermata la presenza di uno straniero, di cui però non sono stati resi noti né il nome né la nazionalità. Del resto, sulla lista dei «più di trenta» che hanno presentato domanda e curriculum per diventare sovrintendente del Teatro lirico il top secret è tassativo.
Il consiglio d’indirizzo si è riunito ieri alle 14: riunione «metodologica», a quanto è trapelato. L’istruttoria, fa sapere il presidente della Fondazione, ovvero il sindaco Massimo Zedda, proseguirà già a partire da domani e «nel corso della settimana prossima, per arrivare nella giornata di venerdì ed eventualmente sabato alla scelta del nominativo da inviare al ministro (per i Beni e le attività culturali, ndr) per la nomina del sovrintendente». Sempre domani, «fatte le verifiche circa le norme sulla privacy, saranno resi pubblici i nominativi di coloro che hanno partecipato». Singolare il richiamo alla privacy in una selezione pubblica.
MELI Dal riserbo filtrano giusto due indiscrezioni. Una, in realtà, è solo una conferma: come anticipato alcuni giorni fa, il sovrintendente uscente, Mauro Meli, si è candidato a ricoprire la carica che fu sua dal 1996 al 2003 e nel 2014: una rivendicazione orgogliosa del suo operato negli ultimi dodici mesi, apertamente osteggiato da Zedda (che la scorsa primavera si era rivolto alla Procura della Corte dei conti) e finito nel mirino…

leggi qui tutto l’articolo Unione Sarda

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Si è chiusa ieri a mezzogiorno la selezione per avviso pubblico che determinerà il nuovo sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari.

L’avviso pubblico di selezione è di una settimana fa. Oggi il cdi si riunirà e inizierà l’analisi dei curriculum. È probabile che la scelta del candidato da indicare al ministero per i Beni e le attività culturali che dovrà ratificare la nomina slitti alla settimana prossima.

Sono una trentina le domande arrivate entro le 12 di ieri  tra cui quella dell’ex sovrintendente Mauro Meli , ma anche di registi, cantanti, musicologi.

Il Consiglio di indirizzo (Cdi)   avrà l’obiettivo  di formulare al più presto una proposta che poi dovrà essere a sua volta presa in esame dal ministro della Cultura per la nomina.

Il Cdi è stato completato con Tore Cherchi, ex presidente della provincia Carbonia Iglesias, promotore oltre un mese fa di un manifesto, condiviso da decine di firme, per sostenere la riconferma di Mauro Meli alla guida del Teatro.

Si tratta di un incarico onorifico non retribuito. Intanto sindacati ancora all’attacco. Questa volta sulla predisposizione del bilancio: Uilcom-Uil, Fials-Cisal, Libersind-Confsal, Snater, Css chiedono di essere informati sulle procedure in corso e sollecitano la convocazione di un incontro.

 

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Scontro finale al teatro Lirico: il Pd contro Zedda, arriva Cherchi

 Il Pd contro Zedda, arriva Cherchi

Clamorosa mossa del Pd in aperto contrasto col sindaco Zedda: Tore Cherchi nuovo rappresentante del Ministero. Zedda ha scelto Balzani ma rischia la beffa del ritorno di Meli

PD contro Massimo Zedda. Sul Teatro Lirico è scontro finale. Il secondo round di quella che sembra una storia infinita questa volta se l’è aggiudicata il PD. Tore Cherchi è il nuovo rappresentante del MiBact e sostituisce Pietro Ciarlo nel Comitato di indirizzo del Teatro lirico di Cagliari.

Secondo i beni informati, la corrente del Partito Democratico guidata dal sottosegretario alla Cultura Francesca Barracciu, che sostiene la riconferma del sovrintendente ormai decaduto, Mauro Meli, avrebbe sferrato un nuovo attacco contro il Presidente della Fondazione, il sindaco Massimo Zedda che, con il senatore Luciano Uras di Sinistra Ecologia e Libertà,  avrebbero scelto il nome di Domenico Balzani come nuovo sovrintendente del Teatro  Lirico. Una scelta evidentemente non condivisa , secondo le indiscrezioni che arrivano dalla capitale, dal rappresentante della fondazione del Banco di Sardegna, Antonello Cabras e dalla stessa Francesca Barracciu. Una situazione che sta creando un certo imbarazzo anche nella segreteria regionale del partito.

Il nome di Tore Cherchi, già parlamentare e presidente della Provincia di Carbonia Iglesias, non è casuale. Cherchi si era reso protagonista lo scorso novembre, con altri amici e abituali frequentatori del teatro, di una lettera aperta dai contenuti inequivocabili  per la riconferma di Mauro Meli: “Auspichiamo che i soggetti soci della Fondazione (Comune, ministero della Cultura, Regione e Fondazione Banco di Sardegna) considerino esclusivamente i risultati conseguiti e, confermando l’attuale sovrintendente, assumano una decisione che consenta di continuare questa positiva esperienza”.

Ora la partita finale si giocherà sabato 24 gennaio, nella prossima riunione del Comitato di indirizzo alla quale oltre al presidente Massimo Zedda, parteciperanno i componenti in carica, Mario Marchetti  nominato dal sindaco di Cagliari e Alessio Loi, in rappresentanza della Regione. In quella sede verrà formalizzata ufficialmente la candidatura di Balzani da parte della corrente che fa capo al presidente della Fondazione Massimo Zedda, ma i giochi sono ancora aperti perché ora a sostenere la riconferma di Mauro Meli, secondo le ultime indiscrezioni, ci saranno Tore Cherchi rappresentante del MiBact e Francesco Boggio, rappresentante della fondazione Banco di Sardegna che non aveva partecipato alle ultime riunioni giustificando la sua assenza con una lettera inviata alla Fondazione in cui sosteneva di…leggi qui l’articolo completo

 

 

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CAGLIARI - ”C’è un clima di tensione e di enormi pressioni che stanno accompagnando il delicato lavoro del Consiglio di Indirizzo del Lirico fin dalla data del suo insediamento, lo scorso 22 dicembre”. La denuncia arriva dai sindacati USB e Fistel-Cisl. “Un clima di guerra in cui solo una nota ufficiale del Ministero del 14 gennaio ha contribuito a fare definitiva chiarezza sulla fine del mandato del sovrintendente Meli, ormai già scaduto dal 22 dicembre 2014. La nota del Ministero sollecita inoltre il
Consiglio di Indirizzo a procedere in tempi rapidi alla nomina del nuovo Sovrintendente. Il mancato, tempestivo, rispetto di tale adempimento comporterebbe da parte del Ministero il commissariamento del teatro”.

Le due sigle sindacali che rappresentano i lavoratori della struttura di via Sant’Alenixedda tirano in ballo anche il sottosegretario alla Cultura, Francesca Barracciu. ”Il 16 gennaio, giorno in cui è fissata una riunione del Consiglio di indirizzo, il rappresentante del Banco di Sardegna, Francesco Boggio, invia una lettera in cui dichiara che non prende parte alla riunione perché ritiene più opportuno sospendere i lavori fino all’insediamento del nuovo consigliere di nomina ministeriale, anche in risposta all’esplicita
richiesta in tal senso del Sottosegretario Francesca Barracciu.” E qui i sindacati ci vanno giù pesante: ricordano la ‘predilezione’ della Barracciu per Meli e si chiedono come mai “un sottosegretario si permetta di esercitare pressioni contrarie alle più elementari norme di correttezza”.

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