Articolo taggato “ministro”

Ieri il Collegio dei docenti del Conservatorio di Padova ha approvato all’unanimità un appello che va a rafforzare il recente documento della Conferenza dei Direttori.

Alla cortese attenzione:

Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Sindacati SLC – CGIL, FISTel – CISL, ILCOM – UIL, FIALS – CISAL

Comitato dei Lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane

 e p.c.

 Conservatori e Istituti pareggiati italiani

Organi di Stampa

 

Con il presente appello il Collegio Docenti del Conservatorio statale di musica “C. Pollini” di Padova esprime viva preoccupazione per l’andamento dell’attività lirico – sinfonica in Italia, in particolare per le attuali vicende inerenti alle fondazioni Arena di Verona, Teatro Comunale di Bologna, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Petruzzelli di Bari, e per il futuro occupazionale del settore, gravemente minacciato dagli ultimi provvedimenti legislativi e amministrativi e dal contestuale decrescente impegno economico dello Stato a partire dai primi anni del duemila.

Le fondazioni lirico – sinfoniche costituiscono uno dei principali e più ambiti sbocchi lavorativi per gli studenti laureati del Conservatorio i quali, rebus sic stantibus, potrebbero essere costretti a mettere a frutto in altri Paesi le competenze maturate per merito di una formazione intrapresa e conclusa in Italia.

Pertanto, il suddetto Collegio invoca il Governo affinché, all’interno della necessaria opera di eliminazione degli sprechi e di riorganizzazione strutturale del settore, si faccia garante normativamente ed economicamente del disposto dell’art. 9 della Costituzione, evitando, per quanto possibile, di far pagare agli artisti, alle maestranze e alle fondazioni stesse, errori ed incompetenze gestionali frutto dell’irresponsabilità di altri.

 Chiede, infine, che alle misure recentemente adottate con il D. L. 31.05.14, n. 83 (cosiddetto “Art Bonus”) convertito in l. 29.07.14, n.106, in materia di benefici fiscali atti a promuovere ed incrementare i finanziamenti alle fondazioni da parte dei soggetti privati, sia concesso un congruo lasso di tempo per entrare a regime e costituire parte sensibile del finanziamento totale delle fondazioni stesse.

 Cordiali saluti

Padova, 20 dicembre 2016                                                                                                                                            Collegio Docenti del Conservatorio di  musica

                                                                             “C. Pollini” di Padova

 

Comments Nessun commento »

Franceschini nomina Purchia sovrintendente San Carlo di Napoli

ROMA, 1 apr. – Il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, in conformità alla proposta del consiglio di indirizzo della Fondazione ha nominato Rosanna Purchia sovrintendente del Teatro di San Carlo di Napoli. Lo ha reso noto il ministero dei Beni e delle Attività culturali.

Rosanna Purchia, dopo una prima esperienza a Napoli con la Nuova Compagnia di Canto Popolare di Roberto de Simone, diventa responsabile della organizzazione e realizzazione della programmazione artistica al Piccolo Teatro di Milano sotto le direzioni di Giorgio Strehler, Jack Lang e Luca Ronconi. Dal 2009 è Sovrintendente della Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli.

Fonte:  askanews 

 

Massimo Biscardi sovrintendente del Teatro Petruzzelli

BARI, 1 APR – Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini,ha nominato, in conformità alla proposta del consiglio di indirizzo della Fondazione, Massimo Biscardi sovrintendente del Teatro Petruzzelli di Bari.Diplomato in pianoforte al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari,Massimo Biscardi ha eseguito e diretto numerosi concerti in alcune tra le più importanti istituzioni musicali internazionali ed è stato Direttore artistico del Teatro Lirico di Cagliari dal 1992 al 2010

Fonte:  ANSA

Comments Nessun commento »

UN ALTRO MISSILE DEL MINISTRO SULLE FONDAZIONI LIRICHE
FONDAZIONI LIRICHE: FRANCESCHINI, 14 IN ITALIA SONO TROPPE
“Quattordici fondazioni lirico sinfoniche sono troppe per le risorse del Paese, c’è un problema di giustizia ed equilibrio delle risorse che va affrontato”: lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo ad un dibattito su Expo e cultura alla Fondazione del Corriere della Sera.
“Queste 14 fondazioni – ha detto il ministro – assorbono il 77 per cento degli interventi dello stato a favore della musica, il 47 per cento del Fondo unico per lo spettacolo e in più sono stati stanziati altri 125 milioni di euro per risanare quelle che stavano per fallire”.
Secondo Franceschini “questo sistema italiano che salva chi ha gestito male le fondazioni a scapito di quelle virtuose va chiuso”.

(ANSA) – MILANO, 03 NOV -

Comments Nessun commento »

Sottoscritta anche dal maestro Gianluigi Gelmetti impegnato in questi giorni con la Tosca al Lirico di Cagliari

 

Comments Nessun commento »

 

CARO MINISTRO FRANCESCHINI,

SONO UN ARTISTA DEL CORO DI UNA DELLE 14 FONDAZIONI LIRICHE ITALIANE. SONO CONVINTO CHE QUESTE POCHE RIGHE CHE LE SCRIVO NEPPURE LE CONSIDERERA’, MA IO NON POSSO ESIMERMI DA SCRIVERGLIELE: SONO COSTERNATO, ALLIBITO ED INDIGNATO PER AVER SOSTENUTO LA SCELTA DI MANDARE A SPASSO I LAVORATORI DELL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA! DI QUESTO PASSO POCO A POCO ARRIVERETE A TUTTE LE ALTRE FONDAZIONI ESCLUSE TEATRO ALLA SCALA E ACCADEMIA SANTA CECILIA PER CUI LEI HA ACCORDATO UNA AUTONOMIA E UNA PROTEZIONE… COME LAVORATORE DI UNA DI QUESTE FONDAZIONI MI CHIEDO: DOVE VOLETE ARRIVARE! PER ANNI I GOVERNI CHE SI SONO ALTERNATI HANNO TAGLIATO SENZA PIETA’ IL FUS E LASCIATO LE FONDAZIONI LIRICHE IN BALIA DI SOVRINTENDENTI DALLE MANI BUCATE AVVALLANDO O CHIUDENDO VOLUTAMENTE GLI OCCHI DI FRONTE AI LORO SPERPERI PER POI , OGGI, FARLA PAGARE AI LAVORATORI CHE NON HANNO COLPE…. AHIME’ CHE TRISTE SCELTA SIG MINISTRO! QUALE RESPONSABILITA’ POLITICA E SOCIALE VI SIETE PRESI! C’è TANTA GENTE AFFAMATA IN ITALIA E NE STATE AGGIUNGENDO ANCORA! STATE UCCIDENDO UNO DEI CAPOSALDI NEL MONDO DELLA NOSTRA CULTURA, STATE SFIANCANDO ANCHE GLI ARTISTI CHE DONANO LUSTRO E BELLEZZA A QUESTA NOSTRA ITALIA GIA’ TANTO AFFATICATA!
CARO MINISTRO GLIELO CHIEDO CON TUTTA LA FRANCHEZZA CHE LA MIA/NOSTRA TERRA D’EMILIA MI HA INCULCATO: LEI FA PARTE DI UN GOVERNO DI SINISTRA (CHE DOVREBBE SOSTENERE Più DI OGNI ALTRO COLORE POLITICO LA CULTURA) O FA PARTE DI UN GOVERNO “SINISTRO”??? …PERDONI L’ARDIRE… GLIELO DICO CON IL NOSTRO DIALETTO EMILANO ANCHE SE IL MIO MODENESE AVRA’ QUALCHE VARIANTE RISPETTO AL SUO FERRARESE: AL DèGA LA VERITè SGNOR MINESTER, SIA SINCERO, DICA AL PAESE APERTAMENTE CHE IL GOVERNO NON PUO’ PIU’ PERMETTERSI DI SOSTENERE I TEATRI LIRICI! LA VERITA’ E’ SEMPRE UN BENE! NOI MUSICISTI CE NE FAREMO UNA RAGIONE, A FAM SO’ BARACA E BURATE’IN E FORA D’I PEE… VIA DALL’ITALIA A GUADAGNER’S AL PAN DA N’ETRA PERT! E’ QUESTO CHE VUOLE? NON CI VUOLE NULLA A FARE LE VALIGIE E COMPRARE UN BIGLIETTO AEREO, SE NON IL PREZZO DELL’AMAREZZA E DELLE LACRIME NEL VEDERE IL SOGNO DI UNA VITA INFRANGERSI A 50 ANNI…. VEDERE I PROPRI SACRIFICI (I GIORNI PASSATI A STUDIARE, LE LEZIONI IN CONSERVATORIO, LE NOTTI IN FABBRICA A LAVORARE PER REALIZZARE UN SOGNO PER FAR DIVENTARE UNA PASSIONE NATA IN TENERA ETA’ IL PROPRIO LAVORO) CROLLARE DI FRONTE ALLE SCELTE MIOPI DEI NOSTRI GOVERNANTI. MI CHIEDO SE LEI SIA MAI STATO DENTRO AD UN TEATRO, SE SI SIA INFORMATO DI COME FUNZIONA IL COMPLESSO INGRANAGGIO, DI QUANTA PASSIONE E DEDIZIONE CI VUOLE PER DARE ALLA GENTE UNO SPETTACOLO COSì BELLO COME L’OPERA ITALIANA INVIDIATOCI NEL MONDO… DELLE SINERGIE CHE SI DEVONO CREARE PER UNA QUALITA’ SUPERIORE CHE LA PRECARIETA’ POTREBBE PRECLUDERE IRRIMEDIABILMENTE PROPONENDO AL PUBBLICO UN PRODOTTO DOZZINALE! SIG MINISTRO, LEI STA SFREGIANDO LA TELA SU CUI L’ARTISTA HA RIVERSATO IL SUO CUORE, LA SUA ANIMA, E L’ANIMA NON HA PREZZO, PER QUESTO LE OPERE D’ARTE SONO INESTIMABILI, TUTTAVIA POSSONO DIVENTARE OCCASIONE DI LAVORO STABILE E SERIO E MOTORE DI UN PAESE CHE DETIENE IL 75% DEI BENI CULTURALI MONDIALI! MA NON E’ LICENZIANDO IL CUORE DI UN TEATRO (CORO E ORCHESTRA) CHE SI RISOLVE IL PROBLEMA…
E PERCHE’ LE RESPONSABILITA’ DI CHI HA PORTATO I TEATRI AD INDEBITARSI NON VENGONO MAI PUNITE IN QUESTO PAESE? AH GIA’ IL CAPRO ESPIATORIO SONO I LAVORATORI… CHE RAMMARICO E CHE TRISTEZZA SIG MINISTRO! CHE DELUSIONE!QUESTA ITALIA NON MERITA I SUOI ARTISTI, I SUOI SCIENZIATI, I SUOI RICERCATORI ISUOI POETI…. E GIA’ TANTI SE NE SONO ANDATI!!! QUESTE SONO PAROLE ACCORATE ED INSIEME INDIGNATE, RITORNI INDIETRO RISPETTO A QUESTA SCELTA, RIPERCORRA LE ORME DEL SUO PREDECESSORE BRAY CHE DI FRONTE ALLA RICHIESTA DI LIQUIDAZIONE DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO DA PARTE DELL’ALLORA SINDACO RENZI, POSE UN VETO DICHIARANDO CHE LE FONDAZIONI NON SI POSSONO LIQUIDARE E CONGELO’ LA RICHIESTA INFAUSTA DEL SINDACO-PREMIER. SIA LUNGIMIRANTE SGNOR MINESTER NON PERDA L’OCCASIONE DI FARE UNA SCELTA DAVVERO CORAGGIOSA E REINTEGRARE IL CORO E L’ORCHESTRA ALL’OPERA DI ROMA!

RISPETTOSAMENTE.

MARCO FRIGIERI (artista del coro)

Comments Nessun commento »

Beni culturali: consulta spettacolo approva  ripartizione FUS 2014

(ASCA) – Roma, 31 gen 2014 – Il ministro dei Beni e delle Attivita’ Culturali e del Turismo, Massimo Bray, ha presieduto oggi la Consulta dello Spettacolo, massimo organo consultivo del ministero in materia, proponendo la ripartizione per l’anno in corso delle risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo, innalzate a 406 milioni di euro dal Decreto Valore Cultura dall’ammontare inizialmente previsto di 380 milioni. La Consulta ha approvato all’unanimita’ la proposta di ripartizione del FUS per il 2014 cosi’ articolata: fondazioni liriche 46%, pari a 186.865.000 euro; musica 13,9%, pari a 56.465.000 euro; danza 2,6%, pari a 10.562.000 euro; prosa 15,83%, pari a 64.306.000 euro; attivita’ circensi 1,3%, pari a 5.281.000 euro; cinema 20,2%, pari a 82.060.000 euro. com-njb

31 Gennaio 2014 – 19:51

Comments Nessun commento »

Dal dibattito in consiglio comunale arriva la conferma: il teatro è a un passo dal commissariamento.

Il Lirico verso il commissariamento. Il sindaco Massimo Zedda ha inviato una segnalazione al Ministero se sulla nuova situazione che si è venuta a creare dopo le dimissioni dei componenti del Cda Gilberto Arru e Cristiano Cincotti. “Con questi numeri – ha spiegato Zedda – il consiglio di amministrazione non può, per legge, continuare ad operare”.

Il Cda è stato convocato per domani alle 18.30, ma a questo punto non ci sono le condizioni per sbloccare la situazione. Ad esempio, come chiedevano i sindacati, andando a pescare il nuovo sovrintendente dai candidati che avevano risposto alle manifestazioni d’interesse. Il sindaco ha anche spiegato che cosa è successo nelle ultime due settimane: dopo le sentenze del Tar sull’annullamento degli atti di nomina della Soprintendente Marcella Crivellenti, il Ministero ha chiesto informazioni sulla situazione e sulla possibile esistenza delle ipotesi di legge previste per il commissariamento. E Zedda ha raccontato di aver risposto allo stesso Ministero spiegando da un lato che non esisterebbero le ipotesi previste per il commissariamento. Ma comunque offrendo la possibilità di verificare la percorribilità della soluzione proposta da Roma, quella appunto dell’arrivo del commissario.

Per quanto riguarda gli stipendi non arrivati nei conti correnti dei dipendenti, il sindaco ha parlato della Regione: “Se con un bilancio di nove miliardi – ha detto – non è in grado di erogare un fondo da 3,5 milioni allora la situazione è molto grave”. Unione Sarda

Comments Nessun commento »

 

commissario straordinario fondazioni liriche

(ANSA) – ROMA – E’ Pier Francesco Pinelli il commissario straordinario del governo per le Fondazioni lirico-sinfoniche. Il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, lo ha nominato d’intesa con il m inistro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni. Un passato di manager nel settore petrolifero, impegnato anche con progetti per il terzo settore, Pinelli è stato a lungo consulente per economia e cultura per imprese pubbliche, private e istituzioni culturali.

 

Attualmente è Direttore della Divisione Refining & Marketing di ERG SpA.

Dal 2006 al 2010 è stato Amministratore Delegato di ERG Petroli.

Nel 2003 è stato nominato Amministratore Delegato di ERG Power & Gas.

Ingegnere idraulico, ha iniziato la sua carriera come ingegnere del Gruppo Enel

.Dal 1993 al 1996 è stato Business Development Manager per l’Europa e l’Africa presso AES Corporation

.Ha lavorato presso la sede italiana della società leader nella consulenza Bain & Company in qualità di Senior Manager

 

Comments Nessun commento »

Ad un esame di merito del decreto legge 8 agosto 2013 n .91 (valore cultura), attualmente in iter legislativo per la conversione in legge, si evidenzia la necessità di apportare modifiche indispensabili all’art 11 (Disposizioni

urgenti per il risanamento delle fondazioni lirico‐ sinfoniche e il rilancio del sistema musicale di eccellenza),

riconfermando l’apprezzamento dei provvedimenti in merito alle leve fiscali per il Settore Cinema e per le imprese riguardanti i giovani musicisti, il superamento per i Teatri Prosa‐Musica della spending review, ecc.

In particolare il testo riferito al risanamento delle Fondazioni Lirico Sinfoniche in crisi, come definito dal comma 1 al comma 14, senza specifiche modifiche, ad esempio impedirebbe sostanzialmente alle Fondazioni di poter operare in modo funzionale (la forza lavoro produttiva necessaria per l’allestimento compiuto di spettacoli non è solo riferibile ai complessi artistici ma anche a quelli tecnico‐amministrativi di cui è prevista una drastica riduzione fino al 50% ‐ vedi comma 1 lettera c); e sarebbe insostenibile un taglio secco indiscriminato di oltre il 35% del salario ( vedi comma 1 lett g) stante che è acclarato che gli stipendi erogati nel Settore sono già più bassi d’Europa; equilibrate e graduali soluzioni nel merito sono invece presenti del nuovo CCNL già sottoscritto dalle parti e colpevolmente non messo in iter di validazione per la sua applicazione e strumento innovativo fondamentale per affrontare le criticità e garantire crescita produttiva.

Il forzoso e unilaterale tentativo che si opera dai commi 14‐20 non può configurarsi come il rilancio del sistema nazionale musicale di eccellenza perché non è coerente con il corpo legislativo che norma il Settore (L.800‐L.367‐L.100 etc…), è un ibrido che in diversi commi riporta a una ripubblicizzazione del Comparto e a una forte centralizzazione. Il tutto è da ridisegnare compiutamente; diverse norme mutuate dal pubblico impiego non si attagliano a Fondazioni di diritto privato (malattia‐assunzioni per l’insieme dei lavoratori con evidenza pubblica‐ norme previdenziali etc…); oltre a innovare, dobbiamo conservare un modello produttivo di eccellenza riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Riteniamo che una vera riforma debba essere condivisa (L.100) e avere caratteristiche di organicità; se si vuole un rilancio del Sistema nazionale musicale di eccellenza necessariamente si devono, ad esempio, raccordare i Centri di produzione con le riforme Istituzionali (es: soppressione delle Provincie qualedestino per le Istituzioni Concertistiche Orchestrali…che fare? E i Teatri di Tradizione? …etc.)

E’urgente una legge di Sistema per lo Spettacolo dal vivo ove inserire le specificità del Settore Musicale; non commettiamo l’errore di determinare “pezze colorate” non ricucibili fra di loro ma solo e unicamente funzionali a gestioni di questi prestigiosi Teatri del tutto discutibili .

Roma, 9 settembre 2013

 

p. LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC‐CGIL FISTEL‐CISL UILCOM‐UIL FIALS‐CISAL

S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra

 

Comments Nessun commento »

Al Ministro per

i Beni, le attività Culturali e il Turismo

Massimo Bray

via del Collegio Romano, 27 Roma

ministro.segreteria@beniculturali.it

fax 0667232287

 Oggetto: decreto valore culturaFondazioni Lirico Sinfoniche.

La Segreteria Nazionale Libersind
–Confsal, di concerto con il Segretario Generale Cav. Giuseppe Sugamele, a seguito dell’emanazione
del Decreto “Valore Cultura”, pur apprezzando la volontà del Ministro Bray di voler intervenire per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale del paese, intende porre alcune considerazioni in merito a quanto esposto nella disposizione relativamente alle Fondazioni
Lirico Sinfoniche.

La situazione di crisi delle Fondazioni deriva da una drastica e progressiva riduzione del FUS avvenuta negli ultimi anni e da gestioni poco oculate e fallimentari da parte di amministratori, espressioni di nomine politiche, che spesso al termine dei loro mandati hanno lasciato alcune Fondazioni in situazioni economicamente drammatiche.

Dalla lettura del Decreto si evince che per poter accedere al fondo stanziato dal Ministero sarà necessario seguire un iter che prevede, tra l’altro, la riduzione della dotazione organica del personale tecnico amministrativo fino al 50% di quella in essere al 31/12/2012 e la cessazione dell’efficacia dei contratti integrativi aziendali.

Non é assolutamente condivisibile l’impostazione per la quale ancora una volta a pagare i danni causati negli anni da amministrazioni “politiche” fallimentari di alcune Fondazioni debbano essere i lavoratori che, se saranno applicati i provvedimenti del Decreto sopra citati, vedranno messo arischio il loro posto di lavoro e decurtata drasticamente la loro retribuzione con la cessazione della corresponsione della parte economica relativa ai contratti di secondo livello.

La scrivente, nel ribadire la propria contrarietà a tali provvedimenti, auspica sia altresì posta maggiore attenzione nell’individuazione delle personalità preposte alla direzione delle Fondazioni Lirico Sinfoniche e non si vada a penalizzare i lavoratori che con i loro sacrifici economici hanno già contribuito al processo di risanamento delle diverse realtà in stato di crisi.

Con la speranza che il testo divulgato possa essere emendato, si invita il Sig. Ministro ad una valutazione di quanto sopra esposto e ad un confronto con le rappresentanze sindacali di categoria.

Ringraziando per l’attenzione si
porgono distinti saluti.

La Segreteria nazionale                 La Coordinatrice Nazionale

Sig. Conte Roberto                           Prof.ssa Astolfi Daniela

Comments Nessun commento »

Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

MicrosoftInternetExplorer4

CULTURA: ANCI A BRAY, LA RIFORMA DELLE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE RICHIEDE UNA DOTAZIONE FUS PIU’ AMPIA

(AGENPARL) - Roma, 31 lug – ‘’L’Associazione dei Comuni condivide l’esigenza di una riforma del sistema delle fondazioni lirico-sinfoniche finalizzata ad un rilancio di questo importante settore della cultura italiana, ma qualunque riforma richiede una dotazione di risorse adeguate’’. E’ quanto dichiara Piero Fassino, Sindaco di Torino e Presidente dell’ANCI al termine dell’incontro odierno tra i Sindaci delle Citta’ metropolitane e il Ministro della Cultura, Massimo Bray.

‘’Il presupposto essenziale per poter portare a buon fine qualsiasi tipo di riforma – ribadisce Fassino – e’ quello che il Fondo Unico per lo Spettacolo venga portato ad un livello minimo indispensabile per il funzionamento del settore cioe’ a 450 milioni di euro dagli attuali 389 milioni’’.

‘’Questo – conclude il Presidente ANCI – sara’ quindi uno dei punti fondamentali e irrinunciabili che l’ANCI proporra’ al Governo nel prossimo incontro e su cui il Ministro Bray e’ d’accordo’’.

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-priority:99;
mso-style-qformat:yes;
mso-style-parent:”";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin-top:0cm;
mso-para-margin-right:0cm;
mso-para-margin-bottom:10.0pt;
mso-para-margin-left:0cm;
line-height:115%;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:11.0pt;
font-family:”Calibri”,”sans-serif”;
mso-ascii-font-family:Calibri;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-hansi-font-family:Calibri;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;
mso-fareast-language:EN-US;}

 

Comments Nessun commento »

 

(ANSA) – ROMA, 10 LUG – Un fondo a tassi agevolati per tamponare le emergenze. E’ l’ipotesi su cui sta lavorando il ministero dei beni culturali e del turismo Massimo Bray per salvare dal tracollo le Fondazioni liriche, in primo luogo quelle più in difficoltà, dal Maggio Musicale di Firenze al Carlo Felice di Genova e il Lirico di Cagliari. Bray lo ha spiegato ai sovrintendenti. L’accesso al fondo avverrebbe a fronte della presentazione del piano industriale e del piano di rientro dal deficit.

Comments Nessun commento »

 

 Roma, 25 giugno 2013

ALLONTANIAMO DAL MINISTERO I RESPONSABILI DELLA DISTRUZIONE DELLA PRODUZIONE CULTURALE E DELLO SPETTACOLO

Eccoci dunque arrivati all’ultimo atto.

Dopo oltre quaranta anni da quando una legge illuminata, la Legge n. 800 del 14 agosto 1967, ha trasformato una decina di Teatri italiani, gestiti da altrettanti impresari privati, in un vero e proprio comparto culturale del patrimonio e della tradizione musicale italiana, includendolo nei beni costituzionalmente protetti, uno sparuto gruppo di Ministri più o meno significanti, coadiuvati, dalla quattordicesima legislatura in poi, da un unico “uomo al volante” che ha rappresentato in questi anni la continuità nell’azione rivelatasi devastante e destrutturante attraverso le varie leggi succedutesi in materia, stanno riuscendo nell’impresa di cancellare il patrimonio lirico sinfonico italiano.

Si cominciò infatti con una sistematica riduzione delle risorse annualmente destinate al settore e da una legge di riforma mai compiutamente conclusa (la L.367 del 1996) che, ideata alla Bocconi di Milano e trasformata in legge dall’allora Ministro Walter Veltroni, fu emanata nel vano tentativo di attrarre gradualmente il concorso dei privati e di risorse aggiuntive che avrebbero trasformato “le fallimentari gestioni pubbliche” in proficue gestioni private; il tentativo era quello di attivare un processo di “mecenatismo” senza però dotarsi di un sistema attrattivo sulle risorse, neanche l’universalmente adottata “defiscalizzazione”.

Si proseguì poi con le ignominiose e fallimentari gestioni del MIBAC degli ultimi otto anni (2005 – 2013), che hanno visto avvicendarsi al loro vertice ben sei “eccellentissimi” Ministri:

                 

Giuliano Urbani (11 giugno 2001 22 aprile 2005);

 Rocco Buttiglione (23 aprile 2005 2 maggio 2006);

 Francesco Rutelli (17 maggio 2006 8 maggio 2008);

 Sandro Bondi (8 maggio 2008 23 marzo 2011);

 Giancarlo Galan (23 marzo 2011 16 novembre 2011);

 Lorenzo Ornaghi (16 novembre 2011 28 aprile 2013).

 Tali gestioni, tutte supportate dall’azione continuativa ed ispiratrice del plenipotenziario Direttore Generale dello Spettacolo (spesso anche Capo di Gabinetto e Commissario di numerose Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane) Salvatore Nastasi, hanno registrato, attraverso la destrutturazione della legge 800, non un’idea riformatrice ma un pesante vuoto di proposte e di indirizzo; il tutto si è tradotto: nella emanazione di un mascherato emendamento in una legge sull’Università, a firma Asciutti (legge 43/2005); “un’illuminata” pseudo legge di riforma, firmata Bondi, ed un paio di schemi di decreti ministeriali ideati e sottoscritti dallo stesso onnipresente Nastasi.

Adesso l’appena nominato ministro Massimo Bray (in carica dal 28 aprile 2013) con l’imminente traduzione dello schema di Decreto in iter parlamentare, si troverà ad assistere all’implosione del Settore a partire dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dal Teatro Carlo Felice di Genova e dal Teatro Lirico  di Cagliari.

Sarebbe importante capire perché un patrimonio culturale protetto costituzionalmente debba essere distrutto o annullato per selezione darwiniana come sta facendo a Firenze il Sindaco/Presidente Renzi o a Cagliari il Sindaco/Presidente Zedda, invece di tentare il salvataggio come nei fatti stanno tentando i lavoratori di tutte le fondazioni in sofferenza che hanno versato nelle casse dei loro teatri parte del proprio Tfr, parte dei loro integrativi e subìto pesanti riduzioni negli organici.

Non comprende il Sindaco Renzi che la dichiarata volontà di liquidare il Maggio Musicale Fiorentino metterà in serio e fondato allarme gli istituti di credito interessati?

Dobbiamo trovare i veri responsabili delle fallimentari gestioni di quei teatri, come di tanti altri nel territorio nazionale, tutti diretti da Sovrintendenti e strutture dirigenti scelte dai rispettivi Consigli di amministrazione, tutti Teatri operanti sotto il diretto controllo dei Sindaci Presidenti dei Consigli di Amministrazione, dei Rappresentanti dello Stato, della Corte dei Conti, dei rappresentanti del Comune, della Provincia e della Regione, dei quattro Ministeri interessati quali MIBAC, Tesoro, Sviluppo e Lavoro, che hanno potuto creare, ad oggi, un deficit complessivo tra tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane stimabile in circa 330 milioni di euro.

È arrivato il momento che tutti i responsabili del disfacimento prodotto dalle ultime pseudo riforme della cultura musicale italiana, traggano le indispensabili conseguenze lasciando ad altri il compito di tutelare i valori artistici della Nazione.

Liquidare, licenziare, precarizzare lavoro e lavoratori, distruggere preziose professionalità tecniche, cancellare con un tratto di penna importanti esperienze in campo amministrativo e dei servizi, smembrare le compagini artistiche e chiudere definitivamente i Centri di Produzione Musicale Italiana che pure l’intero mondo ci invidia e ci sprona a valorizzare, è questo l’obiettivo che si sta perseguendo?

Questo è un grande patrimonio nonostante l’insipienza della nostra classe politica che, genericamente, si ostina a voler definitivamente affondare o al massimo a voler sostenere solo “i grandi eventi” di Bertolasiana memoria.

A tale scopo le scriventi OO.SS., nell’indire lo stato di agitazione nazionale, chiedono al Ministro Massimo Bray che venga dichiarato lo stato di crisi nazionale dell’intero settore, l’ufficiale apertura di un tavolo interministeriale per individuare tempestivamente adeguate risposte alle emergenze in atto, concrete e funzionali azioni per arrestare l’involutiva azione destabilizzante creata dalle reiterate azioni legificatorie adottate negli ultimi anni ed individuare i principi guida che portino finalmente ad una vera riforma di legge in grado di garantire il pieno sviluppo ed il rilancio della cultura musicale italiana.

p. LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLCCGIL FISTeLCISL UILCOMUIL FIALSCISAL

S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra

Comments Nessun commento »

“Le Fondazioni liriche sono una priorità che voglio affrontare”: lo ha detto il ministro per i Beni Culturali, Massimo Bray (foto), a margine di una visita al Padiglione Italia alla Biennale d’Arte di Venezia.”C’é un problema di risorse che dobbiamo assicurare – ha aggiunto – perché sono un patrimonio e una forza importante del sistema della cultura italiana. Bisognerà anche riflettere sulla missione che ha istituito le Fondazioni e su quello che bisogna fare per evitare il ripetersi di situazioni di grave crisi economica”. (Fonte: Ansa)

http://www.giornaledellospettacolo.it

Comments Nessun commento »

 

Lettera del FIM (Federazione Internazionale Musicisti)


Al Ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo
On. Massimo Bray
Via del Collegio Romano,27
00186 Roma
Paris, May 10th, 2013

Caro Ministro,
Il 22 dicembre 2012, il governo italiano ha adottato una serie di regolamenti per una nuova struttura organizzativa per le fondazioni lirico sinfoniche.
Questi regolamenti sono stati arbitrariamente decisi senza il coinvolgimento dei sindacati e delle istituzioni locali interessate. Essi rappresentano, a nostro avviso, una abdicazione del Governo verso valori garantiti dalla Costituzione italiana, per quanto riguarda lo sviluppo della cultura e la conservazione del patrimonio culturale e artistico italiano realizzato dal Teatro dell’Opera delle Fondazioni Lirico-sinfoniche. Subordinando la loro esistenza ad un modello produttivo che ricade sulle istituzioni locali, si apre la strada alla loro privatizzazione.
Come conseguenza di queste decisioni infelici, il contratto collettivo (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) per il settore non sarebbe più applicabile e verrebbe sostituito da 14 contratti individuali (un solo contratto per Fondazione attivo), mentre i diritti che sono stati legalmente acquisiti verrebbero meno e questa può essere considerata come una “violazione dei diritti contrattuali” retroattiva.
Non ci sarebbe più alcuna garanzia che il sindaco della città rimanesse il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione
Inoltre,con i nuovi regolamenti ci sarebbe la mancanza di rispetto totale delle piante organiche del personale approvate dal Ministero e della verifica triennale della loro congruità, come previsto dal contratto collettivo vigente.
Crediamo fermamente che la normativa vigente debba essere coerente con una visione reale ed una riforma preparata con cura.
Con questo in mente, è assolutamente necessario riaffermare l’obiettivo di garantire le condizioni per la conservazione delle 14 Fondazioni Lirico sinfoniche. A tal fine, gli strumenti adeguati e le misure straordinarie devono essere adottate senza ulteriori ritardi al fine di sostenere, con impegni precisi, un piano concreto per ripristinare l’equilibrio di tali istituzioni di fama come:
il Teatro Comunale di Firenze, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Lirico di Cagliari e il Teatro Petruzzelli di Bari, che stanno disperatamente lottando per la loro sopravvivenza.
Vi esortiamo, caro Ministro, ad usare la vostra influenza, al fine di ristabilire la situazione e di preservare il ruolo incomparabile di tali istituzioni musicali in uno dei paesi culturalmente più influenti del mondo.

 

Comments Nessun commento »

In attesa del decreto di ripartizione del Fondo Unico per lo Spettacolo, il governo risponda alle esigenze di chiarezza gestionale delle Fondazioni lirico-sinfoniche, che già si trovano in difficoltà finanziarie e che meritano di essere sostenute perché la lirica è “uno dei fattori distintivi e riconosciuti della cultura italiana nel mondo”. E’ quanto chiede la senatrice del Pd Rita Ghedini al ministro per i Beni, le Attività culturali e il Turismo Massimo Bray, con un’interrogazione sottoscritta anche dai senatori democratici Claudio Broglia, Rosa Maria Di Giorgi, Sergio Lo Giudice, Francesca Puglisi, Carlo Sangalli, Walter Tocci e Sergio Zavoli.

“Le Fondazioni lirico-sinfoniche – spiega Rita Ghedini nell’interrogazione – sono attualmente fondazioni di diritto privato, con finalità non lucrative, qualificate come enti commerciali, alle quali il legislatore ha riservato il particolare favore dell’esclusione dalle imposte sul reddito di tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali svolte in conformità agli scopi istituzionali. La ripartizione delle risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo è correlata per ciascuna Fondazione, secondo le norme vigenti, ai costi sostenuti per il personale.

A questo orientamento hanno aderito alcune Fondazioni, tra le quali la Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Ma tale orientamento non è stato invece ritenuto corretto in sede di controllo da parte di alcune Agenzie per le Entrate, tra cui quella di Bologna. La questione è divenuta oggetto di un contenzioso che è arrivato in Cassazione, la quale ha stabilito che, in assenza di una specifica indicazione normativa, non può bastare, ai fini dell’esclusione dei contributi statali dall’imponibile, la sola dichiarazione dell’imprenditore di avere utilizzato il contributo per coprire le spese del personale. E’ chiaro che per le Fondazioni non è sostenibile pagare l’Irap sui contributi del FUS, visto che tra l’altro gli stanziamenti statali sono inadeguati ai reali bisogni. E’ per questo – conclude Ghedini – che chiediamo al governo un’interpretazione autentica delle norme, non punitiva per le Fondazioni lirico-sinfoniche“.

FONTE http://www.freenewspos.com

Comments Nessun commento »

INVESTIRE NELLA CULTURA, INVESTIRE NEGLI ITALIANI 

Un buon metodo di lavoro potrebbe essere quello di impegnare il Ministro deputato e l’intero Governo a presentare periodicamente al Parlamento un piano di investimenti nel campo della cultura, nel senso e nel prevalente impegno alla conservazione e valorizzazione del patrimonio esistente e al sostegno agli altri settori. La tematica deve assumere rilevanza nazionale ed essere apertamente discussa e pubblicizzata (anche attraverso il vaglio di una apposita commissione formata da esperti italiani e internazionali – direttori dei maggiori musei, studiosi di rilievo mondiale).

Investire in Cultura significa rispettare il nostro passato e garantirci, al contempo, una prospettiva per il futuro. Investire in Cultura non è infatti nient’altro che investire negli italiani.

Massimo Bray

Comments Nessun commento »

“Il passaggio in cda? solo  una questione di stile e cortesia. Volevo presentare il nuovo sovrintendente a tutti i membri del consiglio. Ma la nomina di Marcella Crivellenti è già valida ed efficace“. Lo conferma ancora una volta il sindaco Massimo Zedda che sul futuro del Teatro Lirico precisa: “Magari ora arriverà una lettera con l’accettazione della nomina, invece che il passaggio nel cda. Si può fare anche così. Non c’è bisogno di ratifiche, né di un secondo passaggio in consiglio di amministrazione”.  Di qualche giorno fa la notizia della richiesta di spiegazioni sulla nomina di Marcella Crivellenti da parte del ministero della Cultura. “Pare che il ministero abbia chiesto a Zedda chiarimenti circa la procedura seguita per la nomina della signora Crivellenti e in relazione al suo cv – ha scritto su facebook il capogruppo del Pdl in Comune Giuseppe Farris – Sto presentando un’interrogazione urgente”.
“Il ministero ci ha chiesto tutta la documentazione dopo che qualcuno ha fatto un normale accesso agli atti. Ma è sempre stato informato di tutto”, replica oggi Zedda.  E Farris sempre su facebook rincara: ”Nuova puntata affaire Teatro. Dall’entourage del Sindaco affermano che il ministero sta procedendo a un normale accesso agli atti. Peccato che vengano chiesti chiarimenti pure in ordine alla buonuscita (150.000,00 € ?) a favore di Di Benedetto. La materia è politica ma temo che coinvolgerà anche altre Autorità”.

fonte: http://www.radiopress.it/

Comments Nessun commento »

 

La Nuova Sardegna

Comments Nessun commento »

  Ieri notte alle 24 dopo una lunga battaglia sull’orario del coro è stato siglato l’accordo sul CCNL, salvi i contratti integrativi a breve liberati dai vincoli della legge 100 voluta per annullare un settore e trasformare i Teatri in Agenzie di spettacolo!

Un grande grazie a  quei colleghi che hanno messo a disposizione il loro tempo con grande determinazione  e passione durante le trattative, a Roma, tra ANFOLS e OOSS per il  rinnovo del CCNL.

Comments Nessun commento »