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A Firenze i lavoratori delle fondazioni liriche manifestano cantando
„Manifestazione a Firenze degli addetti delle 14 Fondazioni lirico sinfoniche italiane“

Hanno sfilato per le vie del centro di Firenze mostrando la cosa che sanno fare meglio: cantare e suonare. Sono i lavoratori delle 14 Fondazioni liriche italiane che, guidati in testa dai dipendenti del Maggio musicale fiorentino, hanno manifestato oggi nel capoluogo toscano in concomitanza con lo sciopero nazionale contro il riordino che prevede una razionalizzazione del settore e il disegno di legge sullo spettacolo dal vivo.

I lavoratori hanno cantato il “Va pensiero”, “Nessun dorma” e altre famose opere. Molti i cartelli, gli slogan e le arie d’opera “rivisitate” contro il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. “I lavoratori delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane – hanno spiegato i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal che hanno promosso la manifestazione – manifestano a Firenze per evitare che, a breve, la grande tradizione lirica italiana muoia, a causa della superficialità e disattenzione di chi dovrebbe avere il compito di tutelarla”.

“Si ridurrà drasticamente l’offerta culturale sul territorio - spiegano – mettendo fra l’altro in predicato il futuro di tanti ragazze e ragazze che oggi studiano per diventare dei professionisti del settore. La politica ragionieristica di questi anni, gestita a colpi di decreto, ha operato esclusivamente su licenziamenti, esternalizzazioni e precarizzazione dei rapporti di lavoro, determinando non solo la chiusura di interi settori produttivi, corpi di ballo, laboratori di scenografia ecc., ma anche un’arbitraria rivisitazione di quanto richiesto dalle partiture dei compositori”…..continua a leggere qui

Potrebbe interessarti: http://www.firenzetoday.it/cronaca/manifestazione-fondazioni-liriche-firenze-27-marzo-2017.html

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Lavoratori della Fondazioni Lirico Sinfoniche il 20 novembre insieme a Verona per protestare contro la chiusura del Corpo di Ballo dell’Arena e il licenziamento dei suoi ballerini.

“SALVANDO IL CORPO DI BALLO SALVEREMO I BALLERINI E LA DANZA DI DOMANI!”
Con questo slogan si sono dati appuntamento ieri, nei pressi del Teatro Filarmonico di Verona, i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche di tutta Italia per portare la loro solidarietà ai ballerini della Fondazione Arena colpiti da una procedura di licenziamento collettivo e per protestare contro la chiusura del Corpo di Ballo a Verona.La manifestazione di protesta è stata promossa ed organizzata dal Comitato Nazionale dei Lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche(CNFLS) in occasione della messa in scena di un “Gala di Danza”, spettacolo organizzato da una scuola di ballo privata di Verona sullo stesso palcoscenico che avrebbe dovuto invece veder impegnati i ballerini della Fondazione Arena ieri presenti alla manifestazione.Ricordiamo come i ballerini professionisti della Fondazione Arena siano stati posti in inattività forzata data la cancellazione dell’attività di balletto dalla programmazione artistica del Teatro, e come essi siano in attesa degli sviluppi della procedura di licenziamento aperta sulle loro teste.

Alla manifestazione hanno partecipato delegazioni delle Fondazioni Lirico Sinfoniche del nord Italia quali Torino, Bologna, Genova e Venezia che hanno portato la loro solidarietà ai lavoratori in difficoltà della Fondazione Arena da parte di tutti i lavoratori degli altri teatri sede delle Fondazioni Liriche di cui erano in rappresentanza.Altri Teatri che non hanno potuto partecipare per motivi logistici o dovuti ad impegni con il pubblico, hanno comunque partecipato alla manifestazione di protesta attraverso comunicati e video di appoggio e di solidarietà.
Anche i comitati cittadini Opera Nostra e Pro Fondazione Arena, impegnati dallo scorso inverno per la salvaguardia della Fondazione Arena e del suo prezioso capitale umano costituito dalla professionalità delle maestranze del Teatro, hanno aderito alla manifestazione dando il loro pieno sostegno morale e logistico per la riuscita della protesta.Alla fine diverse centinaia di lavoratori di ogni settore artistico, tecnico ed amministrativo della Fondazione Arena, uniti ai colleghi di diversi Teatri italiani ed insieme a molti cittadini , hanno affollato via Roma e l’ingresso del Teatro Filarmonico in via dei Mutilati, dove sono stati distribuiti volantini che spiegavano agli spettatori del “Gala di Danza” in programma alle ore 18:00 ed hai cittadini che ieri affollavano le vie del centro di Verona i motivi della protesta.

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L’Rsu: “Non solo la maggioranza delle Fondazioni rischia la chiusura, ma realtà come il Regio, che si è distinto per aver mantenuto il pareggio di bilancio senza sacrificare la produttività, vengono addirittura penalizzate”

Prima della ‘Boheme’, che ha aperto la stagione del Regio di Torino, una delegazione delle Rsu ha letto, davanti al sipario, un messaggio di protesta contro la legge di riforma del 7 agosto scorso. “Mira a indebolire ulteriormente il settore dei Teatri Lirici Italiani – sostengono i sindacati di base del teatro torinese – senza introdurre una vera riforma, ma puntando a ridurre l’impegno sia economico che di vigilanza da parte dello Stato”.

Per le rsu del Regio, “non solo la maggioranza delle Fondazioni rischia la chiusura imminente, ma realtà come il Teatro Regio di Torino, che si è distinto negli anni per aver mantenuto

il pareggio di bilancio senza sacrificare la produttività e la visibilità internazionale, vengono addirittura penalizzate nella distribuzione dei contributi statali. Vogliamo poter garantire anche per il futuro – finisce il messaggio delle Rsu – la qualità e la professionalità che da sempre distinguono il Nostro Teatro, ora seriamente minacciate da queste nuove norme che non tengono in considerazione né i lavoratori, né il nostro pubblico”.

FONTE: Torino-Repubblica

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Il giorno 30 Aprile si terrà sotto la sede del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (in via del Collegio Romano ,27 ) dalle ore 11,00 alle ore 14,00 un presidio dei Lavoratori del Settore sulle motivazioni definite nel Coordinamento Unitario u.s. che di seguito riportiamo:

-Diritto alla validazione del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro
-Implementazione delle risorse FUS destinate al Settore
-Salvaguardia e ripristino dei Corpi di Ballo quale espressione artistica indispensabile per la realizzazione dell’Opera Lirica
-Attivazione di un tavolo Ministeriale o Interministeriale con le Associazioni datoriali relativo ai processi di riequilibrio in atto nel Settore (coinvolgendo il Commissario Straordinario e la Società Ales).
-Prorogare per via legislativa i termini per la messa in riequilibrio delle Fondazioni in sofferenza.
Il presidio deve registrare la nostra massima partecipazione con una nostra forte caratterizzazione.
Roma, 22 aprile 2015
LE SEGRETERIE NAZIONALI SLC-CGIL FISTeL-CISL UILCOM-UIL FIALS-CISAL

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E’ lo scenario del Parco della Musica la location scelta per rendere pubbliche quelle che, a detta degli artisti, sono le ‘grane’ del teatro. Coro unanime contro la soprintendente: “Se ne deve andare”. Critiche anche al sindaco-presidente Massimo Zedda.

di Paolo Sebastian Rapeanu (leggi qui tutto l’articolo)

Sardegna Oggi

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La lettura del comunicato

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Lirico, sabato manifestazione dei lavoratori. Zedda: “Soldi in arrivo, tagli fatti dal centrodestra regionale”

Situazione sempre più incandescente al Lirico. Cinque sigle sindacali chiedono la testa della soprintendente Spocci, che annulla un incontro con i lavoratori. Sabato pomeriggio manifestazione dei lavoratori al Parco della Musica. In Aula il sindaco è netto: “Pronti 3,1 milioni di euro, tagli da parte del centrodestra quando governava la Regione”.

CAGLIARI – La bufera che si abbatte e persiste da molti mesi sul teatro – tra sindacati che chiedono la giubilazione della soprintendente Angela Spocci, che calendarizza e poi annulla un incontro con i lavoratori, pronti a manifestare al Parco della Musica – diventa oggetto di discussione-scontro in Comune. Il consigliere Paolo Casu (Gruppo Misto) chiede chiarimenti al sindaco e suggerisce percorsi per provare a uscire da quello che somiglia sempre più a un pantano: “Il sindaco potrebbe dimettersi e mettere un’altra figura all’interno della Fondazione”. E Massimo Zedda ne approfitta anche per levarsi qualche sassolino-macigno dalle scarpe: conferma le imminenti entrate milionarie nelle casse della Fondazione (tra Comune e Regione ballano “3,1 milioni di euro”) e attacca la precedente giunta regionale di centrodestra, che avrebbe…leggi qui tutto l’articolo

 

Paolo Sebastian Rapeanu e Eleonora Vacca

fonte: SARDEGNA OGGI

 

 

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In merito all’incontro avvenuto in data 30/01/2015 tra il Cdi del Teatro Lirico di Cagliari e le Organizzazioni Sindacali, la Fistel-Cisl aveva espresso apprezzamento per l’impegno preso dal Presidente Massimo Zedda (ripresentatosi in Teatro dopo anni di assenza) al pagamento degli stipendi entro pochi giorni, ma ci duole rimarcare come ancora oggi non risultino saldati, con grave danno per i lavoratori e le loro famiglie.

Riguardo la situazione economica del Teatro Lirico di Cagliari, al 2014, non ancora presentata dal Cdi alle OO.SS., la Fistel-Cisl ritiene indispensabile  che le figure preposte lavorino, senza pressioni di sorta, alle necessarie verifiche contabili piu’ volte richieste dalla stessa scrivente.

Sul Teatro Lirico di Cagliari questa Organizzazione Sindacale denuncia da anni la presenza di una sciagurata contrapposizione politica che vede alternarsi gli attori lasciando inalterate le rovinose ricadute sui lavoratori.

Basta con questo teatrino, vogliamo il Teatro !!!

La Fistel-Cisl auspica che il nuovo Sovrintendente Angela Spocci sappia in tempi brevi far partire una Stagione Lirica 2015 di successo che coinvolga equamente le professionalità presenti all’interno del Lirico di Cagliari

La Segreteria Regionale
Il Coordinamento Territoriale

Cagliari 6/2/2015

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“Come sta andando la gestione economica del Teatro”?

“Da mesi – denuncia l’Usb – i nostri numerosi comunicati aziendali in cui si chiedono documenti, trasparenza e sostenibilita, sono rimasti senza risposta”. Il sindacato chiede lumi soprattutto sulle otto recite fuori abbonamento di Turandot

Sindacato di nuovo alla carica all’Ente Lirico di Cagliari. La richiesta parte dall’Usb: come sta andando la gestione economica in via Sant’Alenixedda? “Da mesi – denunciano – i nostri numerosi comunicati aziendali in cui si chiedono documenti, trasparenza e sostenibilità sono rimasti senza risposta”. Le preoccupazioni del sindacato riguardano la tenuta economica dell’azienda, la chiusura in pareggio del bilancio, il decentramento estivo e altre operazioni.

“Sono imprescindibili – continua l’Usb – chiarezza e trasparenza, come sempre preteso anche con i precedenti amministratori: finora solo i lavoratori hanno pagato a caro prezzo le gestioni fallimentari, con decurtazioni salariali e peggioramento delle condizioni lavorative, in particolare per il personale precario, risorsa di alta professionalitàtroppo spesso bistrattata”. Il sindacato chiede lumi soprattutto sulle otto recite fuori abbonamento di Turandot. E esprime perplessità sul “part time verticale” e sulla scelta dell’Ente di voler rinegoziare i debiti con i fornitori. “Tutte realtà- rileva l’Usb – in grande sofferenza verso le quali appare ingiustificato chiedere ulteriori sconti, sacrifici e pazienza giàsopportati negli anni, oltre la negoziazione delle spese legali”.
Il sindacato sottolinea anche alcuni aspetti positivi della nuova gestione, dal positivo andamento della campagna abbonamenti all’aumento dei pezzi di produzione e dell’interazione con nuove tecnologie e social network. “Per avere una effettiva e proficua collaborazione da parte dei dipendenti – conclude l’Usb – èfondamentale la trasparenza sulla gestione aziendale. Troppe volte nel recente passato i lavoratori hanno dovuto scoprire improvvisamente che la Fondazione versava in gravi difficoltà, senza che ci fossero avvisaglie o comunicazioni da parte della dirigenza e pur considerando gli attuali buoni risultati non èaccettabile la totale mancanza di informazioni”.

Fonte: http://www.cagliaripad.it/

 

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Articolo di Paolo Rapeanu

VIA ROMA Sit-in di un centinaio di dipendenti del teatro contro Zedda e sovrintendente. La Crivellenti: accordo con la Regione sui tempi del risanamento. Ma arriva la smentita dall’assessorato

I lavoratori del Lirico, oltre cento, protestano fuori dal municipio e si sentono solo urla e fischi contro Massimo Zedda, dopo il taglio dei fondi al teatro deciso dalla Regione a causa della mancata presentazione del piano di risanamento. I manifestanti speravano di incontrare il sindaco, che nel Cda di via Sant’Alenixedda occupa la sedia di presidente. Ma il primo cittadino, è stato detto loro, ieri pomeriggio era fuori città per impegni istituzionali. Prima della manifestazione la sovrintendente Marcella Crivellenti (anche lei nel mirino dei lavoratori, fin dal giorno della sua nomina) aveva respinto le accuse: il taglio dei fondi è una questione politica, non riguarda i vertici del teatro, aveva spiegato in un comunicato. E comunque, aveva aggiunto, con la Regione si è deciso di andare alla ricerca di una nuova data ultima per presentare il piano di gestione del Lirico. Ma in serata Antonio Conti, direttore generale dell’assessorato regionale alla Cultura, ha replicato dicendo di non avere mai parlato con la Crivellenti, smentendola pienamente. Una giornata di passione, insomma. «ZEDDA PINOCCHIO» Maschere con la faccia di Zedda e il naso di Pinocchio coprono il volto di tutti i lavoratori che protestano fuori da palazzo Bacaredda. Un paio di maxi forbici di cartone con la scritta Comune e Regione vengono posizionate tra le colonne davanti all’ingresso del Comune, e striscioni contro il sindaco. Fischi e caos per due lunghe ore: «Dimettiti», «Sindaco fascista», «Vergogna», queste le urla che rimbombano sotto i portici. «I capigruppo dei partiti, due mesi fa, ci avevano promesso soluzioni mai arrivate. Il rischio è il fermo di tutta l’attività teatrale», dice Massimiliano Ceccalotti, della Rsu. Presente anche Francesca Ticca, segretaria regionale della Uil: «Il Lirico va salvaguardato, senza se e senza ma. È una situazione non di facile comprensione», osserva la Ticca, «va trovata una via di uscita per garantire i lavoratori e la cultura che producono». E Annalisa Pittiu, della Cisl, spiega che «i quattro milioni di euro di taglio erano nel bilancio di previsione, adesso andrà rimodulato, colpendo purtroppo o il programma artistico o i dipendenti ».

LA SOVRINTENDENTE POMPIERE «Non si può scaricare questa vicenda politica sulla dirigenza del teatro, l’ipotesi del taglio fu avanzata anche nella scorsa finanziaria, senza le motivazioni oggi addotte». Parte così la difesa di Marcella Crivellenti, prima del sit-in di protesta dei lavoratori del Lirico. «Condivido le preoccupazioni sul taglio del contributo ordinario fatto dalla Regione». La numero uno di via Sant’Alenixedda ricorda «i rilievi contradditori come l’e l a b o razione del piano pluriennale di risanamento, il cui termine è scaduto a agosto 2012, quattro mesi prima del mio arrivo». E poi un annuncio non da poco: «È già stato concordato coi dirigenti regionali dell’assessorato competente un nuovo termine per la presentazione dello stesso», precisa la Crivellenti.

SMENTITA DALLA REGIONE Smentisce e tira bordate alla Crivellenti, il direttore generale dell’assessorato regionale alla Cultura Antonio Conti. «Non ho ancora avuto il piacere di conoscere la sovrintendente, smentisco il fatto che sia già stato concordato coi miei dirigenti un nuovo termine per la presentazione del piano». Sui tagli operati, Conti è netto: «Noi gestiamo la spesa che ci viene messa a disposizione. Siamo sempre stati disponibili, abbiamo incontrato una volta il direttore amministrativo dell’ente, il dottor Paoli», precisa Conti, «avevamo convenuto nel redigere il piano di risanamento, stiamo ancora aspettando. Agli atti c’è un nostro sollecito di aprile, e nessuna dilazione del termine».

Paolo Rapeanu

 I MOTIVI IL SALVAGENTE CONGELATO E CONTRIBUTO ORDINARIO RIDOTTO

 La protesta dei lavoratori e sindacati interni del Lirico, ieri, poggiava su un unico aspetto: il blocco dei nove milioni di finanziamento straordinario e il dimezzamento delle risorse ordinarie per l’assenza del piano di risanamento da parte della Fondazione. Dunque, sul banco degli imputati sono il presidente della Fondazione Massimo Zedda e Marcella Crivellenti, soprintendente nominata dal sindaco vendoliano. «Con il loro immobilismo hanno combinato questo disastro », accusano tutte le sigle sindacali. Una situazione che aveva portato l’assessore regionale alla Cultura, Sergio Milia, a imporre il dimezzamento del contributo ordinario. «No assoluto ai finanziamenti erogati al buio, nei miei uffici non è arrivata nessuna carta del piano di risanamento del Lirico», aveva detto Milia. 

FONTE:

 

 

 

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Cagliari
4 Giugno 2013 ore 17:29

Da via Sant’Alenixedda a via Roma. Maxi forbici con le scritte “Regione” e “Comune” e mascherine col volto del sindaco Zedda e il naso di Pinocchio. Ticca, Uil: “Situazione incomprensibile: serve una via d’uscita per dare garanzie ai lavoratori”
Maxi forbici davanti all’ingresso del Municipio, con la scritta Regione e Comune, per protestare contro i tagli al Teatro Lirico. E poi fischietti, trombette e tante mascherine indossate dai manifestanti, con la foto del presidente della Fondazione, il sindaco Massimo Zedda, con l’aggiunta del naso di Pinocchio. E ancora striscioni con scritte contro lo stesso Zedda e la soprintendente Marcella Crivellenti.

Oltre cento lavoratori del Teatro Lirico hanno invaso questo pomeriggio lo spazio sotto i portici davanti al Comune per chiedere all’amministrazione risposte sugli ultimi tagli e sul futuro della struttura di via Sant’Alenixedda.

“Due mesi fa – spiega Massimilano Ceccalotti – eravamo qui a parlare con i capigruppo. Ma soluzioni non ne sono state trovate. Ora siamo di nuovo davanti al Comune: ci piacerebbe sentire che cosa ha da dire il sindaco”.

Davanti al Municipio anche la segretaria regionale della Uil, Francesca Ticca: “Il Lirico – ha detto – è un pilastro fondamentale e deve essere salvaguardato. E’ una situazione incomprensibile: si deve trovare una via d’uscita per dare garanzie ai lavoratori e alla cultura”.

La manifestazione è stata organizzata dai sindacati in concomitanza con la odierna seduta del consiglio comunale. Tra i lavoratori e i vertici del Teatro il braccio di ferro va avanti dal giorno della nomina del nuovo Soprintendente. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il taglio del contributo regionale che, secondo i sindacati, rischia di mettere in ginocchio il Teatro.

redazione cagliaripad,
redazione@cagliaripad.it

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COMUNICATO
Le scriventi OO.SS. e le RSU della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari apprendono con estrema preoccupazione del taglio operato dal Consiglio Regionale al contributo ordinario per un importo di 3.700.000 euro.
Un taglio che nei fatti determina l’impossibilità del Teatro di proseguire nella propria attività e costringe la Dirigenza a rivedere programmi e investimenti tenendo conto delle ridotte risorse in entrata.

In attesa che il CDA e la Dirigenza Aziendale ci comunichino tempestivamente le nuove scelte gestionali per far fronte ad un taglio, più volte ventilato dai massimi esponenti della RAS, non possiamo quindi esimerci dal fare alcune gravi considerazioni.
Dalla lettura del Bilancio di Previsione 2013 trasmesso alle OO.SS ed alla RSU solo in questi giorni, ben oltre i termini contrattuali previsti e solo dopo numerosi solleciti ufficiali, rileviamo,in primis, il mancato conseguimento degli obiettivi da parte del Sovrintendente; il clamoroso flop del Festival di Sant’Efisio fortemente voluto tanto da condizionare l’avvio della Stagione Lirica 2013 con non pochi disagi anche per il pubblico; lo stravolgimento dei titoli di un cartellone più volte modificato nei contenuti, nelle date e nelle modalità di esecuzione; la perdita di vitali risorse economiche riconducibile ad un mai instaurato dialogo con il maggior socio della Fondazione ed a non aver mai,ostinatamente, fornito alla RAS la documentazione, più volte richiesta, necessaria allo sblocco ed alla conferma dei contributi già da tempo consolidati.
La paurosa assenza gestionale, accentuata dalla totale indisponibilità del Presidente a valutare la possibilità di un confronto con la Regione Sardegna, continua a produrre atti negativi per la sopravvivenza della Fondazione.
Tutto ciò, conferma purtroppo quello che le scriventi Rappresentanze Sindacali avevano denunciato sin da subito: il Sovrintendente , imposto e garantito dal Presidente della Fondazione e nominato da una parte del CDA, non possiede neppure i requisiti elementari per la conduzione di una Fondazione di questa importanza e dimensione. Una Fondazione che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di una Città e di un’intera Regione, PATRIMONIO, RISORSA e FORZA generatrice di Cultura.

Un diritto per i cittadini della nostra Città e della nostra Isola.


Per quanto suesposto i lavoratori del Lirico di Cagliari non intendono assistere da attori–spettatori alla propria morte e a quella della Fondazione, pertanto comunicano che, da subito, saranno intraprese tutte le azioni possibili per il recupero del taglio dei contributi RAS, la rimozione di chi ha abbondantemente dimostrato i propri limiti e l’individuazione di eventuali responsabilità personali.
la RSU e le Segreterie

SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL – FIALS CISAL
SNATER – LIBERSIND CONFSAL – FLS CSS – USB
R. S .U.

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I sindacati del teatro: stagione a rischio

 Una delegazione di lavoratori oggi ha assistito ai lavori del Consiglio comunale manifestando l’incertezza della situazione. “La stagione potrebbe non partire”.

Incertezza sul via alla nuova stagione lirica e di balletto e assenza del direttore artistico. Sono alcuni dei motivi che hanno convinto una delegazione di lavoratori del Lirico di Cagliari a partecipare, negli spalti, ai lavori del consiglio comunale di questo pomeriggio. I dipendenti hanno chiesto un incontro con i capigruppo in assemblea civica. “Vogliamo denunciare – ha spiegato Simone Guarneri (nella foto), rappresentante Rsu – che la stagione non è ancora definita: non sono certi i nomi del cast artistico, non è stato presentato il cartellone e quindi non è partita la campagna abbonamenti”.

Non basta. “Siamo qui – ha continuato Guarneri – anche per convincere il sindaco Massimo Zedda, presidente della Fondazione, a nominare, per questo periodo di assenza della Soprintendente, un suo sostituto pro tempore affiancato da un consulente artistico”. Una battaglia, quella dei lavoratori, che dura ormai dal primo ottobre, la data della scelta del Soprintendente Marcella Crivellenti. Un braccio di ferro che passerà anche per il Tribunale amministrativo regionale: a giugno i primi verdetti.

UNIONE SARDA

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Violini «affilati», protesta in musica contro i tagli ai teatri
Il 9 maggio davanti alla sede dell'Ars concerto di denuncia degli artisti dell’Orchestra sinfonica siciliana di Palermo

PALERMO – Protesta in musica davanti alla sede dell'’Ars , il Parlamento regionale siciliano. Domani, alla ripresa delle attività parlamentari, si terrà un grande concerto di protesta degli artisti dell’Orchestra sinfonica siciliana di Palermo, del Teatro Bellini di Catania e del Vittorio Emanuele di Messina per chiedere una maggiore attenzione delle istituzioni regionali. I tagli causano una riduzione per quest’anno del contributo regionale, solo a Palermo, di ben 3 milioni di euro per l’Orchestra Sinfonica siciliana, 900 mila euro per il Teatro Massimo e di 3 milioni e mezzo di euro per il Teatro Biondo. A rischio le attività anche a Catania e Messina.

I SINDACATI – «Far morire i teatri significa infliggere un ulteriore colpo all’economia di Palermo e di tutta la Sicilia", denunciano Cgil, Cisl, Uil e Fials, preoccupati per la grave crisi che ha colpito il settore della cultura a causa del taglio del 30%, del contributo destinato al settore, stabilito dalla finanziaria regionale. Il primo effetto e' che "ai 164 dipendenti dell’Orchestra sinfonica siciliana non saranno pagati gli stipendi di aprile e la sopravvivenza
dell’istituzione è seriamente a rischio», dicono Francesco Assisi della Fistel- Cisl, Maurizio Rosso della Cgil, Benito Carollo della Uil e Fausto Patassi della Fials, che aggiungono: "Non si tratta solo di erogare un contributo che possa garantire la sopravvivenza dei teatri a differenza di quanto stabilito dalla finanziaria regionale ma di promuovere modelli produttivi che siano in grado di sfruttare al massimo le risorse rappresentate dai tecnici, da tutte le maestranze artistiche dei teatri». "Emblematico – lamentano i sindacati – di quanto pesa la scarsa volontà di promuovere le proprie risorse artistiche, è il caso del Teatro Massimo dove è stato portato in scena il Don Chisciotte con il balletto dell’Opera di Kiev per fare economia, lasciando a casa di fatto il corpo di ballo del Teatro Massimo, nonostante il cartellone annunciasse la loro esibizione. A dimostrazione del fatto che il pubblico palermitano è affezionato alle sue istituzioni culturali , sono stati venduti in media solo 40 biglietti al giorno. Come si può pensare di far crescere una città senza valorizzare il suo patrimonio culturale».

ATTIVITÀ A RISCHIO – I sindacati chiedono dunque la stabilizzazione dei 33 orchestrali precari della Sinfonica, degli 11 coristi, 13 orchestrali e 32 ballerini del Teatro Massimo di Palermo. «Solo così è possibile valorizzare una risorsa che rappresenta un volano per l’economia di Palermo». «Il bilancio dell’Orchestra sinfonica – continuano – per quest’anno è di 8 milioni di euro, per la sopravvivenza ne sono necessari ben 12 , come si può pensare di far crescere Palermo se i principali teatri come il Politeama, il Biondo e il Massimo rischiano di non poter garantire le attività, e se, non esiste una programmazione estiva». Da qui le proposte «bisogna fare sistema, mettere insieme ad esempio i tre teatri di Palermo per promuovere la stagione estiva del Teatro di Verdura ormai inesistente, stabilizzare i precari, che rappresentano la risorsa principale di queste istituzioni culturali, sfruttare al massimo le maestranze artistiche organizzando concerti per i turisti anche di giorno nei luoghi più suggestivi della città, aprire i bookshop, del tutto inesistenti, che garantiscono – concludono – una possibilità di fatturato».

Fonte Italpress 07 maggio 2012

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Cda e sindacati sul piano industriale CAGLIARI.

Archiviata la pratica Di Benedetto, e la sua gestione, il sindaco Zedda ha ha incontrato ieri mattina di sidnacati della Fondazione del Teatro Lirico, che hanno chiesto il ritiro della delibera taglia-stipendi. Lo sciopero fissato per il 28 gennaio è stato confermato. La novità emersa dalla riunione è la costituzione di un tavolo tecnico al quale parteciperanno insieme ai sindacati anche i delegati del Cda del Lirico per studiare carte e leggi al fine di evitare la riduzione delle retribuzioni. Del tavolo, la cui costituzione è stata deliberata nel cda del Lirico riunitosi in tarda mattinata
fanno parte sindacati, revisori dei conti, direzione amministrativa e lo stesso sindaco. Ma il tavolo tecnico si occuperà anche di definire le linee del nuovo piano industriale. «A marzo – ha spiegato all’uscita dall’incontro Alessandro Pisu a nome di tutte le sigle sindacali e delle Rsu – abbiamo subito un taglio del 12 per cento e ora ne arriva un’altro analogo. Per noi si tratta di scelte sbagliate e non accettabili». «Il sindaco – ha detto – si sta muovendo bene. Ma noi aspettiamo un protocollo d’intesa che risolva definitivamente la questione». Soddisfatto Zedda dell’esito dell’incontro, rimane il problema del Soprintendente e del futuro del teatro: «Per quanto riguarda Di Benedetto – ha ribadito il sindaco poco prima di partecipare alla riunione del Cda del Lirico – stiamo percorrendo la strada dell’accordo consensuale». Ma il futuro del teatro deve camminare su gambe solide, non appesantite dai debiti. «È fondamentale l’intervento della Regione: «Si faccia garante – ha incalzato Zedda – per eliminare questo peso: se la Fondazione partisse oggi sarebbe sana e produrrebbe anche degli utili. Il problema è solo il passato e il debito accumulato negli ultimi 10-15 anni. Ho parlato con l’assessore regionale alla Cultura Sergio Milia in vista di un imminente incontro che dovrebbe definire le tappe utili a un intervento risolutivo delle banche per evitare il crac». Nel frattempo Zedda ha assicurato che per il Teatro è confermato il finanziamento di 2,4 milioni da parte del Comune

La Nuova Sardegna

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Domani 17 gennaio 2012, a partire dalle ore 9,30 i lavoratori e gli operatori dello spettacolo sardo sono convocati in un presidio che si svolgerà presso l’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport in viale Trieste a Cagliari.
Il presidio si tiene per sollecitare risposte da parte dell’Assessore Sergio Milia e per denunciare l’assenza di una politica per la cultura e lo spettacolo in Sardegna e per contrastare gli annunciati drammatici tagli previsti dalla Finanziaria presentata dalla Giunta regionale e attualmente in discussione nel Consiglio regionale.
Nel corso del presidio saranno presentate alla stampa le iniziative decise dal COSASS, Coordinamento degli Organismi dello Spettacolo e delle Arti Sceniche della Sardegna, e che si terranno nelle prossime settimane per sensibilizzare le forze politiche, sindacali, l’opinione pubblica sulla necessità di scongiurare tali tagli.

Coordinamento degli Organismi dello Spettacolo e delle Arti Sceniche della Sardegna

Quale fabbrica della creatività nel nuovo anno?
No ai tagli alla cultura e allo spettacolo!
Mobilitazione dello spettacolo e della cultura sarda contro le scelte di questa Giunta regionale per impedire che nel 2012 si compia l'atto finale di desertificazione della produzione artistica e culturale nella nostra Isola.
Il 2011, iniziato malissimo all'insegna dei pesanti tagli decisi dal Bilancio regionale e recuperati in primavera nel collegato alla Finanziaria, è proseguito pure peggio!

Accesso negato e perdita di buona parte dei fondi POR per il settore
Disegno di legge di modifica alla Legge 18 sullo spettacolo (in vigore dal 2006 e tutt'ora non applicata) presentato dalla Giunta senza rispetto delle indicazioni date dagli operatori

Gravi e insostenibili ritardi nelle istruttorie e nelle verifiche per l'accesso e l'utilizzo dei contributi

Burocratizzazione e discrezionalità nella applicazione delle regole da parte dell'apparato politico e amministrativo dell'Assessorato

Accesso negato ai dati elaborati dall'Osservatorio regionale sullo spettacolo.

E tutto ciò nonostante il 4 maggio 2011, il Consiglio regionale all'unanimità avesse votato un ordine del giorno (vedi nota) che impegnava la Giunta regionale ad atti ed azioni concrete di sostegno e indirizzo.
Annus horribilis quindi il 2011! Peraltro chiuso da un lato all'insegna dello spreco (vedi i fondi del Presidente che ‘offre' ai cittadini cagliaritani a Natale, 4 repliche di uno spettacolo per la modica cifra di 150.000 euro) e dall'altro con la proposta di Finanziaria attualmente in discussione che prevede per il 2012 tagli di oltre il 60% alla Cultura e allo Spettacolo (-40% alle Scuole civiche di musica, -50% al Teatro Lirico di Cagliari, -62% allo Spettacolo dal vivo, -60% alla Produzione cinematografica e decurtazioni anche ai fondi di Biblioteche, Archivi e Musei, ecc.).

Chiamiamo a una rivolta verso questa politica che continua a pensare che l'investimento per la cultura sia una spesa e che, con la scusa della crisi, opera tagli così pesanti, indiscriminati e inutili anche dal puro punto di vista economico. Ricordiamo infatti che le risorse complessive che la Regione mette a disposizione per il comparto sono pari appena allo 0,16% del bilancio totale. Undici milioni di euro per un settore che occupa oltre 3000 addetti.

La crisi che altri hanno determinato rifiutiamo di pagarla sulla nostra pelle: non siamo stati noi a scegliere di degradare la cultura disattivando la sua funzione e il suo significato profondo con investimenti o tagli che premiano star system e modelli televisivi, orientando la programmazione artistica a favore di logiche di semplice intrattenimento, mortificando il ruolo esercitato da centinaia di teatranti, musicisti, danzatori e artisti nel contribuire alla formazione e alla crescita civile e democratica.
Altri e non noi hanno scelto di incrementare il pubblico dei consumatori passivi, assuefatti, piuttosto che stimolare e incentivare lo sviluppo del pensiero critico, di autonomia creativa, di innovazione delle estetiche di comunicazione che riconducono alla centralità della dignità della persona, mobilitandosi per il miglioramento della qualità della vita, verso la sfida della conoscenza e lo sviluppo della consapevolezza.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: una società sarda marcata da gravi fenomeni di degrado, sottosviluppo, criminalità e microcriminalità crescente, dispersione scolastica e disoccupazione giovanile e femminile oltre ogni limite sostenibile. Una società che soffre di gravi disagi che possono essere ignorati solo per disonestà o per colpevole incompetenza.
Quindi no ai tagli alla cultura! Ma serve anche, e subito, una nuova politica per la cultura. O forse sarebbe meglio dire che serve finalmente una politica per la cultura, per lo spettacolo e per l'arte in Sardegna. Una politica che riconosca alla cultura, al teatro, alla musica, alla danza il ruolo e il valore di bene comune.

E’ responsabilità politica lo stato di sbando e baratro in cui versa il settore dello spettacolo che sprofonda per la mancata visione e realizzazione di un programma istituzionale che abbia investito organicamente sulla creazione di modelli sostenibili che tenessero conto delle specificità culturali, sociali ed economiche dell’isola. Siamo stati testimoni e vittime del succedersi di giunte, assessori e assessorati, commissioni, leggi attese e mai attuate, delibere e controdelibere che hanno disatteso e minato alle fondamenta qualunque processo virtuoso generativo di qualità artistica, etica della trasparenza, capacità di condivisione e inclusione partecipativa.
La mancata tutela del diritto e dignità del lavoro e dello status d’artista, privato recentemente anche dell'unico ammortizzatore sociale di cui disponeva, gli incerti sistemi di professionalizzazione del settore dello spettacolo, l'assenza di regole certe e condivise hanno consolidato pratiche ‘nazionali' e modelli importati, scambiando per ‘eccellenze' vere e proprie cattedrali nel deserto, mortificando e sottovalutando una straordinaria ricchezza di professionalità e potenzialità che il territorio esprime nel campo artistico e della creatività nelle arti sceniche e performative.
Ora basta!! Basta ai tagli alla cultura! Ciò che c’è da tagliare sono i privilegi, gli sperperi, le spese clientelari ed il superfluo! Basta ad una politica che continua ad usare l’arte e gli artisti come strumento di propaganda! Basta a chi non conosce né riconosce il nostro ruolo e operato! Basta a chi non capisce che siamo un pezzo fondamentale della crescita e del benessere dei nostri paesi, quartieri e città! Basta a Istituzioni che non hanno competenza in materia artistica e decidono senza confronto con il settore! Basta a chi non ascolta la protesta né le proposte! Basta agli sprechi e ai ‘grandi eventi'! Ora basta!!

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Oggi il consiglio di amministrazione sul caso Di Benedetto
In cartellone c’è lo sciopero Sit-in dei lavoratori: salta il concerto di Bressan
Oramai è muro contro muro. Dopo lo slittamento del consiglio di amministrazione di mercoledì, i lavoratori del Teatro Lirico confermano lo sciopero di oggi.

Decisione che ha due conseguenze: la cancellazione del concerto dell’orchestra e del coro diretti da Filippo Maria Bressan in programma alle 20,30 e, soprattutto, una forte pressione verso il consiglio di amministrazione, che si riunisce alle 13, dopo il rinvio di mercoledì per la mancanza di due componenti: Antonello Arru (presidente della Fondazione Banco di Sardegna) e il consigliere regionale Felicetto Contu (Udc). «È una vergogna che nonostante si sapesse della mobilitazione dal 30 dicembre il cda abbia deciso di far slittare l’importante riunione di mercoledì, che avrebbe anche salvato lo spettacolo», spiega il corista Massimiliano Cecalotti, al termine dell’assemblea dei lavoratori di ieri, e annuncia per oggi «un sit-in in concomitanza con la riunione del cda».
LE RAGIONI DELLA PROTESTA I lavoratori della struttura di via Sant’Alenixedda avevano indetto cinque giornate di sciopero il 30 dicembre scorso. La prima oggi. Nel documento con cui annunciavano la sospensione dal lavoro chiedevano la rimozione dell’attuale sovrintendente Gennaro Di Benedetto e che venissero mantenuti gli attuali livelli di stipendio per i dipendenti del Teatro. Argomenti all’ordine del giorno nel cda in di mercoledì, rimandato per l’assenza dei due consiglieri, a cui non è arrivata la comunicazione della riunione. «Anche questo la dice lunga», continua Cecalotti, componente per l’Usb delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, elette la settimana scorsa. «Si sapeva da fine dicembre di questa riunione e hanno mandato la comunicazione ufficiale solo a un paio di giorni dall’incontro. Ovvio che qualcuno poteva avere già impegni». Visto il rinvio, i circa duecento musicisti, coristi, tecnici e amministrativi che ieri si sono riuniti nella platea di via Sant’Alenixedda, hanno confermato lo sciopero e hanno annunciato un sit-in, «con striscioni e bandiere», fuori dal Teatro. Tutti i sindacati e i lavoratori del Lirico ritengono «che il ritardo nell’attivarsi da parte del cda per produrre risposte ai lavoratori, sia indice di colpevole disinteresse o di incomprensibili strategie nei confronti degli stessi e dell’affezionato pubblico che il Teatro continua ad avere».
IL CASO DI BENEDETTO In ogni caso nel consiglio di amministrazione in programma alle 13 tutti i nodi verranno al pettine e nessuno potrà sfuggire alle proprie responsabilità. In discussione ci sono le strategie per risanare un debito di circa 25 milioni di euro e il piano industriale proposto dal sovrintendente Gennaro Di Benedetto. E sarà proprio su quest’ultimo che la discussione rischia di impantanarsi. Infatti i lavoratori chiedono come conditio sine qua non per evitare manifestazioni e scioperi a raffica, proprio di esautorare Di Benedetto e di mantenere inalterati gli stipendi. «La vertenza dei lavoratori è finalizzata a produrre più spettacoli e non richiedere aumenti di retribuzione», sottolineano i dipendenti. E in ogni caso non si tratta di una questione personale con Di Benedetto: «Giova ricordare – specificano – che i lavoratori denunciano questa difficile condizione da ormai due anni, durante i quali è cambiato il sovrintendente ma non la composizione del cda, se non in minima parte, e che Di Benedetto è espressione quindi della stessa politica che governa, da parecchi anni, il Teatro».
IL CONCERTO Visto la conferma dello sciopero, la direzione del Lirico ha deciso di non far salire sul podio Filippo Maria Bressan (che sostituisce l’indisposto Hubert Soudant), che dirigerà l’orchestra domani alle 19, come da programma. «La Direzione si riserva di sostituire il concerto comunicandolo agli abbonati e agli spettatori muniti di biglietto, con largo preavviso. Qualora non si potesse essere presenti alla nuova serata, si avrà diritto a chiedere il rimborso della quota di di abbonamento o del biglietto».

In cartellone, oggi, rimane solo lo sciopero.

Unione Sarda
Mario Gottardi

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Domani alle 20.30 salta per sciopero il concerto di Orchestra e Coro del Teatro Lirico, diretti da Filippo Maria Bressan, ( sostituisce il maestro Soudan) che, invece, viene eseguito regolarmente sabato 14 gennaio alle 19 A seguito della proclamazione di una giornata di sciopero per domani, venerdì 13 dicembre 2012, da parte delle OO. SS., il concerto previsto per le 20.30 (turno A) dell’Orchestra e del Coro del Teatro Lirico, diretti da Filippo Maria Bressan, non verrà eseguito. La Direzione si riserva di sostituire il concerto comunicandolo, agli abbonati ed agli spettatori muniti di biglietto, con largo preavviso. Qualora l’abbonato o lo spettatore munito di biglietto non potesse essere presente alla nuova serata con nuovo programma che verrà loro proposto, avrà diritto a chiedere il rimborso del rateo di abbonamento o del costo del biglietto.

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Riunione del Consiglio di amministrazione forse decisiva per il futuro del Teatro Lirico di Cagliari.

I problemi sono sempre gli stessi: i debiti, circa 25 milioni di euro da ripianare e l’elaborazione di un piano che consenta alla struttura di via Sant’Alenixedda non solo di sopravvivere, ma anche di rilanciarsi. L’appuntamento è fissato per domani alle 15 nella sede del Teatro: insieme al Cda ci sarà, naturalmente, il presidente della Fondazione, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Un incontro che dovrà necessariamente tenere conto delle pressioni dei sindacati che a dicembre avevano già proclamato un pacchetto di scioperi di cinque giorni (il prossimo è fissato per il 13 gennaio) e che in un comunicato, appena pochi giorni fa, hanno chiesto l’allontanamento dell’attuale soprintendente Gennaro Di Benedetto.

Unione Sarda

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Comunicato stampa

Le scriventi 00. SS. al fine di dissipare ogni dubbio sulla politica mediatica

espressa da alcuni organi di stampa e per evitare strumentalizzazioni sulle

loro azioni precisano quanto segue:

Il Teatro è bene della collettività, è vanto e patrimonio culturale della città e

della regione, è un’azienda altamente professionale al servizio della cultura e

i dipendenti sono lo strumento per il raggiungimento dei fini istituzionali.

I lavoratori vogliono produrre di più e non vogliono aumenti di retribuzione.

Le 00. SS. confermano le motivazioni e le iniziative che hanno determinato

la dichiarazione degli scioperi nel documento di venerdì 30 dicembre 2011 e

contrasteranno aspramente qualunque azione contraria.

Altresì ritengono necessario un piano industriale che rilanci il teatro, che usi

al meglio le risorse umane e quelle economiche, un piano ambizioso rivolto al

futuro, che difenda tale patrimonio professionale e culturale che altre nazioni

ci invidiano.

Il sindaco della città, presidente della Fondazione e i Consiglieri di

Amministrazione, espressione degli enti locali e della politica, devono

condurre e indirizzare le nuove scelte già dal prossimo Consiglio di

Amministrazione allontanando il Sovrintendente Di Benedetto, inadeguato a

condurre il processo di cambiamento.

f.to

le Segreterie SLC CGIL – ISTEL CISL – UILCOM UIL – FIALS CISAL -

SNATER – LIBERSIND CONFSAL – FLS CSS – USB

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