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SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Cagliari, 05.05.2015

Presidente

Massimo Zedda

Consiglieri d’Indirizzo

Revisori dei conti

Sovrintendente Angela Spocci

E p.c. Presidente Regione Sardegna

Francesco Pigliaru

Assessore Pubblica Istruzione RAS

Claudia Firino

A tutti i lavoratori

CONFERMATI GLI SCIOPERI AL LIRICO

Finalmente, con “solo”qualche mese di ritardo, la Sovrintendente è riuscita a presentare ufficialmente a pubblico e stampa una stagione lirica che, in completa e coerente assonanza con quella sinfonica, è stata proposta con lacune e incompletezze di cartellone oramai di rito per l’attuale dirigenza aziendale.

La conferenza di presentazione della programmazione lirica tenutasi il 30 aprile c.a. ha palesato ancor più, qualora ve ne fosse stata la necessità, l’inadeguatezza al ruolo che è stato conferito alla Sovrintendente. Contestata dal pubblico per i titoli offerti (molti dei quali riproposizioni di recenti rappresentazioni), incalzata dai giornalisti sull’onerosa collaborazione con l’Università di Cassino (presso la quale è docente la dott.ssa Pasticci, ex rappresentante del C.d.A. della Fondazione TLC) per l’opera “La Jura”, sollecitata a fornire chiarimenti in merito alle reali spese per la stagione operistica, al nome del direttore di “Vedova allegra” (chi dei due? Scoponi o Morresi?), sugli eccessivi costi della programmazione sinfonica (rivelatasi molto deludente sotto il profilo dell’afflusso di pubblico e degli incassi) ed altro ancora, è apparsa assai imbarazzata, impreparata e soprattutto non adeguata a rappresentare quest’azienda.

Vergognoso pensare che la cultura, in qualunque forma di rappresentazione, possa essere considerata un lusso. Eppure queste sono le parole usate dalla Sovrintendente durante la conferenza: è un ”LUSSO andare a teatro”.

Mantenere e lautamente retribuire una Sovrintendente che abbia questa concezione del teatro e che, subito dopo le fatiche di tal conferenza abbia sentito l’esigenza di andare in ferie per una settimana, lasciando il teatro senza alcun, seppur labile, riferimento, è un LUSSO che il teatro non può permettersi.

E’ altresì sconcertante che la Sovrintendente in una recente intervista abbia dichiarato di avere “la sensazione che cose stiano andando meglio” e la prova deriverebbe dal fatto che con l’approvazione della stagione lirica “abbia smesso di sentir pronunciare la parola sciopero”. E’ evidente che non ha colto le reali motivazioni delle proteste di lavoratori e OOSS: ad un dirigente di una Fondazione lirico-sinfonica oltre all’ovvia e scontata presentazione di una programmazione, possibilmente completa e vendibile, sono richieste peculiarità professionali e specificità di gestione adeguate al momento storico contestuale.

Profonda conoscenza della macchina teatro, capacità di attrarre capitali privati, iniziative volte ad intercettare nuovo pubblico, una progettualità di rilancio del Teatro che abbia un respiro quantomeno triennale, contatti professionali che possano aprire nuove prospettive aziendali, attitudine a relazionarsi in modo costruttivo con le OOSS, acume nel contornarsi di uno staff capace, competente e soprattutto senza conflitti d’interesse sono requisiti che a vedere delle scriventi non appartengono all’attuale sovrintendente ed hanno portato a richiederne l’immediata revoca.

Tredici Fondazioni lirico-sinfoniche stanno letteralmente volando, producendo in competizione l’una con l’altra, percorrendo strade alternative che possano apportare benefici economici e occupazionali all’azienda, proponendo al pubblico la programmazione 2016, aumentando esponenzialmente gli incassi mentre la Sovrintendente della quattordicesima è fiera per aver presentato la stagione lirica (incompleta !!) il 30 aprile: questa purtroppo la triste fotografia del nostro Teatro.

Come ha avuto modo di dichiarare recentemente il senatore Salvatore Cherchi, rappresentante del MIBACT in seno al C.d.I., “è un dato di fatto non contestabile che un terzo del 2015 sia stato consumato in maniera quasi totalmente improduttiva e con danni certi”. Alla radice di questo fallimento gestionale, che avrà pesantissime ripercussioni nell’annualità 2016, si ravvisa l’assoluta inadeguatezza professionale dell’attuale Sovrintendente ed è per tale motivo che proteste e scioperi programmati da OOSS e lavoratori non si fermeranno se non quando la dirigente verrà sfiduciata dal C.d.I. e revocata dall’autorità competente. Pertanto la convocazione ricevuta per venerdì 8 maggio non vedrà la partecipazione delle scriventi.

F.to le Segreterie

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

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SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

COMUNICATO STAMPA

 Le scriventi OO.SS. hanno indetto una giornata di sciopero per il giorno 17.04.2015, pertanto il concerto sinfonico previsto per le ore 20.30 presso il Teatro Lirico di Cagliari non avrà luogo. E’ con grande inquietudine che le scriventi, indirizzate dalla grande maggioranza dei dipendenti, si vedono costrette ad assumere un atteggiamento estremo quale l’astensione dal lavoro, un’azione che inevitabilmente comporta disagi sia al pubblico che ai dipendenti. Per gli uni l’impossibilità di poter assistere ad un evento, per gli altri la perdita del corrispettivo economico di una giornata.

Auspichiamo che non una insana volontà ma solo l’inefficienza, l’inadeguatezza ed il pressapochismo di questa gestione stiano portando il teatro al tracollo economico e artistico; di questo passo saremo con ogni probabilità la fondazione che meno produrrà nel 2015 e la contrazione del finanziamento pubblico sarà esiziale. Ciò non fosse sufficiente, la risposta del C.d.I. alla richiesta d’incontro formulata dalle scriventi il 27.03.1015 per discutere della situazione di evidente disagio che sta permeando il nostro teatro è stata sdegnosamente rigettata dal Presidente sig. Massimo Zedda.

Ci rammarica che il pubblico, sempre vicino al Teatro Lirico e ai suoi dipendenti, debba pagare le conseguenze di una gestione politica (che talvolta rischia di apparire personalistica) dell’azienda quantomeno discutibile, che non sempre pare essere indirizzata a perseguire esclusivamente il bene della Fondazione. E’ opinione delle scriventi che per questo teatro vi sarà un domani solo quando C.d.I. e istituzioni preposte si assumeranno le responsabilità che loro competono; viceversa i cittadini della Sardegna saranno dolosamente privati di un riferimento culturale ed economico quale il Teatro Lirico.

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Al Maggio stipendi e tredicesime di dicembre ancora non arrivano e, dopo lo sciopero indetto dalla Cgil, la sigla degli orchestrali, la Fials, indice lo stato di agitazione.

La decisione è stata presa, spiega una nota, nel corso dell’ultima assemblea dei dipendenti dell’ente lirico aderenti al sindacato. “Uno dei punti cardine della legge sul salvataggio dei teatri lirici è la certezza di risorse – spiega Fials nel comunicato – ma il Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) è stato ridotto, l’accordo tra Comune e Fondazione sulla gestione degli immobili e la patrimonializzazione è ancora lontano dell’essere definito; infatti con una delibera dell’Ufficio Tecnico datata 24 dicembre 2014, il Comune afferma di prendersi carico della gestione e manutenzione degli impianti all’Opera di Firenze per un costo stimato in circa tre milioni di euro, sottraendoli però dalle risorse annualmente stanziate per la Fondazione; l’esasperante lentezza nella erogazione del Mutuo da parte del Ministero per un…

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Le scriventi OO. SS. registrano, con molta preoccupazione, che il C.d.A. previsto per mercoledì 11 gennaio 2012, annunciato dal Presidente della Fondazione e pubblicizzato dagli organi d’informazione, sia slittato a venerdì 13 gennaio, a causa dell’assenza di due componenti dello stesso.

Considerando che le scriventi OO.SS. hanno proclamato il 30 dicembre 2011, per l’intera giornata del 13 gennaio una delle 5 giornate di sciopero, ritengono che il ritardo nell’attivarsi da parte del C.d.A. per produrre risposte ai lavoratori, sia indice di colpevole disinteresse o di incomprensibili strategie nei confronti degli stessi e dell’affezionato pubblico che il Teatro continua ad avere.

Quest’assenza della politica, per la grave situazione nella quale versa il Teatro, era il 4° punto inserito nel documento del 30 dicembre 2011, col quale si apriva la vertenza e il risultato del mancato C.d.A. di ieri dimostra nei fatti quanto denunciato.

Si ribadisce che il Teatro Lirico di Cagliari è bene della collettività, è vanto e patrimonio culturale della Città e della Regione, è un’azienda altamente professionale al servizio della cultura, della quale i dipendenti sono lo strumento per il raggiungimento dei fini istituzionali.

La vertenza dei lavoratori è finalizzata a produrre più spettacoli e non meramente rivolta a richieste di aumenti di retribuzione. A tal fine hanno contribuito, con una loro proposta, alla stesura di un piano industriale che rilanci il Teatro, che permetta di utilizzare al meglio le proprie risorse umane ed economiche, che sia rivolto al futuro e che difenda un patrimonio professionale e culturale che altre nazioni ci invidiano.

Giova ricordare che i lavoratori denunciano questa difficile condizione da ormai 2 anni, durante i quali è cambiato il sovrintendente ma non la composizione del C.d.A., se non in minima parte, e che l’attuale sovrintendente è espressione quindi della stessa politica che governa, da parecchi anni, il Teatro.

I lavoratori si chiedono se, non dare risposte, sia una risposta o il progetto di chi è demandato a decidere.

SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL – FIALS CISAL
SNATER – LIBERSIND CONFSAL – FLS CSS – USB
e rispettive R. S .U.

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Domani alle 20.30 salta per sciopero il concerto di Orchestra e Coro del Teatro Lirico, diretti da Filippo Maria Bressan, ( sostituisce il maestro Soudan) che, invece, viene eseguito regolarmente sabato 14 gennaio alle 19 A seguito della proclamazione di una giornata di sciopero per domani, venerdì 13 dicembre 2012, da parte delle OO. SS., il concerto previsto per le 20.30 (turno A) dell’Orchestra e del Coro del Teatro Lirico, diretti da Filippo Maria Bressan, non verrà eseguito. La Direzione si riserva di sostituire il concerto comunicandolo, agli abbonati ed agli spettatori muniti di biglietto, con largo preavviso. Qualora l’abbonato o lo spettatore munito di biglietto non potesse essere presente alla nuova serata con nuovo programma che verrà loro proposto, avrà diritto a chiedere il rimborso del rateo di abbonamento o del costo del biglietto.

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La sostituzione del soprintendente verrà discussa tra otto giorni
CAGLIARI. Il dialogo non si è interrotto, anzi, sia pur con difficoltà, prosegue, in vista del prossimo decisivo appuntamento dell’11 gennaio, quando il cda della Fondazione, è certo, avvierà le procedure per un radicale cambio ai vertici del teatro.

Due giorni dopo è prevista la nuova giornata di sciopero dei lavoratori del Teatro Lirico, ma se nel cda della Fondazione si avvierà il percorso che porterà alla sostituzione del soprintendente Di Benedetto, è probabile che questo venga se non revocato quantomeno congelato.

La lunga riunione di fine anno ha lasciato strascichi e una coda di polemiche tra sindacati e amministrazione comunale. Una delle otto sigle presenti al tavolo, la Libersind-Confsal, infatti non ha gradito per nulla le affermazioni del sindaco Zedda che al termine della riunione del 30 dicembre avrebbe puntato il dito proprio contro questa organizzazione sindacale che pur non citata direttamente sarebbe stata ritenuta decisiva nel mantenere ferma l’ipotesi dello sciopero per il 31 dicembre e per il 1º gennaio.

«Non è vero che c’è stata la volontà di parte dell’orchestra di far saltare i concerti di Capodanno, perché tutte le otto sigle sindacali hanno confermato l’astensione dal lavoro dopo la lunga riunione con il sindaco».

La nota firmata dai vertici nazionali e regionali del Libersind (Giuseppe Sugamele e Andrea Saccarola) si chiude condannando l’atteggiamento ritenuto discriminatorio del presidente della Fondazione e «l’evidente e incomprensibile stravolgimento della realtà dei fatti operata dal sindaco».

Al centro del confronto, nella riunione del 30, due punti: la sostituzione del soprintendente e il recupero di una voce della retribuzione tagliata ingiustamente, secondo i sindacati, dallo stesso manager.

Sul primo punto il sindaco, stando a quanto raccontano i partecipanti alla riunione, ha confermato che la attuale gestione del teatro ha fatto il suo tempo, e che un cambiamento sia doveroso nel più breve tempo possibile; sui soldi invece il sindaco ha ribadito che solo un successivo incontro con collegio dei revisori e dirigenti avrebbe potuto dirimere la questione: le posizioni tra sindacati e Fondazione, sulla ulteriore decurtazione di una parte dello stipendio, pari a un 6 per cento di media sul lordo sono infatti all’apparenza inconciliabili. I sindacati non se la sono sentita di cancellare lo sciopero senza atti formali sui due punti, «ma il confronto – ha ribadito anche ieri il sindaco – non si è mai interrotto.

Siamo sempre pronti a dialogare, sapendo che per farlo bisogna essere in due». Adesso l’appuntamento è per l’11, riunione del cda, e per il 13, nuovo sciopero. Se l’11 si parlerà di come, non di se, sostituire Di Benedetto, forse lo sciopero potrebbe essere sospeso.(g.cen.)

fonte: La Nuova Sardegna 3 gennaio 2012

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ZubinMethaA Firenze sono in arrivo gli stipendi di settembre ma verranno decurtati dell’integrativo fino a dicembre.

La notizia comunicata ai sindacati dal DIRETTORE CALDO ( ancora lui!) è riportata ampiamente nelle edizioni fiorentine di Repubblica e del Corriere. La reazione dei sindacati è stata immediata e stamani è stato dichiarato da Cgil, Cisl e Uil lo sciopero in occasione del concerto di Metha. Invece la Fials, il sindacato dell’orchestra, incrocerà le braccia il 25 ottobre, in occasione della prima di “Caso Makropulos” sempre diretta da Metha.

Sembra che la direzione abbia deciso unilateralmente di decurtare gli stipendi del 30% disattendendo la proposta dei sindacati di spalmare questi sacrifici in tre anni e di elaborare un piano di rilancio credibile.

E’ davvero un brutto momento per il confronto sindacale e per corrette relazioni fra le parti.

Angelo Cocco

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simonaSe pensate che la biglietteria sia un luogo dove si staccano solo biglietti per concerti, manifestazioni,cinema ecc. vi siete sbagliati di grosso.

Una biglietteria teatrale, in particolare quella Teatro Lirico di Cagliari,è ben altra cosa. E’ quel lato del teatro che fonde il pubblico con lo spettacolo .

La sua è una veste molto particolare. Dalla disponibilità degli impiegati di questo settore può derivare il successo di unacampagna abbonamenti.

La veste particolare della biglietteria del Lirico si è consolidata negli ultimi 10 anni, nasce trovando  la sua struttura ed il suo organico completo ai primi del 2001.

Composta da 6 persone che avevano compiti e mansioni diversificate, si è distinta per il prezioso e capillare lavoro di acquisizione ed ancor di più di fidelizzazione del pubblico abbonato .

Ho preferito però intervistare direttamente due impiegate storiche della biglietteria del teatro lirico (Simona Sarobba e Roberta Manno, precarie, ed ora senza lavoro) e farmi raccontare la loro esperienza diretta.

“In cosa consiste il lavoro di biglietteria finalizzato al pubblico dell’Opera?”

“ Il servizio di Biglietteria che per più di 10 anni è stato il cuore del rapporto col pubblico del Teatro di Cagliari è stato  al tempo stesso un riferimento continuo sulle attività del Teatro, un punto d’incontro tra abbonati , un servizio di problem-solving per le esigenze più immediate, come ad esempio ,  per gli abbonati che dimenticavano  il titolo d’ingresso,  oppure ( durante l’esecuzione dei lavori del Parco della Musica ) serviva risolvere hic et nunc il problema parcheggi per i disabili, collegando tutte le richieste che venivano presentate allo sportello,  con gli uffici interni di pertinenza;  è stato il servizio che ha fatto crescere il numero di abbonati alla stagione concertistica e lirica da nemmeno 2000, prima di noi,  a numeri che sfiorano i12.000 abbonati , in pochissimi anni. “

E’ un lavoro che richiede impegno, passione, sensibilità, cortesia, professionalità,  qualità che  vengono loro riconosciute dagli  abbonati i quali , anche in occasione del Concerto per i 150 anni  dell’ Unità d’ Italia, svoltosi al Bastione di Cagliari, si sono avvicinati numerosi al personale della ex biglietteria presente per chiedere: “ Ma quando tornate?”. Gli stessi abbonati che durante il presidio permanente misero oltre  2000 firme per veder reintegrata questa  Biglietteria all’interno e che purtroppo finora sono stati ignorati. Infatti attualmente i sei lavoratori che il pubblico affezionato conosce per nome, Carlo, Emi, Giacomo, Leila Roberta e Simona, sono, assieme ad altri precari del Teatro, senza contratto, a causa dei tagli del Fus, ma anche  di una colpevole mancanza di attenzione per un settore così strategico nell’economia aziendale di un Teatro come quello cagliaritano.

Al di là delle deplorevoli vicissitudini che hanno portato due anni fa alla chiusura della società che li aveva assunti a tempo indeterminato, per poi essere inquadrati  come dipendenti precari, mediante conciliazione in Tribunale, il lavoro degli impiegati si è sempre rivelato una carta vincente.biglietteria

Come biglietteria voi staccavate biglietti anche per un pubblico diverso da quello della lirica?

La biglietteria del Teatro Lirico si è sempre occupata dei soli spettacoli inerenti la produzione teatrale o la coproduzione degli stessi, a conferma dell’esclusività della promozione del solo logo “TEATRO LIRICO DI CAGLIARI”, cosa che ha comportato, tra le altre cose, che nessuna prevendita fosse applicata ai titoli d’ingresso.

“ Qual è il target medio del pubblico del Teatro?”

Il nostro pubblico è composto da diverse fasce d’età;  mediamente è un pubblico adulto, estremamente competente, esigente, che non si limita al nome di richiamo, ma presta attenzione al prodotto complessivo.

E’ vero che molti abbonati trovavano in voi persone a cui tramandare la storia del teatro?

Abbiamo un favoloso zoccolo duro di abbonati “anziani”, che richiamano le antiche memorie dei teatri di Cagliari, tanto da raccontare in biglietteria  aneddoti del Cine-Giardino come se fossero stati a quelle  rappresentazioni il giorno prima. Ma non abbiamo mai trascurato il pubblico più giovane, che in parte proviene dalle famiglie d’ abbonati che sono state capaci di trasmettere l’immenso amore per la Musica, avvicinati magari con sinfonie di grande suggestione, o con balletti che generalmente piacciono molto ai giovani .

Se non erro, il vostro lavoro vi ha portato anche ad avere rapporti col settore scolastico.

Noi spesso contattavamo direttamente i presidi  delle scuole non solo di Cagliari , ma dell’intera Provincia e regione; abbiamo avuto classi abbonate o che compravano abitualmente biglietti  e che provenivano da Villacidro, Muravera, Iglesias, Barisardo, Lanusei, Samugheo, Oristano.

Nell’ ottica del turismo, quale apporto può dare la biglietteria del Teatro?

L’esperienza ci ha insegnato delle cose fondamentali circa lo sviluppo del turismo d’Opera:  esiste una nutrita e appassionata schiera d’amanti del Bel Canto che non esita ad abbonarsi pur risiedendo fuori Sardegna. Questo lavoro è stato svolto in passato, tanto che siamo riusciti a far abbonare persino un gruppo di persone provenienti dal Giappone. Ilmarketing e la biglietteria sono strettamente e direi ovviamente legati;  tempo addietro, per spettacoli in Teatro ed all’Anfiteatro, è stata la biglietteria ad organizzare trasporti ed alberghi per i turisti che desideravano assistere alle rappresentazioni, costituendo di fatto un pacchetto d’offerta che comprendeva anche il biglietto d’ingresso.

Laddove ci è stato consentito, abbiamo costruito una sinergia di rapporti con i tour operators per promuovere a 360 gradi tutto ciò che il teatro metteva in scena. Abbiamo vissuto la nascita del “Festival di Sant’Efisio”, facendone integralmente la vendita in pochissimi giorni, come una vera e propria macchina da guerra,  il che comportava uno sforzo notevole, ma sempre ampiamente ricambiati dalla soddisfazione di vedere il teatro stracolmo di persone.

Cosa può significare per il Teatro Lirico di Cagliari una perdita d’abbonati?

La disaffezione non è un fattore che un Teatro possa permettersi di trascurare. Il Teatro esiste perché esiste un pubblico che lo ama. Di contro l’amore verso il pubblico si manifesta anche attraverso delle scelte che lo rendono il fulcro del nostro lavoro. Sembra banale, ma guardare alla clientela come ad un  semplice salvadanaio da cui guadagnare non è mai stato nelle nostre corde. La consapevolezza che il Cliente compra un buon prodotto dell’opera di tradizione, oppure dà fiducia  anche a ciò che non conosce per la curiosità di comprendere ciò che è nuovo, ad esempio le  opere  iniziali che erano delle inedite, ha senz’altro portato noi a incoraggiare l’acquisto, promuovere il cartellone, a volte convincere i più titubanti; è un servizio che abbiamo creduto utile inventarci e compiere capillarmente, sia attraverso le telefonate ad ogni abbonato, sia attraverso l’invio di lettere ed  i numeri parlano da soli. Basta vedere i tanti borderò, o scorrere i documenti ufficiali come i resoconti al MIBACche attestano gli straordinari risultati ottenuti in un decennio.

E’ un errore pensare che si perdono abbonati solo  per via degli scioperi,  può in parte esser vero, ma si perdono anche quando  viene a mancare un rapporto confidenziale nel quale si è creduto, quando si trascurano le loro reali esigenze, come quelle di avere un orario d’apertura  in Teatro che renda agevole a tutti gli abbonati informarsi di persona, o acquistare. Perdere abbonati significa poi perdere presenze complessive e di seguito perdere ulteriore Fus, che come è noto è legato alle presenze oltre che alla produzione; alla luce del decreto Bondi serve un ricavo del 40% da incassi di botteghino per avere il regolamento sull’autonomia  per cui in definitiva  perdere abbonati è un colpo mortale per il Teatro. Ci auguriamo che il Teatro con le sue professionalità non venga lasciato morire, così come ci auguriamo di poter di nuovo contribuire personalmente  a renderlo il posto che è stato il primo Teatro in Italia per numero d’abbonati in rapporto alla popolazione.  Perché , ebbene sì,  riteniamo   che il criterio del merito debba avere veramente posto nel mondo del lavoro, per il bene di tutti.FONTE

di seguito la video intervista ad un’abbonata storica del teatro

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Sciopero al Lirico, salta il concerto

diretto da Soudant Vedi le foto

Venerdì 11 febbraio 2011
L e misure adottate dal consiglio di amministrazione «non sono adeguate alla grave situazione contingente nella quale versa il Lirico». Per questo Uil, Libersind e Cisal hanno proclamato per oggi un’altra giornata di sciopero che farà saltare il primo dei due concerti dell’orchestra e del coro del teatro diretti da Hubert Soudant.

«La ristrutturazione del debito, come per altro indicato dal presidente, appare essere l’unica strada percorribile che consenta di far fronte alla crisi finanziaria della Fondazione», osserva il segretario regionale del Libersind Andrea Saccarola. «Ma ad oggi non abbiamo visto nulla di tangibile se non la comunicazione da parte del presidente Floris dell’avvenuto confronto con alcune banche. E siccome sette giorni fa abbiamo proclamato cinque giorni di sciopero, non essendo cambiato pressoché nulla abbiamo deciso di attuare il secondo (il primo è stato sabato scorso, ndr)».
Identica la posizione del leader territoriale della Uilcom Tonino Ortega. «Abbiamo chiesto un atto politico forte che consentisse al teatro di avere le credenziali per accedere a un mutuo ma, a parte una dichiarazione di Floris che ci ha chiesto di avere fiducia sul percorso avviato, non c’è nient’altro».
IL SINDACO E proprio alle credenziali, anzi alla credibilità e alla fiducia, fa riferimento Floris per replicare agli scioperanti. «Io e il consiglio di amministrazione stiamo lavorando a tempo pieno per salvare il teatro. Ma se si continua a scioperare credo che gli interlocutori abbiano difficoltà ad accordarci fiducia. Più difficoltà ci sono più le banche, che abbiamo contattato e di cui stiamo aspettando le risposte, riterranno a rischio i loro prestiti, più conflittualità c’è e più sarà difficile convincere un direttore amministrativo, un potenziale sovrintendente e chiunque altro a venire a lavorare da noi. Più confusione c’è più il pubblico ci abbandonerà. Credo», sottolinea Floris, «che il teatro si salverà solo se ci sarà una tregua e se tutti remiamo nella stessa direzione. E infatti gran parte delle sigle sindacali ci seguono. A questo punto», conclude il sindaco, «chiedo chiarezza: mi dicano se il problema sono io e ne prenderò atto».Unione Sarda (f.ma.)

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Lo spettacolo è cultura?

La provocazione di Brunetta nel giorno del silenzio

renato-brunetta“In questo Paese sotto il termine ‘cultura’ si è realizzato un grande imbroglio. Una cosa è la cultura, una cosa è lo spettacolo, una cosa sono le rappresentazioni: lo Stato finanzia i beni pubblici. Non necessariamente finanzia i beni privati. La cultura è un bene pubblico e va finanziato. Lo spettacolo no”. E’ quanto ha affermato, secondo le agenzie, il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta durante la registrazione della puntata “Effetto Domino”, che andrà in onda stasera alle 23.50 su LA7.
“In passato, sulla base di commissioni clientelari uno presenteva un copione e riceveva un milione, due milioni a fondo perduto – ha aggiunto polemizzando sui finanziamenti pubblici – Quando quei quattro di Liverpool hanno commercializzato le loro canzoni, quelle sono diventate cultura. E poi sono state tutelate”.

Una polemica che arriva ad hoc nella giornata in cui teatri, cinema, concerti e set cinematografici si sono fermati. Il mondo dello spettacolo ha indetto per oggi una giornata di sciopero nazionale organizzata da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil contro i tagli previsti nella Finanziaria 2011. Oggi si fermano oltre 250 mila lavoratori del settore, chiedendo al Governo, ancora una volta, di ripristinare i livelli del 2008 del Fondo unico per lo spettacolo (450 milioni di euro), tagliato del 40%, ossia al suo minimo storico; ma senza dimenticare anche il rinnovo degli incentivi fiscali e alcuni interventi, tra cui una politica di investimento che riconosca il cinema come un’industria.
I sindacati chiedono “i rinnovi dei contratti collettivi nazionali delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di prosa e della produzione cinematografica (troupe) e interventi che contrastino gli effetti della legge 100/10 sulle Fondazioni Lirico Sinfoniche”. Così come “l’apertura di un tavolo ministeriale per accedere a tutti gli strumenti di protezione sociale (a partire dalle figure artistiche) e per attivare politiche di riemersione per i settori della Produzione Culturale e dello Spettacolo per la tutela dei lavoratori stabili e precari del settore”.

Per la giornata, quindi, niente riprese nei set cinematografici e niente prove nei teatri. A Genova Zubin Mehta terrà un concerto al Carlo Felice a sostegno del teatro e dello sciopero. A Roma è appena iniziata un’assemblea al cinema Adriano. A Milano, dalle 15 alla Camera del Lavoro, un convegno organizzato dalla Cgil dove saranno presenti Toni Servillo, Moni Ovadia, Andrée Ruth Shammah, e a cui interverranno anche il sovrintendente della Scala Stephane Lissner e il direttore del Piccolo Sergio Escobar.

Momenti di riflessione e dibattito, insomma, per proteggere un settore da sempre – in Italia – in crisi.
Che poi occorra, anche all’interno della categoria spettacolo, distinguere fra cultura e ‘altro’, così come monitorare il flusso dei denari pubblici non è questione di poca rilevanza…

LUNEDÌ 22 NOVEMBRE 2010

Fonte: http://www.klpteatro.it

CON I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO
Vogliono riportare l’Italia al bianco e nero. Mentre la cultura, il cinema, il teatro colorano la vita di tutti noi e arricchiscono il Paese.
Dopo la mazzata alla ricerca, alla scuola, all’università ora tocca all’industria dello spettacolo. Non è un caso che Tremonti e Bondi colpiscano questo settore vitale: un popolo senza cultura, formazione, arte è un popolo non libero, imbarbarito, privo di consapevolezza.
E pensare invece che investire nella cultura è uno degli strumenti più potenti per contribuire allo sviluppo del nostro Paese, per farlo uscire dalla crisi. Ecco perché chi si è mobilitato oggi lo ha fatto per difendere il futuro dell’Italia migliore.
Nichi Vendola

Nichi-Vendola

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Video-slide fotografico di un mese di lotta che non si è ancora placata …

grazie a Ciancipitocco per il lavorone!

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Oggi 9 Novembre i lavoratori del Teatro Lirico sostenuti e rafforzati dai numerosi abbonati che condividono la loro lotta:

Scioperano e manifestano

in occasione dell’insediamento del Nuovo CDA parzialmente nominato, per ribadire instancabilmente la loro volontà di avere una Nuova dirigenza che sappia risolvere la grave situazione di crisi del Teatro generata dalla gestione uscente; gestione che in sei anni di mandato non è stata capace di migliorare la situazione già compromessa  ereditata in precedenza.

A questo bisogna aggiungere le aggravanti:

1)   di aver impoverito la produzione in termini quantitativi e qualitativi;

2)   di non aver acquisito il minimo apporto da privati;

3)   di aver amministrato con una mera gestione ragionieristica senza alcuna prospettiva di sviluppo ed innovazione.

A tal proposito i Lavoratori desiderano che l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla vertenza che riguarda la più grande Industria Culturale della Sardegna non scemi e cada nell’oblio incolore della più classica indifferenza.

I lavoratori non accettano che il nuovo sovrintendente sia scelto all’interno della solita torre d’avorio della politica, secondo criteri che non hanno nulla a che fare con la competenza della materia, ma piuttosto attraverso un bando pubblico che preveda, nella massima trasparenza, che ciascun concorrente presenti un piano industriale dettagliato in cui siano chiaramente indicati gli obiettivi e i tempi di realizzazione.

Esprimono altresì perplessità per la scelta dei componenti il CDA, che risultano essere gli stessi anche se nominati da Enti diversi e tra cui è presente un indagato (fonte TG3 Regione) che se così fosse, non sarebbe in possesso a norma di statuto del requisito di Onorabilità. Nomine quindi orientate non certo ad un rinnovamento ma ancora una volta legate a clientelismo e non certo agli interessi del teatro ma ad interessi personali.

Inoltre ai lavoratori sembra inverosimile che ancora oggi non si conosca la destinazione e chi sarà chiamato a gestire il Parco della musica. Nel frattempo i precari che dovevano occupare i laboratori sono stati licenziati e, nonostante la raccolta di 2000 firme di abbonati e cittadini che chiedevano il reintegro della biglietteria e dei lavoratori a termine licenziati, l’azienda ha indetto un concorso interno volto a sostituirli e, attualmente, la biglietteria è ancora in affido al Box Office.

Qualora l’ex sovrintendente venisse riconfermato i lavoratori, lungi dal desistere dalla lotta, continueranno con rinnovato vigore a perseguire i loro obiettivi.

Solo con una dirigenza rinnovata e consona alle urgenze ed alle competenze che i tempi richiedono, è presumibile che i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali, sapranno dimostrare che la disponibilità reiteratamente dichiarata per il risanamento del Teatro, sarà messa in campo nella sua totalità.

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L’8 ottobre 2010 con uno sciopero proclamato dai Lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari contro la dirigenza del teatro ha inizio la fase più intensa della lotta.

Nei video che seguono le immagini del presidio dei lavoratori davanti al teatro, l’incontro concerto fra i lavoratori ed il pubblico.

Mentre si attende la nomina del NUOVO sovrintendente il presidio continua e la lotta pure.

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Ortega«Dipendenti viziati? Ora ve le spieghiamo noi un po’ di cose sui vizi dei nostri dirigenti». Al Teatro lirico, ormai, volano gli stracci. E visto che nei giorni scorsi, in un’intervista, il direttore amministrativo Vincenzo Caldo aveva elencato una per una le abitudini da cambiare dei dipendenti e i loro privilegi, Tonino Ortega, segretario generale Uil-Com replica con gli stessi toni e con la stessa crudezza mettendo in piazza i presunti peccati di una dirigenza, oramai decaduta e in attesa di eventuale riconferma, che «non ha da tempo la nostra fiducia»
DOPPIO RUOLO «In quale veste si espone il ragionieri Caldo? In quella di direttore amministrativo o nell’altro di direttore del personale?», chiede Ortega. «Perché parrebbe che da diversi anni abbia assunto questo doppio ruolo. Doppio incarico e doppio stipendio? Chi ha avallato sino all’anno scorso il nutrito pagamento di straordinari forfetizzati a una schiera di capireparto? I lavoratori viziati o la dirigenza Pietrantonio? Chi ha autorizzato numerose nuove assunzioni di precari nel settore amministrativo spostando impiegati stabili e predisponendo uffici fantasma? Chi ha autorizzato l’assunzione di un direttore marketing (l’ex assessore comunale Angelo Vargiu, ndr), senza un ufficio preposto, con strategie di mercato affidate ad altri? Chi ha autorizzato congrui compensi ai dirigenti riferiti al progetto Mibac?»
STIPENDI E TRASPARENZA Poi Ortega sposta l’attenzione sugli stipendi della dirigenza. Pietrantonio nei giorni scorsi ha sostenuto di aver limato il suo compenso e di essere disposto a ridurlo di un ulteriore 20%. In realtà dal bilancio d’esercizio 2009, l’ultimo disponibile, si evince che il compenso e le indennità del soprintendente sono cresciute tra il 2008 e il 2009 da 160.970 a 174.228.
«Non si respirava forse già aria di crisi quando il consiglio di amministrazione approvava gli aumenti di stipendio della direzione?», attacca Ortega. «E se tanto si parla degli stipendi dei lavoratori perché non vengono pubblicate le buste paga della dirigenza? Che cosa si teme?».
Secondo il segretario della Uil-Com «sei anni di regno Pietrantonio hanno confermato una gestione alla giornata, autorizzando sprechi imputabili a dirette responsabilità. È semplice, caro ragionier Caldo, scaricare sui lavoratori e sui sindacati le colpe di questa situazione».
LA BIGLIETTERIA Dopo le proteste degli abbonati, che contestano tra l’altro l’applicazione dei diritti di prevendita al costo di ticket e abbonamenti già rincarati, ieri un comunicato della Fondazione ha informato che la biglietteria del teatro, appaltata da qualche settimana al Box Office, è nuovamente aperta al pubblico (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e, in giornata di spettacolo, a partire dall’ora precedente l’orario d’inizio dello stesso). Il Box Office rimane, comunque, a disposizione del pubblico. Ma l’esternalizzazione della biglietteria, che secondo Caldo comporta un risparmio di 205 mila euro da qui a dicembre, è stata contestata dai sindacati. «Che senso ha parlare di risparmio quando non è calcolabile il danno causato da tali scelte?», si chiede la Uil. «Inoltre si rischia di portare a una disaffezione da parte del pubblico, dovuto alla scarsa attenzione nei suoi confronti, come denuncia l’Associazione consumatori Sardegna».
SARTE E SCENOGRAFI Un altro fronte di protesta riguarda l’utilizzo del personale, fisso (229 dipendenti) o precario (63). «Il Teatro lirico è una perfetta macchina in grado di produrre dalla A alla Z spettacoli di altissima qualità e non riusciamo a capire perché pur avendo una sartoria specializzata, un reparto di professionisti della scenografia, in grado, come nel passato, di costruire e mettere in scena qualsiasi tipo di opera, debba sempre ricorrere a sartorie e scenografie esterne. Forse perché gli appalti convengono? Per questi motivi», conclude Ortega, «confermiamo la nostra sfiducia nell’attuale direzione».
FABIO MANCA

Fonte: L’ Unione Sarda

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CARLO FELICE SULL’ORLO DELLA CHIUSURA

Ore drammatiche per il Carlo Felice, che si avvia verso la liquidazione coatta amministrativa. Con un documento approvato all’unanimità il consiglio d’amministrazione del teatro lirico genovese, che ieri si è riunito dalle 19 alle 22, ha bocciato la proposta dei sindacati di ridurre del 25% lo stipendio ai dipendenti per uno-due anni, pur apprezzandone la «disponibilità dimostrata». Ma c’è ancora uno spiraglio: «Ci riserviamo di vedere – spiega un membro del consiglio che preferisce rimanere anonimo – se da parte dei lavoratori ci sarà una proposta per affrontare il 2010». Di vedere cioè se i lavoratori saranno a questo punto disposti ad accettare la cassa integrazione per 4 mesi o i contratti di solidarietà per un anno, due soluzioni che però hanno finora respinto.

Fonti vicine al cda parlano di una riunione inizialmente «divisa in due: un’anima più imprenditoriale e una più politica». La prima, rappresentata dal patron della Erg Riccardo Garrone, sarebbe stata contraria da subito alla proposta dei sindacati. La seconda, più incline alla mediazione, avrebbe poi dovuto soccombere di fronte all’impossibilità di pagare gli stipendi di qui alla fine dell’anno (si veda l’articolo a destra).

Tutti però hanno alla fine concordato sulla necessità di far fronte comune contro la crisi. E – pur apprezzando la buona volontà dei lavoratori – hanno approvato il documento pubblicato sull’edizione cartacea del “Secolo XIX” all’unanimità.

Fonte: Il Secolo XIX

Ecco il comunicato ufficiale con la delibera del CDA del Carlo Felice che avvia le procedure per la nomina del Commissario liquidatore.

Comunicazione ufficiale proveniente dal Sindaco di Genova, Marta Vincenzi

Oggetto: Carlo Felice

Trasmetto su indicazione del Sindaco Marta Vincenzi la deliberazione assunta in data odierna dal Consiglio Di Amministrazione-Raffaele Gazzari

Il CDA della FCF:preso atto della proposta formulata dalle OO. SS. con lettera indirizzata a questo Consiglio in data 1^ ottobre 2010, rispetto alla quale si esprime apprezzamento e gratitudine per la disponibilità dimostrata;Considerato però che tale lettera non contempla alcuna proposta atta a ridurre l’impegno economico e finanziario della FCF per l’anno 2010 e conseguentemente non modifica la situazione di insolvenza in cui si trova oggi la Fondazione;

Visti gli obblighi in capo a questo Consiglio derivanti dalla normativa vigente, che impongono in costanza di una situazione di insolvenza di dare corso alla procedura di liquidazione coatta amministrativa di cui alla legge 367/94;

sentito il parere espresso al riguardo dal Collegio dei Revisori

Delibera all’unanimità

1) Di dare corso alla procedura per la richiesta della liquidazione coatta amministrativa, riservandosi ogni ulteriore valutazione qualora nuove e diverse proposte di accordo con i lavoratori, relativamente all’anno 2010 possano contribuire alla rimozione dell’attuale stato di insolvenza;

2) Di dare mandato al Presidente del CDA affinchè ponga in atto, anche a mezzo di speciali procuratori, tutte le azioni e gli atti necessari o anche solo opportuni per dare esecuzione a quanto ora deliberato.

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giornale

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Manifesti

Stadio Carlo Felice

Carlo Felice

Le foto sono di un mio Amico e Collega del Carlo Felice:

“Ma si doveva arrivare a tanto? Finquando era finanziato dallo Stato era considerato una gallina dalle uova d’oro e faceva gola a molti “garroni” . Oggi che lo stato si ritira questi nostri garroni che ci hanno amministrato dicono che costiamo troppo; e delle uova che si sono pappati non restituiscono neanche il guscio!”

Amico mio hai tutta la mia solidarietà … anche qui “corre brutto tempo” …

Nenet


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carlofelice

RESISTENZA, ESTREMA RESISTENZA AL CARLO FELICE
Genova- I lavoratori del Carlo Felice iniziano lo sciopero della fame. Domani 27 settembre alcuni dipendenti del Teatro daranno il via ad una iniziativa di protesta estrema contro la difficile situazione della Fondazione.
Inizieranno a rifiutare il cibo decisi a protestare in questo modo contro le prospettive della Cassa Integrazione e dei tagli decisi da Cda e Governo.
Nella settimana entrante saranno organizzate nuove manifestazioni di protesta, a cominciare da martedì 28 con raduno alle ore 13,30 e partenza in corteo verso il Palazzo della Regione, la Prefettura per arrivare a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, dove si terrà una riunione monotematica sulle vicende del Teatro Carlo Felice.

Dopo la recente escalation di attacchi diffamatori a mezzo stampa effettuati dal CdA, passando per l’ignobile pubblicazione sensazionalistica delle buste paga dei dipendenti, ovviamente mostrando le retribuzioni dei lavoratori con i ruoli più alti in organico e la massima anzianità di servizio; per arrivare alle forsennate dichiarazioni rilasciate in una lunga intervista dal petroliere Riccardo Garrone, rappresentante del Comune nel CdA, dove paragonava i musicisti ai calciatori professionisti, minacciava la chiusura del Teatro per un anno, costruire una bad company con licenziamenti di massa e riapertura con forze nuove, rivelando che non possono fare un piano di rilancio finchè non potranno calcolare il costo del lavoro con la CIG in vigore, affermando che lui nel Teatro non metterà mai un euro, strillando prepotentemente che il giorno in cui la Sindaco avesse messo un’immobile a patrimonio nel Teatro lui si sarebbe dimesso immediatamente, ebbene, dopo due interminabili mesi di sofferenza i lavoratori del Carlo Felice hanno deciso che la misura è davvero colma.

Nessuno accetterà MAI di sedersi a un tavolo per accettare la cassa in deroga o altri ammortizzatori, tanto più finchè nel CdA siederanno il consigliere Garrone, che a questo punto non si comprende per quale ragione abbia accettato l’incarico (domanda alla quale dovrà rispondere la Sindaco Marta Vincenzi), tanto meno il suo braccio desto, consigliere Fossati con le deleghe su tutto tranne la parte artistica, che ha avviato questa stupida ed ostinata guerra sbagliando tutto nei modi, nei tempi (31 luglio u.s.) e nei metodi.

La responsabilità dell’eventuale chiusura del Carlo Felice ricadrà su di loro, sulla Sindaco Vincenzi e sulla politica Genovese e ligure.

Se hanno questo coraggio, che lo dimostino mettendoci la faccia e non addossando vilmente la colpa ai lavoratori: noi siamo pronti e non abbiamo più alcun timore.

La dignità non ha prezzo, ma a questo forse qualcuno non era abituato.

Fonte: il Sottoscala

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A rischio la prima di Cenerentola
R ischia di saltare la prima della “Cenerentola” di Gioachino Rossini, in programma l’8 ottobre, alle 20,30, al Teatro Lirico. Colpa di un nuovo sciopero di tre giorni proclamato dai sindacati di categoria per ribadire la ferma opposizione ai tagli al Fondo unico dello spettacolo operati dal ministro della Cultura Sandro Bondi.
Il 2 settembre scorso si è riunito il Consiglio di amministrazione della Fondazione che sovraintende al teatro cagliaritano. I sindacati avevano chiesto un incontro prima di tale data, ma non sono stati accontentati. Da qui la decisione di proclamare un nuovo sciopero di tre giorni, il primo dei quali coinciderà con la serata inaugurale della celebre opera di Rossini. «Vogliamo capire quali sono le reali intenzioni del Consiglio di amministrazione», afferma Rossella Diana, segretaria della Slc Cgil di Cagliari, «e sapere quale sarà il destino dei 60 precari del teatro». In una nota congiunta Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal, Snater, Libersind Confsal e Fls Css criticano l’esclusione «dal confronto dei rappresentanti dei lavoratori». Allo sciopero aderiranno sia i musicisti che gli attori.( p. l. )

Unione Sarda Domenica 12 settembre 2010

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