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Per rilanciare il ruolo della lirica, per tornare a essere un Paese che attrae le eccellenze e per bloccare l’attuale fuga degli artisti, venerdì 16 giugno 2017 alle ore 12.30 la Sovrintendenza del Teatro Regio di Torino,   verrà occupata simbolicamente, contemporaneamente all’occupazione delle Sovrintendenze di tutte le 14 Fondazioni Lirico-Sinfoniche Italiane.

In quella sede, i Segretari territoriali CGIL, CISL, UIL, FIALS e le RSU del Teatro Regio di Torino consegneranno un documento sindacale unitario nazionale al Sovrintendente Walter Vergnano.

“Le Fondazioni liriche”, spiegano i sindacati, “da tempo sono interessate da una crisi debitoria, principalmente dovuta alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche”.

“I provvedimenti legislativi”,  continuano le organizzazioni sindacali, “emanati fino a oggi dal Governo Italiano, hanno indicato quale soluzione a questo problema il taglio del costo del lavoro”.

“Questo intervento“, proseguono, “non ha ridotto i debiti ma ha comportato la perdita di posti di lavoro, la riduzione degli stipendi dei lavoratori e la chiusura dei corpi di ballo, oltre a esternalizzazione dei servizi, interruzioni di attività e aumento della precarietà”.

“Noi chiediamo di discutere una vera riforma delle Fondazioni Liriche, che abbia come base la tutela dei dipendenti, la garanzia di contributi pluriennali basati su un forte coordinamento tra le risorse nazionali e quelle locali, la garanzia di una governance trasparente e un’attenta vigilanza da parte del Ministero”, concludono le organizzazioni sindacli.

FONTE: Torino Oggi

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Ad un esame di merito del decreto legge 8 agosto 2013 n .91 (valore cultura), attualmente in iter legislativo per la conversione in legge, si evidenzia la necessità di apportare modifiche indispensabili all’art 11 (Disposizioni

urgenti per il risanamento delle fondazioni lirico‐ sinfoniche e il rilancio del sistema musicale di eccellenza),

riconfermando l’apprezzamento dei provvedimenti in merito alle leve fiscali per il Settore Cinema e per le imprese riguardanti i giovani musicisti, il superamento per i Teatri Prosa‐Musica della spending review, ecc.

In particolare il testo riferito al risanamento delle Fondazioni Lirico Sinfoniche in crisi, come definito dal comma 1 al comma 14, senza specifiche modifiche, ad esempio impedirebbe sostanzialmente alle Fondazioni di poter operare in modo funzionale (la forza lavoro produttiva necessaria per l’allestimento compiuto di spettacoli non è solo riferibile ai complessi artistici ma anche a quelli tecnico‐amministrativi di cui è prevista una drastica riduzione fino al 50% ‐ vedi comma 1 lettera c); e sarebbe insostenibile un taglio secco indiscriminato di oltre il 35% del salario ( vedi comma 1 lett g) stante che è acclarato che gli stipendi erogati nel Settore sono già più bassi d’Europa; equilibrate e graduali soluzioni nel merito sono invece presenti del nuovo CCNL già sottoscritto dalle parti e colpevolmente non messo in iter di validazione per la sua applicazione e strumento innovativo fondamentale per affrontare le criticità e garantire crescita produttiva.

Il forzoso e unilaterale tentativo che si opera dai commi 14‐20 non può configurarsi come il rilancio del sistema nazionale musicale di eccellenza perché non è coerente con il corpo legislativo che norma il Settore (L.800‐L.367‐L.100 etc…), è un ibrido che in diversi commi riporta a una ripubblicizzazione del Comparto e a una forte centralizzazione. Il tutto è da ridisegnare compiutamente; diverse norme mutuate dal pubblico impiego non si attagliano a Fondazioni di diritto privato (malattia‐assunzioni per l’insieme dei lavoratori con evidenza pubblica‐ norme previdenziali etc…); oltre a innovare, dobbiamo conservare un modello produttivo di eccellenza riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Riteniamo che una vera riforma debba essere condivisa (L.100) e avere caratteristiche di organicità; se si vuole un rilancio del Sistema nazionale musicale di eccellenza necessariamente si devono, ad esempio, raccordare i Centri di produzione con le riforme Istituzionali (es: soppressione delle Provincie qualedestino per le Istituzioni Concertistiche Orchestrali…che fare? E i Teatri di Tradizione? …etc.)

E’urgente una legge di Sistema per lo Spettacolo dal vivo ove inserire le specificità del Settore Musicale; non commettiamo l’errore di determinare “pezze colorate” non ricucibili fra di loro ma solo e unicamente funzionali a gestioni di questi prestigiosi Teatri del tutto discutibili .

Roma, 9 settembre 2013

 

p. LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC‐CGIL FISTEL‐CISL UILCOM‐UIL FIALS‐CISAL

S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra

 

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