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Roma, 7 marzo 2017

COMUNICATO FLS

Il 27 marzo si terrà a Firenze una manifestazione nazionale di tutti i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche. La protesta fa parte della serie di iniziative di contrasto all’art 24 della legge 160 decise nel corso del coordinamento nazionale del settore tenutosi a Roma il 22 febbraio u.s. Come abbiamo più volte ribadito in questi mesi, la norma destruttura definitivamente l’assetto dei Teatri Lirici, con drammatiche conseguenze ai danni delle professionalità coinvolte che vedono sfumare possibilità di crescita e impiego nel nostro paese, con la sventurata conseguenza che i talenti migrano all’estero e i giovani abbandonano i conservatori, nonché espropria il ruolo sindacale nell’ambito delle relazioni industriali, lasciando l’utilizzo degli istituti in tema di organizzazione del lavoro esclusivamente nelle mani delle aziende, in modo unilaterale, ruolo assolutamente a nostro avviso non condivisibile.

Le scriventi OO.SS ritengono che sia necessario, approfittando della imminente riforma dello spettacolo, definire un assetto che dia una prospettiva alla lirica italiana, abbandonando la logica della mera selezione contabile delle Fondazioni. Negli ultimi anni infatti, per tentare di risolvere la crisi debitoria si è intervenuti sui salari dei lavoratori e sulla riduzione del personale con una contrazione degli organici che ha incredibilmente inciso, in modo del tutto arbitrario, anche sulle partiture dei compositori! La natura complessa di queste imprese culturali, non può essere valutata solo col metro del pareggio di bilancio, senza considerare l’indotto economico rappresentato dal prestigio e dal capitale intellettuale di cui la Lirica italiana è portatrice.

Il sindacato e i lavoratori non sono disponibili a subire oltre una tale superficialità e metteranno in campo un “crescendo” di iniziative di cui la manifestazione nazionale del 27 marzo è solo l’inizio.

Le Segreterie Nazionali Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil Fials Cisal

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SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS  

Il giorno 4 agosto c.a. il C.d.I. della Fondazione T.L.C. ha comunicato alla Sovrintendente il mancato superamento del periodo di prova e contestualmente ha richiesto all’autorità statale competente in materia di spettacolo la revoca dalla carica della dott.ssa Angela Spocci. Le scriventi segreterie sotto il profilo meramente sindacale non possono che manifestare viva soddisfazione per quanto deliberato dal C.d.I. poiché tale decisione va a confermare, qualora ve ne sia la necessità, quanto dalle stesse denunciato pubblicamente a più riprese in questi ultimi sei mesi.

Sin dalle primissime disposizioni in materia di gestione aziendale adottate dalla Sovrintendente infatti, sole tra le rappresentanze presenti in teatro, le scriventi hanno espresso la loro perplessità sull’operato della manager. L’inadeguatezza gestionale che ha reso la nostra azienda il surrogato di una fondazione lirico-sinfonica hanno costretto le scriventi a manifestare il disagio e la preoccupazione dei lavoratori attraverso innumerevoli comunicati, manifestazioni pubbliche, concerti di protesta e tre giornate di sciopero.

Per maggior chiarezza: la quasi totalità dei dipendenti del T.L.C., convinti che l’operato della Sovrintendente non fosse all’altezza hanno manifestato, prestato gratuitamente la propria professionalità per denunciare lo scempio del quale il teatro è oggetto, scioperato per ben tre volte rinunciando allo stipendio per altrettante giornate.

Risulta assai bizzarro e alquanto offensivo nei confronti dei suddetti lavoratori che alcune rappresentanze sindacali presenti all’interno dell’azienda avochino a se stesse il merito di aver controllato e denunciato “innumerevoli episodi di inadempienza scorrettezza aziendale”. E’ lecito domandarsi dove fossero i rappresentanti di queste OOSS quando in azienda venivano comminati provvedimenti disciplinari senza alcuna contestazione d’addebito, quando veniva rescisso il contratto al Direttore degli Allestimenti Scenici, quando il sostituto Maestro del Coro era minacciato di licenziamento, quando istituti contrattuali dell’orchestra venivano surrettiziamente e unilateralmente cancellati, quando la campagna abbonamenti si profilava nettamente al di sotto delle aspettative, quando venivano messi in atto spostamenti di personale senza alcuna condivisione o informazione sui criteri guida, quando venivano affidate consulenze assai onerose all’Università di Cassino. Certamente non erano a denunciare pubblicamente tali comportamenti né tantomeno a scioperare. Il buon gusto non è d’obbligo ma, comunque sia, sarebbe gradito. Nell’accogliere favorevolmente quanto determinato dal C.d.I. è auspicio delle presenti che detto Consiglio individui quanto prima un sovrintendente capace, competente, dotato di un profilo professionale tale da poter realmente rilanciare il teatro restituendo ai dipendenti entusiasmo e prospettiva e che persegua un solo obiettivo: il bene e la prosperità dell’azienda e dei suoi dipendenti con piena soddisfazione del pubblico che merita una Fondazione Teatro Lirico degna di questo nome.

Cagliari, 08.08.2015

F.to per le segreterie SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

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COMUNICATO STAMPA

 A seguito della chiusura del bilancio 2014 in disavanzo per oltre 5 milioni di euro, così come appreso dalla stampa, le scriventi segreterie esprimono profonda preoccupazione per il futuro del Teatro.

            Stante la situazione attuale e in assenza di operazioni di salvataggio, infatti, la Fondazione di Cagliari non sarà nelle condizioni di presentarsi nel 2016 con “condizioni di equilibrio strutturale di bilancio, sia patrimoniale che economico finanziario”, e il Teatro sarà posto in liquidazione coatta amministrativa come previsto dalla legge Bray.

            Si apprende, sconcertati, delle motivazioni che hanno portato il Consigliere Cherchi al voto contrario all’approvazione del bilancio 2014, che gettano inquietanti dubbi sul fatto che si sia fatto tutto il possibile per evitare un passivo così pesante.

            Destano sbalordimento le nuove notizie di stampa riguardanti le indagini a carico del Presidente della Fondazione, secondo le quali vengono “contestati a Zedda 17 capi di imputazione, una sequenza ininterrotta di abusi di ufficio che a giudizio della Procura avrebbero messo a rischio la sopravvivenza del Teatro Lirico, gravato da una conflittualità interna senza precedenti, che rendono pericolosa la sua presenza per la sopravvivenza della Fondazione”.

            Contestazioni così pesanti che hanno spinto la Procura a chiedere addirittura l’interdizione per il Presidente Zedda.

            Se le notizie di stampa fossero confermate nei loro contenuti, ci troveremmo di fronte ad una situazione pericolosissima che non può lasciare indifferenti le istituzioni ed i cittadini.

            Al cospetto di quanto sopra, appare un piccolo problema il fatto decisamente inopportuno che il bilancio 2014 sia presentato alla stampa venerdì 26, senza dare prima le doverose informazioni alle OO.SS., da una (ex?) consulente di parte, il cui lavoro è stato più volte messo in discussione in seno al C.d.I.

            Vista la situazione sempre più grave in cui versa il Teatro, le scriventi hanno indetto un’assemblea generale dei lavoratori convocata alle 12 e 30 del giorno 26 giugno, durante la quale sarà assunta ogni decisione a tutela della Fondazione e dei lavoratori stessi.

Cagliari, 25 giugno 2015

 Le segreterie

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Cagliari, 03.04.2015

Spett. Presidente Sig. Massimo Zedda

Spett.li Consiglieri di Indirizzo

E p.c. Spett. Presidente Regione Sardegna Dott. Francesco Pigliaru

Lavoratori tutti

A due mesi dalla nomina, la Sovrintendente è stata in grado di proporre una dimessa sequela incompleta di una decina di concerti sinfonico-corali integrati da quattro appuntamenti di musica da camera, null’altro. L’opera lirica è completamente assente e nella migliore delle ipotesi partirà, con colpevole e irrimediabile ritardo, tra qualche mese. Il danno economico causato da una gestione tanto miope e fallimentare assume contorni sempre più precisi e dettagliati: la vendita degli abbonamenti rispetto allo stesso periodo del 2014 presenta un calo di oltre il 35%; mantenendo tale percentuale gli introiti da botteghino per l’annualità 2015 saranno inferiori di circa 800.000; conseguentemente il finanziamento statale 2016 subirà una drastica riduzione a causa della scarsa quantità e qualità delle produzioni; inoltre il numero di presenze degli spettatori è in calo verticale.

Le altre 13 fondazioni lirico-sinfoniche stanno producendo a pieno regime: propongono al loro pubblico dai 10 ai 20 titoli tra opera e balletto, stagioni sinfoniche di alto profilo, rassegne di musica da camera strumentale e corale, progetti educativi in collaborazione con le scuole di ogni genere e grado e stanno già pianificando stagioni prossime venture.In ultima analisi, mentre in tutta Italia i Sovrintendenti si adoperano per aumentare, diversificare e rendere più appetibile il proprio prodotto, per intercettare capitali privati e per far crescere il loro teatro, a Cagliari assistiamo attoniti ad un incomprensibile perseverare di errori, anche amministrativi, che lasciano l’azienda in un inspiegabile stato di abbandono gestionale ben lungi dall’essere quanto necessario ad una fondazione.

Ad oggi è ancora assente la figura di un direttore artistico, fulcro dell’attività di un Teatro, e non è dato sapere, se, così come stabilito dalla legislazione vigente, quanto necessario all’erogazione del FUS sia stato correttamente disposto ed inviato agli organi preposti. Tutti i lavoratori del Teatro Lirico sono ben coscienti e grati sia del sostegno che dell’impegno economico che Regione Sardegna, Stato Italiano, Comune di Cagliari e Banco di Sardegna stanno affrontando per sostenere questa Fondazione ed è proprio questa consapevolezza, unita a quanto sin qui esposto, a persuadere le scriventi OOSS e i dipendenti stessi che sia esigenza ineludibile e indifferibile che la sovrintendente venga rimossa al più presto dal suo incarico in quanto manifestamente inadatta al ruolo che ricopre. E’ assolutamente necessario che il Consiglio di Indirizzo si assuma le proprie responsabilità richiedendo all’autorità statale competente la revoca della Sovrintendente senza indugiare ulteriormente. Contrariamente, permettere che questa gestione continui nella sua quotidiana e palese inadeguatezza produrrà criticità finanziarie che avranno inevitabili conseguenze negative sulle future capacità produttive della Fondazione e sull’occupazione della Regione Sardegna.

F.to le Segreterie SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

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SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONFSAL SNATER CSS

Al Presidente della Regione Sardegna On. dott. Francesco Pigliaru

Al Presidente Fondazione Teatro Lirico di Cagliari Sig. Massimo Zedda

Spett.li Consiglieri di indirizzo Spett.li Revisori dei conti

E p.c. Lavoratori tutti

L’inadeguatezza della gestione della Sovrintendente, già ampiamente denunciata, si è manifestata con il crollo nella vendita degli abbonamenti della Stagione sinfonica 2015: meno 35% circa rispetto al 2014. Il trend positivo occorso lo scorso anno, accentuato esponenzialmente dopo la pausa estiva fino al termine della stagione, ha subito una drammatica inversione di tendenza. Mantenendo questa percentuale e rapportandola agli incassi di botteghino dell’anno 2014 quantificati in circa € 2.250.000, nel 2015 verrebbe a crearsi un mancato introito nelle casse del teatro di circa €800.000, senza considerare che l’offerta proposta al pubblico quest’anno si prefigura inferiore nei numeri con conseguenti ulteriori minori introiti. Il Ministero trasferisce i contributi alle Fondazioni non più sulla base delle spese ma esclusivamente su criteri di quantità e qualità delle produzioni realizzate. Inoltre, con decreto ministeriale del 07.02.2014, il MIBACT ha modificato i parametri per l’attribuzione dei punteggi FUS premiando le fondazioni che producono più opera lirica: per avere un’idea di cosa ciò significhi è sufficiente considerare che una recita di lirica è valutata 12 punti mentre un concerto sinfonico solamente 2. Di conseguenza tutte le 13 fondazioni lirico-sinfoniche, tranne il Teatro Lirico di Cagliari, si sono adoperate per programmare una stagione lirica 2015 ricca di titoli d’opera con l’obiettivo di aumentare il finanziamento statale del prossimo anno: la Sovrintendente del TLC, invece, non solo l’ha relegata temporalmente nella seconda parte dell’anno ma inspiegabilmente non l’ha ancora allestita e nei suoi migliori propositi ne pianificherà una con al massimo tre o quattro titoli, circa la metà dello scorso anno.La contrazione dell’attività lirica rispetto agli anni precedenti comporterà un minor incasso di biglietteria e determinerà inevitabilmente minori risorse ministeriali per l’anno prossimo. Meno risorse si tradurranno in meno attività, meno occupazione, e costituiranno di fatto il principio della fine per il Teatro Lirico di Cagliari condannato a chiusura certa. Anche la gestione interna del Teatro appare poco chiara, con disposizioni contraddittorie che denotano la non rispondenza della Sovrintendente alle specifiche necessarie alla conduzione di questa azienda che ha dimostrato di poter esprimere un potenziale produttivo di altissimo livello. All’oggi le segreterie SLC-CGIL , UILCOM-UIL, FIALS-CISAL, LIBERSIND-CONFSAL, SNATER e CSS denunciano la mancanza di una vera programmazione, ragione di vita del Teatro stesso e dei suoi dipendenti, la mancanza di una linea coerente di gestione, la mancanza delle competenze necessarie a promuovere e vendere il prodotto teatro, la mancanza di un piano industriale triennale, la mancanza di una politica di reperimento di risorse, la mancanza della figura di un sovrintendente che manifesti la propria autorevolezza attraverso le sue capacità e non tramite la sterile autorità derivante dal ruolo conferito, la mancanza di un organico utilizzo del personale stabile e precario e ritengono l’attuale Sovrintendente responsabile di questa situazione. Per quanto sopra esposto, fortemente preoccupate per le sorti di questa Fondazione, le scriventi esprimono la loro sfiducia alla Sovrintendente, in palese difficoltà nel mantenere e rilanciare le sorti del Teatro Lirico di Cagliari, e si appellano al Presidente e al Consiglio di indirizzo affinché intraprendano gli atti necessari per dare al Teatro quella figura manageriale che possa difendere e rilanciare codesta Fondazione, patrimonio culturale di tutti i Sardi e dell’Italia. Ci si appella inoltre al Presidente della Regione Sardegna, On.dott. Francesco Pigliaru, affinché intervenga personalmente per invertire l’attuale tendenza di gestione.

Cagliari, 17.03.2015

F.to le Segreterie  SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONFSAL SNATER CSS

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SLC  CGIL  UILCOM  UIL  FIALS  CISAL  LIBERSIND  CONFSAL  SNATER  CSS

Al Presidente Ai Consiglieri del CdI Ai Revisori dei Conti

Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

SEDE

Ancora una volta i lavoratori della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari sono costretti ad apprendere dalla stampa che gli stipendi del mese di gennaio non sono in pagamento. Ciò , per la delicatezza del momento e dell’argomento, andrebbe comunicato con altri mezzi e con differente sensibilità .

Leggiamo sulla stampa “Non sarà possibile pagare gli stipendi di questo mese perché non ci sono abbastanza soldi”; tale dichiarazione del Presidente Massimo Zedda ci sembra alquanto strana perchè a oggi i contributi 2015 di Stato, Regione e Comune sono in essere. Se il Comune avesse liquidato il contributo di oltre €2.000.000 del 2014 non ci sarebbero stati problemi, parimenti il medesimo effetto si sarebbe avuto qualora avesse corrisposto al Teatro il contributo regionale per il progetto Shardana liquidato dalla RAS già dal novembre scorso.

Leggiamo ancora “ Cosi come avevamo segnalato da tempo, nel 2014  si è speso troppo e adesso sono i lavoratori a pagarne le conseguenze” e anche tale dichiarazione ci sembra incomprensibile perché il consuntivo 2014 si chiude a giugno 2015 e se il Presidente ha elementi che a noi non è dato sapere deve responsabilmente renderli ufficiali oppure deve tacere.

Percepire lo stipendio è un diritto del Lavoratore e ci aspettiamo che il Presidente spieghi quali siano i problemi che hanno determinato la mancanza di liquidità nelle casse della Fondazione e quali determinazioni voglia assumere per porvi rimedio: non vorremmo che questo venisse scientemente utilizzato per oscurare la non meno preoccupante situazione di stallo e mancanza di programmazione.

Compito di un Presidente, nonché rappresentante legale, non è solo quello di segnalare un qualunque problema, specialmente di natura economica , che si presenti, ma ha il dovere di intervenire ed impedire che questo possa arrecare danni alla Fondazione, e ai lavoratori.

Compito di un Presidente è vigilare e intervenire, chiedendo -se necessario- l’ausilio ed il giudizio degli organi preposti, affinché i conti siano sempre sotto controllo, non solo nei debiti e nelle spese ma soprattutto nei crediti.

Troppo spesso soci finanziatori versano le somme dovute con grandi ritardi, causando problemi di liquidità. Inconcepibile che si debba aspettare oltre un anno per ricevere somme ascritte a progetti già realizzati.

Sarebbe davvero disdicevole scoprire che tali ritardi siano da imputare non tanto a semplice e pura negligenza impiegatizia quanto a puro dolo.

Cagliari 28 gennaio 2015 Per Le Segreterie

Rossella Diana

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SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF SNATER CSS

Cagliari, 05.01.2015

Spett. Presidente Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

Sig. Massimo Zedda

Spett. Sovrintendente

M°. Mauro Meli

Spett.li componenti del Consiglio di Indirizzo

e p.c. Lavoratori tutti

 Il giorno 07.01.2015, dopo la pausa natalizia, dovrebbe riprendere l’attività del Teatro Lirico di Cagliari; usiamo il verbo al condizionale perché nessuno tra dipendenti e dirigenza aziendale è in realtà a conoscenza di ciò che si farà. Allo stato attuale non esiste una programmazione non solo per l’anno 2015 ma nemmeno per il mese di gennaio c.a..

 La stagione lirico – sinfonica 2015, presentata al C.d.A. il 2 ottobre 2014 e messa all’ordine del giorno di quasi tutte le successive riunioni del consiglio, non è mai stata discussa e la conseguenza diretta di tale condotta è che ora il teatro è letteralmente immobile. Com’è possibile che per ben tre mesi non si sia sentita la necessità di analizzare ed eventualmente emendare la stagione prospettata? La motivazione del C.d.A. in scadenza di mandato, e pertanto tenuto a gestire esclusivamente la normale amministrazione, non trova alcuna giustificazione plausibile: prova ne sia che tutte le altre fondazioni lirico-sinfoniche, in egual modo con C.d.A. e cariche dirigenziali prossime al rinnovo, hanno approvato la programmazione per l’anno corrente.

 I danni che si stanno prefigurando nei confronti del teatro sono gravissimi: innanzitutto di carattere economico giacché non è stata ancora avviata la vendita di abbonamenti e biglietti e in secondo luogo di immagine. Gli sforzi sostenuti dai lavoratori nel 2014 per far rinascere il teatro dopo anni di avvilente oscurantismo hanno portato ad un aumento sostanziale degli introiti del botteghino, grazie ad un teatro pressoché sempre esaurito, ma soprattutto hanno riavvicinato il pubblico che ha incredibilmente risposto portando la nostra fondazione al terzo posto in Italia per

numero di abbonati. Ora, a causa di una gestione miope e ottusa della situazione, tutto rischia di essere vanificato.

Stipendi decurtati del 20%, retribuzioni di novembre e dicembre corrisposte con colpevole ritardo, premio produzione degli ultimi anni tagliato dell’80%, lavoratori che debbono riprendere l’attività lavorativa in assenza di un piano di lavoro e di una programmazione: sembra la fotografia di un teatro prossimo alla liquidazione, senza futuro e con un passato fallimentare.

Invece la nostra Fondazione è una tra le poche a non aver dovuto far ricorso alla legge Bray, è la terza in Italia come numero di abbonati, è tra i teatri ad aver avuto il maggior incremento di produttività nel 2014, è la penultima tra le quattordici come numero di dipendenti stabili che sono tra l’altro anche i meno pagati d’Italia. E’ lecito domandarsi se la situazione nella quale ora ci si trova non sia stata fortemente perseguita da qualcuno che ritiene il Teatro Lirico un semplice contenitore, che reputa i suoi dipendenti lavoratori non meritevoli di solidarietà, che ritiene il prodotto che il teatro propone vetusto e inutile.

 Le scriventi segreterie, nell’augurare ai nuovi Consiglieri di Indirizzo un proficuo lavoro per il prossimo quinquennio, auspicano che qualsiasi decisione vorranno prendere sia scevra da qualsiasi preconcetto nei confronti dei dipendenti di questa azienda, troppo spesso vilipesi da più parti, e che abbia quale fine non la semplice sopravvivenza bensì un vero e proprio rilancio del Teatro Lirico di Cagliari in linea con quanto iniziato nel

2014, resta inteso pur sempre entro le risorse economiche di competenza; al contempo le firmatarie in calce chiedono al Presidente della Fondazione un incontro urgentissimo per avere chiarimenti in merito a quanto sopra.

Per le segreterie territoriali

 Andrea Saccarola

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USB FISTEL-CISL SLC-CGIL SNATER FLS-CSS

Al Presidente Sig. Massimo Zedda
al Sovrintendente Dott. Gennaro Di Benedetto
ai Sig.ri membri del CdA

e p.c.

alle OO.SS

ai Lavoratori

In occasione della produzione estiva, vi è stata la necessità di integrare il complesso corale
con la scrittura di personale aggiunto che però ha avuto proposte contrattuali diverse. Appare
incomprensibile e discutibile la tipologia contrattuale adottata per detto personale, che genera una
grave discriminazione di trattamento all’interno della stessa area artistica.

Risulta infatti una differenza sostanziale tra i contratti dei professori d’orchestra, che a
prescindere dalla produzione (“Carmina Burana” o “Pentagrammi per i fotogrammi”) sono in
possesso di un contratto unico per l’intera produzione, mentre gli artisti del coro hanno ricevuto una
proposta con delle interruzioni in corrispondenza delle giornate di disposizione e festività.

Uguale discriminazione si presenta addirittura negli stessi aggiunti del coro, tra una artista e
gli altri colleghi

Questo è totalmente difforme rispetto alle esperienze passate e configura una grave
discriminazione, nonché un pericoloso precedente; inoltre impedisce il conteggio delle ferie, che si
basa su 6 giornate lavorative, come da CNNL.

Tale contratto non sembra essere inquadrabile in nessuna tipologia;
non può essere un contratto intermittente dato che dovrebbe, in tal caso, interessare i lavoratori sotto
i 25 o sopra i 45 anni e oltretutto essendo previste delle giornate in cui gli artisti sono a
disposizione, dovrebbe essere contemplata l’indennità di disponibilità, prevista in detto contratto.

Non è inquadrabile come un part time verticale, dato che non è indicata la durata della
prestazione lavorativa né l’orario di lavoro (con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e
all’anno), come richiesto dalle leggi vigenti.

Stante il risparmio ridicolo dell’azienda che, per la totalità dei lavoratori è quantificato in

3.500 euro complessivi, era già nelle possibilità del Sovrintendente individuare un altro capitolo di
risparmio, sfruttando magari i maestri in forza alla Fondazione invece di assumerne esterni o
programmando un repertorio che non contemplasse l’aumento degli organici.
Ricordando che l’articolo 4 del CCNL obbliga al medesimo trattamento del personale a
tempo indeterminato, i lavoratori con contratto a termine, le Scriventi quindi invitano a recedere
dalla scelta e a redigere per i lavoratori aggiunti discriminati del complesso corale, un contratto che
offra le stesse condizioni e analogo trattamento economico, onde evitare inutili contenziosi, dal
momento che il contratto proposto potrebbe essere impugnato nelle sedi appropriate.

Cagliari, 21 luglio 2011

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Cagliari, 4 Febbraio 2011

COMUNICATO

I lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari con le scriventi OO.SS. hanno sostenuto una vertenza che li ha visti mobilitarsi in diversi modi, dalle manifestazioni, ai concerti, alle conferenze pubbliche fino all’assemblea permanente. In una vertenza lunga e complicata è stata rimossa una dirigenza responsabile della disastrosa situazione debitoria nella quale oggi versa il Teatro. Attraverso la mobilitazione si è riusciti a far crescere la cifra destinata al Teatro Lirico di 1,5 milioni di Euro. Attraverso la mobilitazione si è riusciti ad avere un quadro della reale situazione debitoria. Attraverso la mobilitazione si è riusciti ad aver la certezza che gli stipendi arriveranno la settimana prossima. E’ ingeneroso che qualcuno dica che l’impegno di tanti lavoratori non sia servito a niente. E’ indecoroso ( e per la verità persino imbarazzante ) che personaggi che fino a qualche settimana fa andavano a braccetto con Pietrantonio oggi insultino l’intelligenza dei lavoratori del Teatro e li mobilitino col solo fine di garanzie per loro personali disegni o privilegi.
Per la SLC CGIL,la FISTEL CISL, lo SNATER ed il CSS la mobilitazione continua, perché troppe ed urgenti sono le necessità del Teatro. Noi abbiamo delle priorità.
Gli stipendi e la situazione economico-finanziaria: mentre gli stipendi arretrati la settimana prossima saranno accreditati,come comunicato dal capo di gabinetto dell’ass.to alla P.I. al CDA in data odierna, per i prossimi persistono le preoccupazioni. Sul fronte del risanamento attendiamo notizie ed atti formali che diano evidenza delle azioni del sindaco e del CDA in tal senso. Evidentemente anche su questo tema il tempo non è una variabile indifferente e pertanto a breve sarà indispensabile conoscere le decisioni prese con le relative formalizzazioni.
La Dirigenza : è necessario gestire l’emergenza, ma il Teatro è una macchina che non può fermarsi. E’ prioritario che il Sindaco designi con urgenza una Dirigenza capace di riportare il Teatro in una situazione di “normalità”. La delibera odierna del CDA che dà mandato al sindaco di nominare , entro 10 giorni, un nuovo Sovrintendente, un nuovo Direttore Amministrativo ed un Direttore del Personale va indubbiamente in questa direzione. Cogliamo positivamente la delibera del CDA che dà mandato al sindaco di rivedere in toto le posizioni dell’attuale direzione artistica e musicale.
La Programmazione : ritenendo la programmazione fulcro dell’attività del teatro occorre pensare ad una programmazione in discontinuità politica con la precedente gestione, col nuovo Sovrintendente che pensi alla qualità ed al pubblico, che guardi al risparmio e che, in quest’ottica, guardi all’occupazione. Perché , per la SLC CGIL, la FISTEL CISL, lo SNATER ed il CSS i precari sono una risorsa che va utilizzata , un patrimonio di professionalità che non deve essere disperso.

In questo quadro non può mancare la cornice , che è il Piano Industriale. Un piano industriale che sia di largo respiro, che guardi al futuro, per garantire al Lirico di Cagliari ed al suo Pubblico i massimi livelli di qualità. Una qualità che passa anche attraverso la diretta gestione dei propri abbonati.
La SLC CGIL, ,la FISTEL CISL, lo SNATER ed il CSS non ritengono strategicamente utile, oggi, attivare un percorso di sciopero, causa di disagio per il pubblico. Riteniamo che invece il pubblico sia il nostro miglior alleato e che gli spettacoli in programmazione possano essere un momento per evidenziare le difficoltà dei lavoratori del Teatro.

Le Segreterie

SLC CGIL          Fistel CISL       SNATER           CSS
R. Camarra       M. Dessì      G. Corronca     G. Meloni

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