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Per rilanciare il ruolo della lirica, per tornare a essere un Paese che attrae le eccellenze e per bloccare l’attuale fuga degli artisti, venerdì 16 giugno 2017 alle ore 12.30 la Sovrintendenza del Teatro Regio di Torino,   verrà occupata simbolicamente, contemporaneamente all’occupazione delle Sovrintendenze di tutte le 14 Fondazioni Lirico-Sinfoniche Italiane.

In quella sede, i Segretari territoriali CGIL, CISL, UIL, FIALS e le RSU del Teatro Regio di Torino consegneranno un documento sindacale unitario nazionale al Sovrintendente Walter Vergnano.

“Le Fondazioni liriche”, spiegano i sindacati, “da tempo sono interessate da una crisi debitoria, principalmente dovuta alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche”.

“I provvedimenti legislativi”,  continuano le organizzazioni sindacali, “emanati fino a oggi dal Governo Italiano, hanno indicato quale soluzione a questo problema il taglio del costo del lavoro”.

“Questo intervento“, proseguono, “non ha ridotto i debiti ma ha comportato la perdita di posti di lavoro, la riduzione degli stipendi dei lavoratori e la chiusura dei corpi di ballo, oltre a esternalizzazione dei servizi, interruzioni di attività e aumento della precarietà”.

“Noi chiediamo di discutere una vera riforma delle Fondazioni Liriche, che abbia come base la tutela dei dipendenti, la garanzia di contributi pluriennali basati su un forte coordinamento tra le risorse nazionali e quelle locali, la garanzia di una governance trasparente e un’attenta vigilanza da parte del Ministero”, concludono le organizzazioni sindacli.

FONTE: Torino Oggi

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VERTENZA LIRICO» PRESIDIATO IL TEATRO

Durissime critiche al sindaco Zedda: «Ci ha deluso, non ha rispettato le regole. La persona designata non ha

i requisiti»

di Mauro Lissia

CAGLIARI Ora salta fuori che Marcella Crivellenti, designata dal sindaco alla sovrintendenza della Fondazione lirica, quando lavorava alla biglietteria del teatro incassava il rimborso delle spese di trasferta come residente a Roma. Si tratta di poche centinaia di euro, ricevute per soli tre mesi e certo in modo legale. Ma l’interrogativo è un altro: per quale motivo l’allora sovrintendente Maurizio Pietrantonio, dovendo coprire un ruolo di così basso profilo professionale, era andato a cercare la soluzione a Roma? Non c’era in città qualcun’altro in grado di occuparsi del botteghino? O c’era qualcuno, nel mondo politico di destra, che premeva per la Crivellenti? La domanda circolava ieri mattina in un teatro lirico trasformato per due ore in luogo di protesta pubblica. Prima il raduno davanti all’ingresso di via Sant’Alenixedda, poi la catena umana e l’occupazione simbolica ma reale degli uffici al quinto piano del teatro, dove si trova la sovrintendenza. Una manifestazione dichiaratamente organizzata per convincere il sindaco Massimo Zedda a revocare l’annunciata nomina della Crivellenti, un nome sul quale si è materializzato un dissenso talmente diffuso da oscurare la terribile memoria di Mauro Meli, il cui nome ancor’oggi viene agitato come uno spauracchio. Ma se Meli, cacciato a suon di scioperi dalla Scala e giubilato anche a Parma, conserva il favore di qualche nostalgico e persino due sponsor ufficiali nel consiglio di amministrazione, la Crivellenti non la vuole proprio nessuno. Tant’è che per quanto la politica di vertice abbia osservato finora un irrispettoso silenzio sulla battaglia in corso al Lirico, è difficile rintracciare anche una sola voce di consenso tra i banchi delle varie assemblee elettive. Anche perché confrontarsi con la valutazione di 280 dipendenti del teatro, la maggior parte maestri di musica – che poi è il prodotto finale della Fondazione – può costare una brutta figura. Un po’ come quella fatta da Zedda, arroccato su un nome considerato indifendibile. Per restare alla cronaca, ieri ha parlato per tutti Simone Guarnieri, coordinatore delle rappresentanze sindacali unitarie interne. Ai cronisti ha annunciato l’avvio del presidio permanente («non vogliamo che la Crivellenti entri in teatro non autorizzata») e un’azione legale che parte con la richiesta d’accesso agli atti della nomina. Il dato politico però riguarda Zedda, che da speranza bianca dei dipendenti del Lirico è diventato il nemico numero uno: «Ci ha profondamente deluso – ha detto Guarnieri – perché ha disatteso la promessa di scegliere il sovrintendente in base a un bando internazionale. I curricola sono arrivati ma non li abbiamo visti e vorremmo vederli». Il solo noto a tutti è quello della Crivellenti: «Non ha i requisiti previsti dallo statuto – ha tagliato corto Guarnieri – ed è strano che a non rispettare le regole sia proprio il sindaco, che invece dovrebbe essere il primo». Poi ancora valutazioni sul merito: «Zedda ha detto di essersi fidato del suo intuito, ma ha 37 anni e non conosce il teatro. Forse dovrebbe fidarsi anche del giudizio di chi lavora qui da decenni». Il giudizio è che «serve una guida autorevole» e per ottenerla i lavoratori del teatro sono pronti a una lotta lunga e faticosa. Forse il tempo per tornare indietro c’è, manca la ratifica della nomina. Errare è umano, perseverare è politico.

La Nuova Sardegna

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