Articolo taggato “spettacolo”

Esternalizzazione dei servizi, precarizzazione del lavoro. Quante volte abbiamo visto questa ricetta spacciarsi per soluzione ai problemi delle finanze pubbliche. . Una falsa soluzione che non comporta risparmi, arricchisce i privati, crea nuovi caporali travestiti da manager e si legittima con i comportamenti scorretti dei dipendenti “fannulloni” che verrebbero finalmente puniti. Così però l’arbitrio e il dispotismo dei dirigenti cresce; e crescono, insieme a esso, le reti di clientele e favoritismi, di piccoli privilegi e ruberie, create per mantenere consenso e sedare il dissenso. A detrimento dei diritti di tutti. 
Questo processo adesso sta investendo anche i lavoratori delle fondazioni Lirico-Sinfoniche, come dimostrato esemplarmente dal caso di Verona, di cui abbiamo parlato spesso. Cantanti, ballerini, sarti, truccatori, macchinisti dai teatri di tutta Italia a rischio licenziamento per essere eventualmenti riassunti a condizioni peggiorative. Da qualche mese, nel totale abbandono da parte dei sindacati confederali, molti di loro si sono organizzati costituendo un Comitato Nazionale e si sono organizzati per reagire e far sentire la loro voce. 
Lunedì scorso erano sotto Montecitorio, per il loro primo presidio nazionale a Roma. E noi eravamo con loro, a sostenerli insieme a una delegazione di ex-lavoratrici Almaviva e ai compagni del movimento di lotta per la casa. Nel farlo non abbiamo avuto il minimo dubbio. Perché ci sono tanti modi di calpestare la dignità di chi lavora: lo si può trattare come una bestia da soma e fargli spezzare la schiena per uno stipendio misero; lo si può tenere sotto il ricatto permanente della scadenza di un contratto; lo si può usare come capro espiatorio per i problemi strutturali di un sistema malfunzionante. Lo si può anche svilire nelle sue passioni, nella sua arte, nelle sue competenze così faticosamente acquisite. 
Noi questa tendenza la vogliamo invertire a tutti i costi. Crediamo sia nel cervello, nella nei muscoli, nel cuore e nelle corde vocali di tutti i lavoratori e le lavoratrici il patrimonio più grande di questo paese. Un patrimonio che la logica del profitto non è in grado di valorizzare. Allora bisogna trovare un’altra logica, e non lo si può fare che con la lotta. Per questo… continua a leggere qui

Comments Nessun commento »

TLC

Non bisogna sottovalutare quanto è avvenuto ieri in Teatro. Quel pubblico che ha solidarizzato con i lavoratori, che ha applaudito commosso dopo la lettura dei comunicati, che ha depositato migliaia di firme contro i tagli alla cultura, quel pubblico ieri ha disertato lo spettacolo.

Un segnale davvero preoccupante per il futuro del teatro perchè se quest’anno arrivano i contributi Fus ripartiti come l’anno scorso, nel 2012 verranno sicuramente aggiornati i parametri soprattutto sulla base della quantità e qualità degli spettacoli e sul numero degli spettatori.

Come si sta attrezzando Cagliari per non essere penalizzata dalle future sovvenzioni? L’abbiamo visto ieri e lo constateremo purtroppo nel corso della stagione. Penso che sia opportuno reagire con forza a questa deriva adesso…non domani!!! Bisogna restituire la biglietteria ai dipendenti che per un decennio hanno instaurato un rapporto privilegiato con l’utente e saper produrre senza sprechi spettacoli più decenti artisticamente che ci riportino ad una produzione degna un Teatro lirico non di un piccolo teatro di provincia.

Angelo Cocco

Comments Nessun commento »

teatro-liricoPietro Oggianu è il nuovo direttore amministrativo.

Oggi Floris in missione a Roma per il soprintendente

Oggi Emilio Floris incontrerà Salvo Nastasi, direttore generale dello spettacolo del ministero dei Beni culturali, per sottoporgli alcuni nomi. La settimana prossima la nomina del numero uno.
Pietro Oggianu, commercialista, è il primo nome della nuova era del Teatro lirico. Ieri il consiglio di amministrazione della Fondazione lo ha nominato a maggioranza direttore amministrativo.
Sessantaquattro anni, originario di Macomer ma cagliaritano d’adozione, Oggianu avrà un contratto a tempo determinato (biennale) da 70 mila euro lordi all’anno, 3500 euro netti al mese. Meno dei circa 125 mila riscossi da Vincenzo Caldo negli ultimi anni. Quest’ultimo aveva un contratto da libero professionista, che non prevedeva obbligo di presenza. Ed è soprattutto per questo che il cda, ad eccezione di Maurizio Porcelli, che non ha partecipato polemicamente al voto, ha voluto siglare un contratto a tempo determinato (secondo livello “A”) coprendo una figura mancante nella pianta organica e garantendosi una presenza e un impegno costante.
SEGNALE DI DISCONTINUITÀ Un segnale di discontinuità rispetto al passato. Non l’unico. Rompendo una prassi consolidata secondo cui era il sovrintendente a scegliere il direttore amministrativo, il consiglio di amministrazione l’ha voluto scegliere prima. Un modo per rendere indipendenti le due figure.
IL CURRICULUM Oggianu è stato per 20 anni vice presidente del Cocico, il Comitato circoscrizionale di controllo, è stato (o è) presidente del collegio dei revisori dei conti di Legler, Queens, Abbanoa, Laore e dell’Agenzia provinciale dell’energia, nonché componente del collegio di Ctm e Sardegna ricerche.
IL SOVRINTENDENTE Quanto al sovrintendente, dovrebbe essere nominato entro la prossima settimana. Oggi Emilio Floris incontrerà Salvo Nastasi, direttore generale dello spettacolo del ministero dei Beni culturali, per sottoporgli alcune candidature pervenute in Municipio (si fa il nome di Gennaro Di Benedetto, ex numero uno al Carlo Felice di Genova) e verificare se abbiamo le caratteristiche morali e professionali – meno musicista più manager – adatte al Lirico in questa fase storica.
IL DEBITO Quanto al piano di consolidamento e risanamento del debito, le cinque banche incaricate di redigere un progetto hanno chiesto una proroga di dieci giorni. Il nodo riguarda i beni immobili che il Comune dovrebbe dare a garanzia. Il Comune avrebbe prospettato sei opzioni. Ma dovrà essere il Consiglio comunale, con un voto formale, ad autorizzare il sindaco a concludere l’operazione. Floris ha garantito che l’argomento sarà all’ordine del giorno prima delle elezioni. (fabio manca)

L’Unione Sarda 16-02-2011

Comments Nessun commento »

gazaleL’arte e lo spettacolo ci servono (lettera aperta a Scarpa, Bocelli, Baricco e Ceronetti)

“Questo nostro tempo, certamente verrà ricordato come un periodo buio, per l’attenzione che si riserva all’offerta culturale in genere.

L’Italia, che come sappiamo ha sempre speso percentualmente pochissimo rispetto alle altre più importanti nazioni europee nei campi della cultura e dello spettacolo, sembra messa in ulteriore drammatica difficoltà da scelte precise di redistribuzione dell’indotto fiscale.

Sono scelte .. certo ..

Viviamo in uno stato che, cerca , non senza difficoltà di promuovere grandi gruppi imprenditoriali , cercando attraverso essi, di rivaleggiare con le grandi e fino a poco tempo fa , insospettabili potenze economiche emergenti.

Quasi tutte le risorse a fondo perduto vengono  destinate ai momenti di difficoltà dei  grandi mostri del settore auto , trasporti, tecnologie . Industrie che  è bene ricordarlo , si guardano bene dal restituire i dividendi nei periodi di ”vacche grasse”.

Certo , tante famiglie di lavoratori sono coinvolte, il lavoro deve essere rispettato e noi siamo in linea e al loro fianco sempre.

ma perchè le stesse attenzioni, la stessa vicinanza ai problemi, alle vicissitudini che abbiamo verso i  lavoratori delle grandi aziende private, non dovremmo averla per le sarte, macchinisti, coristi, orchestrali, amministrativi ect. che tengono in vita, col loro prezioso, necessario lavoro, i nostri teatri?

Perchè i teatri, è il caso di ricordarlo, sono anche e soprattutto luoghi dove la gente lavora.

Questa moltitudine di lavoratori specializzati , permette ai grandi capolavori della storia di non essere sepolti nell’oblio ma di rivivere, come per magia, ogni qualvolta quel rosso, grande sipario si apre per offrire  il ”miracolo” delle emozioni.

Eppure, la meraviglia degli occhi, che si incantano nel vedere una scenografia o nel sentire dal vivo una musica sublime, non sembra sufficiente a giustificare una scelta di campo e soprattutto dei significativi investimenti.

Non è solo spettacolo, men che meno , intrattenimento . Se fosse solo questo , sarei io il primo a inneggiare all’impresariato e  all’ autosostentamento.

Quello che succede all’interno dei nostri pubblici teatri è  qualcosa di molto più complesso .

Un ‘ opera , una sinfonia o un balletto non possono vivere autonomamente  , fanno parte della nostra stessa coscienza collettiva e   richiedono  il massimo rispetto e il migliore impegno affinchè possano prendere vita ed essere rappresentate al meglio  .

Se non saremo più in grado di fare questo , purtroppo,  assisteremo inerti a ciò che gia da tempo è cominciato .

Renderemo L’Italia , terra di conquista culturale. Un serbatoio inesauribile d’arte da offrire a libero servizio senza regole e senza alcun prezzo d’acquisto. Guarderemo  il progressivo , quanto inesorabile decadimento del nostro patrimonio identitario , mortificato e svenduto ad uso e consumo di quanti sorrideranno della nostra ingenuità .

Ma più ancora, e non è un volo astratto, è, nei luoghi deputati che vive la nostra identità culturale. Non c’è teatro al mondo che non abbia la sua stagione, piena di titoli di autori italiani. Se all’estero ancora ci amano, non è perchè siamo chiassosi e ridanciani o perchè abbiamo anche inventato la pizza: ci rispettano perchè abbiamo fondato una civiltà sull’arte e, credetelo, è una cosa eccezionale. Abbiamo avuto il rinascimento per la pittura , tutto nostro.. che fortuna!

..Abbiamo inventato il melodramma e poi, tra l’800 e il ’900, sono stati scritti capolavori che sopravviveranno a qualsiasi governo. Siamo pieni di storia antica che testimonia, con le sue opere d’arte, che il territorio italiano non ha mai rinunciato ad esprimersi ai massimi livelli artistici.

In tempi più recenti, il design italiano è diventato sinonimo di bellezza e di stile. La moda italiana, per esempio, ci consente di essere guardati con una certa ammirazione e rispetto in qualsiasi posto del mondo. Abbiamo avuto tutto questo in eredità ed è nostro dovere custodirlo con un grado minimo di decenza.

L’economia globalizzata potrebbe far morire le nostre aziende, considerato che nessuno di noi è disposto a lavorare 18 ore al giorno per 20 euro di paga. Tutti i nostri grandi imprenditori investono all’estero perchè la forza lavoro conviene. In questo contesto economico, è molto difficile investire in generale. Tutti sono immobilizzati dalla paura, non c’è prodotto o innovazione che non vengano replicati e messi sul mercato in tempi brevissimi, ad Hong Kong o in Brasile, per un prezzo almeno dimezzato.

Dobbiamo prendere coscienza, prima che sia tardi, di che cosa siamo in grado di fare e in quali campi possiamo realmente essere competitivi o addirittura unici. I dolorosi articoli di Guido Ceronetti, Tiziano Scarpa e purtroppo anche di Alessandro Baricco e Andrea Bocelli, non aiutano il pensiero comune ad evolvere verso una direzione che restituisca all’Italia all’estero un immagine vincente ed evoluta”

Alberto Gazale (baritono)

Comments Nessun commento »

‘Tagli reintegrati nel mille proroghe’

27 gennaio 2011

SCHIARITA per le fondazioni lirico-sinfoniche: i sottosegretari Giro e Pizza hanno infatti annunciato, alle commissioni cultura di Camera e Senato, che il governo proporrà un emendamento al decreto Milleproroghe per un reintegro del Fus di 160 milioni di euro. Il Fondo tornerà sopra quota 400 milioni di euro.

E il Maggio potrebbe non perdere gli oltre 2 milioni di euro minacciati dal taglio. Lo annuncia il senatore Pd Marcucci, che aggiunge: «Sarà l’ ultimo intervento pubblico per la cultura e che nel prossimo futuro le istituzioni dovranno muoversi nel libero mercato». Bocciata la proposta per le incentivazioni fiscali alle aziende, «secondo l’ esecutivo il Maggio dovrà dunque raddoppiare le sponsorizzazioni ma senza alcuna legge che le renda vantaggiose per i donatori». E c’ è un timore: che la Lega proponga un occhio di riguardo, nella suddivisione dei 160 milioni, nei confronti della Scala e Verona.

La Repubblica

Comments Nessun commento »

Bondi e Letta retromarcia: soldi allo Spettacolo e ripristino del tax shelter. Le reazioni

Oggi pomeriggio, di gran fretta prima dell’inizio del festival di Roma dove sono annunciate (per domani) proteste eclatanti, il ministro Sandro Bondi accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta (le malelingue dicono per dare peso istituzionale alle uscite di Bondi….) hanno fatto l’annuncio che il mondo dello Spettacolo attendeva:

- FUS RIPRISTINATO AI LIVELLI DEL 2010 (dunque dai 268milioni annunciati ai 400 milioni circa per l’intero comparto Spettacolo)
- TAX CREDIT E TAX SHELTER RIPRISTINATI PER LATRI TRE ANNI (che è una boccata d’ossigeno per i produttori cinematografici)

Ovviamente è una buona notizia (Bondi un po’ pomposamente l’ha definito:”Impegno tanto più significativo se pensiamo ai conti dello Stato. Un impegno dell’intero governo nei confronti della cultura”) e
tanto più che i ripristinati 400 milioni sono stati considerati dagli stessi Bondi e Letta “il livello minimale di sopravvivenza” (quindi i 268 milioni previsti erano sotto il livello di sopravvivenza: che se ne siano accorti è un bene, meglio tardi che mai).
L’annuncio di Bondi e Letta è un impegno:ora attende il vaglio del ministro Tremonti che però a questo punto difficilmente potrà tirarsi indietro, salvo sollevazioni popolari dell’intero Spettacolo.

Le prime notizie sono che l’Agis e Anica esprimono soddisfazioine sia pur cauta.

Stessa soddisfazione cauta da parte dei teatranti che da due anni si sono visti tagliare i fondi del 9 per cento. Sergio Escobar direttore del Piccolo Teatro di Milano chiede a questo punto rigore: “prendiamo atto con favore della promessa di ricostituire il Fus del 2010, ma nel 2011 si dovrà legare a una nuova finalizzazione dei fondi seguendo criteri di responsabilità verso i soggetti che svolgono la loro attività in modo efficiente, altrimenti il disastro economico resterà tale”.
Insomma rivediamo le distribuzioni! Cosa sacrosanta.

Repubblica.it

Comments Nessun commento »

dal blog di Claudia Zuncheddu
Al Sig. Sindaco dott. Emilio Floris

All’Assessore alla Cultura, Attività Culturali,

Musei, Spettacolo

A tutti gli Assessori competenti

Mozione urgente

Su

Grave rischio di smantellamento del Teatro Lirico di Cagliari

Premesso che

- da diversi mesi gli operatori del Teatro Lirico di Cagliari stanno portando avanti una tenace e civile protesta contro lo smantellamento di questa importante struttura della vita culturale e sociale di Cagliari;

- gli effetti devastanti della cosiddetta “Riforma Bondi” hanno innescato una serie di numerose proteste e mobilitazioni non solo fra gli stessi operatori dell’Ente ma anche di parte dei cagliaritani che non tollerano di vedere mortificato uno dei più importanti punti di riferimento della Cultura non solo della Sardegna ma anche Italiana e Internazionale;

Sottolineato che

- la qualità della produzione artistica del Lirico è stata mortificata da una gestione che per troppi anni si è sottratta alle responsabilità circa bilancio e conti, già fortemente compromessi dalla crisi che si è abbattuta in particolare sul settore della Cultura, messo in ginocchio dai tagli indiscriminati e dalla politica scellerata del governo Italiano di Centro Destra alla quale questa Amministrazione Comunale, e in particolare il Sindaco non solo in veste di primo cittadino ma anche di Presidente della Fondazione Lirica, non si è mai opposta e rispetto alla quale non ha mai preso posizione, in difesa del Teatro in quanto centro propulsore dell’arte e della cultura isolana, in rispetto dei professionisti che per anni hanno garantito il prestigio e la qualità artistica e per la tutela dei posti di lavoro che la Struttura garantisce;

- il tentativo di smantellare questa Istituzione fondamentale sia sul piano culturale che su quello sociale per la nostra città è del tutto in contrapposizione con il tanto e incomprensibilmente sbandierato slogan di cui si fregia questa Amministrazione Comunale di “Cagliari Capitale del Mediterraneo” che non può prescindere da politiche di valorizzazione della cultura e della tutela del lavoro;

Sottolineato che

- i disagi arrecati alla regolare attività del Teatro e quindi anche la sospensione della messinscena delle opere in calendario da tempo, come accaduto per la prima de La Cenerentola di Rossini, sono il risultato di una gestione che dopo anni di scelte poco auspicabili e avvedute ha causato il malcontento oltre che del pubblico pagante soprattutto dei dipendenti, che insieme a sindacati e ad Associazioni di categoria protestano contro:
1)    i tagli salariali e del personale contemplati dal decreto del Ministro ai Beni Culturali, che hanno rappresentato per il nostro Teatro uno “scippo” di ben 2.600.000 Euro e soprattutto perché ad essi è corrisposto un notevole incremento dei compensi dei dirigenti, poco auspicabile in un periodo di forte crisi come quello attuale;

2)  l’inspiegabile e poco trasparente assunzione di personale precario a tempo determinato per ricoprire cariche di tipo tecnico – amministrativo e comunque sistemazioni “ad hoc” a discapito di professionisti già in servizio da anni e che hanno maturato una decennale anzianità di servizio presso gli stessi settori del Teatro;

3)    le scelte poco auspicabili della dirigenza, che si è vista negare la fiducia dei professionisti del settore e dei sindacati per questioni non trascurabili quali:

- l’ esternalizzazione degli appalti per scenografia e sartoria, scelta poco auspicabile e piuttosto dispendiosa visto che le professionalità, altamente specializzate, presenti nell’organico del Teatro hanno sempre garantito la realizzazione di scenografie di alta qualità riuscendone a fare uno dei più rinomati a livello internazionale;

- le designazioni di cariche di alto livello a favore di soggetti del tutto privi dei requisiti previsti;

- la dislocazione della biglietteria del Teatro presso gli spazi esterni del Box Office (avvenuta senza nessuna gara d’appalto ma tramite affidamento diretto), con notevoli disagi per il pubblico pagante e con grosse ripercussioni a livello economico sullo stesso Ente. Nel 2006 infatti l’allora Sovrintendente ha rinnovato e modificato la convenzione con Le Biglietterie s.r.l. rendendola più onerosa della precedente. Essa infatti prevede un dispendio di 370.000 Euro annui a fronte dei 220.000 necessari per far fronte al costo complessivo dei 6 dipendenti in servizio presso la stessa.

Tutto ciò premesso,

si impegna il Sindaco, l’Assessore alla Cultura e tutti gli Assessori competenti

1)  A farsi portavoce presso il Ministro dei Beni Culturali degli effetti devastanti arrecati dai tagli imposti al Teatro Lirico di Cagliari e affinché si trovino in concerto con le Amministrazioni e gli Enti competenti delle misure urgenti volte ad evitare, anche attraverso un mirato piano di risanamento, che lo smantellamento di questa Istituzione diventi realtà, a danno della Cultura e dei 300 posti di lavoro che essa ha finora garantito

2)      A vigilare e fare chiarezza circa gli incarichi e i doppi incarichi affidati, il mancato rispetto dei requisiti stabiliti per la selezione del personale e la reiterata ciclicità di certe nomine accordate dallo stesso Presidente della Fondazione, nonché Sindaco di Cagliari, benché lo stesso si sia pronunciato pubblicamente sulle criticità e le mancanze dell’attuale dirigenza ;

3)      A vigilare e fare chiarezza circa l’eventuale assunzione di personale precario a tempo determinato a danno dei dipendenti già in servizio presso gli stessi Uffici e con maturità di servizio decennale nello stesso settore e a provvedere non più in maniera unilaterale ma in concerto con questi ultimi ad un loro eventuale trasferimento presso altri uffici qualora questo sia necessario;

4)      A far si che la realizzazione di scenografie e sartoria siano di nuovo realizzate dal personale altamente specializzato interno al Teatro anziché essere esternalizzate, evitando così l’inutile dispendio di preziose risorse che possono essere impegnate in modo più proficuo e garantendo il lavoro alle professionalità interne;

Cagliari, 11/10/2010

Claudia Zuncheddu

Massimo Zedda

Comments Commenti disabilitati

60400_113755468681234_100001403455004_107876_7906158_n

Comments Nessun commento »