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Gli obbiettivi del sovrintendente Claudio Orazi – Diminusicono i finanziamenti, aumentano gli incassi

Martedì scorso il consiglio di indirizzo, oggi i sindacati, poi il presidente della Regione: Claudio Orazi lavora a pieno ritmo per restituire splendore al Teatro lirico. Non sarà facile anche perché Comune, Regione e Ministero hanno diminuito i contributi. Eppure, le tabelle sottoposte all’attenzione del cdi nella riunione convocata per approvare il bilancio di previsione fanno ben sperare: se i finanziamenti e il numero dei dipendenti diminuiscono, abbonamenti, incassi e punteggio complessivo crescono. E così, dopo un periodo incerto e, soprattutto, gli strascichi giudiziari legati alle precedenti gestioni, il nuovo sovrintendente riporta l’attenzione sulla programmazione, a partire da una prestigiosa collaborazione con la New York City Opera.

«Il Teatro lirico si accinge a un risanamento complesso attraverso una migliore organizzazione del lavoro finalizzata alla crescita della produzione artistica e della qualità dello spettacolo per servire un pubblico sempre più esteso, a Cagliari e nella Sardegna intera».
C’è da approvare il bilancio di previsione 2016.
«È stato esaminato in tre riunioni del cdi: ho desiderato che i consiglieri avessero contezza precisa di tutte le voci in entrata e uscita. Mi è stato chiesto di valutare i conti e le spese, sul versante delle entrate l’obbiettivo è di avere un milione di euro in più rispetto alle previsioni triennali di Comune, Regione e ministero. Spero ci venga concesso un contribuito pari a quello dell’ultimo anno».
La legge dice che il bilancio di previsione deve essere in pareggio: tot entrate, tot uscite.
«Sì, la legge è chiara e impone responsabilità enormi in capo al gestore, che sarei io, e il cdi: responsabilità dirette patrimoniali».
A proposito, l’anno scorso un componente del cdi nel dimettersi disse che in base alle nuove norme le scelte spettano al sovrintendente, la responsabilità al cdi.
«Il sovrintendente ha la responsabilità della gestione, il cdi indica le linee economiche e di progetto che il sovrintendente attua come gestore».
Non è vero che il sovrintendente sceglie e il cdi ne risponde?
«No, è il contrario. Ho fatto l’opposto ed è stato apprezzato. Dopo ho mandato il materiale ai revisori dei conti che lo restituiranno in otto giorni: formalmente approveremo il bilancio il 10 febbraio».
Lei è un manager, per questo la scelta è caduta su di lei?
«Il sovrintendente è amministratore unico. A Verona e Trieste ho fatto anche il direttore artistico ma ora la legge impone molti compiti. Sono arrivato il 3 dicembre scorso e subito abbiamo fatto riaprire il teatro che non aveva una programmazione, abbiamo lavorato con un metodo trasparente, democratico e lineare che trasferirò ai sindacati di base».
Ha scelto il direttore artistico: è stato il Cavallo di Troia di Mauro Meli?
«Non sono il Cavallo di Troia di nessuno».
Quando è stato nominato a Cagliari sapeva delle vicende che hanno scosso il Teatro lirico?
«Io so quello che è successo negli ultimi 20 anni, nel senso che conosco Meli e lo stimo. Io sono stato il più giovane sovrintendente d’Italia, nel 1999, a Macerata; ho lavorato per il ministero degli Esteri, all’Arena di Verona. Io le faccio fare le carriere».
Qui c’è stata una battaglia tra il sindaco, in veste di presidente della fondazione Teatro lirico, e l’ex sovrintendente Meli.
«Sul versante artistico stimo Meli. Il mio percorso è trasparente: ho fatto domanda a Napoli e Cagliari ma in Campania hanno ritenuto di non dover dare corso alle audizioni. Qui, invece, il cdi ha fatto una cernita delle domande, ha invitato i candidati e, il 19 novembre scorso, ha fatto un’audizione approfondita. Il lunedì successivo mi hanno detto che era stato indicato il mio nome e poi è arrivata la firma del ministro. Sono qui dal 3 dicembre 2015».
Durante l’audizione ha parlato del direttore artistico?
«Ho detto espressamente che mi sarei dotato di un direttore artistico».
Ha fatto il nome?
«No, ho tracciato il profilo».
Chi controllerà la spesa?
«Io. Sono un mastino. La firma è la mia. Il direttore artistico, sentito il sovrintendente – che è quello che decide – deve fare un piano di produzione e poi controllare. Il direttore artistico risponde dell’efficienza. L’altro mio collaboratore diretto è il direttore amministrativo».
La politica non c’entra con la scelta?
«No. Dico di più: appena è stata ufficializzata la mia nomina ho chiamato Meli. Confermo la legittimità dell’iter, è stata adottata una procedura indiscutibile, ho visto come hanno condotto l’audizione, è stata una scelta tecnica».
Lei sapeva che cosa era successo attorno al Teatro lirico di Cagliari?
«Nello specifico, assolutamente no».
E poi ha saputo?
«Sulla stampa nazionale leggevo delle proteste dei lavoratori, quello che accadeva a Cagliari è da moltiplicare per 14».
Vuol dire che succede in tutti i teatri lirici?
«È così a Firenze o Genova, ovunque lavoratori in guerra».
Ma qui c’è il sindaco sotto processo.
«C’è un processo, lo so, ma quello che è successo no».
La battaglia sfociata in un’inchiesta giudiziaria influisce sul suo lavoro?
«Per niente. Io sono uomo delle Istituzioni, rigorosissimo. Ho conosciuto Zedda nel luglio 2013 quando il ministro Bray aveva convocato i rappresentanti dei teatri lirici, all’epoca ero sovrintendente a Trieste».
Meli ha querelato Zedda per diffamazione in relazione ad alcune affermazioni sui conti del Teatro lirico.
«Quando ho chiesto a Meli di venire a Cagliari per prima cosa mi ha parlato proprio di quello e, con una lettera, si è pure detto disponibile a risolvere le criticità pregresse».
Come mai il Teatro lirico che, tutto sommato, gestisce 20 milioni, richiama così tanti appetiti?
«Perché a Cagliari come in Italia e nel mondo è la punta di diamante di un’intera società, non è una banale vetrina».
Magari anche.
«Forse per qualcuno, la verità è che è un luogo di prestigio, di storia. Questo non legittima che il Teatro venga strattonato da una parte e dall’altra. Col mio curriculum sono stato scelto dal ministro per portare ordine e rigore nel rapporto con i lavoratori e le Istituzioni.

Io sono un tecnico, non mi mischio nella politica».
Per curiosità: il regista della Vedova allegra è stato pagato?
«Sì, nei giorni scorsi. Le persone scritturate dal dicembre 2015 saranno pagate e poi, con fondi riservati, smobilizzerò anche il debito pregresso».

M. Francesca Chiappe

FONTE: L’Unione Sarda

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Cagliari, 6 Maggio 2015

Tutte le richieste di incontro inoltrate dalle OO.SS alla Sovrintendente del Lirico di Cagliari sono rimaste inascoltate.

A riguardo segnaliamo:

- la mancanza totale di risposte ai quesiti posti più volte da più OO.SS a mezzo comunicato;

- le mancate convocazioni per informazione stagione, occupazione e tipologie contrattuali ( art.38 CCNL ); – l’incapacità di gestire lo stato di agitazione e lo sciopero ricorrendo alle procedure di raffreddamento .

La Sovrintendente prosegue il suo mandato perpetrando nel comportamento lesivo del diritto sindacale. E’ palese la scorrettezza nella presentazione della stagione alla stampa prima di avere informato le OO.SS. La convocazione perviene, ma fuori tempo massimo per l’8 maggio dopo che, oltretutto, sono già partite le proposte di contratto ai lavoratori impegnati nella stagione. A riguardo sembrerebbe che i contratti proposti ai lavoratori precari tecnici siano di brevissima durata e non sufficienti a coprire le esigenze di programmazione.

La Sovrintendente accentra a sé tutte le funzioni e non nomina un Direttore artistico, si affida però a consulenti di passaggio che, senza contratto, la aiutano a realizzare la stagione .Questa indecisione appare incomprensibile davanti alla solerzia posta nel cambiare la figura del direttore allestimenti scenici, allontanata con motivazioni sconfessate dalle sue stesse scelte successive, per proporre ad un nuovo Direttore un contratto tabellare dai risvolti molto dubbi.

 La lentezza con cui la Sovrintendente dopo tre bocciature da parte del CdI ha avviato la stagione ha già prodotto i suoi effetti. Gli anni passati la stagione Lirica aveva inizio ai primi di Maggio, nel 2014 l’inaugurazione della lirica è partita il 24 Aprile, ma tutto il lavoro organizzativo partiva un mese prima. I lavoratori precari del settore tecnico che hanno circa sei mesi di lavoro annuo, hanno già perso un mese di lavoro.

Un manager dovrebbe attuare strategie di marketing predisponendo la campagna abbonamenti con largo anticipo.

Un manager avrebbe dovuto richiedere un tavolo immediato con gli enti erogatori per affrontare la situazione debitoria pregressa e scongiurare la messa in liquidazione coatta amministrativa prevista dalla legge Bray per tutte le Fondazioni Liriche che non abbiano raggiunto l’equilibrio fra debito patrimoniale e bilancio d’esercizio entro il 2016.

Un manager avrebbe dovuto già avviare la predisposizione delle stagioni e dei relativi organici triennali da presentare a settembre come previsto dalla legge Bray e avrebbe dovuto convocare le OO.SS per la rimodulazione del CIA.

 La Sovrintendente è stata nominata dal CDI per il profilo spiccatamente manageriale e non di certo artistico ma inspiegabilmente si è concentrata sulla stagione e latita proprio su quelli che sono i suoi compiti precipui. In un’altra azienda privata si sarebbe già presa la decisione di cambiare Manager.

Le scriventi Segreterie fortemente preoccupate per il futuro di 300 lavoratori confermano lo stato d’agitazione. Ribadiscono l’inadeguatezza della Sovrintendente alla situazione contingente e reputano sia improcrastinabile da parte del CDI revocarle il contratto. Questo atto diventa necessario per il destino della più grande azienda culturale della Sardegna, che oggi più che mai necessita di una guida capace e competente.

 Per la FISTel CISL   Annalisa Pittiu                     

Per l’ USB     Massimiliano Cecalotti  

 

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SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Cagliari, 05.05.2015

Presidente

Massimo Zedda

Consiglieri d’Indirizzo

Revisori dei conti

Sovrintendente Angela Spocci

E p.c. Presidente Regione Sardegna

Francesco Pigliaru

Assessore Pubblica Istruzione RAS

Claudia Firino

A tutti i lavoratori

CONFERMATI GLI SCIOPERI AL LIRICO

Finalmente, con “solo”qualche mese di ritardo, la Sovrintendente è riuscita a presentare ufficialmente a pubblico e stampa una stagione lirica che, in completa e coerente assonanza con quella sinfonica, è stata proposta con lacune e incompletezze di cartellone oramai di rito per l’attuale dirigenza aziendale.

La conferenza di presentazione della programmazione lirica tenutasi il 30 aprile c.a. ha palesato ancor più, qualora ve ne fosse stata la necessità, l’inadeguatezza al ruolo che è stato conferito alla Sovrintendente. Contestata dal pubblico per i titoli offerti (molti dei quali riproposizioni di recenti rappresentazioni), incalzata dai giornalisti sull’onerosa collaborazione con l’Università di Cassino (presso la quale è docente la dott.ssa Pasticci, ex rappresentante del C.d.A. della Fondazione TLC) per l’opera “La Jura”, sollecitata a fornire chiarimenti in merito alle reali spese per la stagione operistica, al nome del direttore di “Vedova allegra” (chi dei due? Scoponi o Morresi?), sugli eccessivi costi della programmazione sinfonica (rivelatasi molto deludente sotto il profilo dell’afflusso di pubblico e degli incassi) ed altro ancora, è apparsa assai imbarazzata, impreparata e soprattutto non adeguata a rappresentare quest’azienda.

Vergognoso pensare che la cultura, in qualunque forma di rappresentazione, possa essere considerata un lusso. Eppure queste sono le parole usate dalla Sovrintendente durante la conferenza: è un ”LUSSO andare a teatro”.

Mantenere e lautamente retribuire una Sovrintendente che abbia questa concezione del teatro e che, subito dopo le fatiche di tal conferenza abbia sentito l’esigenza di andare in ferie per una settimana, lasciando il teatro senza alcun, seppur labile, riferimento, è un LUSSO che il teatro non può permettersi.

E’ altresì sconcertante che la Sovrintendente in una recente intervista abbia dichiarato di avere “la sensazione che cose stiano andando meglio” e la prova deriverebbe dal fatto che con l’approvazione della stagione lirica “abbia smesso di sentir pronunciare la parola sciopero”. E’ evidente che non ha colto le reali motivazioni delle proteste di lavoratori e OOSS: ad un dirigente di una Fondazione lirico-sinfonica oltre all’ovvia e scontata presentazione di una programmazione, possibilmente completa e vendibile, sono richieste peculiarità professionali e specificità di gestione adeguate al momento storico contestuale.

Profonda conoscenza della macchina teatro, capacità di attrarre capitali privati, iniziative volte ad intercettare nuovo pubblico, una progettualità di rilancio del Teatro che abbia un respiro quantomeno triennale, contatti professionali che possano aprire nuove prospettive aziendali, attitudine a relazionarsi in modo costruttivo con le OOSS, acume nel contornarsi di uno staff capace, competente e soprattutto senza conflitti d’interesse sono requisiti che a vedere delle scriventi non appartengono all’attuale sovrintendente ed hanno portato a richiederne l’immediata revoca.

Tredici Fondazioni lirico-sinfoniche stanno letteralmente volando, producendo in competizione l’una con l’altra, percorrendo strade alternative che possano apportare benefici economici e occupazionali all’azienda, proponendo al pubblico la programmazione 2016, aumentando esponenzialmente gli incassi mentre la Sovrintendente della quattordicesima è fiera per aver presentato la stagione lirica (incompleta !!) il 30 aprile: questa purtroppo la triste fotografia del nostro Teatro.

Come ha avuto modo di dichiarare recentemente il senatore Salvatore Cherchi, rappresentante del MIBACT in seno al C.d.I., “è un dato di fatto non contestabile che un terzo del 2015 sia stato consumato in maniera quasi totalmente improduttiva e con danni certi”. Alla radice di questo fallimento gestionale, che avrà pesantissime ripercussioni nell’annualità 2016, si ravvisa l’assoluta inadeguatezza professionale dell’attuale Sovrintendente ed è per tale motivo che proteste e scioperi programmati da OOSS e lavoratori non si fermeranno se non quando la dirigente verrà sfiduciata dal C.d.I. e revocata dall’autorità competente. Pertanto la convocazione ricevuta per venerdì 8 maggio non vedrà la partecipazione delle scriventi.

F.to le Segreterie

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

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Ancora fumata nera del Consiglio d’indirizzo di quest’oggi al Teatro Lirico di Cagliari. La Stagione lirica non è stata approvata e la seduta è stata rimandata a lunedì prossimo alla stessa ora.

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SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL SNATER LIBERSIND-CONFSAL

Cagliari, 09.03.2015

Spett. Ministro del MIBACT Dott. Dario Franceschini

Spett. Presidente Regione Sardegna Dott. Francesco Pigliaru

Spett. Presidente Fondazione TLC Sig. Massimo Zedda

Egregi Consiglieri di Indirizzo

e p.c. Lavoratori tutti

Venerdì 6 e sabato 7 marzo si sono svolti al Teatro Lirico di Cagliari i primi due concerti programmati dalla neo sovrintendente dott.ssa Angela Spocci. Il risultato è stato disarmante e umiliante al contempo: poco più di un centinaio di spettatori a serata e teatro desolantemente vuoto. Non c’è prospettiva che vada oltre metà maggio (e la “rassegna di concerti” presentata alla conferenza stampa di venerdì 6 marzo ne è la prova) nonostante i proclami del presidente, è assente una pianificazione organica che nel vincolo del pareggio di bilancio possa garantire maggior produttività con un minor dispendio di risorse, viene incomprensibilmente trascurata la priorità del conseguimento a fine anno di un punteggio FUS tale da garantire un adeguato finanziamento ministeriale per il 2016, in sostanza è del tutto assente un’idea ben precisa di quale sia il teatro che si vuole costruire.

La nostra fondazione è l’unica del panorama nazionale a non avere ancora presentato una stagione organica 2015, mentre le altre 13 si stanno apprestando a proporre quella del 2016: il surrogato di programmazione presentato dalla sovrintendente venerdì 6 marzo è incompleto nella declinazione di programmi ed interpreti, di dubbio livello artistico e vede la totale assenza dell’opera lirica, genere altamente premiato dal ministero per l’assegnazione dei finanziamenti annuali.

E’ incomprensibile che una fondazione che quest’anno avrà entrate certe per almeno 19 milioni di euro non sia in grado, o non voglia, presentare nulla più di una decina di concerti preconizzando in tal modo un ridimensionamento futuro del teatro più che certo. Il crollo delle presenze ai summenzionati concerti del 6 e 7 marzo, “da Le Roncole al Nuraghe…”, è il prodromo del disastro annunciato della prossima campagna abbonamenti: tempi tecnici di vendita errati, pubblicità inadeguata, manifestazioni concomitanti e una proposta artistica incompleta sono elementi che condurranno ad un inevitabile fallimento dell’offerta proposta e ad una conseguente contrazione delle entrate. Il perseguimento da parte della sovrintendente di una riduzione sistematica dell’attività lavorativa del teatro e la sua totale indifferenza a perseguire un progetto funzionale ad un futuro incremento di sovvenzioni, oltre ad avere conseguenze nefaste in un’ottica finanziaria, porterà ad una drastica riduzione dell’impiego di più di 100 lavoratori precari che collaborano da oltre un decennio con la fondazione e che in tal modo vedranno negato il loro diritto ad avere un lavoro e una retribuzione.

Qualora questo progetto di annichilimento della fondazione non subisse un mutamento di direzione chiaro e progettualmente circostanziato, condurrà il teatro in una spirale che avrà quale termine ultimo la chiusura dell’attività entro qualche anno. Alla luce dei fatti sopra esposti, le scriventi OOSS si appellano al Ministro del MIBACT dott. D. Franceschini, al Presidente della Regione Sardegna dott. F.Pigliaru e ai Consiglieri di Indirizzo della Fondazione affinchè pongano termine a questa gestione palesemente inadeguata ad un’eccellenza quale le firmatarie reputano il Teatro Lirico di Cagliari.

F.to Segreterie Territoriali SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL SNATER LIBERSIND-CONF

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Quotidiano La Nuova Sardegna

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Se chi gestisce ha le capacità, i risultati si vedono ed anche in breve tempo. Leggete qui di seguito.

 

Teatri lirici, il Verdi di Trieste 5.o in Italia

Grazie all’iperproduzione, nella nuova classifica di Classic Voice lascia la penultima piazza: 13 titoli d’opera. Ma restano scarsi il pubblico e le alzate di sipario

di Fabio Dorigo

«Libiamo, libiamo ne’ lieti calici, che la bellezza infiora». Nell’anno verdiano il Teatro Verdi di Trieste può brindare sulle note della Traviata. La rivista specializzata Classic Voice premia il teatro lirico triestino che dal penultimo posto del 2012 balza al quinto subito dietro l’Opera di Roma, il Regio di Torino, la Fenice di Venezia e la Scala di Milano. Una rinascita di cui va fiero Claudio Orazi, l’ex commissario promosso a sovrintendente. «Siamo quinti come l’Udinese» esulta uno del gruppo Facebook “Viva il Verdi di Trieste”. Un paragone rischioso da queste parti. «Il San Carlo segue a ruota» commenta un altro appassionato tifoso del Verdi. Il teatro lirico partenopeo era secondo nel 2012. «Il prossimo anno ci giochiamo la Uefa». Orazi come Francesco Guidolin. La cura del sovrintendente appare miracolosa dopo quella quasi letale di Antonio Calenda (il direttore del Rossetti, sovrintendente prima del commissariamento, è riuscito nell’impresa di svecchiare il teatro alleggerendolo di parecchi abbonati). Nel caso di Classic Voice il teatro lirico triestino è stata aiutato dalla rivista che quest’anno ha cambiato i criteri di valutazione adottando l’anno solare (non più le stagioni) e abbandonando il punteggio medio per il medagliere olimpico. Più semplice, ma più ingannevole.

Trieste scala la classifica in virtù della sua iperproduttività. Fa una certa impressione vedere il Verdi eguagliare la Scala di Milano nelle nuove produzioni 2013: undici che valgono la medaglia d’oro (6 nuove produzioni e 5 coproduzioni). Un dato che fa ancora più impressione se si pensa che nel 2011-12 le nuove produzioni erano state solo due. Alla medaglia d’oro si aggiunge quella di bronzo per i titoli d’opera 2013: addirittura 13. Due in meno di Scala e Fenice e uno in meno di Roma. Una vera esplosione: i titoli della stagione 2010-11 erano 8 e quelli del 2011-12 solo 6. Produzione raddoppiata in tempi di crisi. I 13 titoli non risultano dal cartellone fermo per ora a 6 (compresa la Tosca d’antiquariato in scena in questi giorni per la 19.ma volta a Trieste). E tra questi c’è solamente una produzione nuova di zecca: La clemenza di Tito di Mozart mai vista prima d’ora a Trieste. L’iperproduttività del Verdi è attestata dal cartellone autunnale (ancora top secret) che vede, oltre a titoli verdiani come il Nabucco e l’Attila, l’unico Wagner del bicentenario, un giovanile Das Liebesverbot (proveniente da Lipsia) che sarà anche il titolo inaugurale della stagione 2013-14. Si arriva a 11 produzioni nuove di zecca mettendo in conto (cosa che gli altri teatri lirici non fanno) anche spettacoli minori come il melologo Intorno a Medea di Jiri Antonin Benda andato in scena alla Tripcovich prevalentemente (3 recite su 5) in orario scolastico (10.30). Così come le versioni scolastiche dei titoli mozartiani Le nozze di Figaro e il Flauto Magico che saranno in cartellone alla Tripcovich in autunno. A far numero c’è anche l’opera contemporanea “Infinity” commissionata al cantautore Franco Battiato prima del riferimento euripideo (Le Troiane) al Parlamento italiano che gli è costato il posto di assessore in Sicilia.

Senza nulla togliere al quinto posto del Verdi, la situazione cambia parecchio se si analizzano le alzate di sipario: 161 quelle di Trieste con 13 opere contro le contro le 283 del Regio Torino (con 11 opere) e le 183 di Bologna (con 8 opere). Notte fonda, insomma. Non va meglio con il pubblico pagante: 70.553 presenze nel 2012, la metà di Torino, Napoli e Venezia. Il Verdi è superato persino da Cagliari (79.213), Genova (93.741) e Palermo (90.063). Trieste, del resto, risulta (dati 2012) tra i teatri più costosi nel rapporto tra alzate di sipario e costo del lavoro: 117mila euro contro i 39mila della Fenice che è la più economica. Il Verdi è anche il teatro che vanta tra i più bassi contributi dei privati: 600mila euro conto gli oltre 3 milioni di Venezia e Torino.

Il Verdi è l’unico teatro ad aver messo in scena il Corsaro nell’anno verdiano, opera che debuttò al Teatro Grande di Trieste nel 1848. Verdi, che non amava troppo quest’opera, disertò la prima. Il Corsaro di quest’anno ha avuto un’ulteriore particolarità: il maestro concertatore e direttore Gianluigi Gelmetti ha fatto anche la regia e il progetto luci. In tempo di crisi Trieste potrebbe fare scuola.

FONTE: Il Piccolo

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sul quotidiano Unione Sarda

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I sindacati del teatro: stagione a rischio

 Una delegazione di lavoratori oggi ha assistito ai lavori del Consiglio comunale manifestando l’incertezza della situazione. “La stagione potrebbe non partire”.

Incertezza sul via alla nuova stagione lirica e di balletto e assenza del direttore artistico. Sono alcuni dei motivi che hanno convinto una delegazione di lavoratori del Lirico di Cagliari a partecipare, negli spalti, ai lavori del consiglio comunale di questo pomeriggio. I dipendenti hanno chiesto un incontro con i capigruppo in assemblea civica. “Vogliamo denunciare – ha spiegato Simone Guarneri (nella foto), rappresentante Rsu – che la stagione non è ancora definita: non sono certi i nomi del cast artistico, non è stato presentato il cartellone e quindi non è partita la campagna abbonamenti”.

Non basta. “Siamo qui – ha continuato Guarneri – anche per convincere il sindaco Massimo Zedda, presidente della Fondazione, a nominare, per questo periodo di assenza della Soprintendente, un suo sostituto pro tempore affiancato da un consulente artistico”. Una battaglia, quella dei lavoratori, che dura ormai dal primo ottobre, la data della scelta del Soprintendente Marcella Crivellenti. Un braccio di ferro che passerà anche per il Tribunale amministrativo regionale: a giugno i primi verdetti.

UNIONE SARDA

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L’Otello sarà la prima opera della nuova stagione di spettacoli del Teatro Lirico di Cagliari. Questa la decisione presa nel pomeriggio dal Consiglio di amministrazione: l’opera andrà a sostituire le Fate, come previsto fino ad oggi.

L’ha affermato il sindaco Massimo Zedda all’uscita della riunione. Questa la risposta alle preoccupazioni dei sindacati che ieri in un comunicato avevano espresso preoccupazione: “Ancora oggi non sappiamo quale sia il titolo dell’opera inaugurale”.

Durante la seduta odierna il Cda ha approvato gli altri punti all’ordine del giorno: è stato esaminato il bilancio consuntivo, che dovrà essere approvato ad aprile, nel quale si è deciso di prevedere l’accantonamento di ulteriori risorse in modo da creare un “fondo rischi” per far fronte a eventuali spese non preventivate.

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L’Rsu dei lavoratori del Teatro Lirico nuovamente all’attacco della Sovrintendente Marcella Crivellenti: “Il Sovrintendente avrebbe dovuto lavorare all’organizzazione della stagione approvata e alle tante necessità ordinarie e straordinarie, non ultima quella del reperimento delle entrate della Fondazione. Tutto questo non è stato fatto. Purtroppo i risultati di questo “non lavoro” sono drammatici e ormai sotto gli occhi di tutti. Ancora oggi non sappiamo quale sia il titolo dell’opera inaugurale”. I lavoratori puntano il dito anche contro la mancata nomina del Direttore artistico e rilanciano la loro valutazione sulle competenze professionali della Crivellenti e sulla scelta del sindaco Massimo Zedda, presidente della Fondazione: “E’ un disastro annunciato, la conferma che la persona incaricata a ricoprire il ruolo di Sovrintendente non è in possesso delle capacità e dei requisiti necessari per dirigere una Fondazione e la clamorosa sconfitta di un “intuitu personae” anteposto frettolosamente a criteri di scelta oggettivi derivanti da procedure di pubblica evidenza ed al di fuori di mere designazioni di comodo. Parrebbe che lo “staff”, a fronte di lauti stipendi, sia stato in grado di programmare solo il Festival di Sant’Efisio reperendo sul mercato prodotti preconfezionati, mortificando le professionalità interne della Fondazione ed iniziando ad usare il contenitore Teatro come un bignè da riempire alla bisogna. Mentre si tenta ancora di scaricare sui “lavoratori privilegiati” il protrarsi di questo sfascio le OO.SS e la RSU denunciano con forza lo stato di profonda crisi della Fondazione, il pericolo sempre più reale della perdita di contributi già definiti, la sopravvivenza dell’azienda Teatro e dei suoi lavoratori”.

http://www.sardiniapost.it

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I dipendenti sono contrari alla decisione di sostituire il Trovatorecon Le Fate, ma ieri il sindaco ha incontrato i direttori e potrebbe arrivare una nuova variazione.

«Per un’opera fatta bene servono tempi certi, ovviamente siamo pronti a farla lo stesso ma il risultato non può essere il migliore possibile». Il cambio del cartellone deliberato dal Cda del Lirico ha spiazzato i lavoratori di via Sant ’Alenixedda. «Eravamo preparati per il Trovatore e ci troviamo in difficoltà con Le Fate di Wagner», spiega Simone Guarneri, rappresentante Uil. Forse però si sta aprendo uno spiraglio. Ieri il presidente della Fondazione Massimo Zedda ha incontrato i direttori del Teatro: quello della programmazione Marco Maimeri, quella degli allestimenti scenici Sabrina Cuccu, quello del coro Marco Faelli e quello amministrativo e del personale Paolo Paoli. La riunione è stata fissata per trovare delle alternative che potrebbero essere il rinvio delle Fate o il ritor no a un’opera di Verdi. Bocche cucite sulle trattative in corso, ma il fatto che il cartellone non sia ancora stato annunciato lascia qualche speranza ai lavoratori del Lirico che la “temuta”ope – ra di Wagner non sia intoccabile. I primi a lamentarsi erano stati i direttori del coro e della programmazione. « Nell ’ultima seduta del consiglio di amministrazione sono stati ascoltati i loro pareri tecnici e hanno spiegato le difficoltà che un cambio di questo genere avrebbe comportato per gli artisti, ma il Cda ha votato lo stesso a favore della variazione nel cartellone». A fine dicembre i vertici del Teatro avevano indicato il Trovatore di Verdi come opera per l’apertura della stagione lirica, poi ci sono stati problemi è il consiglio di amministrazione ha deciso di cambiare e puntare su Wagner. «Non si può pretendere di avere lo stesso tempo a disposizione per preparare opere così diverse – spiega Guarneri – il Trovatore è in italiano ed è nel repertorio degli artisti mentre l’opera di Wagner dura 3 ore e 45 minuti ed è tutta in tedesco, sono tempi troppo stretti perchè il coro impari le parti. Nel frattempo non sono stati contattati né il regista né il cast, per un’opera così particolare non è neanche molto facile trovarli». I problemi del Lirico ieri sono tornati tra i banchi del Consiglio comunale col capogruppo Pdl Giuseppe Farris che ha chiesto al sindaco se le retribuzioni dei dipendenti sono state ridotte del venti per cento. Massimo Zedda ha risposto che i dipendenti hanno già ricevuto degli anticipi di circa 300 euro e ha precisato: «Poi si vedrà la situazione per un eventuale incremento solo quando arriverà il nuovo contratto collettivo nazionale ». Poi ha lasciato l’Aula per raggiungere il Lirico e cercare di risolvere il problema del cartellone. Marcello Zasso 

FONTE: Sardegna Quotidiano

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Le scriventi OO.SS. hanno appreso dalla stampa che nella riunione di lunedì 11 marzo i consiglieri d’amministrazione del Teatro Lirico, a maggioranza, hanno deciso di modificare la stagione lirica già approvata lo scorso 27 dicembre. La notizia più preoccupante, tuttavia, è che ancora una volta il C.d.A.ha deciso di non nominare un direttore artistico, o un consulente artistico temporaneo, una figura professionale altamente qualificata che si assuma la responsabilità delle proposte artistiche, sappia ben indirizzare e consigliare nelle loro scelte i consiglieri d’amministrazione che, per ovvi motivi, non hanno quel tipo di competenze tecniche che attengono alla gestione artistica di una fondazione lirico-sinfonica.

Il prolungarsi oltre misura dell’assenza di tale figura in un teatro lirico è inammissibile e non vorremmo che il Presidente e alcuni consiglieri ritengano si possa farne a meno; auspichiamo pertanto che tale ingiustificabile assenza sia coperta il prima possibile con una figura di alto profilo adatta a questo ruolo fondamentale. La decisione di sostituire la prima opera a meno di un mese e mezzo dall’inaugurazione della stagione avvalora la nostra tesi ovverossia che questo C.d.A.e i nuovi vertici del teatro abbiano agito senza avere cognizione specifica di causa: coro e orchestra, impegnati nella stagione sinfonica, non avranno il tempo materiale per studiarla; gli allestimenti scenici non sono ancora definiti come non lo sono cantanti solisti, direttore e regista; il costo del cast di solisti sarà esorbitante visto il gran numero dei medesimi; l’opera, disconosciuta dallo stesso Wagner, non sarà di grande richiamo per il pubblico.

Per continuare, nella stagione appena approvata, pare essere un errore involontario, per quanto palese e grottesco (da parte di chi ha materialmente fatto la programmazione) , prevedere la messa in cartellone dell’opera “Pagliacci” quale unico brano della serata: chiunque sia del mestiere, sa che “Pagliacci”, vista la durata inferiore all’ora, è sempre abbinata ad un’altra composizione di pari lunghezza, molto spesso “Cavalleria Rusticana”: in questo modo si farà pagare al pubblico un biglietto intero per assistere a metà spettacolo, errore imperdonabile per chi voglia attrarre risorse e spettatori verso la nostra fondazione. Si potrebbe continuare oltre ma non è compito del sindacato pianificare stagioni musicali; tuttavia riteniamo sia un diritto di ogni lavoratore essere amministrato da persone competenti nella materia specifica: è normale che il Presidente e i consiglieri non siano avvezzi a programmare stagioni lirico-sinfoniche ciò nondimeno, a nostro vedere, sarebbe appropriato si affidassero a tecnici capaci e competenti nel merito di quanto attiene alla gestione di un teatro lirico. Le nostre non sono sterili polemiche bensì riflessioni che esponiamo nella speranza siano quantomeno valutate ed esaminate senza essere svilite da pregiudizi precostituiti.

La verità è che in questo periodo il C.d.A. dovrebbe essere impegnato a discutere ed approvare la stagione del 2014, e non quella di quest’anno che a tutt’oggi non è stata ancora presentata ai dipendenti, ai sindacati né tanto meno alla stampa per poi iniziare la campagna abbonamenti. I lavoratori del teatro chiedono rispetto per la loro professione, reclamano di essere amministrati da tecnici capaci e competenti e, come sempre, daranno prova di abnegazione e professionalità per essere pronti all’appuntamento della stagione lirica, nonostante gli evidenti vuoti decisionali e i problemi di programmazione che hanno caratterizzato la recente storia del nostro teatro.

Le Segreterie Territoriali
UILCOM  UIL
e
LIBERSIND
-
CONFSAL

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Lirico, varata la stagione

Paoli nominato capo del personale e amministrativo, Cuccu alle scene

Apertura con Le Fate di Wagner, chiusura con Giselle
Paolo Paoli direttore del personale e amministrativo, Sabrina Cuccu degli allestimenti scenici. Il consiglio di amministrazione della Fondazione del teatro lirico ieri ha nominato le due figure apicali che mancavano per completare l’organico direttivo della gestione Crivellenti.
Il Cda ha anche predisposto l’assunzione a tempo determinato del personale precario della biglietteria sulla base della pianta organica approvata da Ministero dei Beni e le attività culturali e Corte dei conti, come ha tenuto a precisare il presidente della Fondazione, il sindaco Massimo Zedda. Una retromarcia rispetto alla gestione recente quando, suscitando l’ira dei sindacati, la biglietteria era stata “esternalizzata” e affidata al Box office. E ciò aveva comportato il sacrificio dei precari che da anni lavoravano a contatto con i clienti del teatro.
Un’altra novità ha riguardato il calendario, che ha subito qualche ritocco (suscitando qualche polemica) rispetto a quello approvato dal Cda il 27 dicembre scorso e sarà presentato nei prossimi giorni in una conferenza stampa. Se non ci saranno ulteriori modifiche, possibili nelle prossime ore, ad aprire la stagione lirica e di balletto, il prossimo 24 aprile, sarà Le Fate, la prima opera completa di Richard Wagner già rappresentata a Cagliari nel 1998. Seguirà, il 31 maggio, Macbeth, il dramma shakespeariano musicato da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. A seguire I Shardana, l’opera del cagliaritano Ennio Porrino (3 luglio), L’amico Fritz, la commedia lirica di Pietro Mascagni (20 settembre), Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart (18 ottobre), I Pagliacci di Leoncavallo (22 novembre) e, infine, il classico del balletto Giselle (10 dicembre). Secondo il programma di massima approvato a dicembre, ad aprire la stagione sarebbe dovuto essere Il trovatore di Verdi ma il consiglio ha deciso di modificare la scelta a favore dell’opera wagneriana. A suscitare qualche perplessità in seno al Cda è stato il fatto che essendo l’opera in tedesco il coro avrebbe poco tempo, circa 40 giorni, per prepararsi.
Il presidente nel corso della riunione ha mostrato ai consiglieri la lettera (e i relativi allegati) che ha legittimato la nomina del sovrintendente inviata nel giorni scorsi dal ministero. Ma i due consiglieri dissidenti, Maurizio Porcelli e Gualtiero Cualbu, hanno ribadito le loro perplessità evidenziando, peraltro, che Roma non ha chiarito uno degli aspetti più controversi della vicenda: il curriculum della Crivellenti spuntato all’ultimo momento. (f.ma.)

Fonte: L’Unione Sarda

12 marzo 2013

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Il tenore-scrittore cagliaritano Gianluca Floris, prova a proporre il suo programma in alternativa al recente Piano Industriale presentato dal sovrintendente del Teatro lirico di Cagliari, dimostrando che si può fare una buona programmazione anche a costi ridotti.

Una stagione per il Lirico di Cagliari – 2012

Posted on 18/12/2011

In questi giorni i lavoratori del Lirico di Cagliari sono impegnati nella elaborazione di un piano industriale alternativo a quello presentato dal Sovrintendente, ritenuto non sufficiente. Intendo mettere a disposizione dei lavoratori un mio personale contributo, che possa servire per meglio determinare le esigenze di un recupero della struttura volto all’aumento produttivo e non, come è stato finora, alla mortificazione delle capacità artistiche e tecniche del teatro della mia città.

Perché questa mia proposta.

I teatri come il Lirico di Cagliari sono in crisi. Perché hanno accumulato tanti debiti e perché non hanno avuto alla loro guida dei manager che si sono dimostrati all’altezza della situazione.
Io dico che è gunto il momento di dimostrare con chiarezza che sarebbe possibile uscire dalla drammatica situazione in cui versa il teatro della mia città.
Diminuire la produzione non è la soluzione. Non si possono pagare degli stipendi per tredici mensilità per produrre sempre meno. Non si possono allestire stagioni con titoli che non rimangono in casa per poter essere riutilizzati.
Non si può continuare a utilizzare degli studenti e dei dopolavoristi per risparmiare sulla qualità dell’offerta ai cittadini, visto che comunque la spesa per i cachet artistici incide solo per un ventesimo sul bilancio della Fondazione.
La soluzione è aumentare la produzione e l’offerta di spettacoli, con i soldi guadagnati così dal botteghino si devono pagare i precari del settore tecnico e artistico, dato che gli organici stabili non permettono ad oggi la messa in scena delle opere di repertorio.

Sommario:

1.0 – la mia proposta di stagione di opera lirica
1.1 – I titoli = 42 recite
1.2 – Costi e incassi previsti
2.0 – Principi generali
2.1 – Aumento della produzione
2.2 – Creare un repertorio del teatro
2.3 – Decentramento sul territorio
2.4 – Contenimento dei costi di allestimento
2.5 – Contenimento dei cachet artistici
2.6 – Utilizzo dei laboratori del teatro

3.0 – Condizioni di realizzazione del progetto.

4.0 – La stagione sinfonica

5.0 – I balletti
———————-
1.0 – La mia proposta di opera lirica:
Questa è una mia proposta per una stagione di opera lirica del Lirico di Cagliari, incrementando il numero di recite, utilizzando le risorse locali e mantenendo i controlli del budget.
La produzione di Opera Lirica è l’unica che giustifica l’esistenza di una struttura come una fondazione lirico sinfonica con una mole di retribuzioni tecnico artistiche per tutto l’anno.
I direttori, i registi e i cantanti impegnati in questa ipotesi di stagione sono tutti stati contattati da me personalmente e hanno dato la loro disponibilità per dei periodi concordati e con i cachet da me stabiliti.
Si tratta di artisti dalla carriera internazionale e nazionale che si sono detti disposti a mettere a disposizione la loro fama mondiale per aiutare il Lirico di Cagliari a risollevarsi dal baratro di questo ultimo anno.
Nelle opere a produzione del Lirico di Cagliari le scene è previsto vengano firmate dal direttore degli allestimenti scenici e i costumi dal responsabile del laboratorio sartoriale.

1.1 – I titoli = 42 recite di cui sei fuori abbonamento.
- “Turandot” di G.Puccini. Produzione Lirico di Cagliari, 6 recite in abbonamento più una fuori.
- “Rigoletto” di G.Verdi. Produzione Lirico di Cagliari, 6 recite in abbonamento più una fuori.
- “Nozze di Figaro” di W.A.Mozart. Produzione Lirico di Cagliari, 6 recite in abbonamento più una fuori.
- “Agrippina” di G.F.Haendel. Produzione a noleggio, 6 recite in abbonamento più una fuori.
- “Mefistofele” di A.Boito. Produzione a noleggio, 6 recite in abbonamento più una fuori.
- “Attila” di G.Verdi. Produzione Lirico di Cagliari, 6 recite in abbonamento più una fuori.

1.2 – Costi e incassi previsti
- Costo della stagione di opera (compresi cachet, allestimenti e oneri sociali) = € 1.795.910,00
- Incassi (media di € 27.000,00 a recita) = € 1.134.000,00)
- Costo dei precari necessari (laboratori e reparto artistico) = € 1.050.000,00
- Costo degli allestimenti (inclusi cachet registici, materiali e comparse) = € 360.210,00
2.0 – Principi generali
Nel progettare questa ipotesi di stagione 2012 per il Lirico di Cagliari si è tenuto conto dei seguenti principi:
2.1 – Aumento di produzione e di numero di aperture di sipario nel teatro di via S.Alenixedda.
La mole di contributi pubblici che ogni anno affluiscono nelle casse del teatro e la disponibilità per dodici mesi di masse artistiche e tecniche impiegate dalla Fondazione rendono possibile oltreché eticamente irrinunciabile l’aumento della offerta di attività ai cittadini. Da qualsiasi dato delle passate stagioni anche recenti si evince che il pubblico del territorio sul quale insiste la Fondazione risponde sempre, invariabilmente, entusiasticamente alle proposte di titoli del grande repertorio e di forte richiamo. Cagliari ha sempre risposto al calo della quantità e alla qualità artistica produttiva, con un calo di abbonamenti e di presenze, metre d’altra parte ha sempre risposto entusiasticamente a qualsiasi incremento di quantità e di qualità dell’offerta. L’aumento della quantità di serate annuali, oltreché un dovere etico per i denari che costa la struttura, è richiesto dal pubblico.
2.2 – Creare un repertorio del Teatro.
Il Lirico di Cagliari ha bisogno di avere in repertorio delle opere di grande e sicuro richiamo di pubblico in tutto il mondo, sia per poterle rimettere in scena negli anni a costo zero (cosa fino ad oggi mai fatta), sia per poterle mettere facilmente sul mercato sia come noleggio che come co-produzioni o vendita tout court. In questo progetto si prevede la realizzazione in casa di almeno 4 opere del grande repertorio che rimarranno nel patrimonio del teatro.
2.3 – Decentramento sul territorio.
Tali allestimenti verranno studiati con caratteristiche scenografiche tali da permettere il loro utilizzo anche in attività di decentramento, in luoghi dalle differenti caratteristiche logistiche.
2.4 – Contenimento dei costi di allestimento
Vista l’esistenza dei laboratori sartoriale, attrezzeria e scenografici del teatro si è previsto il loro utilizzo in fase di realizzazione delle scene, dei costumi e dei props delle produzioni “in house”. Quindi tutte le produzioni realizzate dal teatro usciranno con scene e costumi del “Lirico di Cagliari” firmati dai rispettivi responsabili di reparto. Anche per le produzioni ospiti si terrà conto dei costi di noleggio e di trasporto per evitare sorprese a consuntivo. In questa ipotesi i budget sono comprensivi di eventuali trasporti.
2.5 – Contenimento dei cachet artistici
Il costo dei cachet dei cantanti, dei direttori e dei registi è stato predeterminato da me e tutti gli artisti contattati hanno accettato la mia proposta. Il budget dei cachet è stato da me predeterminato e non viene considerato in alcun modo negoziabile né da parte degli interessati, né da parte delle loro agenzie.
2.6 – Utilizzo dei laboratori del teatro con l’assunzione di personale a termine
Gli introiti generati dal maggior numero di recite verranno utilizzati per pagare gli emolumenti dei precari necessari ai laboratori e agli organici artistici per allestire la stagione prevista.

3.0 – Condizioni di realizzazione di questo progetto.
- Pagamento di tutti gli arretrati con i fornitori prima dell’inizio della stagione.
- Fondo per i pagamenti ai fornitori entro i termini contrattuali previsti
- Stretto controllo diretto del botteghino e controllo degli importi in tempo reale per poter aggiungere recite in tempo reale in base alle richieste del pubblico.

————–

4.0 – Stagione sinfonica

Premessa
Il presente progetto/proposta per una stagione sinfonica è stato elaborato grazie all’aiuto del mio amico e consulente, direttore d’orchestra di grande esperienza nazionale e internazionale, che, in perfetta sintonia sulle esigenze di risparmio e di aumento dell’offerta artistica, ha permesso di stilare una stagione di altissimo profilo.

4.1 – Costi:

Considerando le medie di incasso dell’ultima stagione della quale sono disponibili i dati (2010) e considerando il costo della stessa passata stagione (oltre €600.000,00), , presento qui l’allestimento di una stagione di minimo 22 serate (due per ogni programma) più le “occasioni musicali” e altre iniziative, del costo inferiore a €290.000,00 e con una previsione di incassi di € 170.000,00. I costi relativi alle integrazioni dell’organico orchestrale sono inclusi nel precedente punto “1.2″
Tale riduzione dei costi è resa possibile dall’ampio uso nei programmi delle potenzialità solistiche presenti nell’orchestra del Lirico di Cagliari, dall’utilizzo di giovani solisti vincitori dei concorsi internazionali di violino e di pianoforte, oltre che dagli artisti di fama internazionale presenti sul nostro territorio.

4.2 – Il programma:
I programmi musicali si sviluppano su alcune linee, valide per l’attività sinfonica, sinfonico-corale, cameristica.
- programmi da concerto tematici;
- programmi da concerto liberi;
- programmi da concerto per occasioni.
STAGIONE SINFONICA – Dettaglio proposta

“2 Concerti per i 150 anni (2013) dalla morte di Claude Debussy” (1862 – 1918)

I
Prélude à l’après-midi d’un faune
Rapsodia per Saxofono e orchestra
Jeux

II
Prima Rapsodia per Orchestra e Clarinetto Principale (1° cl dell’Orchestra)
Fantasia per pianoforte e orchestra (Pianista Premio Casagrande o Busoni)
La mer
2 Concerti dedicati a Franz List nel 200° dalla nascita (1811). [N.B. Il Teatro ha ignorato questo appuntamento nella stagione dello scorso anno 2011]

I
I preludi
Concerto n° 1 per pianoforte e orchestra
Sinfonia Dante (con coro femminile)

II°
Tasso, Lamento e Trionfo
Concerto n° 2 per pianoforte e orchestra
Sinfonia Faust (con coro maschile e tenore solista)
N.4 concerti – I Grandi Autori – Johannes Brahms
I
Sinfonia n° 1
Concerto n° 1 per pianoforte e orchestra

II
Sinfonia n° 2
Rapsodia per contralto e coro maschile
Ein Deutches Requiem (soprano, baritono e coro)

III
Sinfonia n° 3
Concerto per violino

IV°
Concerto n° 2 per pianoforte e orchestra
Sinfonia n° 4
Concerti con repertorio misto

I
Franco Oppo: richiedere un brano a suo gradimento
Robert Schumann: Konzertstück per 4 corni e orchestra (solisti quartetto di corni dell’orchestra del lirico di Cagliari)
Ciaikovski: Suite dal Lago dei cigni”

II “La Suite”
Stravinski: Suite “Pulcinella”
J. S Bach: Suite in si minore BWV 1067 flauto e archi (solista il 1° Flauto dell’orchestra)
O. Respighi: 3 Suite “Antiche danze ed arie per liuto”

III
Eduard Elgar: “Introduzione e Allegro” per quartetto d’archi e orchestra d’archi (solisti le prime parti dell’orchestra)
Eugene Ysaïe: “Armonie della sera” pere quartetto d’archi e orchestra d’archi (solisti le prime parti dell’orchestra)
Violoncellista Franco Maggio Ormezowski (concerto sua scelta)
R. Strauss: “Il borghese gentiluomo” Musica di scena (collaborazione per il testo con una compagnia teatrale)

Occasioni

Venerdì Santo. Accordo con la Curia Arcivescovile per Requiem di Verdi da eseguire in occasione del Venerdì Santo.

Musica da camera e piccole formazioni

- Audizione pianisti Sardegna per inserimento in formazioni cameristiche con i solisti dell’Orchestra del Teatro.
- Programmi a cura dei solisti dell’orchestra (archi, fiati, percussioni, misti, con e senza pianoforte)
Piccolo Coro (programmi a cura del Maestro).

- Conferenze-Concerto pomeridiane (ore 18.00)
Opere liriche del grande repertorio raccontate e illustrate al pianoforte con la partecipazione di solisti del Coro
Conferenze su vari argomenti musicali affidate a relatori con supporti multimediali o di altro tipo.
5.0 – Balletti

La proposta per la stagione di balletto prevede due appuntamenti

- Un balletto di repertorio classico di una compagnia est-europea
- Un balletto di nuova composizione utilizzando compositore locale e compagnia di ballo che utilizzerà ballerini e ballerine presenti sul nostro territorio (previa audizione).

Costo totale delle due proposte (compresi oneri sociali) € 160.000,00

fonte: Costruire su macerie

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Solo 6 mesi fa pareva impossibile che ci sarebbe stata una rinascita del nostro teatro. Oggi i cagliaritani torneranno a riempire il teatro per un’opera lirica, La Traviata di Giuseppe Verdi, che aprirà questa sera la nuova stagione lirica del teatro sardo.

Vedi le foto

Il quotidiano Unione Sarda oggi scrive:

Non è un’opera rara ad aprire finalmente la stagione del Lirico, stasera alle 19. E non è neppure una nuova produzione del teatro cagliaritano. Ma è La Traviata , e ritrovarla è sempre una gioia. Tra le opere più amate di Giuseppe Verdi, tratta dalla Dama delle Camelie di Alexandre Dumas figlio, dal 1857 a oggi, in città, è stata rappresentata attraverso trenta diversi allestimenti. Stavolta è il Comunale di Bologna a proporla, con la regia di Alfonso Antoniozzi, brillante baritono alla sua terza esperienza dopo un Barbiere di Siviglia e un Don Pasquale . La scenografia, fortemente segnata negli spazi e negli arredamenti dalla firma inconfondibile di Le Corbusier, ispirata nelle atmosfere al Fellini della Dolce vita e al Kubrick di Eyes wide shut , è di Paolo Giacchero. I costumi sono di Claudia Pernigotti, le luci di Andrea Oliva. La storia è ambientata negli Anni Sessanta (del Novecento). Quelli che precedono la rivoluzione dei costumi del Sessantotto e possono ancora giustificare l’ipocrita perbenismo di una società borghese (leggi Giorgio Germont) che non può tollerare “in famiglia” una donna di facili costumi. Neppure se sta per morire.

Tre atti, su libretto di Francesco Maria Piave), La traviata vedrà in scena una compagnia di giovani: Annamaria Dell’Oste (18, 21, 24, 26)/Maria Agresta (20, 23) (Violetta Valéry), Alejandro Roy (18, 21, 24, 26)/Leonardo Caimi (20, 23) (Alfredo Germont), Roberto de Candia (18, 20, 21, 23)/Francesco Landolfi (24, 26) (Giorgio Germont). Completano il cast: Marianna Vinci (Flora Bervoix), Graziella Ortu (Annina), Vladimir Reutov (Gastone), Christian Faravelli (Barone Douphol), Mattia Olivieri (Marchese D’Obigny), Masashi Mori (Dottor Grenvil), Giampaolo Ledda (Giuseppe), Alessandro Senes (Il Domestico, Il Commissionario). Anna Maria Dell’Oste è stata Musetta nella Bohème cagliaritana del 2003, Roberto De Candia è al debutto italiano come Germont, Maria Lagresta (secondo cast) debutta nel ruolo del titolo. All’esordio cagliaritano nella guida di orchestra e coro è il giovane Giacomo Sagripanti. Maestro del coro è Fulvio Fogliazza.
L’opera, che va in scena dal 18 al 26, per sei rappresentazioni, e ritorna a Cagliari dopo sette anni, è la terza opera della trilogia popolare (con Trovatore e Rigoletto ). Rappresentata alla Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, ha una delle partiture più dense di interiorità psicologica di tutto il teatro d’opera romantico. Repliche: alle 20.30 lunedì 20, martedì 21, giovedì 23, venerdì 24. Alle 17 domenica 26. La Stagione si avvale del contributo della Fondazione Banco di Sardegna. Tra il pubblico, per una prima che ha il sapore di una rinascita, sono attese oggi molte autorità. Su tutte il presidente della Regione e il nuovo sindaco di Cagliari Massimo Zedda, presidente della Fondazione, che giovedì, prima della generale, accompagnato dal sovrintendente Gennaro Di Benedetto ha voluto fare i suoi auguri ai lavoratori del teatro. Quelli senza i quali nessuna magia su quel palcoscenico è possibile.
Maria Paola Masala

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197423_1634013733725_1338136454_31383024_4554334_nI problemi del Lirico di Cagliari spiegati chiaramente.
La Fondazione Teatro Lirico di Cagliari è l’unica Opera House stabile presente sul territorio regionale. Assorbe più di 21 milioni di euro l’anno di contributi pubblici ed ha masse artistiche e tecniche stipendiate tutto l’anno, assunte a tempo indeterminato. Potrebbe e dovrebbe quindi lavorare aprendo il sipario tutte le settimane dell’anno offrendo spettacoli ai cittadini tutti.

Purtroppo il Lirico di Cagliari sta di anno in anno riducendo le sue potenzialità produttive e di offerta di spettacoli e di allestimenti.
I fatti ad oggi:
Il Lirico di Cagliari ha varato, sotto la nuova sovrintendenza del dott. Di Benedetto, una stagione lirica e di balletto che prevede la messa in scena di allestimenti prodotti da altre strutture. In particolare:

- Una “Traviata” di G.Verdi del Teatro Comunale di Bologna

- Una “Napoli milionaria” di Nino Rota del Festival della Valle d’Itria.

- Una “Madama Butterfly” di G.Puccini della Scuola del Comunale di Bologna.

. La “Carmen” di Bizet di proprietà del Lirico di Cagliari.

Eccetto La Carmen, tutte le altre produzioni sono state concesse dai due teatri dove opera come direttore artistico o responsabile Alberto Triola, valente direttore artistico che è stato collaboratore del Dott. DiBenedetto al Carlo Felice di Genova e che il sovrintendente pare voglia nominare in futuro come direttore artistico.

Alberto Triola è senz’altro uno dei direttori artistici da anni più sensibile e competente riguardo all’allestimento di cartelloni prestigiosi.

Il suo intervento è stato senz’altro determinante per permettere al dottor DiBenedetto di ottenere i tre allestimenti a titolo gratuito, anche se sarà necessario spendere comunque delle risorse per le spedizioni, gli aggiustamenti delle scene, dei costumi, per il noleggio dell’attrezzerie, delle calzature e delle parrucche, perché di  costo zero non si può mai veramente parlare.

Con più di 21 milioni di euro di contributo pubblico, il Lirico di Cagliari si avvia per il 2011 a mettere in scena un numero di allestimenti simile a quello del teatro di Sassari, che però ha solo 1 milione e ottocentomila euro di contributo pubblico.

I problemi:
Innanzitutto occorre che il Lirico di Cagliari aumenti la sua offerta di spettacoli al pubblico, spalmando la sua attività nel corso dell’intero anno solare. Lo richiedono a gran voce l’ingente quantità di risorse pubbliche che impiega, lo richiedono i suoi utenti che hanno il diritto ad avere un teatro che funzioni tutte le settimane dell’anno.

La politica del sovrintendente dott. Di Benedetto presenta il fondamentale difetto di non utilizzare le strutture produttive del teatro di Cagliari, non utilizzando i suoi laboratori ed i lavoratori che da sempre hanno fatto del Lirico di Cagliari una realtà produttiva apprezzata in ambito internazionale.

Il fatto che il Lirico di Cagliari non produca in casa gli allestimenti, oltre a causare una assenza di ricaduta occupazionale e economica sul territorio, priva il Teatro della possibilità di costituirsi un proprio repertorio di allestimenti da utilizzare negli anni futuri, utile anche per scambi e per coproduzioni nazionali e internazionali.

I laboratori scenografici sono fermi, i laboratori di attrezzeria sono fermi, i laboratori sartoriali sono fermi, i lavoratori di questi reparti sono a casa.

La biglietteria è ancora esternalizzata e questo fatto priva il Teatro del necessario monitoraggio costante della attività, oltre a negare il principale contatto con il pubblico utente e ad impedire una corretta pianificazione delle attività.

Cosa quindi bisognerebbe fare:

Avviare un programma triennale che preveda l’allestimento di almeno quattro nuove produzioni l’anno di produzione esclusiva del Lirico di Cagliari e per questo di costi contenuti per arrivare al terzo anno con un ricco repertorio di titoli di sicuro richiamo da mandare in scena tutti i mesi dell’anno. Questo permetterebbe alla Fondazione di offrire un maggior numero di serate al pubblico e di aumentare l’offerta sul territorio regionale. Questa opzione permetterebbe inoltre di aumentare la ricaduta occupazionale e formativa in seguito alla ritrovata attività produttiva del Teatro.

Coinvolgere le risorse artistiche locali. Sono tanti infatti gli artisti sardi che permetterebbero al teatro di ideare e mandare in scena allestimenti di qualità. Mi vengono in mente tanti nomi fra quelli che conosco direttamente, artisti tutti che hanno una grande esperienza teatrale pluriennale: penso a registi come Lelio Lecis, come Enrico Pau, come Giancarlo Biffi, come Franco Marzocchi, a costumisti come Marco Nateri, come Carla Galleri, penso a cantanti come Alberto Gazale, come Daniela Bruera, come Paoletta Marrocu, come Piero Pretti, come Francesco Demuro, come tanti altri che da anni calcano i palcoscenici di tutto il mondo.

Utilizzare per la stagione sinfonica gli artisti dell’orchestra del Lirico. Moltissime delle loro individualità sono infatti ai vertici qualitativi internazionali e sarebbe per loro strumento di grande crescita potersi confrontare in maniera continuativa col pubblico e con direttori d’orchestra di caratura.

Aprire le prove tutti i giorni alle visite delle scuole, come già accade in altri teatri come ad esempio il Regio di Torino o il Massimo di Palermo. Bisogna che gli studenti del nostro territorio inizino a far conoscenza della macchina Teatro nei suoi aspetti usualmente non visibili al pubblico delle serate. La funzione educativa del Teatro passa necessariamente per il coinvolgimento delle nuove generazioni. In meno di dieci anni si rivela un ritorno economico, quindi di pubblico, sicuro ed efficace.

Riattivare la biglietteria interna del teatro, pur continuando le collaborazioni con box office esterni, con il reintegro dei responsabili licenziati la stagione passata. Erano quelle professionalità, infatti, che permettevano al Lirico di mantenere un ferreo controllo sui numeri e sulle risorse derivanti dall’attività di sbigliettamento e degli abbonamenti. Inoltre senza la riassunzione di quelle professionalità sarebbe impossibile attivare politiche di incentivo come i LastMinute che in tutti i teatri del mondo danno grandi risultati di pubblico e quindi economico immediato.

Per fare questo:
Per raggiungere questi obiettivi occorre innanzitutto che gli enti pubblici del territorio si assumano le responsabilità in sede di Consiglio di Amministrazione. Il Comune di Cagliari per legge ha nel sindaco il Presidente della Fondazione. Fino ad oggi, però, il Comune di Cagliari non ha mai nominato i due consiglieri previsti in quota, privando così la Fondazione di una vera incisività di indirizzo nei numeri e nel merito.
Poi occorre che la Sovrintendenza faccia proprie queste urgenze e che si attivi immediatamente per porle in atto.
A tale scopo è indispensabile che qualsiasi direttore artistico venga nominato (è una consulenza autonoma della Sovrintendenza) sia intenzionato a lavorare nella direzione di questi obiettivi specifici.
Perché farlo:
Tutto questo si rende indispensabile per evitare che il Lirico di Cagliari diventi un teatro a scartamento ridotto, che si limita a mettere in scena produzioni altrui, che lasci morire le sue potenzialità produttive, occupazionali e di volano economico per la comunità. Gianluca Floris

dal blog costruire su macerie

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…cinque milioni

1263899845909_soudant_hrNel 2011 cinque opere e un balletto con Roberto Bolle.

Oggi il cda approverà il bilancio

Varata nel segno del risparmio la stagione targata Soudant

Giovedì 30 dicembre 2010
C inque opere, un balletto, una stagione concertistica rimodulata (23 concerti) e tre titoli per il decentramento a un costo complessivo di poco inferiore a due milioni. L’avventura cagliaritana di Hubert Soudant e Giuseppe Cuccia, che oggi assumeranno formalmente l’incarico di Direttore musicale e di segretario artistico con delega al personale della Fondazione del teatro lirico, inizia sotto il segno del cambiamento e del risparmio: 1.978.246 euro, il costo complessivo, anziché 4.395.490 della stagione 2009, quando i titoli d’opera furono sei. Un risparmio obbligato considerato il drastico taglio dei fondi che oggi inizia ad assumere contorni tanto chiari quanto inquietanti.
TAGLI CONSISTENTI Il governo ha infatti comunicato che l’entità del finanziamento statale (il Fus, Fondo unico per lo spettacolo) sarà di 5,5 milioni di euro: cinque in meno rispetto al 2009 e due e mezzo in meno rispetto a quanto accordato per il 2010. Se a ciò si aggiunge che dalla Regione arriveranno 8.130.000 euro (quest’anno erano 9.200.000), che il Comune ridurrà il suo contributo a 1.500.000 euro (da 2.400.000), che la Fondazione Banco di Sardegna confermerà i suoi 840 mila euro e che la Provincia ha deciso di uscire dal Lirico, i conti sono presto fatti: 15.970.000 euro di contributi pubblici contro i 26.180.917 del consuntivo 2009, l’ultimo bilancio disponibile prima di quello che sarà approvato oggi dal cda. Se si considera che solo il personale l’anno scorso è costato 15 milioni e che tra vendita di abbonamenti e biglietti e altre piccole entrate arrivano poco meno di due milioni, si capisce quanto risparmiare non sia un’opzione ma un obbligo.
LE SINERGIE Ecco perché il costo dell’allestimento de “Il cappello di paglia di Firenze”, l’opera di Nino Rota con la quale il 28 aprile sarà inaugurata la stagione lirica in coincidenza con il Festival di Sant’Efisio, sarà diviso tra otto teatri: il Petruzzelli di Bari, l’Opera Giocosa di Savona, il Teatro sociale di Como, il Teatro sociale di Rovigo, il Teatro grande di Brescia, il Teatro Fraschini di Pavia e il Ponchielli di Cremona. È il primo atto della politica delle sinergie tra teatri necessaria a contenere i costi.
OPERE E RISPARMI Per le altre quattro opere – L’Italiana in Algeri di Rossini, La damnation de Faust di Berliotz, L’amico Fritz di Mascagni, il Fidelio di Beethoven – saranno utilizzati gli allestimenti scenici e i costumi del teatro. Previsto un risparmio anche con l’azzeramento dell’utilizzo dei musicisti aggiunti, grazie alla scelta di opere per le quali sono sufficienti gli orchestrali in organico al teatro.
I RISPARMI Per fare un raffronto con gli anni passati, la spesa per i direttori d’orchestra cala da 524.269 a 255.500 euro, quella per i registi da 154.000 a 53 mila mentre le compagnie di canto che costavano 1.285.165 euro ne costeranno 824.250. E ciò anche grazie alla contrattazione diretta con gli artisti, cioè senza la mediazione delle onerose agenzie.
Oggi, giorno dell’approvazione del bilancio da parte del cda, si conoscerà anche l’entità dei compensi di Soudant e Cuccia.
GIALLO PIETRANTONIO Il documento contabile non sarà firmato dal sovrintendente Maurizio Pietrantonio. Con una disposizione protocollata il 24 dicembre, il sindaco ha avocato a sé tutti gli atti della Fondazione, inibendo esplicitamente il sovrintendente. Due le interpretazioni del provvedimento: la prima è che sia un’estromissione definitiva, ma non avrebbe senso visto che per dare l’addio al violinista campano sarebbe sufficiente accogliere le sue dimissioni oggi e poi votare il bilancio. La seconda è che il sindaco intenda prendersi le responsabilità delle firme dei contratti con gli artisti e del bilancio proteggendo un debole Pietrantonio, che a questo punto non andrebbe via in tempi brevi. Certo è che il 22 dicembre scorso, nel corso di una riunione con Soudant e Cuccia, Pietrantonio si è sentito male e da quel momento nessuno lo ha più visto. L’unica sua traccia è un certificato medico: malato sino al 10 gennaio. Unione Sarda
FABIO MANCA

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