La guerra silenziosa del Palazzo

 …tra indagini, accuse e nomine

Dopo la decisione di Mura di estromettere il pm Pilia dall’inchiesta sul Lirico

 Non ho niente da dire . Divisi da denunce e rancori, i protagonisti del feuilleton giudiziario trovano l’unità davanti al cronista. Neppure una-parola-una su una vicenda che coinvolge i potenti cagliaritani della politica, dell’imprenditoria e del mondo della musica. Dopo che l’ormai ex procuratore della Repubblica Mauro Mura ha estromesso il sostituto Giangiacomo Pilia dall’inchiesta bis sul Teatro Lirico – Massimo Zedda è indagato per abuso d’ufficio – tutti si chiedono quale sarà il prossimo passo.

RETROSCENA Dietro i silenzi dei magistrati c’è uno scontro che si consuma da anni sottotraccia, dentro e fuori il palazzo di giustizia. La contrapposizione interna è riaffiorata come un fiume carsico il 30 dicembre, giorno in cui il sostituto procuratore ha perso la titolarità dell’inchiesta. Un botto di fine anno subito dopo il brindisi di addio alla magistratura di Mauro Mura. La mossa ha scatenato ogni genere di ipotesi tra gli addetti ai lavori: resa dei conti, mera valutazione professionale del collega, fino all’azzardo di attribuire posizioni politiche ai magistrati coinvolti. Di sicuro l’aver indagato su Mario Marchetti, mentore e maestro di molti dei pubblici ministeri, non ha attirato grandi simpatie a Pilia. Ma perché Mura – notoriamente poco avvezzo a decisioni d’impeto – ha scelto di chiudere la carriera revocando la delega d’indagine a un collega con la prevedibile coda di polemiche? Di certo il 28 dicembre ha trovato sulla scrivania la memoria presentata da Marchetti cinque giorni prima. Chi l’ha consultata sostiene che, una volta letta, il magistrato settantaquattrenne aveva tre possibilità: lasciarla in eredità al collega-amico e aspirante procuratore della Repubblica Gilberto Ganassi, non proprio una cortesia; stilare una lista di contestazioni al magistrato del suo Ufficio che porta avanti l’inchiesta; indagare su Marchetti per calunnia. Il 30 dicembre ha scelto la seconda strada, forse per non compromettere le chance di Ganassi di ottenere l’incarico. Su un punto però tutti concordano: il caos proietta l’immagine di una Procura divisa e danneggia proprio il procuratore facente funzioni, al quale potrebbe essere preferito un esterno.

MARCHETTI La memoria dell’ex pubblico ministero è un lungo elenco di accuse circostanziate a Pilia. Marchetti – indagato per diffamazione dopo la denuncia del direttore artistico Mauro Meli – accusa il pubblico ministero di aver cercato riscontri a un suo ipotetico abuso d’ufficio, mai contestato. Commettendo una serie di irregolarità.
PILIA Il pubblico ministero rifiuta ogni commento. Chi lo conosce bene dà voce ai suoi pensieri. La garanzia dell’anonimato è la condizione per avviare la conversazione: all’accusa di non aver svolto tutti gli accertamenti Pilia replicherebbe sostenendo che ci sono centinaia di atti raccolti in undici faldoni che testimonierebbero il contrario. E poi accuserebbe Marchetti di aver accettato la designazione fatta dal sindaco già sotto indagine.
LA DECISIONE Nei prossimi giorni Ganassi riceverà le controdeduzioni di Pilia e deciderà se rendere definitiva la revoca della delega oppure fare marcia indietro.
Paolo Paolini

Fonte: L’Unione Sarda
7 gennaio 2016

Lirico, tolta l’inchiesta a Pilia

Il 31 dicembre la decisione a sorpresa del Procuratore Mura – Contestazione alla vigilia del pensionamento: «Il pm non ha fatto le indagini richieste»

La bomba che rischia di scatenare un putiferio nella Procura cagliaritana viene sganciata l’ultimo giorno dell’anno. La mattina del 31 dicembre il procuratore Mauro Mura, 74 anni, 48 di servizio in magistratura e pensionato dal giorno seguente, convoca nel suo ufficio al terzo piano del Tribunale il sostituto Giangiacomo Pilia e gli consegna un documento chiedendogli di leggerlo.

Il pm torna nel suo ufficio, sfoglia quelle poche pagine e scopre di che si tratta: il suo capo gli ha tolto l’inchiesta bis per abuso d’ufficio sul Teatro lirico che coinvolge il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. È la seconda (la prima, sulla nomina di Marcella Crivellenti a sovrintendente, è già a processo) e riguarda una presunta ostruzione messa in atto dal primo cittadino per ritardare l’insediamento di Mauro Meli il cui incarico di sovrintendente era stato deliberato dal vecchio consiglio d’amministrazione nel gennaio 2014 e ratificato con un contratto diversi mesi dopo. La stessa indagine vede iscritto nel registro degli indagati per una presunta diffamazione su Meli, legata a dichiarazioni rese in una conferenza stampa, l’ex procuratore aggiunto Mario Marchetti, nominato da Zedda quale componente prima del cda e poi del nuovo consiglio di indirizzo della Fondazione.
All’ex pm è in qualche modo connessa la revoca dell’inchiesta: Mura imputa a Pilia di non aver ottemperato all’obbligo, derivante da una sua richiesta scritta, di svolgere approfondimenti su quanto segnalato in una memoria depositata lo scorso giugno da Marchetti, il quale riteneva infondati i 17 abusi d’ufficio contestati da Pilia al sindaco (per il quale era anche stata chiesta l’interdizione dalla carica di presidente della Fondazione, domanda poi respinta dal gip) e puntava il dito sui bilanci degli anni precedenti nell’ente. Questa presunta violazione ha spinto il Procuratore capo a revocare al suo sostituto la delega sull’indagine.
L’iniziativa ha suscitato l’immediata reazione di Pilia. Questi nega con decisione di non aver approfondito la vicenda. Con chi gli è più vicino ha parlato di un provvedimento di «gravità inaudita» ed è impegnato in queste ore nella stesura delle “osservazioni” scritte da consegnare al capo dell’ufficio, Gilberto Ganassi, procuratore facente funzioni in attesa che il Consiglio superiore della magistratura nomini il successore di Mura. Pilia, da anni nel pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione, ha già ribattuto a caldo sostenendo di aver fatto tutto ciò che doveva: acquisizione di atti, interrogatori (ha sentito nei mesi scorsi anche le ex sovrintendenti Marcella Crivellenti e Angela Spocci), l’affidamento a un commercialista di una consulenza (in corso) per valutare se quanto dichiarato da Marchetti sui bilanci precedenti alla gestione Crivellenti (buchi milionari) fosse corretto. Senza considerare che sull’inchiesta nessuna decisione (archiviazione o richiesta di giudizio) è stata ancora presa. Inoltre, Mura mai in precedenza avrebbe contestato carenze nell’indagine. Argomentazioni che presumibilmente faranno parte delle osservazioni che Pilia dovrà depositare entro dieci giorni. A quel punto Ganassi valuterà se andare avanti.
Facile ipotizzare che tutto finirà davanti al Csm, perché un’iniziativa simile entrerà a far parte del fascicolo personale di Pilia e, non essendo positiva, influenzerà negativamente la sua carriera. Ma in queste “repliche” potrebbero trovare posto anche altri argomenti. Su tutti, la testimonianza dello stesso Marchetti nell’ultima udienza del processo contro Zedda e la seconda memoria difensiva presentata dall’ex procuratore aggiunto pochi giorni fa riguardante la seconda inchiesta. Nel primo caso l’ex pm, testimone a difesa per il primo cittadino, aveva attaccato il pm Pilia il quale, pur accusandolo di diffamazione, avrebbe svolto «indagini illegittime» nei suoi confronti per un reato, «l’abuso d’ufficio», non contestatogli ufficialmente; nel secondo, in 130 pagine difende se stesso e il sindaco e indica i presunti errori commessi da polizia giudiziaria, pubblico ministero, consulenti e testimoni d’accusa.
Pochi giorni dopo il procuratore ha deciso di revocare l’indagine. L’impressione che la (brutta) vicenda sia solo all’inizio.
Andrea Manunza

FONTE: L’Unione Sarda

A Verona si festeggia il Natale al presidio

27 Dicembre 2015 Nessun commento

Era la fine del 2010, quando noi  lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari prendevamo la decisione di occupare il teatro perchè non vedevamo risoluzione ai grossi problemi che mettevano a rischio i nostri posti di lavoro. Oggi  siamo qui a mostrare solidarietà ai colleghi del teatro di Verona,Fondazione Arena che, come noi al tempo, stanno trascorrendo le loro feste in occupazione.

Lavoratori della Fondazione Arena festeggiano il Natale al presidio – i VERI privilegi di lavorare per un TEATRO!!

 I Lavoratori della Fondazione Arena in questi ultimi tempi si sono spesso sentiti duramente attaccare dalla Dirigenza del proprio Teatro e dagli stessi organi politici e di controllo che avrebbero dovuto vigilare e resisi corresponsabili di una gestione fallimentare che ha portato all’attuale disastrosa situazione economica.
La stessa Dirigenza che rifiuta di assumersi le proprie responsabilità anche davanti ad evidenti errori gestionali scarica le proprie responsabilità sui lavoratori indicando tra i motivi principali di tale crisi “privilegi” economici degli stessi lavoratori.
Pur ritenendo plausibile il fatto che i lavoratori lottino per difendere il proprio posto di lavoro e la propria   retribuzione, in fin dei conti ciò che permette loro di vivere, pagare le bollette, dar da mangiare ai propri figli e farli studiare, ecc. essi stessi sono ben coscienti quale sia il loro “vero” privilegio, ossia proprio quello di poter lavorare per un Teatro.
È questo un obiettivo che si raggiunge solo grazie alla Passione e all’Amore per questo mondo incredibile ed affascinante fatto di luci, costumi, scene, colori, musica, danza, arte, cultura, sacrifici, sfide, impegno, sudore, applausi.. È la consapevolezza di vivere qualcosa di speciale che non tutti al mondo hanno la possibilità di poter vivere.
Questo è il vero privilegio di chi lavora per un Teatro, quello di contribuire a costruire e creare quel sogno che ogni spettatore può vivere ogni qual volta si sieda in platea anche solo per fuggire qualche ora dalla realtà.
Questo é ciò per cui lottano oggi anche i Lavoratori della Fondazione Arena, per difendere quest’idea di Teatro che qualcuno vuole distruggere riducendola ad una sterile operazione di mercato che, per il solo vantaggio economico di pochi, rischia di annullare quella forza creativa e vitale che ha dato vita ai più bei capolavori teatrali, per difendere il sogno di chi, oggi in un istituto d’arte, in un conservatorio di musica o canto od in un’accademia di danza, voglia un giorno vivere queste emozioni cantando, ballando, suonando, realizzando una scenografia o disegnando dei costumi di scena, componendo un’opera o inventando una nuova regia.
Questa grande forza che nasce dall’Amore e dalla Passione per questo fantastico mondo a cui appartengono i lavoratori di un Teatro è la stessa forza che non li fa desistere in questa lotta contro la prepotenza e l’arroganza di chi fa l’errore di sottovalutare tanta determinazione, perché é proprio la consapevolezza del “privilegio” di essere lavoratori di un Teatro che li porta a lottare per tale “privilegio“.
Si ringraziano tutti i Lavoratori che, credendo in questa loro grande forza e a dispetto di chi non scommetta su di loro, abbiano dedicato o dedicheranno il proprio tempo in questi giorni di festività, spesso sottraendolo alle proprie famiglie, al fine di poter mantenere il presidio presso la sede della Fondazione Arena e continuare la loro lotta a difesa del Teatro di tutti.
GRAZIE DI CUORE!!
Coraggio colleghi, i lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari sono con voi!
Tutti gli aggiornamenti sul blog dei lavoratori di Verona  http://sosfondazionearenaverona.blogspot.it/

Crivellenti segnalata

18 Dicembre 2015 Nessun commento

Segnalata prima con una telefonata di raccomandazione dell’ex sottosegretario Gianni Letta all’allora sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari Maurizio Pietrantonio, poi in una missiva che rimarcava “non si dimentichi della Crivellenti”. È stato lo stesso Pietrantonio, nel corso dell’udienza davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari, a raccontare come si arrivò alla nomina di Marcella Crivellenti quale responsabile del Teatro Lirico di Cagliari, qualche anno prima che diventasse la nuova sovrintendente.
“Quando ci fu la possibilità – ha detto – la assunsi con un contratto adatto al suo profilo curricolare, al minimo tabellare. In precedenza ebbi una telefonata dal dottor Gianni Letta che mi disse che poteva essere utile al teatro”.
L’ex sovrintendente per sette anni, oggi è stato uno dei testimoni al processo contro il sindaco del capoluogo sardo, Massimo Zedda, accusato – in qualità di presidente della Fondazione – di abuso d’ufficio per la nomina alla guida dell’ente lirico di Marcella Crivellenti. Nomina poi annullata dal Tar perché illegittima.
In precedenza, stamani hanno testimoniato Silvia Spano (viola di fila) e Luisa Sclocchis, impiegata al lirico dal 2009 al 2011 con un master. “Ho saputo da Pietrantoni – ha ribadito – che la Crivellenti era stata segnalata da Gianni Letta con una telefonata per un posto da direttore generale. Ma il soprintendente l’aveva assunta con un ruolo minore perché non riteneva avesse le competenze”.
Sentito come testimone d’accusa anche Marco Faelli, direttore del coro dal 2011 al 2014. Il sindaco Zedda è accusato di aver introdotto la candidatura della Crivellenti fuori dai criteri del bando emanato dalla Fondazione che presiedeva, nonostante fossero arrivati i curriculum di 44 candidati alla carica di sovrintendente. Il primo cittadino era presente in aula accanto ai difensori Giuseppe Macciotta e Fabio Pili. 17/12/2015

Fonte: ANSA

Comunicato sindacale delle Fondazioni Liriche

14 Dicembre 2015 Nessun commento

Roma, 14 dicembre 2015

COMUNICATO FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE

 Le Segreterie Nazionali giudicano positivamente i provvedimenti intervenuti in merito al settore delle Fondazioni Lirico Sinfoniche. Tali provvedimenti sono il frutto di un grande lavoro politico e istituzionale di pressione costante da noi esercitata, congiuntamente all’associazione datoriale, nei confronti delle forze politico‐parlamentari, del Ministero e conseguentemente del Governo e di una nostra regia mirata nei ricorsi concernenti l’art. 40 del “Decreto del Fare”.

L’emendamento inserito dal Governo stesso nella legge di stabilità coglie pienamente le nostre impostazioni di spostare di due anni il termine per il raggiungimento dell’equilibrio strutturale di bilancio per le otto Fondazioni in sofferenza così come definite nella Legge “Valore Cultura” (dal 2016 al 2018).

Positivo il fatto che per le rimanenti Fondazioni sia stato stanziato un incremento di 10 milioni di euro per il 2016 “da dotazione del Fondo di Rotazione” per ovviare in parte alla crisi di liquidità dovuta ai ritardi e alle mancate erogazioni in capo alle Regioni e ai Comuni e alla cronica latitanza del sostegno alle Fondazioni dei soci privati fin dalla loro istituzione.

Nei prossimi giorni proseguiranno, come riferito dal Direttore Generale dello Spettacolo dal Vivo Dott. Onofrio Cutaia nella riunione dello scorso 10 dicembre, gli incontri con i dirigenti di Cassa Depositi e Prestiti e ABI per verificare quali ulteriori finanziamenti possono essere reperiti per mettere compiutamente in equilibrio questi prestigiosi centri di produzione culturale.

Sempre nel corso del sopra richiamato incontro con il Dott. Cutaia, è stata altresì espressa la disponibilità del MIBACT ad aprire specifici tavoli di confronto sulle singole Fondazioni Lirico Sinfoniche secondo le priorità emerse e la gravità delle problematiche che ne potessero condizionare le attività.

Appare infine di straordinaria importanza il recentissimo pronunciamento della Corte Costituzionale che, con Sentenza 260/2015, Camera di Consiglio del 10/06/2015, Decisione del 01/12/2015, Deposito del 11/12/2015, che ha reso giustizia rispetto all’art. 40 del “Decreto del Fare” che inibiva per le sole Fondazioni Lirico Sinfoniche (di diritto privato) la possibilità di trasformazione dei rapporti di lavoro, per gli aventi diritto, da tempo determinato a tempo indeterminato, operazione del tutto impropria guidata dalla passata Dirigenza del MIBACT e da noi sempre giudicata del tutto incostituzionale.

Ci sembra di poter dire che si sta “girando pagina” e si prospetta un impegno serio e di valenza necessaria delle parti istituzionali e politiche interessate nel misurarsi sulla tenuta del futuro dell’Arte e della Cultura Musicale che in gran parte proprio dalle Fondazioni Lirico Sinfoniche è rappresentato.

Il tema sarà affrontato compiutamente in un prossimo coordinamento nazionale unitario.

. LE SEGRETERIE NAZIONALI SLC‐CGIL                    FISTEL‐CISL                   UILCOM‐UIL                    FIALS‐CISAL

Importante sentenza!

12 Dicembre 2015 Nessun commento

Sentenza di grande importanza per FLS

ROMA, 11 DIC – La sentenza depositata oggi, la n.260, di cui è relatrice la giudice Silvana Sciarra, va a circoscrivere le deroghe previste in materia contrattuale per le fondazioni lirico-sinfoniche e la possibilità di procedere con un numero indeterminato di rinnovi. La vicenda alla base è

quella di una danzatrice che, avendo avuto numerosi contratti dalla Fondazione Maggio Fiorentino, si era vista accogliere la richiesta di stabilizzazione dal tribunale; ma la Fondazione ha impugnato la decisione di fronte alla Corte d’appello, che a sua volta a rinviato gli atti alla Consulta.
La norma dichiarata incostituzionale è l’art. 40, comma 1-bis, del decreto legge 69 del 2013, il cosiddetto «decreto del fare» per il rilancio dell’economia: la misura conteneva disposizioni interpretative di un precedente decreto del 2010, il cosiddetto decreto Bondi, prevedendo un’ampia deroga in materia di contratti a termine per le fondazioni liriche-sinfoniche, fino a investire le tutele a prevenzione degli abusi del precariato.
La legge ha dietro di sé il processo di trasformazione delle fondazioni lirico-musicali in soggetti di diritto privato. Il decreto del 2013 dichiarava in sostanza che l’art.3 del decreto Bondi andava interpretato nel senso che alle fondazioni, fin dalla loro trasformazione in soggetti di diritto privato, non si applicano le disposizioni di legge che prevedono la stabilizzazione del rapporto di lavoro come conseguenza della violazione delle norme in materia di contratti a termine e di proroga o rinnovo degli stessi contratti.
Ma la Corte Costituzionale ha `bocciato´ tale interpretazione. Perché «lede l’autonomo esercizio della funzione giurisdizionale, in quanto è suscettibile di definire i giudizi in corso, travolgendo gli effetti delle pronunce già rese». Ma non solo. «Nell’estendere il divieto di conversione
del contratto a tempo determinato oltre i confini originariamente tracciati, includendo anche l’ipotesi di un vizio genetico del contratto a tempo determinato ? spiega la sentenza – la norma pregiudica un aspetto fondamentale delle tutele accordate dall’ordinamento ai rapporti di lavoro, in un
contesto già connotato in senso marcatamente derogatorio rispetto al diritto comune». Ansa

Meli direttore artistico

 

Mauro Meli torna al Lirico di Cagliari come direttore artistico. La nomina dell’ex sovrintendente dello stesso teatro è stata ufficializzata oggi dal Consiglio di indirizzo presieduto da Mario Scano.

 

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Claudio Orazi : il curriculum

 

seguono le produzioni e gli allegati

Il nuovo sovrintendente

23 Novembre 2015 Nessun commento

Alle segreterie sindacali
Si comunica che, con decisione unanime, il consiglio d’indirizzo , in data odierna , ha individuato nella persona del dott. Claudio Orazi, il nominativo da proporre al Ministro dei beni e delle attività Culturali e del turismo Dario Franceschini per la figura di Sovrintendente della Fondazione Teatro lirico di Cagliari

firmato

Il presidente

Mario Scano

Comunicato stampa unitario su Verona

22 Novembre 2015 Nessun commento

In riferimento alle dichiarazioni del Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Francesco Girondini, rilasciate a TG VERONA il 13 novembre u.s. (che sotto riportiamo), le scriventi segreterie nazionali ritengono doveroso esprimere il più completo sgomento nel dover constatare quanto il Sovrintendente Girondini, già Presidente Anfols e in tale veste capo della delegazione che rappresentava tutti i Sovrintendenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane durante le trattative per il rinnovo del CCNL, protrattesi per quasi dieci anni e che ancora non hanno ricevuto l’obbligatoria validazione dai ministeri competenti, abbia dimostrato la propria completa incompetenza e preparazione nello svolgimento delle proprie funzioni.

Le dichiarazioni rilasciate da Girondini e riportate da TG VERONA il 13 Novembre 2015, ore 18:42, dopo l’occupazione della sede dell’ente lirico da parte dei lavoratori, musicisti e tecnici, riportano infatti testualmente: “Contratto vecchio di 12 anni”. “Il Consiglio di Indirizzo ha disdetto il contratto integrativo che risaliva a 12 anni fa”. “Un integrativo vecchio rispetto ad una situazione completamente cambiata nel mondo delle fondazioni lirico-sinfoniche, i contributi statali hanno subito tagli drastici e ci sono casi, in alcune città, quasi al fallimento, con lavoratori licenziati”. “L’obiettivo è di riformulare il contratto integrativo, non di annullarlo, chiaramente su condizioni diverse. Sarebbe stato opportuno mettersi attorno ad un tavolo a discutere, prima di occupare.

E’ un atto di forza che esaspera i toni ed evidenzia che i lavoratori non vogliono rinunciare a certi privilegi“.

Dobbiamo quindi doverosamente rendere noto all’opinione pubblica, oltre che evidentemente ricordare anche al Sovrintendente Girondini ed a tutto il Consiglio d’Indirizzo della Fondazione che:

- Gli integrativi Aziendali in essere nelle Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane sono bloccati e non possono essere né disdettati né rinnovati in forza del combinato disposto delle leggi 31 marzo 2005 n. 43, 29 giugno 2010 n. 100 e 7 ottobre 2013 n. 112 che stabilisce:

“5. A decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo contratto collettivo nazionale, le clausole e gli istituti dei contratti integrativi aziendali stipulati in contrasto con i principi di cui ai commi 2 e 4 e con il medesimo contratto collettivo nazionale non possono essere applicati e vengono rinegoziati tra le parti. Sono comunque nulli e improduttivi di effetti i preaccordi o le intese non formalmente qualificabili come contratti integrativi aziendali ai sensi del comma 4».

(( 3-bis. I contratti integrativi aziendali in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto possono essere rinnovati solo successivamente alla stipulazione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro. ))

In conseguenza di quanto sopra tutti i Contratti Integrativi Aziendali delle Fondazioni Lirico Sinfoniche sono bloccati dal 2005 senza soluzione di continuità e potranno essere disdettati e rinnovati solo SUCCESSIVAMENTE alla validazione del CCNL da parte dei Ministeri competenti e dalla Corte dei Conti che ad oggi ancora non è pervenuta.

Uniche eccezioni a quanto stabilito dalle Leggi sopra riportate riguardano le 8 Fondazioni Lirico Sinfoniche ammesse ad usufruire di quanto stabilito dalla Legge 7 ottobre 2013 n. 112, perché in possesso degli specifici requisiti, che sono state OBBLIGATE a disdettare i rispettivi integrativi aziendali ed a stipularne nuovi secondo quanto stabilito dalla medesima legge (“g) la cessazione dell’efficacia dei contratti integrativi aziendali in vigore, l’applicazione esclusiva degli istituti giuridici e dei livelli minimi delle voci del trattamento economico fondamentale e accessorio previsti dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro e la previsione che i contratti collettivi dovranno in ogni caso risultare compatibili con i vincoli finanziari stabiliti dal piano;”), contestualmente alla approvazione di un piano industriale triennale, appositamente approvato dal Commissario straordinario Pinelli.

Non essendo la Fondazione Arena di Verona tra quelle ammesse ad usufruire della Legge 7 ottobre 2013 n. 112, non si capisce in forza di quale principio legale il Sovrintendente Girondini ed il Consiglio d’Indirizzo si arroghino il diritto di disattendere le leggi in vigore. Chissà se nei quasi dieci anni di tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL, ai quali ha partecipato in vari ruoli ,il Sovrintendente Girondini si era accorto dei contenuti trattati in tale tavolo? A giudicare dalle incredibili dichiarazioni rilasciate parrebbe di no.

Nell’esprimere la solidarietà ai lavoratori della Fondazione Arena di Verona consentiteci di ricordare, a monito per la Sovrintendenza e Dirigenza della Fondazione Arena come di tutte le altre Fondazioni e soprattutto a supporto dei lavoratori, che la ancora non ufficiale approvazione del nuovo ccnl in uno stato di vertenzialità non può che costringerci ad attenersi alle norme e regole contrattuali e legislative vigenti deprivate di tutte le “sudate” modifiche necessarie ad efficientare il lavoro nelle Fondazioni (vedi nuovi orari e flessibilità) che solo la validazione di un contratto innovato potrà permettere.

Considerato infine che la sospensione dell’integrativo così come annunciata dal Sovrintendente Girondini non può che “annullare” qualsiasi prestazione che trovava applicazione attraverso l’accordo medesimo e che solo l’integrativo che si vuol disdettare permetteva ai lavoratori il normale svolgimento della loro attività lavorativa, ci sembra addirittura scontata la lettura dell’avvenuta “occupazione” come atto “responsabile” e “indispensabile” a sospendere una gestione inefficace ed inefficiente.

Ci adopereremo nei prossimi giorni per richiedere un incontro alla Presidenza dell’Anfols che chiarisca percorsi e omogenei comportamenti delle Fodazioni in materie cosí delicate come quelle contrattuali nazionali e territoriali.

Roma, 17 novembre 2015 p.

LE SEGRETERIE NAZIONALI SLC-CGIL FISTeL-CISL UILCOM-UIL FIALS-CISAL

Nastasi scagiona Zedda

19 Novembre 2015 Nessun commento

 

Il dirigente ministeriale scagiona il sindaco

Salvatore Nastasi in aula al processo dove Massimo Zedda è imputato di abuso d’ufficio ha dichiarato di essere stato lui a indicare la strada per nominare una persona di fiducia fuori dall’elenco di nomi giunto in seguito alla manifestazione d’interesse

Marcella Crivellenti e Massimo Zedda
Marcella Crivellenti e Massimo Zedda

CAGLIARI. Il dirigente ministeriale Salvatore Nastasi scagiona il sindaco di Cagliari Massimo Zedda sotto processo per abuso d’ufficio per la nomina a sovrintendente del Teatro lirico di Marcella Crivellenti. In estrema sintesi, il dirigente ha confermato che è stato proprio lui a indicare a Zedda la strada per  nominare un soprintendente che fosse di sua fiducia, dato che in seguito alla manifestazione d’interesse erano arrivati 44 curriculum nessuno dei quali convinceva del tutto il primo cittadino di Cagliari.

Nell’udienza di stamani ha testimoniato anche l’ex soprintendente: «Il sindacoMassimo Zedda mi disse due giorni prima della nomina se volessi fare il sovrintendente». La nomina della Crivellenti venne annullata dal Tar perché illegittima. «Ho avuto una prima esperienza lavorativa al Lirico nel 2008 per due mesi e mezzo – ha spiegato rispondendo alle domande del pm Giangiacomo Pilia – ho fatto il coordinamento della biglietteria. Nella mia esperienza ho lavorato con Albertazzi e sono sempre stata con lui, il suo massimo referente nelle varie attività». E Zedda? «L’ho conosciuto – ha chiarito – in un incontro con Claudio Fava».

Davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale, presieduta daClaudio Gatti, l’accusa ha chiamato in aula anche i revisori dei conti del LiricoFrancesca Nocera e Maria Cristina Cabras, l’ex esponente del Consiglio di amministrazione Cristiano Cincotti, il dirigente del Teatro Giovanni Lai e il sovrintendente di Bari Massimo Biscardi.

Alcuni testimoni hanno confermato che furono 44 i soggetti che parteciparono alla manifestazione di interesse, mentre la candidatura della Crivellenti venne avanzata dal sindaco Zedda, presente in aula accanto ai difensori Giuseppe Macciotta e Fabio Pili.

FONTE :La Nuova Sardegna

 

Sindaco a processo

18 Novembre 2015 Nessun commento

 

Il sindaco Massimo Zedda a processo su gestione dell’Ente Lirico di Cagliari

Oggi alle 09:57 – ultimo aggiornamento alle 15:23

È cominciato il processo al sindaco di Cagliari Massimo Zedda, sotto accusa per un duplice abuso d’ufficio nella gestione del teatro lirico.

Il primo relativo alla nomina di Marcella Crivellenti a sovrintendente dell’ente senza prendere in considerazione la precedente manifestazione di interesse cui avevano partecipato 44 persone.

Il secondo per l’estromissione di un membro del Consiglio di Amministrazione.

Ora sul banco dei testimoni c’è Anna Cristina Cabras, nel 2012 presidente del Collegio dei revisori dei conti.

In precedenza Francesca Nocera, membro del Collegio dei revisori dei conti, aveva riferito sulla procedura nella nomina di Crivellenti a Sovrintendente e sulle polemiche che ne seguirono nel Consiglio di Amministrazione.

Dopo una breve interruzione, il processo è ripreso con la testimonianza di Sergio Milia, ex assessore regionale ai Beni culturali. Ha riferito come il sindaco Zedda, nel 2012, in un incontro in Consiglio, gli disse di voler nominare una donna come Sovrintendente del Teatro Lirico.

Quindi è stata la volta di Salvatore Nastasi, direttore generale spettacolo dal vivo del Ministero. «Crivellenti? Era un nome che girava nel mondo dello spettacolo». Così Nastasi parlando del momento in cui Zedda gli parlò della volontà di nominarla quale Sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari.

Leggi tutto l’articolo cliccando su questo link L’Unione Sarda

Ciao Pier Paolo!

17 Novembre 2015 1 commento

Ci ha lasciato troppo presto il caro collega dell’ufficio stampa del Teatro Lirico di Cagliari, Pier Paolo Pianta. Una vita in teatro.

Una preghiera per lui. Condoglianze alla famiglia

Angela Quaquero sotituisce Loi

12 Novembre 2015 Nessun commento

Sarà Angela Quaquero a sostituire il dimissionario Alessio Loi come rappresentante della Regione all’interno del Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, che si era dimesso ritenendo di doversi astenere dall’esame delle candidature a Sovraintendente della Fondazione per il conflitto d’interesse con uno dei candidati. La nomina era diventata urgente perchè l’iter dell’esame delle candidature, avviato lo scorso 15 ottobre, si era bloccato anche perchè uno dei rappresentanti del Comune di Cagliari aveva deciso di astenersi.

La Giunta regionale ha quindi individuato nella Quaquero il suo nuovo rappresentante, consentendo così la rapida ripresa del lavoro da parte del Consiglio di Indirizzo. E’ presidente dell’Ordine regionale degli Psicologi, ex assessore delle Politiche sociali, vice presidente e poi presidente ‘ad interim’ della Provincia di Cagliari dopo la decadenza per ragioni giudiziarie del presidente eletto Graziano Milia.

(red) (admaioramedia.it)

 

 

Si dimette Alessio Loi

10 Novembre 2015 Nessun commento

Cagliari, teatro lirico: si dimette Alessio Loi consigliere nominato dalla Regione

Dopo la dichiarazione di incompatibilità per lui e per Mario Marchetti il componente del consiglio di indirizzo indicato dal Comune a partecipare alla selezione del nuovo sovrintendente

CAGLIARI. Ha presentato formale lettera di dimissioni questa mattina Alessio Loi, componente del Consiglio di indirizzo del Teatro Lirico di Cagliari in rappresentanza della Regione, dopo che la settimana scorsa, assieme al collega di nomina comunale, Mario Marchetti, era stato dichiarato incompatibile a partecipare alla scelta del nuovo sovrintendente, successore di Angela Spocci.
La prossima riunione del Cdi è prevista per questo pomeriggio alle 15.30: all’ordine del giorno non la nomina del sovrintendente ma un’informativa su ciò che è accaduto nella precedente riunione del 5 novembre 2015 quando Francesco Boggio, delegato della Fondazione Banco di Sardegna, aveva lasciato il tavolo in polemica con il presidente Mario Scano, per incomprensioni e paventate incompatibilità per il suo ruolo.
«Ho preso atto che tra i partecipanti alla manifestazione di interesse indetta dalla Fondazione per l’individuazione del sovrintendente, figurano candidati che hanno ricorso al giudice contro la mia nomina a membro del Cdi (l’ex sovrintendente Mauro Meli)», scrive Loi nella lettera di dimissioni indirizzata al presidente Mario Scano, al presidente della Regione Francesco Pigliaru e all’assessore regionale alla Cultura Claudia Firino, «a seguito di ciò sorge in capo al sottoscritto un dovere/obbligo sia morale che giuridico, di astenersi dal partecipare alla selezione. Non posso esimermi dall’evidenziare le problematiche che affliggono la Fondazione e in particolare quelle attinenti ad una sua proficua gestione», scrive ancora Loi, «per tali ragioni, conscio che il Cdi sarebbe comunque in grado di deliberare con la mia semplice astensione, ma preoccupato che, alla luce di quanto emerso nella riunione del 5 novembre, possano ingenerarsi difficoltà nel raggiungimento della maggioranza necessaria alla nomina del sovrintendente, responsabilmente, non intravedo altra possibilità che quella di rassegnare le dimissioni dall’incarico di componente del Cdi».
Lo stallo della
scorsa settimana ha aperto la strada a un possibile commissariamento dell’Ente da parte del Mibact se il Cdi, con le dimissioni di Loi, l’incompatibilità di Marchetti e l’assenza di Boggio, non dovesse essere nelle condizioni di procedere alla votazione per la scelta del nuovo sovrintendente.

Fonte: La Nuova Sardegna
10 novembre 2015

Consigliere abbandona la seduta

Boggio abbandona i lavori e annuncia la decisione «Mai più in Consiglio: arriverà il commissario»
6 novembre 2015
 «…e ormai bisogna solo aspettare che il ministro scelga il nuovo commissario». Francesco Boggio ha abbandonato da qualche ora la prudenza e il Consiglio d’indirizzo del Teatro lirico. Nominato dalla Fondazione Banco di Sardegna, propende per la soluzione estrema: «Gestione provvisoria fino all’elezione del nuovo sindaco di Cagliari».

LO SCONTRO Boggio lo racconta così: «È accaduta una cosa singolare. Vabé, la nomina del sovrintendente non era semplice di per sé, ma gli altri consiglieri hanno provato a portarmi sulle loro posizioni in un modo non proprio urbano». I bersagli sono Mario Scano e Tore Cherchi, rispettivamente presidente e consigliere: «Tutto è iniziato nella seduta di martedì, quando il presidente ha sollevato un presunto problema di contribuzione da parte della Fondazione. Ho chiarito la mia posizione, di più non potevo fare». Non finisce qui: «Il presidente ha detto che avevo una posizione poco chiara, in pratica la mia presenza poteva essere giudicata illegittima. È intervenuto anche Tore Cherchi per rimarcare che non potevo ignorare quello che stava per accadere, cioè la nomina del sovrintendente, che inevitabilmente avrebbe lasciato deluso qualcuno. Insomma, mi ha detto che ci sarebbero stati ricorsi, e magari qualcuno avrebbe potuto tirare fuori la questione dei versamenti della Fondazione». Tensione, quindi, ma ancora gestibile. La rottura è arrivata successivamente: «Non c’è nessuno che abbia lontanamente i titoli di Mauro Meli, di cui io sono amico. Ho chiesto che fosse invitato, almeno per parlare. Mi hanno risposto che non era oggettivamente possibile. Ho chiesto che fosse registrato quel che dicevo, e ho spiegato che non c’erano le condizioni per proseguire». Morale: «Non parteciperò più alle riunioni, quindi il Consiglio non può deliberare e deve essere commissariato».
REAZIONI «Siccome siamo in un ambiente di artisti ogni cosa va enfatizzata. Ci sono discussioni, com’è normale che sia. Capita in tutte le famiglie, anche nelle migliori, ma ora cerchiamo di risolvere i problemi», dice Mario Scano. Che aggiunge: «Premesso che i consiglieri sono tenuti alla riservatezza, preciso che nessuno ha fatto rilievi, si cercava solo di mettere i soldi in cassa per affrontare le tante spese». Tore Cherchi allontana lo spettro del commissariamento: «Non commento le dichiarazioni di Boggio. L’unica certezza è che il ministero non lavora per l’arrivo del commissario, non lo vuole. Sono fiducioso che entro breve le istituzioni sarde faranno fronte alle loro responsabilità per dare una guida adeguata al Teatro lirico di Cagliari».
Paolo Paolini

Fonte : L’Unione Sarda

Sovrintendente: scelta lontana

CAGLIARI. Lirico, per la scelta del futuro Soprintendente, giunge il parere dell’Avvocatura di Stato e ora si rischia lo stallo. Trovare vie d’uscita allo stato attuale, sembra infatti difficile, e così sale il rischio di commissariamento. Come anticipato giorni fa dal nostro giornale, il Consiglio d’indirizzo della Fondazione lirica prima di scegliere tra le 41 candidature per Soprintendente arrivate al teatro si è trovato giorni fa davanti un macigno. La richiesta cioè di due consiglieri, Alessio Loi (Regione) e Mario Marchetti (Comune) di valutare una eventuale loro incompatibilità in sede di voto, verso un candidato, cioè l’ex Soprintendente Mauro Meli con il quale è in piedi un contenzioso (pende un suo ricorso al Tar).

Un ipotetico caso di conflitto di interessi per cui è stata chiamata a dare un parere l’Avvocatura di Stato. Questo, a firma di Francesco Caput è arrivato lo scorso 28 ottobre 2015 (ma solo ora se ne conosce il testo) e afferma che Loi e Marchetti non devono partecipare a quella scelta.

“…la proposizione del menzionato ricorso (e con esso la domanda di annullamento della nomina di Loi e Marchetti a componenti del consiglio d’indirizzo) è preesistente all’attività decisionale – afferma l’Avvocatura di Stato – che si tratta all’attualità di compiere (individuazione del nuovo nominativo da proporre per la nomina a sovrintendente) e risulta, altresì originare da circostanze autonome ed indipendenti da essa (l’individuazione del precedente nominativo da proporre per la nomina a sovrintendente nella persona della Spocci)”.

Conclude affermando che “devesi pertanto confermare il ricorrere, anche alla stregua dell’orientamento meno rigoristico della giurisprudenza amministrativa, non solo della facoltà, ma senz’altro dell’obbligo dei nominati componenti del consiglio di indirizzo di astenersi”. A questo punto i due consiglieri non potranno partecipare al voto che resterà prerogativa dei tre rimanenti (Marco Scano, presidente che di recente ha preso il posto del sindaco Massimo ZeddaTore Cherchi per il Mibact e Francesco Boggio per la Fondazione Banco di Sardegna). Situazione delicata che rischia di produrre ancora incertezza (a meno che i tre dovessero optare per lo stesso candidato certificando così una maggioranza). Insomma se non c’è accordo i rischi sono quelli del commissario spedito dal Mibact.

E su questo salgono i malumori. Paolo Casu, vice presidente del consiglio comunale in una interrogazione al Sindaco paventa come la situazione “potrebbe sfociare in un Commissariamento della stessa Fondazione, immobile e sprovvista della programmazione per l’imminente 2016, fatto gravissimo che mette a repentaglio i lavoratori e la salute di un teatro giunto ormai all’ultimo stadio”.

Walter Porcedda

Fonte: La Nuova Sardegna

 

 

Inchiesta sul Lirico: Crivellenti e Spocci convocate dal pm

 29 ottobre 2015

Le sovrintendenti sentite sul bilancio, l’ex manager anche sul ruolo di Letta nella sua nomina

Angela Spocci, sovrintendente del Teatro Lirico sfiduciata dal consiglio di indirizzo il 4 agosto, è arrivata in Procura due giorni fa: doveva spiegare al pubblico ministero Giangiacomo Pilia, titolare delle due inchieste sulla gestione dell’ente (una terminata col rinvio a giudizio per abuso d’ufficio del sindaco Massimo Zedda, ex presidente del vecchio cda; la seconda ancora in corso ugualmente per abuso d’ufficio contro lo stesso primo cittadino), cosa ha fatto riguardo i crediti inseriti nel rendiconto 2014 e che lei stessa in passato ha ammesso «non ci saranno mai saldati». Poste che in precedenza anche la commercialista Donatella Masala (su incarico del Cdi aveva preparato una relazione sui conti) aveva ritenuto inesigibili (dunque da non mettere a bilancio) e che però il Tar ha poi “chiesto” di incamerare. In entrambe le occasioni la dirigente avrebbe promesso di portare all’attenzione degli inquirenti carte che chiariranno i passi compiuti. Ma ancora nulla è stato consegnato al pm.
Venerdì scorso è stata convocata anche Marcella Crivellenti. L’ex sovrintendente, per la cui nomina (2012) ha mandato a processo Zedda, è stata sentita sia sul bilancio sia sulla denuncia per diffamazione da lei stessa presentata contro chi, negli anni passati, ha sostenuto che la sua candidatura alla guida del Lirico fosse stata “agevolata” dall’onorevole Gianni Letta. Questa indagine va verso l’archiviazione: gli investigatori spiegano che la donna è stata «effettivamente sponsorizzata» dal deputato, come emerso grazie alle «dichiarazioni testimoniali» dell’ex sovrintendente «Maurizio Pietrantonio» e della docente di musica «Luisa Slocchis» e anche da «lettere a firma» proprio di «Letta». La donna ha replicato sostenendo che l’appoggio era legato all’assunzione al Teatro (in biglietteria), non al successivo incarico da manager.
Nella richiesta di archiviazione si sostiene inoltre che la sua gestione «ha portato il Teatro di Cagliari all’ultimo posto tra le Fondazioni lirico sinfoniche», classifica del ministero dei Beni culturali. Sul bilancio, «dall’esame della relazione» di Masala «è emerso come siano stati appostati crediti di dubbia esigibilità» anche nel 2013, «esercizio della Crivellenti»: se si eliminassero, questo «chiuderebbe con una perdita di circa 4 milioni di euro».
An. M.

FONTE: L’UNIONE SARDA

 

 

I sindacati chiedono incontro urgente

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Cagliari, 21.10.2015

Spett. Presidente Dott. Mario Scano

e p.c. Spett.li

Consiglieri di Indirizzo

Spett.li Revisori dei conti

Ai Lavoratori

Oggetto: Richiesta di incontro urgente

Egregio Presidente, a fronte delle notizie di stampa apparse oggi 21 ottobre c.a. riguardanti la nomina del Sovrintendente, siamo a richiederle un incontro urgente per avere informazioni ufficiali dalla Fondazione. Certi di un rapido riscontro, le porgiamo distinti saluti.

F.to per le segreterie

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

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