Il sindaco lascia la presidenza

Il sindaco sceglie di abbandonare la sedia della Fondazione: “Mole di lavoro enorme, in arrivo un rappresentante del Comune”. La decisione arriva dopo due lunghi anni di tensione con sindacati e lavoratori.

CAGLIARI - Una decisione forse maturata con lo scorrere del tempo: dalla polveriera-Lirico si smarca, all’improvviso, il sindaco-presidente Massimo Zedda. C’è l’ultimo anno di consiliatura e una probabilissima campagna elettorale da organizzare per tentare il bis alla sedia principale di palazzo Bacaredda. 

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Conferenza Stampa Presentazione Bilancio consuntivo 2014

Venerdì 26 giugno, alle 11, nella Sovrintendenza del Teatro Lirico di Cagliari (5° piano, ingresso artisti, via Efisio Cao di San Marco), la Sovrintendente Angela Spocci e la professionista incaricata Donatella Masala incontrano la stampa per presentare il Bilancio consuntivo 2014.

 

Cagliari, 23 giugno 2015

 

 

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Cagliari, 21.06.2015

Al Presidente Al C.d.I.

Ai Revisori dei conti

Al Ministro dei Beni Culturali

Al Sottosegretario ai Beni Culturali

Al Presidente della R.A.S.

Al Presidente della Fond. B.d.S.

Ai Consiglieri Regionali

Ai Consiglieri Comunali

e p. c. ai Lavoratori

Tra le funzioni che gli sono attribuite dalle vigenti norme di legge e dal nuovo statuto, il C.d.I. della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari ha il compito di delineare gli indirizzi generali e strategici di gestione, di approvare il bilancio preventivo e consuntivo annuale, di individuare, comunicandoli all’autorità statale preposta, i motivi per l’eventuale revoca del Sovrintendente.

Essendo la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari un’istituzione finanziata quasi totalmente da sovvenzioni pubbliche, tutti gli atti del C.d.I. sono e devono essere finalizzati al perseguimento dell’interesse generale dell’azienda e conseguentemente della collettività.

In data 19.06.2015 le scriventi OO.SS si sono riunite per discutere sul merito dell’incomprensibile immobilismo di Presidente e Consiglio d’Indirizzo rispetto alla palese e oggettiva inadeguatezza della Sovrintendente, che per tale ragione avrebbe dovuto essere da tempo revocata, e dell’imminente approvazione del bilancio consuntivo 2014 che, a quanto è dato sapere, chiuderà con oltre 5 milioni di euro di disavanzo prefigurando in tal modo la liquidazione del Teatro.

Rispetto a quest’ultima angosciante notizia, a tutela dei lavoratori, le firmatarie chiedono: -quali azioni abbiano intrapreso il C.d.I. e il passato C.d.A. per tentare di incassare crediti iscritti da anni nei bilanci della Fondazione e che solo oggi sono reputati inesigibili; -se il Presidente della R.A.S., il Presidente della Fondazione Banco di Sardegna, i Consiglieri regionali e i Consiglieri comunali siano a conoscenza e concordi rispetto alla volontà di svalutare crediti per un valore di diversi milioni di euro provocando un conseguente profondo buco di bilancio; -se i crediti oggi ritenuti inesigibili siano i medesimi che nei bilanci ’11 ’12 e ’13 e preventivo ’14 trovavano piena allocazione e approvazione; -se esistano indicazioni formulate dal passato Collegio dei Revisori dei Conti sui criteri di valutazione da adottare per la stesura e la chiusura a pareggio del bilancio consuntivo 2014 o se tali parametri siano stati eventualmente modificati da un esercizio all’altro; -se il principio di prudenza, intervenuto per la svalutazione dei crediti, una volta portato ai suoi estremi non sia pregiudizievole per gli interessi della Fondazione dal momento in cui, determinando la chiusura in rosso del bilancio, implicherà la perdita della premialità del F.U.S. di circa 1,2 mln di euro per il 2015 e altrettanti per il 2016.

Le scriventi dissentono dagli atteggiamenti assunti dal Presidente e dai Consiglieri dell’organo d’indirizzo riguardo a quanto sopra esposto e, facendo appello alla responsabilità personale degli stessi, al fine di evitare nuove azioni di protesta dei lavoratori chiedono che nella seduta del C.d.I. del 22 giugno p.v. sia tracciata una chiara inversione di indirizzo della Fondazione revocando immediatamente l’incarico di Sovrintendente alla dottoressa Angela Spocci e verificando ogni eventuale possibilità politica e tecnica che consenta la chiusura del bilancio a pareggio. Anteponendo alle contrapposizioni presenti in seno al C.d.I. la tutela di una struttura che molti ci invidiano, ricercando con determinazione un Sovrintendente e uno staff dirigenziale realmente capaci e competenti, gli organismi preposti al governo della Fondazione troveranno nelle scriventi OO.SS, nell’ambito del ruolo che loro compete, piena collaborazione per tutti gli aspetti concernenti l’attività produttiva del Teatro. Distinti saluti

Le Segreterie SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Lettera ai presidenti Zedda e Pigliaru

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Presidente Fondazione TLC
Sig. Massimo Zedda
Consiglio di Indirizzo
E p.c. Presidente Regione Sardegna
Dott. Francesco Pigliaru

Egregi Signori,
tra i lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari sta iniziando a serpeggiare la convinzione che l’operato sin qui svolto dalla Sovrintendente abbia convinto voi tutti della bontà della scelta operata alcuni mesi addietro dal C.d.I. con la nomina della dott.ssa Angela Spocci al più alto ruolo dirigenziale della Fondazione.

Questo silenzio è altrimenti difficilmente interpretabile di fronte al decadimento verso il quale sta procedendo il Teatro. Ennesima riprova dell’involuzione dell’azienda si è avuta giovedì 4 c.m.: alla recita “fuori abbonamento”di “Aida” erano presenti 371 spettatori per un incasso di 3030 euro, i tre quarti della sala erano deserti nonostante i biglietti d’ingresso fossero stati messi in vendita a 5 euro. Un teatro degno non può permettersi una simile debacle e soprattutto non può avvalersi di una manager che in poco più di tre mesi abbia dilapidato un patrimonio di abbonati e spettatori tanto faticosamente conquistato lo scorso anno. Se questo è il prodromo è fin troppo facile prevedere quale
sarà il prosieguo della stagione !
Il fallimento di questa gestione, totalmente anacronistica e inadeguata al periodo di emergenza che il comparto delle fondazioni liriche sta affrontando, è facilmente riscontrabile nei dati oggettivi ed impietosi che ne fotografano l’operato presagendone danni economici del tutto assimilabili ai vari crediti divenuti improvvisamente non più esigibili o a qualsiasi altro genere di perdita di gestione:
- La stagione sinfonica è programmata sino a maggio 2015 mentre le altre fondazioni hanno già presentato, o si stanno apprestando a farlo, quella del 2016.
- La stagione lirica presenta un titolo in meno rispetto allo scorso anno a differenza degli altri teatri i quali, percependo il clima di competizione per assicurarsi maggiori finanziamenti per la prossima annualità hanno aumentato esponenzialmente il numero dei titoli da proporre.
- Il numero degli abbonati (-30% per la stagione sinfonica, -20% per la lirica), l’affluenza di pubblico e gli introiti da botteghino sono in calo verticale con gravissimo danno per le finanze della Fondazione.
- Il decentramento estivo, a quanto è dato sapere, proporrà una trascrizione ridotta di “Carmen” e un programma per un organico di soli archi con il risultato che gran parte delle masse artistiche e tecniche del teatro non saranno utilizzate; a tal proposito è opportuno far presente
che il Teatro Regio di Torino presenterà nel mese di luglio quattro opere a rotazione (Boheme,Traviata, Barbiere di Siviglia, Norma) e i teatri presenti a Roma, Venezia, Verona e Genova avranno dei picchi di produttività nel medesimo periodo: essendo la Sardegna una regione a
vocazione turistica per quasi sei mesi all’anno, sarebbe opportuno che la Sovrintendente si chiedesse come mai altre fondazioni presenti in regioni e città la cui economia ha il suo fulcro vitale nel turismo incrementino la loro attività proprio nei mesi estivi. Non chiediamo alla
dirigente e ai suoi collaboratori e collaboratrici di elaborare idee rivoluzionarie per rilanciare il teatro, sarebbe sufficiente che avessero l’umiltà e la curiosità di copiare dalle altre fondazioni e non si comportassero da semplici burocrati.
- Le relazioni sindacali sono praticamente inesistenti: ad oggi la Sovrintendente non ha presentato alle OOSS i costi relativi alla stagione lirico-sinfonica 2015, non ha risposto a due richieste di incontro per discutere del premio produzione, ha operato spostamenti di personale senza informare le rappresentanze sindacali, ha ripetutamente disatteso quanto imposto dall’art.38 CCNL, ha imposto ai dipendenti interpretazioni unilaterali e non condivise di articoli dei vigenti CCNL e Contratto Integrativo Aziendale, non ha risposto all’ultimo sollecito presentato dalle presenti il 22 maggio c.a. per ricevere informazioni inerenti all’attività della fondazione .
E’ scoraggiante redigere l’ennesimo documento che nella sostanza altro non fa che ribadire la situazione di inaccettabile pressapochismo e totale assenza gestionale denunciati in una decina di precedenti comunicati: purtroppo in questi mesi la situazione del Teatro, condotto in modo
improduttivo quando non indolente da una Sovrintendente e da uno staff di collaboratori e collaboratrici non all’altezza, si è ulteriormente aggravata. Tutte le fondazioni hanno intrapreso una strada indirizzata ad un aumento della produttività a fronte di una riduzione dei costi, hanno
offerto nuove forme di spettacolo per attrarre quanto più pubblico possibile, stanno letteralmente “invadendo” le città e le regioni nelle quali operano con proposte quanto mai differenziate e appetibili, hanno avviato con le scuole di ogni ordine e grado percorsi collaborativi coerenti e
strutturati: il nostro teatro invece è ancora fermo a vent’anni fa e non si scorgono segnali che vadano nel senso auspicato.
Le scriventi si appellano per l’ennesima volta al C.d.I. e all’istituzione preposta affinché pongano fine all’agonia nella quale versa la Fondazione revocando quanto prima la Sovrintendente e mettendo al timone del Teatro una figura, di alto e indiscutibile profilo manageriale, adeguata ai problemi che dovrà affrontare, che dia stabilità lavorativa e prospettiva ad un’azienda trasformatasi in una corte dei miracoli affollata da consulenti improvvisati, dirigenti fuori ruolo, ambiziosi collaboratori e collaboratrici senza un’ adeguata competenza professionale, che sia in possesso dei requisiti di legge per il conferimento dell’incarico.
Qualora a breve non pervenissero risposte che vadano nella direzione auspicata, le presenti segreterie, a tutela della Fondazione e dei lavoratori da esse stesse rappresentati, si vedrebbero costrette a riproporre azioni di ferma denuncia e protesta a partire dalla calendarizzazione delle
giornate di sciopero dichiarate il 13 aprile c.a.

F.to le Segreterie
SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Cagliari, 08.06.2015

“Otto fondazioni rischiano la retrocessione”

26 Maggio 2015 1 commento

Otto fondazioni liriche su quattordici rischiano di essere declassate a teatri di tradizione, e tra queste c’è il Teatro dell’Opera di Roma”. Lo afferma Massimo Cestaro, segretario generale della Slc Cgil, in un’intervista all’Adnkronos nella quale dipinge un quadro ancora più cupo: “Nei corridoi del Mibact - afferma - da tempo si parla addirittura di lasciare solo due eccellenze, la Scala e l’Accademia di Santa Cecilia, trasformando tutte le atre in realtà territoriali. Si tratterebbe di una perdita gravissima per la grande tradizione produttiva delle fondazioni, e non si può dire che siccome ci sono pochi soldi, 14 teatri sono troppi. E’ una visione impiegatizia di un settore che ha certamente dei vizi, ma anche virtù che non si possono cancellare”.

Cestaro attribuisce questa situazione al “guazzabuglio legislativo che sulle fondazioni lirico sinfoniche ci hanno lasciato gli ultimi governi. Non è neppure chiara la loro natura giuridica. Le fondazioni sono l’unico caso di cancellazione per legge del contratto collettivo di lavoro a favore di una contrattazione aziendale. Per questo – sottolinea il sindacalista - chiediamo al governo una legge di riordino di tutto lo spettacolo dal vivo, e invece arrivano solo i tagli”.

Il segretario generale della Slc Cgil fa riferimento a una lettera “sottoscritta da tutte le sigle sindacali e dall’Anfols, inviata più di un mese fa al ministro Franceschini con la quale gli abbiamo chiesto un incontro, ma non abbiamo ancora avuto risposte. Capisco che Franceschini incontra chi vuole, ma la fase di ascolto di sovrintendenti e rappresentati sindacali dovrebbe essere primaria per un ministro. Il suo predecessore Massimo Bray aveva la gentilezza di ascoltare tutti”.

Per Cestaro serve un ripensamento anche sul ruolo delle Fondazioni “che sono un volano per l’economia dei territori in cui si trovano e non una spesaL’idea che 14 siano troppe è una sciocchezza - sottolinea – che nasce solo dal dimezzamento del Fus (Fondo unico per lo spettacolo, ndr) di questi ultimi anni. Si deve capire che lo spettacolo dal vivo si regge se c’è un contributo pubblico. In questo senso, nel corso dell’incontro che abbiamo avuto ieri con l’Anfols, si è parlato di produrre una documentazione dettagliata che metta a confronto i teatri italiani, quanto a contributi e produzione, con quelli europei”.

Inoltre, aggiunge il sindacalista, “va compreso che le fondazioni sono centri di produzione e non scatoloni vuoti da riempire, come li intende Fuortes (Carlo Fuortes, il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, ndr), che fa confusione con l’Auditorium Parco della Musica che ha gestito in questi anni con una programmazione encomiabile. Ma le Fondazioni liriche sono un’altra cosa. Del resto – sottolinea Cestaro – la relazione della Corte dei conti ha evidenziato che la sua gestione commissariale del Petruzzelli di Bari si è rivelata fallimentare. Io non so se al Petruzzelli si potesse fare diversamente, ma i dati dei magistrati contabili dicono questo. E ancora prima di questi dati – rimarca – abbiamo visto quale fosse la sua idea per risolvere i problemi dell’Opera di Roma: licenziare le masse artistiche. Un’idea sconsiderata, mai vista prima e probabilmente illegittima”.

Cestaro ricorda infine che il 28 e il 29 ci sarà un appuntamento elettorale per tutti i lavoratori: “Potranno scegliere i loro rappresentanti sindacali unitari all’interno dei luoghi di lavoro. Noi siamo per una forma di rappresentanza unitaria e non per un sindacato unico, come lo vorrebbe Renzi. E’ importante quindi – conclude il segretario generale della Slc Cgil – che anche i lavoratori del Teatro dell’Opera possano scegliere le loro rappresentanze sindacali unitarie”.

FONTE: http://www.adnkronos.com/

Il sondaggio del Quotidiano

Un sondaggio proposto dal quotidiano L’Unione Sarda ai lettori

Solidarietà ai colleghi del “Maggio”

Solidarietà ai colleghi siciliani

Francesco Giambrone, sovrintendente del Massimo, e Roberto Alajmo, direttore del Biondo, non hanno dubbi: se i tagli ai teatri dell’ultima finanziaria regionale resteranno di questa portata - 400mila euro in meno per lo Stabile, addirittura un milione per piazza Verdi - si chiude baracca. Anche per laFondazione Orchestra Sinfonica Siciliana la decurtazione si aggirerebbe intorno al milione. Nei luoghi della cultura è allarme contro una decisione che i sindacati hanno già bollato come «scellerata». L’assessore regionale Cleo Li Calzi ha convocato per mercoledì tutti i direttori di teatro dell’isola per valutare il da farsi. Si punta sull’assestamento di bilancio di luglio per rastrellare parte delle somme.

Giambrone e Alajmo tengono duro, impegnati come sono a far quadrare i delicati conti, e si mantengono prudenti in attesa di maggiori certezze sui numeri. «Mi riesce difficile commentare finchè le bocce non sono ferme – spiega a Meridionews il direttore del Biondo -. Si parla di 400mila euro. Se il taglio è questo possiamo sospendere l’attività. Aspettiamo l’assestamento di bilancio e la distribuzione del Fus ma è chiaro che un teatro ha bisogno di certezze finanziarie. In questo momento, ad esempio, non prevedo che ci sarà attività al Ridotto (la Sala Strehler, ndr). Non solo: la situazione potrebbe peggiorare perché di solito se calano i finanziamenti degli enti locali cala anche il contributo del Ministero. Mi hanno assicurato che qualcosa recupereremo. I sindacati – aggiunge – sono giustamente allarmati, come me. Negli ultimi anni si è raschiato il fondo del barile. I lavoratori hanno già rinunciato a parte dello stipendio». Tra i soci di via Roma c’è anche il Comune «che è in regola, ha già versato la sua quota del 2014, di poco superiore al milione e mezzo. Aspettiamo il bilancio per la quota 2015».

«Se questo taglio fosse confermato in sede di assestamento a luglio, sarebbe insostenibile per la nostra sopravvivenza e per le esigenze di risanamento - dice con una certa amarezza il sovrintendente Giambrone -. Crocetta e Li Calzi mi hanno assicurato che il taglio sarà recuperato per cui voglio essere fiducioso. Sono convinto che saranno fatti tutti gli interventi necessari a recuperare la cifra a luglio. Uno degli assi portanti del nostro piano di risanamento è che Regione e Comune mantengano inalterati i fondi. E invece ecco questo taglio da un milione di euro. Già l’anno scorso abbiamo compiuto uno sforzo enorme per contenere i costi, dalle spese più banali come la parsimonia sull’uso della corrente elettrica, ai due accordi sindacali che hanno fatto risparmiare 1,3 milioni. La nostra parte l’abbiamo fatta e la continuiamo a fare».

«Il piano di risanamento è triennale – insiste l’ex assessore alla Cultura -, il monitoraggio sui costi andrà avanti almeno fino al 2016. Con un ulteriore contrazione dei fondi non saremmo più in grado di fare spettacoli ma, ripeto, sono fiducioso. Oggi riusciamo a pagare tutto in regola - sottolinea Giambrone -, dipendenti e terzi: gli artisti provenienti da fuori vengono pagati immediatamente, in altri teatri non succede. Ma ci riusciamo solo perché ci siamo imposti grande rigore. C’è attenzione quotidiana alle piccole e alle grandi cose. Il Comune? Non conosciamo ancora il bilancio ma c’è l’impegno del sindaco a confermare la quota dell’anno scorso di 2,3 milioni. Al momento non c’è alcun problema di liquidità ma a luglio deve arrivare una soluzione».

Fontehttp://palermo.meridionews.it/

La melina del sindaco e il contratto di Mauro Meli

TRIBUNALE. Iniziato ieri il processo al primo cittadino Massimo Zedda , testimonia sulla nomina della Crivellenti 

Secondo Gualtiero Cualbu, testimone davanti ai giudici della prima sezione penale, «il sindaco Zedda rallentò» volutamente il lavoro del cda, che presiedeva, pur di tenersi stretta Crivellenti. «Anche la firma sul contratto di Mauro Meli, incaricato nel gennaio 2014, arrivò l’estate successiva. Zedda riteneva fosse un incarico di natura pubblica», dunque da retribuire senza superare la soglia massima di 120 mila euro mentre invece «era di natura privatistica». E infatti gli erano stati riconosciuti 180 mila euro per gli incarichi di sovrintendente e direttore artistico. «Il primo cittadino era infastidito». Eppure con Meli gli abbonati «quasi raddoppiarono». Invece con Crivellenti «non ci fu risanamento. La signora fu una meteora. Non incise né sulla parte gestionale né in quella economica»…..leggi tutto l’articolo

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UNIONE SARDA

Cualbu Accusa Zedda

LA NUOVA SARDEGNA

Via al processo al sindaco Zedda

E’ iniziata la prima udienza del processo al sindaco di Cagliari Massimo Zedda, imputato di abuso d’ufficio per la nomina a sovrintendente del Teatro Lirico di Marcella Crivellenti e alla revoca di Giorgio Baggiani dal cda dell’ente.

I giudici hanno respinto la costituzione di parte civile di 35 dipendenti perché si è già costituita la fondazione.

Il dibattimento è iniziato con i testimoni dell’accusa. Il primo è stato l’ex componente del Cda Antonello Arru, poi dimessosi nel novembre 2010: “Il presidente della Fondazione, Massimo Zedda – ha spiegato il teste – aveva deciso di usare la manifestazione di interesse per la scelta del sovrintendente, anche se non era previsto dalla norma. Arrivarono quindi le varie candidature”.

Sulla riunione per la scelta del massimo dirigente del teatro, poi, l’avvocato Antonello Arru ha precisato…leggi qui tutto l’articolo

Fonte Unione Sarda

Corte dei Conti

Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria delle

FONDAZIONI LIRICO – SINFONICHE  2013

In particolare di ogni Fondazione sono riportati i dati riguardanti :
– La situazione patrimoniale
– La situazione economica
- Il costo del personale
- Gli indicatori gestionali
– L’attività artistica
– Considerazioni di sintesi
L’analisi della gestione finanziaria 2013 del Teatro Lirico di Cagliari è contenuta nelle pagg.49-62

Adunanza del 24 aprile 2015

Nell’adunanza del 24 aprile 2015; visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n.1214; viste le leggi 21 marzo 1958, n.259 e 14 gennaio 1994, n. 20; visto il decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, ed in particolare l’art. 15, comma 5, che ha sottoposto al controllo della Corte dei conti le seguenti Fondazioni lirico-sinfoniche: Teatro comunale di Bologna; Teatro lirico di Cagliari; Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; Teatro “Carlo Felice” di Genova; Teatro “Alla Scala” di Milano; Teatro “San Carlo” di Napoli; Teatro “Massimo” di Palermo; Teatro dell’Opera di Roma; Teatro Regio di Torino; Teatro lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste; Teatro “La Fenice” di Venezia; Arena di Verona; Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Roma; vista la legge 11 novembre 2003, n. 310, ed in particolare l’articolo 1, comma 1, che dispone fra l’altro la sottoposizione della “Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, con sede in Bari” alle disposizioni del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367; 2 visti i bilanci delle suddette Fondazioni lirico-sinfoniche relativi all’esercizio 2013, nonché le annesse relazioni degli organi amministrativi e di revisione, trasmessi alla Corte in adempimento dell’art. 4 della citata legge n. 259 del 1958; esaminati gli atti; udito il relatore, Consigliere Italo Scotti e, sulla sua proposta, discussa e deliberata la relazione con la quale la Corte, in base agli atti e agli elementi acquisiti, riferisce alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria delle Fondazioni lirico-sinfoniche per l’esercizio 2013; considerato che l’esame delle risultanze di bilancio relative ai suddetti esercizi conferma la generale situazione di difficoltà del settore delle fondazioni liriche italiane, così che:

1) i contributi pubblici e privati segnano, nel complesso una riduzione nell’anno in esame, pari al 5,7 per cento. Il sostegno pubblico del settore, rappresenta circa l’86 per cento del totale delle contribuzioni, in linea con il dato dell’esercizio precedente (circa 87%), ma diminuisce del 5,6 per cento. L’apporto dello Stato (55,9% del totale dei contributi) decresce difatti nel 2013 del 5,5 per cento, calo che conferma la tendenza già riscontrata l’anno precedente (-8,4%). Anche le risorse erogate dalle Amministrazioni territoriali (30,4% del totale dei contributi) segnano una riduzione, pari al 5,1 per cento dopo il calo registrato nell’esercizio precedente (-5,0%) ed evidenziano, comunque, l’inadeguatezza della loro contribuzione rispetto al fabbisogno, soprattutto se commisurata al peso politico da esse esercitato nell’ambito delle Fondazioni. Le fonti di finanziamento private (13,6% del totale) segnano anch’esse un calo (-6,8%) e si dimostrano in genere, salvo alcune eccezioni, non adeguate al fabbisogno;

2) le risorse proprie delle Fondazioni provenienti dai ricavi da vendite e prestazioni hanno registrato, nell’esercizio in esame, un aumento (+ 6,6%), che inverte il dato relativo all’anno precedente (calo del 5,7%), ma ancora inferiore al risultato del 2011, allorché l’incremento era stato del 21 per cento. Seppure in miglioramento nell’anno, dunque, esse si confermano di limitato significato rispetto sia al valore della produzione (incidendo per il 29%), sia in 3 quanto insufficienti riguardo ai costi gestionali, coperti per il 27,5 per cento. I più ragguardevoli rimangono i ricavi della Scala di Milano e dell’Arena di Verona che da soli rappresentano oltre la metà del totale dei ricavi di tutte le Fondazioni. Nel quadro generale di aumento dei ricavi registrato nell’anno sono però da evidenziare le significative contrazioni fatte segnare dal Maggio musicale fiorentino, dal Teatro Lirico di Trieste e dal Carlo Felice di Genova;

3) i costi complessivi della produzione registrano un aumento pari all’1,9 per cento, mentre vi era stata una diminuzione nell’esercizio precedente (-2,1%). L’aumento dei costi si accompagna a una leggera contrazione del valore della produzione (-1%, dovuta al calo dei contributi). In aumento consistente risulta, in particolare, il costo del personale (+4,9%), che da sempre costituisce la componente più onerosa della produzione. Nel 2013 soltanto il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro Lirico di Trieste segnano una lieve diminuzione (lievissima per Trieste), mentre lievitano i costi per il personale di tutti gli altri teatri, con incrementi molto consistenti per il Carlo Felice di Genova e per l’Opera di Roma;

4) i complessivi risultati economici d’esercizio presentano un quadro nel complesso molto negativo con una perdita di 26,5 milioni di euro, in ulteriore peggioramento, rispetto al dato già preoccupante del 2012 (- € 20,6 milioni di euro). Al risultato fortemente negativo dell’Opera di Roma, del Maggio musicale di Firenze e delle Fondazioni di Genova, Bologna e Bari fanno però riscontro gli esiti positivi in particolare del Lirico di Trieste e, in minor misura, di quasi tutti gli altri teatri;

5) il valore complessivo del patrimonio netto registra nel 2013 una consistenza pari a 424 milioni di euro, con una diminuzione del 3,6 per cento rispetto all’esercizio precedente, a sua volta in lieve contrazione (-1,4%) rispetto al 2011. Forti riduzioni del patrimonio netto registrano in particolare il Maggio musicale di Firenze, approdato a un valore negativo, con un crollo in valore assoluto di oltre 9 milioni di euro, come pure l’Opera di Roma, ancora in territorio positivo, ma con una riduzione di quasi 13 milioni di euro. Anche la Fondazione di Bari transita nel quadrante negativo, con una perdita di patrimonio netto pari a poco meno di 2 milioni di euro. Il teatro di Genova, a sua volta, vede il proprio patrimonio netto ridursi di quasi 6 milioni di euro. In aumento risulta invece il patrimonio netto delle altre Fondazioni, fra le quali 4 sono degni di nota i progressi registrati dal teatro Lirico di Trieste (con un aumento di quasi 5 milioni di euro, a seguito di conferimenti ricevuti dalla Regione), dal Teatro Comunale di Bologna (con un aumento di oltre 4 milioni di euro, a seguito di conferimento di beni immobili e contributo straordinario da parte del Comune) e dal Teatro San Carlo di Napoli (con un aumento di circa 1 milione di euro, anche a seguito di apporti della locale Camera di Commercio). Nel 2012, oltre al teatro del Maggio Musicale Fiorentino, avevano registrato diminuzioni nel patrimonio netto anche i teatri di Bologna, Palermo e Torino;

6) il volume dei crediti si riduce (-14,3%) nel 2013 dopo aver registrato un aumento consistente (+23,9%) nel 2012 e tocca la consistenza di 224,5 milioni di euro; l’ammontare complessivo dei debiti, che prevale costantemente su quello dei crediti, è invece in aumento (+10,6%), confermando il trend dell’anno precedente (+4,3%), ed è in genere condizionato dalle esposizioni verso gli Istituti di credito, riguardanti le anticipazioni richieste per fronteggiare sia la diminuzione dei contributi privati e pubblici, sia i ritardi nell’erogazione delle risorse da parte degli enti territoriali, sia infine le sofferenze accumulate nelle gestioni precedenti;

7) i costi strutturali restano eccessivi, soprattutto per quanto concerne gli oneri per il personale, ma anche in rapporto alle nuove produzioni, e non sufficientemente ammortizzati da un adeguato numero di rappresentazioni e certamente comprimibili senza comprometterne la qualità, in genere molto elevata. Un maggior ricorso al repertorio e alla valorizzazione delle risorse interne e delle coproduzioni potrebbe certamente contribuire a un migliore rapporto tra costi e ricavi, soprattutto per le Fondazioni di più limitata dimensione, ma è da chiedersi, in ultima analisi, se il sistema lirico-sinfonico italiano, nelle condizioni date, sia in grado di sostenere la presenza di 14 Fondazioni;

8) nell’anno di riferimento il legislatore è intervenuto introducendo una importante legge di riforma del settore, la legge 7 ottobre 2013, n. 112, di conversione del decreto legge 8 agosto 2013, n. 91, (cd. “Valore cultura”), indirizzata al risanamento delle Fondazioni lirico-sinfoniche e al rilancio del 5 sistema nazionale musicale di eccellenza. Il provvedimento è stato poi in parte modificato dal successivo decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, come convertito nella legge 29 luglio 2014, n. 106 (cd. “Artbonus”). La riforma destina risorse aggiuntive rispetto al FUS, a valere su un apposito fondo di rotazione, alle Fondazioni che siano, o siano state, in regime di amministrazione straordinaria nel corso degli ultimi due esercizi o che non possano far fronte ai debiti certi ed esigibili. Ma la concessione di tali risorse (prestiti a tassi agevolati) è subordinata all’approvazione per decreto ministeriale di un piano pluriennale di risanamento rigoroso, predisposto sotto la sorveglianza di un Commissario straordinario all’uopo istituito. Delle 14 Fondazioni lirico-sinfoniche, 8 sono attualmente assoggettate a tale procedura, sul cui andamento si riferirà nelle prossime relazioni;

9) dal lato ordinamentale effetti positivi possono essere attesi dalla intrapresa razionalizzazione della governance delle fondazioni, caratterizzata da una più marcata separazione dei poteri e dal qualificato vaglio di correttezza contabile da parte del Collegio dei revisori;

10) oltre alla ricerca di nuovi flussi di ricavo attraverso forme di sponsorizzazione e partnership locali, nazionali e internazionali, va certamente potenziata la scelta di un maggiore coinvolgimento di soggetti privati, sinora intervenuti, salvo casi limitati, in misura marginale. In questa direzione si auspica possa espletare a pieno i suoi effetti la legge 106/2014 (“Artbonus”) volta a rafforzare le agevolazioni fiscali per le donazioni a favore delle fondazioni, semplificando le relative procedure. Ritenuto che, assolto così ogni prescritto incombente, possa, a norma dell’articolo 7 della citata legge n. 259 del 1958, darsi corso alla comunicazione alle dette Presidenze, oltre che dei bilanci d’esercizio – corredati dalle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione – della relazione come innanzi deliberata, che alla presente si unisce perché ne faccia parte integrante; 6 P.Q.M. comunica, con le considerazioni di cui in parte motiva, alle Presidenze delle due Camere del Parlamento, insieme con i bilanci per l’esercizio 2013- corredati dalle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione – l’unita relazione con la quale la Corte riferisce il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria delle Fondazioni lirico-sinfoniche per i detti esercizi.

ESTENSORE PRESIDENTE f.f.

Italo Scotti     Bruno Bove

Depositata in Segreteria il 28 aprile 2015

 

Meli: servono teatri e festivals

Esperti a confronto in un convegno organizzato dai Riformatori.

Il comparto culturale di Cagliari può essere in grado di favorire il rilancio dell’economia? Questo l’interrogativo a cui hanno cercato di dare una risposta i Riformatori sardi nell’incontro organizzato ieri nello “Spazio Search” di Palazzo Bacaredda. I lavori sono stati aperti dalla coordinatrice cittadina, Noemi Migliavacca, che ha sottolineato quanto sia importante lavorare per un rilancio del tessuto culturale esistente.

Azione che deve partire, ad esempio, da una piena valorizzazione dell’Ente lirico.

Proprio sulla Fondazione si è concentrato l’intervento di Mauro Meli, ex soprintendente dell’ente e ospite del partito di centrodestra.

Meli ha fornito una serie di esempi in grado di dimostrare la convenienza degli investimenti fatti in cultura: «Puntare sui teatri e sui festival è in grado di favorire importanti ricadute sul territorio. Questi fenomeni sono studiati dagli economisti di mezzo mondo e gli studi sul tema …

leggi tutto l’articolo qui: Unione Sarda

 

Le fondazioni liriche incontrano Franceschini

Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini ha incontrato questa mattina i componenti dei consigli di indirizzo delle 14 fondazioni lirico sinfoniche nominati dal Mibact. Questo primo incontro rappresenta una novità per la governance ministeriale ed ha avviato un vero e proprio sistema di relazione tra l ‘amministrazione centrale e i consigli di indirizzo per sostenere l’attività dei sovrintendenti e vigilare al meglio nell’ambito delle proprie attribuzioni. All’incontro erano presenti anche il Direttore generale per lo Spettacolo dal Vivo, Salvatore Nastasi, e il Commissario straordinario del Governo per il risanamento delle gestioni e il rilancio delle attività delle Fondazioni lirico-sinfoniche, Pier Francesco Pinelli.

Nel corso del suo intervento, il ministro Franceschini ha sottolineato la necessità di individuare efficienti sistemi gestionali per le fondazioni che, nel rispetto dell’autonomia , siano in grado di definire modalità produttive innovative , capaci di ‘fare sistema’ per valorizzare le eccellenze e innescare percorsi virtuosi di collaborazione tra le fondazioni e che tendano, sempre più, alla coproduzione delle opere liriche. Il ministro ha anche ricordato ai componenti dei consigli di indirizzo che grazie alla legge Art Bonus i privati che finanziano la realizzazione delle produzioni di queste importanti realtà dello spettacolo dal vivo possono usufruire di un credito d’imposta del 65%.

Roma, 6 maggio 2015
Ufficio Stampa MIBACT
tel. 0667232261

Comunicato stampa sindacati CISL – USB

 

Cagliari, 6 Maggio 2015

Tutte le richieste di incontro inoltrate dalle OO.SS alla Sovrintendente del Lirico di Cagliari sono rimaste inascoltate.

A riguardo segnaliamo:

- la mancanza totale di risposte ai quesiti posti più volte da più OO.SS a mezzo comunicato;

- le mancate convocazioni per informazione stagione, occupazione e tipologie contrattuali ( art.38 CCNL ); – l’incapacità di gestire lo stato di agitazione e lo sciopero ricorrendo alle procedure di raffreddamento .

La Sovrintendente prosegue il suo mandato perpetrando nel comportamento lesivo del diritto sindacale. E’ palese la scorrettezza nella presentazione della stagione alla stampa prima di avere informato le OO.SS. La convocazione perviene, ma fuori tempo massimo per l’8 maggio dopo che, oltretutto, sono già partite le proposte di contratto ai lavoratori impegnati nella stagione. A riguardo sembrerebbe che i contratti proposti ai lavoratori precari tecnici siano di brevissima durata e non sufficienti a coprire le esigenze di programmazione.

La Sovrintendente accentra a sé tutte le funzioni e non nomina un Direttore artistico, si affida però a consulenti di passaggio che, senza contratto, la aiutano a realizzare la stagione .Questa indecisione appare incomprensibile davanti alla solerzia posta nel cambiare la figura del direttore allestimenti scenici, allontanata con motivazioni sconfessate dalle sue stesse scelte successive, per proporre ad un nuovo Direttore un contratto tabellare dai risvolti molto dubbi.

 La lentezza con cui la Sovrintendente dopo tre bocciature da parte del CdI ha avviato la stagione ha già prodotto i suoi effetti. Gli anni passati la stagione Lirica aveva inizio ai primi di Maggio, nel 2014 l’inaugurazione della lirica è partita il 24 Aprile, ma tutto il lavoro organizzativo partiva un mese prima. I lavoratori precari del settore tecnico che hanno circa sei mesi di lavoro annuo, hanno già perso un mese di lavoro.

Un manager dovrebbe attuare strategie di marketing predisponendo la campagna abbonamenti con largo anticipo.

Un manager avrebbe dovuto richiedere un tavolo immediato con gli enti erogatori per affrontare la situazione debitoria pregressa e scongiurare la messa in liquidazione coatta amministrativa prevista dalla legge Bray per tutte le Fondazioni Liriche che non abbiano raggiunto l’equilibrio fra debito patrimoniale e bilancio d’esercizio entro il 2016.

Un manager avrebbe dovuto già avviare la predisposizione delle stagioni e dei relativi organici triennali da presentare a settembre come previsto dalla legge Bray e avrebbe dovuto convocare le OO.SS per la rimodulazione del CIA.

 La Sovrintendente è stata nominata dal CDI per il profilo spiccatamente manageriale e non di certo artistico ma inspiegabilmente si è concentrata sulla stagione e latita proprio su quelli che sono i suoi compiti precipui. In un’altra azienda privata si sarebbe già presa la decisione di cambiare Manager.

Le scriventi Segreterie fortemente preoccupate per il futuro di 300 lavoratori confermano lo stato d’agitazione. Ribadiscono l’inadeguatezza della Sovrintendente alla situazione contingente e reputano sia improcrastinabile da parte del CDI revocarle il contratto. Questo atto diventa necessario per il destino della più grande azienda culturale della Sardegna, che oggi più che mai necessita di una guida capace e competente.

 Per la FISTel CISL   Annalisa Pittiu                     

Per l’ USB     Massimiliano Cecalotti  

 

I sindacati confermano lo sciopero

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Cagliari, 05.05.2015

Presidente

Massimo Zedda

Consiglieri d’Indirizzo

Revisori dei conti

Sovrintendente Angela Spocci

E p.c. Presidente Regione Sardegna

Francesco Pigliaru

Assessore Pubblica Istruzione RAS

Claudia Firino

A tutti i lavoratori

CONFERMATI GLI SCIOPERI AL LIRICO

Finalmente, con “solo”qualche mese di ritardo, la Sovrintendente è riuscita a presentare ufficialmente a pubblico e stampa una stagione lirica che, in completa e coerente assonanza con quella sinfonica, è stata proposta con lacune e incompletezze di cartellone oramai di rito per l’attuale dirigenza aziendale.

La conferenza di presentazione della programmazione lirica tenutasi il 30 aprile c.a. ha palesato ancor più, qualora ve ne fosse stata la necessità, l’inadeguatezza al ruolo che è stato conferito alla Sovrintendente. Contestata dal pubblico per i titoli offerti (molti dei quali riproposizioni di recenti rappresentazioni), incalzata dai giornalisti sull’onerosa collaborazione con l’Università di Cassino (presso la quale è docente la dott.ssa Pasticci, ex rappresentante del C.d.A. della Fondazione TLC) per l’opera “La Jura”, sollecitata a fornire chiarimenti in merito alle reali spese per la stagione operistica, al nome del direttore di “Vedova allegra” (chi dei due? Scoponi o Morresi?), sugli eccessivi costi della programmazione sinfonica (rivelatasi molto deludente sotto il profilo dell’afflusso di pubblico e degli incassi) ed altro ancora, è apparsa assai imbarazzata, impreparata e soprattutto non adeguata a rappresentare quest’azienda.

Vergognoso pensare che la cultura, in qualunque forma di rappresentazione, possa essere considerata un lusso. Eppure queste sono le parole usate dalla Sovrintendente durante la conferenza: è un ”LUSSO andare a teatro”.

Mantenere e lautamente retribuire una Sovrintendente che abbia questa concezione del teatro e che, subito dopo le fatiche di tal conferenza abbia sentito l’esigenza di andare in ferie per una settimana, lasciando il teatro senza alcun, seppur labile, riferimento, è un LUSSO che il teatro non può permettersi.

E’ altresì sconcertante che la Sovrintendente in una recente intervista abbia dichiarato di avere “la sensazione che cose stiano andando meglio” e la prova deriverebbe dal fatto che con l’approvazione della stagione lirica “abbia smesso di sentir pronunciare la parola sciopero”. E’ evidente che non ha colto le reali motivazioni delle proteste di lavoratori e OOSS: ad un dirigente di una Fondazione lirico-sinfonica oltre all’ovvia e scontata presentazione di una programmazione, possibilmente completa e vendibile, sono richieste peculiarità professionali e specificità di gestione adeguate al momento storico contestuale.

Profonda conoscenza della macchina teatro, capacità di attrarre capitali privati, iniziative volte ad intercettare nuovo pubblico, una progettualità di rilancio del Teatro che abbia un respiro quantomeno triennale, contatti professionali che possano aprire nuove prospettive aziendali, attitudine a relazionarsi in modo costruttivo con le OOSS, acume nel contornarsi di uno staff capace, competente e soprattutto senza conflitti d’interesse sono requisiti che a vedere delle scriventi non appartengono all’attuale sovrintendente ed hanno portato a richiederne l’immediata revoca.

Tredici Fondazioni lirico-sinfoniche stanno letteralmente volando, producendo in competizione l’una con l’altra, percorrendo strade alternative che possano apportare benefici economici e occupazionali all’azienda, proponendo al pubblico la programmazione 2016, aumentando esponenzialmente gli incassi mentre la Sovrintendente della quattordicesima è fiera per aver presentato la stagione lirica (incompleta !!) il 30 aprile: questa purtroppo la triste fotografia del nostro Teatro.

Come ha avuto modo di dichiarare recentemente il senatore Salvatore Cherchi, rappresentante del MIBACT in seno al C.d.I., “è un dato di fatto non contestabile che un terzo del 2015 sia stato consumato in maniera quasi totalmente improduttiva e con danni certi”. Alla radice di questo fallimento gestionale, che avrà pesantissime ripercussioni nell’annualità 2016, si ravvisa l’assoluta inadeguatezza professionale dell’attuale Sovrintendente ed è per tale motivo che proteste e scioperi programmati da OOSS e lavoratori non si fermeranno se non quando la dirigente verrà sfiduciata dal C.d.I. e revocata dall’autorità competente. Pertanto la convocazione ricevuta per venerdì 8 maggio non vedrà la partecipazione delle scriventi.

F.to le Segreterie

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Conferenza Stampa Stagione Lirica e di Balletto 2015

STAGIONE LIRICA 2015

Video importato

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I costi della stagione

Video importato

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Comunicato del sindacato USB

L’approvazione della stagione lirica e di balletto 2015 arrivata in zona Cesarini, determina di fatto lo sblocco delle attività del Teatro evitando l’arresto produttivo, che significa lavoro per tutti, soprattutto per il personale a tempo determinato in forte apprensione da mesi e la possibilità di preservare il nostro pubblico che da tempo aspettava giustamente il varo della stagione lirica, da sempre fiore all’occhiello della Fondazione.
Indipendentemente dalla protesta in atto che vede unitariamente le OO.SS stigmatizzare con forza le capacità manageriali e gestionali dell’attuale Dirigenza, il nostro pubblico potrà contare sui Lavoratori del Lirico che con la loro indiscussa professionalità, garantiranno come sempre la qualità degli spettacoli.
La USB invita a rinnovare e acquistare l’abbonamento alla nuova stagione con il piacere e l’entusiasmo degli anni passati. Gli sforzi e i sacrifici sostenuti in questi ultimi anni dai lavoratori sono sempre stati volti a rendere migliore l’offerta artistica in Sardegna, come ci si aspetta da una Fondazione nazionale.
Detto questo, rimane in essere lo stato di agitazione poiché rimangono intatte le perplessità più volte denunciate a mezzo stampa, sulle reali e concrete capacità di gestire la Fondazione da parte della Sovrintendente Spocci.
La Scrivente, venuta a conoscenza della conferenza stampa di presentazione che si terrà domani giovedì 30 aprile, ha immediatamente inoltrato la richiesta di una convocazione delle OO.SS per conoscere la stagione lirica appena approvata in dettaglio; costi, sostenibilità economica, impiego masse artistiche e tecniche, etc.
Ma la richiesta purtroppo rimasta inevasa, costringe a registrare l’ennesimo atto scorretto di una Direzione inadeguata e pressapochista, un’occasione mancata per recuperare relazioni sindacali di fatto mai avviate.
La preoccupazione è forte soprattutto riguardo alla copertura economica, per una stagione che sembrerebbe aggirarsi sui 4,2 milioni di euro. E’ obbligo ricordare che la passata stagione si chiude con una perdita d’esercizio e spese gestionali e contributive rimaste inevase.
Con i contributi ordinari certi 2015 si dovranno quindi ripianare i suddetti debiti e pagare la nuova stagione, spese da gestire al centesimo in vista del dicembre 2016, termine ultimo per legge entro cui garantire il pareggio di bilancio, pena la liquidazione coatta amministrativa.
La USB, per gettare acqua sul fuoco, decide di non presenziare alla conferenza stampa, che è dedicata ai media e al pubblico, e si riserva di continuare la propria battaglia in sede di confronto aziendale, per una gestione capace e trasparente. Un appello va al senso di responsabilità e coesione del CdI, che, si auspica, scevro da pressioni politiche che nulla hanno a che fare con gli interessi reali della Fondazione, operi a salvaguardia del Teatro e dei suoi lavoratori, non escludendo la revoca del mandato della Sovrintendente.   Cagliari 29 aprile 2015

RSA  USB – Unione Sindacale di Base – Fondazione Teatro Lirico di Cagliari
Massimiliano Cecalotti, Ignazio Sibiriu, Paolo Piras

“Non voglio fare come Schettino”

TEATRO LIRICO. Le contestazioni dei lavoratori? Se le aspettava. E adesso, dice, al lavoro

La sovrintendente, le critiche, il sollievo per il sì alla stagione

Sollevata, consapevole delle difficoltà, speranzosa: «Non voglio fare come Schettino», dice Angela Spocci. Insomma, la sovrintendente non ha intenzione di mandare il Teatro lirico sugli scogli e farlo affondare come la Costa Concordia.
Come ha accolto il via libera del Comitato d’indirizzo alla stagione lirica dopo che per tre volte la sua proposta è stata respinta?
«Con grande sollievo, senz’ombra di dubbio. Finalmente la stagione lirica può partire. E mi fa piacere che il via libera sia arrivato con una votazione favorevole».
Il Comitato si è spaccato: tre sì e due astenuti.
«Appunto: astenuti. Nessun voto contrario».
Ma nemmeno una votazione unanime. Un po’ ci sperava?
«No. No, no. Le difficoltà erano tante. Va bene così. Tanto più che il voto è avvenuto con la partecipazione sentita del collegio dei revisori dei conti, che erano presenti all’incontro di lunedì scorso con due componenti su tre».
La contrapposizione da parte dei lavoratori nei suoi confronti è forte: hanno chiesto la sua cacciata e proclamato cinque giorni di sciopero di cui due sono ancora da fissare. Come la vive?
«Sicuramente il fatto che non fosse stata approvata una stagione lirica contribuiva non poco a creare tensione. Oggi come oggi, però, ho la sensazione che le cose stiano andando meglio».
Cosa glielo fa credere?
«Per esempio il fatto che, dopo l’approvazione della stagione, abbia smesso di sentir pronunciare la parola sciopero».
Pensa che i due giorni annunciati verranno revocati?
«No, non intendo anticipare in alcun modo una decisione che non spetta certo a me: ho troppo rispetto delle prerogative sindacali».
Quando fu nominata sovrintendente, disse che di Cagliari (dov’è stata commissario del Lirico a metà anni ’90) conservava un bel ricordo. Si aspettava un’accoglienza del genere?
«Il bel ricordo continuo a conservarlo, ci mancherebbe. Quanto all’accoglienza, il sentore c’era: le tensioni erano tante. Ma ognuno fa le sue scelte di vita».
Quindi, dopo due mesi belli tosti e pieni di polemiche, non è pentita di aver concorso per quest’incarico?

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fonte: Marco Noce -Unione Sarda

 

Blitz durante il CDI

I lavoratori interrompono la riunione del Comitato

Tre voti a favore, due astenuti (i rappresentanti di Ministero e Fondazione Banco di Sardegna, Tore Cherchi e Francesco Boggio): da ieri pomeriggio il Teatro Lirico ha finalmente una stagione lirica programmata. Sei opere nella lista messa a punto dalla sovrintendente Angela Spocci e dal consulente Federico Scoponi, di cui tre già conosciute al pubblico cagliaritano perché già rappresentate in passato, con gli stessi allestimenti: la prima a essere messa in scena, il 29 maggio, dovrebbe essere l’Aida di Stephen Medcalf, che anni fa in città raccolse più fischi che applausi, poi ci sarebbero un Elisir d’Amore e un Nabucco, una Carmen in versione ridotta estiva, la Jura, la Vedova Allegra e il balletto Romeo e Giulietta. Il clima aziendale resta teso: i sindacati ieri hanno interrotto i lavori del Comitato d’indirizzo imponendo un faccia a faccia; continuano a chiedere la cacciata di Spocci. Ma la priorità, per il Comitato d’indirizzo, era salvare il salvabile, conducendo in porto un’annata cominciata nel peggiore dei modi e non farsi tagliare fuori dal gruppo delle 14 fondazioni ammesse ai finanziamenti statali.
IRRUZIONE La seduta del Comitato d’indirizzo si conclude alle 16,45, dopo quattro ore abbondanti e burrascose. Alle12,20, al quarto piano del Lirico, manca solo Cherchi perché il Cdi, riunito..leggi qui tutto l’articolo

Marco Noce

UNIONE SARDA

 

Stagione Lirica approvata

Dopo quasi tre ore di riunione il CDI ha approvato la stagione Lirica 2015 che sarà inaugurata con l’AIDA, ci sarà poi Elisir d’amore, Carmen di Bizet…

Tutti i particolari su  http://www.sardegnaoggi.it 

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