Raccolta di firme contro i licenziamenti

12 Ottobre 2014 1 commento

Per dovere di cronaca informiamo che durante le ultime tre recite di Tosca, al Teatro Lirico di Cagliari sono state raccolte in tutto 1684 firme contro la decisione del Consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma che ha

LICENZIATO in data 2 ottobre 2014 tutti gli artisti dell’Orchestra e del Coro!

All’inizio di ogni recita è stato letto un comunicato .

Intanto si può continuare a firmare online collegandosi a questo sito: è facilissimo, basta seguire le istruzioni

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Solidarietà dalla Filarmonica A.Toscanini

Noi, professori d’orchestra della Filarmonica Arturo Toscanini, esprimiamo con decisione sostegno e solidarietà ai colleghi del Teatro dell’Opera di Roma, vittime di un brutale licenziamento.
Riteniamo grave che, presentando all’opinione pubblica i fatti in modo semplificato e travisandoli, si sia voluto addossare a dei lavoratori dipendenti le responsabilità di pluridecennali gestioni malsane.
Consideriamo la sostituzione di posti di lavoro a tempo indeterminato, conquistati superando concorsi pubblici, con esternalizzazioni e forme contrattuali precarie, una soluzione fasulla ai problemi di bilancio, una rappresaglia nei confronti di chi ha la competenza necessaria per valutare
le scelte artistiche della dirigenza, nonché un attentato alla qualità della produzione musicale.
Destinare alla precarietà le masse artistiche del Teatro comporterebbe la perdita di condizioni indispensabili per il conseguimento di quel livello di qualità che del Teatro stesso dovrebbe essere meta imprescindibile, come già lo è per ogni musicista.
Ai colleghi di Roma e alle loro famiglie esprimiamo quindi la nostra piena solidarietà nella convinzione che non possano e non debbano essere tollerati ne maggior precarizzazione del lavoro artistico né l’ennesimo attacco al comparto culturale che, sfruttato al meglio, sarebbe anzi risorsa
preziosa per l’economia del paese.
Parma, 09/10/2014
Firmato: I Professori d’Orchestra della Filarmonica della Fondazione Arturo Toscanini
e le Rsa di Slc Cgil – Fials Cisal – Fistel Cisl

Solidarietà dai lavoratori del Teatro Bellini di Catania

I lavoratori del Teatro Massimo Bellini di Catania attraverso i loro rappresentanti sindacali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Fials-Cisal, Libersind-Confsal, Ugl, esprimono massima solidarietà ai colleghi dell’Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma per la scellerata e ingiustificabile decisione del CdA di attuare un licenziamento collettivo che non ha precedenti nella storia della Repubblica Italiana.
Il licenziamento per rappresaglia” di orchestra e coro come lo ha definito il giornalista Francesco Merlo potrebbe diventare “per l’Italia di Renzi quel che i minatori furono per l’Inghilterra della Thatcher.”
Colpire in maniera così violenta le risorse intangibili di un teatro che costruiscono giornalmente e insieme la loro professionalità rendendo così possibile rappresentare arte ad altissimi livelli attraverso le loro performances, potrebbe portare inevitabilmente ad incenerire tutta la tradizione lirica italiana. Se com’è vero che come disse Gustav Mahler la “Tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”, omaggiare la tradizione è mantenere vivo quel “fuoco” che nella lirica viene alimentato dalla indubbia preparazione di professori d’orchestra e artisti del coro
severamente selezionati da concorsi internazionali

La protesta in un video

Berlino solidale con Roma

Opera Roma, Berlino: «Licenziamenti fatali»

Appello da tre teatri per 182 musicisti silurati: «Effetti anche fuori dall’Italia».

A 26 giorni dalle dimissioni di Riccardo Muti, e nove dal licenziamento dell’orchestra e del coro dai tre teatri lirici di Berlino è giunto un moto di solidarietà ai musicisti dell’Opera di Roma. Staatsoper, Deutsche Oper e Komische Oper hanno lanciato infatti un appello al sovrintendente Carlo Fuortes e al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, a ripensarci sulla decisione di licenziare i 182 colleghi definendo «fatale» l’effetto, anche fuori dell’Italia, dei tagli.

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UNA SCONFITTA PER LA CULTURA E L’ITALIA TUTTA

LICENZIAMENTI TEATRO DELL’OPERA DI ROMA: UNA SCONFITTA PER LA CULTURA E L’ITALIA TUTTA

“Il licenziamento di 182 dipendenti dell’Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera di Roma è una sconfitta per l’Italia tutta e per la cultura di questo Paese che muore lentamente, a cui si aggiunge il dramma personale dei musicisti che si ritrovano senza lavoro. Invece di tutelare le nostre eccellenze, si preferisce cancellarle; invece di investire sulla cultura, la si mortifica”. Lo afferma la senatrice del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura Michela Montevecchi.

“Abbiamo in varie occasioni cercato di dare voce al mondo delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche – continua Montevecchi -, ascoltando la loro richiesta di aiuto, che non arriva certo oggi. Al Senato, ad esempio, siamo riusciti a ottenere, con alcuni miei emendamenti al Decreto ‘Valore-Cultura’, l’obbligo per i legali rappresentanti delle Fondazioni liriche di verificare che nel corso degli anni non siano stati corrisposti interessi anatocistici agli istituti bancari che hanno concesso affidamenti. Ci risulta però, da un’indagine svolta dai nostri consiglieri comunali presenti nelle città cui ci sono Fondazioni, una netta reticenza ad adempiere queste verifiche. Ci chiediamo i motivi visto che in alcuni casi, il rimborso degli interessi anatocistici potrebbe portare nelle casse milioni di euro utili per procedere a risanamenti senza dover ricorrere agli ulteriori aiuti previsti nel Decreto ArtBonus. Sarebbe interessante anche sapere come mai il Commissario Pinelli non sia ancora venuto a presentare la sua relazione nelle Commissioni parlamentari competenti. In quella sede lo avremmo certamente invitato a sollecitare le verifiche sull’anatocismo.

“Il licenziamento collettivo degli orchestrali – conclude Montevecchi – è arrivato come un doccia gelata, motivato dalle necessità di spending review. Ci chiediamo: davvero non era possibile tentare un’altra strada per salvare il teatro e insieme i lavoratori? E tutto questo avviene mentre è in corso un dibattito acceso sulla tutela dei lavoratori e sul Jobs Act”.

Fuortes: conflitto d’interessi?

… Carlo Fuortes, manager dal vastissimo curriculum nel settore culturale e dall’altrettanto vasto carnet di incarichi: sovrintendente del Teatro dell’Opera, sistemato da tempo sulle poltrone di amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, gestisce l’auditorium di Renzo Piano, consigliere di amministrazione della Fondazione Cinema per Roma, che si occupa della kermesse cinematografica. Tutti questi enti hanno soci pubblici. Senza contare che, fino a pochissimo tempo fa, Fuortes era commissario straordinario del Teatro Petruzzelli di Bari, prima nominato dall’ex ministro Lorenzo Ornaghi, poi confermato dal successore Massimo Bray.

L’ombra del conflitto
Ebbene, proprio a partire da questi incarichi si può capire l’intreccio in mezzo al quale si trova il manager, che di fatto occupa una posizione non proprio da manuale dal punto di vista del contrasto a possibili conflitti d’interesse. Si dà infatti il caso che Fuortes sia anche presidente della Izi, società privata di consulenza e di ricerche di mercato della quale risulta detenere il 34,62% del capitale (sul punto vedi anche La Notizia del 14 e 24 agosto 2013). Ora, dal sito internet della Izi si apprende che la società vanta una miriade di clienti pubblici, a partire dalla presidenza del consiglio e da tutta una corposa serie di ministeri. Nell’elenco rientrano anche numerosissime amministrazioni locali, tra cui Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma. Peccato che questi ultimi tre figurino come soci fondatori della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, della Fondazione Musica per Roma e della Fondazione Cinema per Roma. Insomma, una situazione un bel po’ sdrucciolevole che potrebbe essere sintetizzata così: Fuortes, da presidente della Izi, può vantare come clienti i soci pubblici delle fondazioni di cui è manager, nominato con il beneplacito dei medesimi soci pubblici.

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http://www.lanotiziagiornale.it/ 

Richiesta audizione Cultura Camera-Senato 07-10-20

Lettera aperta al Ministro Franceschini

Sottoscritta anche dal maestro Gianluigi Gelmetti impegnato in questi giorni con la Tosca al Lirico di Cagliari

 

Solidarietà ai colleghi dell’Opera di Roma

R. S. U.

TEATRO LIRICO di CAGLIARI

FONDAZIONE

 COMUNICATO STAMPA

Il giorno 2 ottobre c.a. il consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma ed il sindaco Ignazio Marino hanno deciso di attivare le procedure di licenziamento di tutti i 182 dipendenti appartenenti all’orchestra e al coro del Teatro.

La RSU e i lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari esprimono solidarietà e vicinanza a tutte quelle “famiglie” che a causa di questo provvedimento scellerato vedono stravolta la loro esistenza.

Le motivazioni presentate dal sovrintendente e dal presidente del Teatro dell’Opera a sostegno di un’azione di tale gravità si sarebbero dovute affrontare e dirimere ad un tavolo sindacale.

La scelta di precarizzare i comparti artistici, per quanto sia ambizione di qualche

sovrintendente o dirigente ministeriale, non è la soluzione per rilanciare i teatri d’opera italiani bensì un’azione miope ed in aperta antitesi con i maggiori teatri europei.

Infatti, in una recente dichiarazione Dominique Meyer sovrintendente della “Staatsoper di Vienna” ha affermato che i maggiori teatri d’Europa che ambiscono ad una grande produzione ed a un livello artistico d’eccellenza si dotano di masse artistiche stabili.

I lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari, nel ribadire il loro sostegno ai colleghi di Roma, si appellano al Ministro Dario Franceschini, al sindaco Ignazio Marino e al sovrintendente Carlo Fuortes affinché ritornino sulle loro decisioni e aprano un tavolo di discussione con le rappresentanze dei lavoratori.

Auspichiamo, infine, una pubblica presa di distanza dal modello prospettato a Roma dal Sovrintendente del nostro Teatro, il M° Mauro Meli, così come è già stato fatto da alcuni sovrintendenti di altre fondazioni liriche.

Cagliari, 5-10-2014

Per la RSU

Il coordinatore Simone Guarneri

Firmiamo per annullare la decisione

Annulliamo la decisione del Consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma che ha LICENZIATO in data 2 ottobre 2014 tutti gli artisti dell’Orchestra e del Coro 

Lanciata da Silvana La Marca Roma, Italy

Il licenziamento collettivo proposto dal CdA del teatro dell’Opera, primo caso nella storia dei Teatri in Italia e probabilmente nel mondo, fa ricadere sui musicisti (182 persone) le responsabilità delle cattive gestioni economiche che le diverse amministrazioni, alla guida della Fondazione negli ultimi anni, hanno causato.

Gli artisti di Coro e Orchestra sono stati oggetto di una campagna mediatica diffamante che li ha rappresentati nel mondo come dei lavativi privilegiati, mentre la realtà è che si tratta di professionisti, con retribuzioni minori di tutti gli altri Teatri europei, vincitori di concorsi internazionali, che hanno dedicato e dedicano tutta la vita allo studio ed al perfezionamento per poter offrire al pubblico spettacoli dal vivo di alto livello, come dichiarato dalla stampa nazionale e mondiale fino alla tournée in Giappone del maggio 2014 con il Maestro Riccardo Muti.

Improvvisamente alcuni organi di stampa nazionali, supportati da diverse trasmissioni televisive, hanno iniziato a dipingere l’Orchestra ed il Coro dell’Opera come le peggiori masse artistiche del Mondo allo scopo di orientare l’opinione pubblica a favore del Licenziamento come “punizione” per i cattivi lavoratori!

In realtà la volontà politica è quella di svuotare i teatri per renderli dei contenitori in cui poter di volta in volta affidare le prestazioni artistiche a cooperative esterne che saranno costrette a ribassare sempre più i costi e la qualità affermando, a questo scopo, che i contratti di lavoro a tempo indeterminato sono sinonimo di scarsa qualità.

Il Teatro non è fatto dalle mura, ma dai professionisti che ci lavorano.

Firmate questa petizione affinchè il Sindaco Marino faccia rientrare il provvedimento di licenziamento attuando una profonda riorganizzazione del Teatro, ma preservando ciò che ne è l’identità stessa: gli artisti.

A:  Sindaco di Roma, Comune di Roma

Annulliamo la decisione del Consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma che ha LICENZIATO in data 2 ottobre 2014 tutti gli artisti dell’Orchestra e del Coro!

Cordiali saluti,
[Il tuo nome]

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Solidarietà dal teatro alla Scala e dal Maggio Musicale

MASSIMA SOLIDARIETÀ A CORO E ORCHESTRA DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Categories: General

Con un odioso colpo di spugna il Cda della Fondazione del teatro dell’opera intende spazzar via coro e orchestra.  Nel peggiore dei modi Marchionne style, il presidente del Cda Ignazio Marino sindaco di Roma e il  sovrintendente Fuortes trovano il sostegno  ributtante  del ministro Franceschini.

Gravissimo e inquietante  il segnale che arriva a tutti i lavoratori della lirica. Lo strapotere del Cda anche in fondazioni oggi virtuose come la Scala potrebbe  in un prossimo domani fare a fette chiunque dentro i teatri ? Soprattutto quando con un contratto unico,  la “beata autonomia”, in Scala rimarremo isolati dal resto d’italia.

Riccardo Muti, tra l’altro, che si ergeva a paladino degli artisti, si evince, sia scappato dalla nave proprio come qualcuno innominabile.

Vergogna. Don’t come back to Milano please.

Solidarietà massima ai lavoratori  del teatro dell’Opera di Roma.

Documento di solidarietà

Documento di solidarietà ai Lavoratori di Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Il FATTACCIO del 2 Ottobre 2014, proclamato a mezzo stampa e televisione, che ha visto il Sindaco Marino e il Sovrintendente Fuortes annunciare il licenziamento di tutti i lavoratori di Orchestra, Coro e Corpo di ballo del TEATRO DELL’OPERA DI ROMA ci impone una replica forte e chiara.
Ci è doveroso ricordare al Sindaco Marino, al Sovrintendente Fuortes e al Consiglio di Amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma, che a nostro parere le Fondazioni lirico-sinfoniche sono annoverate tra le amministrazioni pubbliche di contabilità e di finanza pubblica, e sono soggette ad una serie di prescrizioni intese ad assicurare il coordinamento della finanza pubblica e a rendere omogenei i procedimenti “di programmazione”,  di GESTIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO,  rendicontazione e controllo tipici di una ammistrazione pubblica. Pertanto, immaginare soluzioni differenti da ciò che è pertinente ai richiami legislativi del nostro ordinamento E’ ILLEGITTIMO.
È inoltre, secondo noi, inaccettabile pensare di proporre modelli di produzione musicale ed operistica  differenti da quelli previsti non solo nelle nostre leggi di sistema, ma in ogni altro luogo del mondo intero in cui la stabilità dei gruppi musicali è garanzia di continuità, qualità artistica e tradizione.

Da settimane leggiamo ogni giorno sulla stampa nazionale articoli fabbricati in serie, che tentano in tutti i modi di avvilire le indubbie  professionalità e l’eccellente valore dei musicisti che fanno parte delle Orchestre e dei Cori dei Teatri d’opera italiani. Articoli, questi, scritti senza alcun rigor di logica  e senza cognizione di causa da PENNIVENDOLI MALDESTRI tipici del super collaudato meccanismo di gogna e di fango mediatico che è facilissimo esercitare NEL GIORNALISMO DELLE VELINE ITALIANO.

Noi lavoratori del Teatro Carlo Felice di Genova conosciamo bene questi meccanismi. Sono le stesse strategie scellerate che gli addetti ALLA  PROPAGANDA DELL’OLIGARCHIA POLITICA  - prima dell’arrivo della Legge Bray – annaspando nella loro incompetenza, immaginavano per il futuro del  nostro Teatro.

Nell’esprimere quindi  piena e convinta solidarietà personale a ciascuno dei lavoratori di Orchestra,  Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, ci auguriamo che si trovi al più presto un accordo tra le parti che garantisca soluzioni concrete e di rilancio per il futuro della Fondazione, nel pieno rispetto delle regole.

Genova, li 4/10/2014

LE OO.SS.  FONDAZIONE TEATRO CARLO FELICE 

 FIALS-CISAL                       SNATER                             UIL-COM

Teatro dell’Opera: non si accetta l’esternalizzazione

………..Parole che non sono servite a frenare le polemiche. “Marino se ne deve andare subito”, dice Maurizio Gasparri (Fi). Roma “è ridotta a un girone dell’inferno. La vicenda del Teatro dell’Opera è inquietante. Ed è solo l’ultima folle decisione”. Gli fa eco Federico Rocca (Fdi-An): “A casa Marino e il Cda”. Parla di decisione “folle” che “risponde però ad un ben preciso progetto politico” anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. “E’ chiaro a tutti – sostiene Alemanno – che l’obiettivo dell’amministrazione Marino e di Fuortes è quello di trasformare il Teatro dell’Opera in un’istituzione di serie b”. Intanto i dipendenti del Teatro Regio di Torino e la rsu della Fondazione esprimono solidarietà ai colleghi del teatro romano mettendo in luce la ”netta contrarietà al metodo seguito che colpisce i corpi artistici senza risolvere le cause principali della crisi del sistema lirico italiano”.

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Lettera al ministro Franceschini

 

CARO MINISTRO FRANCESCHINI,

SONO UN ARTISTA DEL CORO DI UNA DELLE 14 FONDAZIONI LIRICHE ITALIANE. SONO CONVINTO CHE QUESTE POCHE RIGHE CHE LE SCRIVO NEPPURE LE CONSIDERERA’, MA IO NON POSSO ESIMERMI DA SCRIVERGLIELE: SONO COSTERNATO, ALLIBITO ED INDIGNATO PER AVER SOSTENUTO LA SCELTA DI MANDARE A SPASSO I LAVORATORI DELL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA! DI QUESTO PASSO POCO A POCO ARRIVERETE A TUTTE LE ALTRE FONDAZIONI ESCLUSE TEATRO ALLA SCALA E ACCADEMIA SANTA CECILIA PER CUI LEI HA ACCORDATO UNA AUTONOMIA E UNA PROTEZIONE… COME LAVORATORE DI UNA DI QUESTE FONDAZIONI MI CHIEDO: DOVE VOLETE ARRIVARE! PER ANNI I GOVERNI CHE SI SONO ALTERNATI HANNO TAGLIATO SENZA PIETA’ IL FUS E LASCIATO LE FONDAZIONI LIRICHE IN BALIA DI SOVRINTENDENTI DALLE MANI BUCATE AVVALLANDO O CHIUDENDO VOLUTAMENTE GLI OCCHI DI FRONTE AI LORO SPERPERI PER POI , OGGI, FARLA PAGARE AI LAVORATORI CHE NON HANNO COLPE…. AHIME’ CHE TRISTE SCELTA SIG MINISTRO! QUALE RESPONSABILITA’ POLITICA E SOCIALE VI SIETE PRESI! C’è TANTA GENTE AFFAMATA IN ITALIA E NE STATE AGGIUNGENDO ANCORA! STATE UCCIDENDO UNO DEI CAPOSALDI NEL MONDO DELLA NOSTRA CULTURA, STATE SFIANCANDO ANCHE GLI ARTISTI CHE DONANO LUSTRO E BELLEZZA A QUESTA NOSTRA ITALIA GIA’ TANTO AFFATICATA!
CARO MINISTRO GLIELO CHIEDO CON TUTTA LA FRANCHEZZA CHE LA MIA/NOSTRA TERRA D’EMILIA MI HA INCULCATO: LEI FA PARTE DI UN GOVERNO DI SINISTRA (CHE DOVREBBE SOSTENERE Più DI OGNI ALTRO COLORE POLITICO LA CULTURA) O FA PARTE DI UN GOVERNO “SINISTRO”??? …PERDONI L’ARDIRE… GLIELO DICO CON IL NOSTRO DIALETTO EMILANO ANCHE SE IL MIO MODENESE AVRA’ QUALCHE VARIANTE RISPETTO AL SUO FERRARESE: AL DèGA LA VERITè SGNOR MINESTER, SIA SINCERO, DICA AL PAESE APERTAMENTE CHE IL GOVERNO NON PUO’ PIU’ PERMETTERSI DI SOSTENERE I TEATRI LIRICI! LA VERITA’ E’ SEMPRE UN BENE! NOI MUSICISTI CE NE FAREMO UNA RAGIONE, A FAM SO’ BARACA E BURATE’IN E FORA D’I PEE… VIA DALL’ITALIA A GUADAGNER’S AL PAN DA N’ETRA PERT! E’ QUESTO CHE VUOLE? NON CI VUOLE NULLA A FARE LE VALIGIE E COMPRARE UN BIGLIETTO AEREO, SE NON IL PREZZO DELL’AMAREZZA E DELLE LACRIME NEL VEDERE IL SOGNO DI UNA VITA INFRANGERSI A 50 ANNI…. VEDERE I PROPRI SACRIFICI (I GIORNI PASSATI A STUDIARE, LE LEZIONI IN CONSERVATORIO, LE NOTTI IN FABBRICA A LAVORARE PER REALIZZARE UN SOGNO PER FAR DIVENTARE UNA PASSIONE NATA IN TENERA ETA’ IL PROPRIO LAVORO) CROLLARE DI FRONTE ALLE SCELTE MIOPI DEI NOSTRI GOVERNANTI. MI CHIEDO SE LEI SIA MAI STATO DENTRO AD UN TEATRO, SE SI SIA INFORMATO DI COME FUNZIONA IL COMPLESSO INGRANAGGIO, DI QUANTA PASSIONE E DEDIZIONE CI VUOLE PER DARE ALLA GENTE UNO SPETTACOLO COSì BELLO COME L’OPERA ITALIANA INVIDIATOCI NEL MONDO… DELLE SINERGIE CHE SI DEVONO CREARE PER UNA QUALITA’ SUPERIORE CHE LA PRECARIETA’ POTREBBE PRECLUDERE IRRIMEDIABILMENTE PROPONENDO AL PUBBLICO UN PRODOTTO DOZZINALE! SIG MINISTRO, LEI STA SFREGIANDO LA TELA SU CUI L’ARTISTA HA RIVERSATO IL SUO CUORE, LA SUA ANIMA, E L’ANIMA NON HA PREZZO, PER QUESTO LE OPERE D’ARTE SONO INESTIMABILI, TUTTAVIA POSSONO DIVENTARE OCCASIONE DI LAVORO STABILE E SERIO E MOTORE DI UN PAESE CHE DETIENE IL 75% DEI BENI CULTURALI MONDIALI! MA NON E’ LICENZIANDO IL CUORE DI UN TEATRO (CORO E ORCHESTRA) CHE SI RISOLVE IL PROBLEMA…
E PERCHE’ LE RESPONSABILITA’ DI CHI HA PORTATO I TEATRI AD INDEBITARSI NON VENGONO MAI PUNITE IN QUESTO PAESE? AH GIA’ IL CAPRO ESPIATORIO SONO I LAVORATORI… CHE RAMMARICO E CHE TRISTEZZA SIG MINISTRO! CHE DELUSIONE!QUESTA ITALIA NON MERITA I SUOI ARTISTI, I SUOI SCIENZIATI, I SUOI RICERCATORI ISUOI POETI…. E GIA’ TANTI SE NE SONO ANDATI!!! QUESTE SONO PAROLE ACCORATE ED INSIEME INDIGNATE, RITORNI INDIETRO RISPETTO A QUESTA SCELTA, RIPERCORRA LE ORME DEL SUO PREDECESSORE BRAY CHE DI FRONTE ALLA RICHIESTA DI LIQUIDAZIONE DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO DA PARTE DELL’ALLORA SINDACO RENZI, POSE UN VETO DICHIARANDO CHE LE FONDAZIONI NON SI POSSONO LIQUIDARE E CONGELO’ LA RICHIESTA INFAUSTA DEL SINDACO-PREMIER. SIA LUNGIMIRANTE SGNOR MINESTER NON PERDA L’OCCASIONE DI FARE UNA SCELTA DAVVERO CORAGGIOSA E REINTEGRARE IL CORO E L’ORCHESTRA ALL’OPERA DI ROMA!

RISPETTOSAMENTE.

MARCO FRIGIERI (artista del coro)

Opera di Roma, Cestaro (Cgil): “Obiettivo è rendere teatri scatole vuote”

Leggo le agenzie nelle quali si riporta la decisione del C.d.A. del Teatro Dell’Opera di Roma di procedere al licenziamento collettivo di Coro e Orchestra.

Spero che oggi, finalmente, dopo una sequenza interminabile di bugie distribuite a piene mani ai cittadini di Roma e a tutta l’opinione pubblica, venga finalmente alla luce il vero obiettivo del Ministero, la vera missione del Sovrintendente e le ragioni per le quali siamo stati costretti alle mobilitazioni sindacali di questa estate: fare dei Teatri Italiani delle scatole vuote.

E finalmente si possano comprendere le ragioni per cui il Maestro Muti ha deciso di lasciare il Teatro.

Nell’ignoranza dilagante su come funziona un teatro d’Opera, ci sarà ancora qualcuno che proverà a sostenere che questa sarebbe una buona strada per rivitalizzare il Teatro.

Altri, mentendo, diranno che questa è una scelta sofferta. La verità è che da tempo è in corso una strategia di smantellamento delle principali istituzioni culturali del nostro Paese.

I teatri sono straordinari centri di produzione dove si formano altrettanto straordinarie professionalità tecniche e artistiche che tutto il mondo ci invidia.

Un teatro vuoto da riempire di volta in volta è la fine del valore della produzione, della ricerca, della sperimentazione, della conservazione e dell’innovazione; ma una ghiotta occasione di pochi noti per fare business.

Reagiremo contro questa scelta sciagurata con l’auspicio che tutte le organizzazioni sindacali e i lavoratori del Teatro dell’Opera e di tutti i Teatri italiani abbiano compreso la posta in gioco.     Giovedì 2 Ottobre 2014

Lorella Pieralli

Teatro dell’Opera: licenziamenti

Opera di Roma, la decisione del cda: “Via ai licenziamenti collettivi”

Approvato l’esternalizzazione dell’Orchestra e del Coro: riguarda 182 lavoratori su 460. Risparmi per 3,4 milioni di euro. Marino: “Percorso mai seguito prima, l’unico per la rinascita del Costanzi”. Fuortes: “Scelta molto dura per scongiurare la chiusura”

Il sovrintendente dell’Opera Carlo Fuortes 

“Il Cda oggi ha approvato l’esternalizzazione dell’orchestra e del coro votando una procedura di licenziamento collettiva”. L’annuncio del sindaco di Roma Ignazio Marino è arrivato dopo il cda decisivo per il destino del Teatro dell’Opera, precipitato nelle ultime settimane per l’addio del Maestro Riccardo Muti.

Non era mai accaduto prima in Italia, “ma dopo un’accurata riflessione abbiamo pensato che questo è l’unico percorso, in un momento drammatico della vita del teatro, che può portare ad una vera ed auspicata rinascita del Costanzi” ha spiegato il sindaco.

Il modello è stato invece già sperimentato in Europa: in Spagna, ad esempio, da Madrid a Valencia, a Vienna, ad Amsterdam e in tre teatri di Parigi “ci sono cori e orchestra esterni” ha detto il sovrintendente dell’Opera di Roma Carlo Fuortes.

“E’ una scelta molto dura e sofferta”, ha aggiunto. “La chiusura della fase di licenziamento collettivo prevede di individuare un soggetto col quale svolgere un servizio di orchestra e di coro. Non vogliamo chiudere i rapporti con gli artisti e i musicisti che ne fanno attualmente parte quindi auspichiamo che si riuniscano e fondino un soggetto sulla base della qualità artistica”.

La decisione, che riguarda 182 lavoratori su 460, è stata presa anzitutto per ragioni di “spending review” visto che sull’Opera pende la tegola dei conti: “Coro ed orchestra costano 12 milioni e mezzo l’anno. Il risparmio previsto è di 3,4 milioni con l’esternalizzazione. Abbiamo raionato in termini di funzioanlità e di effetto economico, è una decisione indipendente dalle sigle sindacali e non c’è alcuna intenzione ritorsiva, è quasi offensivo pensarlo” ha detto il sovrintendente.

E sui tempi, ha poi spiegato, “da domani si avvia la procedura di licenziamento. Per i prossimi 75 giorni i lavoratori sono da considerare in organico. Se si organizza tutto nel migliore dei modi dal primo gennaio il teatro potrebbe avere una nuova orchestra e un nuovo coro”.

Quanto alla stagione in corso, a rischio dopo il rifiuto di Muti di dirigere l’Aida e le Nozze di Figaro, “perché mancano le condizioni di serenità”, “al momento – dice Marino – non abbiamo immaginato di cancellare l’opera verdiana del 27 novembre. Se ci saranno condizioni ci attiveremo per ricercare un direttore da individuare entro la prima settimana di novembre altrimenti non ci sarà l’Aida”. Mentre per la nomina del direttore musicale ”occorrerà un po’ di tempo. E’ un argomento di grande importanza ma andrà valutato più avanti quando il Teatro rientrerà nella normalità”.

L’Opera di Roma: una crisi che è la punta dell’iceberg

29 Settembre 2014 Nessun commento

Sbatti l’orchestrale in prima pagina e insabbia la realtà: la verità sulla triste vicenda del Teatro dell’Opera sembra non interessare la carta stampata. In questi giorni, dall’addio di Riccardo Muti, sui giornali si è assistito a una risibile quanto indegna ricerca di un capro espiatorio fra i lavoratori del Teatro Lirico di Roma. Ma loro non ci stanno, e anche se “chi parla è licenziato”, parlano eccome, in una conferenza stampa indetta da Slc Cgil e Fials Cisal, disertata da chi s’affida a servizi giornalistici “per sentito dire.
Parlano e denunciano disagio e degrado, dovuto a un irresponsabile vuoto gestionale, vuoto voluto ad hoc, da un preciso disegno che da vent’anni mira a un abbassamento culturale senza precedenti.

Parlano di destrutturazione, di Sovrintendenti che creano “crateri debitori”, con l’obiettivo di trasformare “i nostri prestigiosi Teatri in centri di circuitazione al soldo delle Agenzie Internazionali”. Denunciano un taglio del personale artistico a fronte di un incremento di quello dirigenziale, motivato solo da un fare clientelare: l’Orchestra manca di 30 elementi, il corpo di ballo è ridotto al 20%. Denunciano la lievitazione del 50% degli appalti relativi al trasporto, al facchinaggio e alle spese per servizi, mentre s’assiste allo smantellamento inspiegabile del magazzino generale e della squadra trasporti. Non solo, i laboratori di scenografia, falegnameria e sartoria sono quasi alla paralisi. E in merito alle scelte artistiche, un aumento di spese immotivate che comportano pessimi risultati, e per rendersene conto basta affacciarsi in sala: il teatro è sempre meno frequentato. Disamore del pubblico e delusione del Maestro Muti, che da sempre denuncia la non volontà politica a sostenere la Cultura in Italia, e al riguardo ci sarebbe da chiedersi cosa ci fanno le banche nei Consigli d’Amministrazione dei Teatri, ché a parlare d’interessi su interessi si finisce nel torbido dell’usura.

Continua qui  http://www.pontediferro.org/articolo.php?ID=3233

Muti: lettera d’addio all’Opera di Roma

24 Settembre 2014 Nessun commento

Circolano troppe balle

22 Settembre 2014 2 commenti

Quando non si sa a cosa appigliarsi ecco spuntano fuori le stupidate