photo musicacopia_zpsbfe7e71d.jpg

Lirico: inchiesta bis procura, indagato sindaco

Teatro Lirico Cagliari: inchiesta bis procura, indagato sindaco

(AGI) – Cagliari, 2 feb. – La procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un’inchiesta bis sul Teatro Lirico di Cagliari. Tra gli indagati, il sindaco del capoluogo sardo Massimo Zedda che e’ anche presidente della Fondazione. Stando a quanto trapelato, gli inquirenti stanno lavorando sull’ipotesi di abuso d’ufficio. Venerdi’ scorso gli uomini della guardia di finanza si sono presentati negli uffici della Fondazione – su mandato del sostituto procuratore Giangiacomo Pilia – per notificare un …qui tutto l’articolo   http://www.agi.it 

Angela Spocci e il piano triennale (2)

Diversi Presidenti, Consigli d’Amministrazione e Sovrintendenti, di fronte alla crisi hanno pensato di operare solo una RIDUZIONE DELLA PRRODUZIONE quando invece, a mio avviso, vanno create maggiori occasioni per «andare e stare in teatro», vendendo di più, facendo serie azioni specifiche per incrociare ed interessare più tipologie di pubblico possibile! Il lavoro da realizzare, invece, sulla produzione artistica è ponderare ed effettuare con molto scrupolo le scelte di quelle componenti che determinano costi assai rilevanti, ma che influenzano la durevolezza del bene spettacolistico nel tempo; mi riferisco soprattutto alla regia, all’allestimento scenico, ai costumi ed al comparto visivo più in generale. A tal proposito risulta incomprensibile il quasi totale rifiuto da parte delle Sovrintendenze italiane di introdurre il concetto di teatro di repertorio, concetto praticato con indubbio successo in tutta Europa e praticamente inesistente sui palcoscenici italiani. Se passare da un regime di quasi sempre e solo nuove produzioni caratterizzante il teatro italiano ad un teatro di repertorio di stampo mitteleuropeo può risultare un salto impervio, può e deve essere introdotta ed affermata sempre con maggior determinazione almeno la tendenza nell’andare in tal senso, abituando il pubblico cittadino, ma non solo (tour operator), al fatto che in ciascuna giornata il TEATRO E’ APERTO e diventa un luogo dove incontrarsi, vedere, essere visti, dibattere, apprendere ed anche partecipare ad un appuntamento deve risultare insomma lo spazio quotidiano di una collettività organizzata che condivide una stessa identità, valori, etica, morale e idee evolutive e progressiste.

Un impegno del tutto particolare – il lavoro più forte e più duro, in realtà – dovrà essere quello di VENDERE LA SPECIFICITA’ DELLA SARDEGNA (senza dirlo esplicitamente per risultare più accattivanti ed insinuanti) ATTRAVERSO LE SUE ESPRESSIONI E PRESENZE ARTISTICHE DEL PASSATO CHE SI CONIUGANO E DIALOGANO CON GLI ARTISTI CONTEMPORANEI in una proposta culturale e teatrale rivolta a far risaltare che cosa, in definitiva? Solo ed esclusivamente a Cagliari ed in Sardegna infatti, si dovrebbe poter VEDERE e VIVERE un’esperienza esclusiva a tutto tondo, in un percorso articolato di musica, arte, artigianato, archeologia, storia, natura, turismo, etc. accompagnato e inframmezzato anche da appuntamenti turistici e gastronomici, anch’essi parte integrante della tradizione isolana collegabili all’ancora fiorente artigianato in un discorso di ASSOLUTA UNICITA’ DI PROPOSTA E D’INDENTITA’ CULTURALE come espressione inedita di CIVILTA’COMPLESSIVA. Con la conseguenza credo che questo possa e debba, altresì, trascinare verso una nuova identità politica, economica e sociale.

Per tornare al teatro dal punto di vista della gestione delle masse artistiche, pare assolutamente indispensabile trattare i professionisti – Orchestra e Coro – in modo profondamente diverso rispetto all’attuale, riservando la prova pagata dal teatro quale momento in cui l’esecutore sia chiamato solo ed esclusivamente ad occuparsi dell’aspetto interpretativo, essendo la parte già preparata nei propri termini tecnici in altra sede. Nel caso in cui, poi, ci si trovasse di fronte a una produzione di repertorio (cioè già rappresentata in anni precedenti) le medesime prove risulterebbero alquanto contenute e lascerebbero più spazio all’aumento della produttività, cioè ad un allargamento dell’offerta di rappresentazioni con conseguente ampliamento dell’utenza e della possibilità di vendita.

Tutto da ripensare anche il reperimento e l’individuazione dei cast artistici che dovrebbero essere composti sia dalle riconosciute grandi voci del melodramma, dai grandi Direttori d’Orchestra, dai grandi Registi, ma altresì dalle cosiddette “nuove leve” del mondo musicale: giovani con minori richieste economiche da formare e da fidelizzare attorno al marchio del Teatro. Per loro si potranno prevedere servizi di foresteria e/o convenzioni particolari che, andando ad abbattere le spese sostenute per stare sulla piazza, risultino di calmieramento notevole del cachet riconosciuto. In questo modo il teatro cagliaritano potrà rivelarsi individuatore e sostenitore di “nuovi talenti”.

Scuole di perfezionamento, reperimento di fondi europei (lasciati inspiegabilmente inutilizzati), alta formazione professionale a largo spettro, risultano tematiche non adeguatamente dibattute, studiate e ricercate. Di conseguenza, all’interno dei teatri, non sono state adeguatamente considerate in quanto non si è mai affermato il principio che in palcoscenico si debba ragionare di attività basata su caratteristiche economiche e non puramente assistenziali. Oggi non è più sostenibile che i soci pubblici e privati vengano chiamati alla fine dell’esercizio “a pagare i conti !!!!”.

E’ necessario infine dedicare particolare attenzione ai mezzi contemporanei di FRUIZIONE E CONSUMO dello spettacolo musicale e di REGISTRAZIONE E/0 RIPRODUZIONE E/0 DIFFUSIONE. Tale attività rende commercializzabile e vendibile il prodotto teatrale in genere, culturale in senso lato e musicale nello specifico, tanto cari e consoni alle nuove generazioni. Oltre alla commercializzazione del prodotto teatrale, i nuovi mezzi tecnici, consentono la conservazione della “memoria storica“. Qui si apre una pagina in gran parte ancora da esplorare, ma che potrebbe trarre efficacemente ispirazione dalle installazioni realizzate nella City londinese. E’ pertanto necessario considerare lo spettacolo musicale, così come di prosa e di danza, quale BENE STRUMENTALE (e NON COME FINALITA’) di un’azione politica di riforma volta a porsi, da un lato, all’immediato salvataggio del comparto nazionale dello “spettacolo dal vivo”, dall’altro quale elemento strategico di rilancio in termini produttivi, reddituali ed occupazionali diretti e indiretti.

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI Pur con tutte le limitazioni del caso, in questa sede mi limito a tracciare qui di seguito alcune linee-guida per quelle che ritengo debbano essere le strategie fondamentali che potrebbero essere meglio sviluppate.

FINE SECONDA PARTE

Angela Spocci e il piano triennale (1)

Ecco il piano triennale che la dottoressa Angela Spocci presentò lo scorso anno quando concorreva per la prima volta  alla sovrintendenza del teatro.

Gentili Signori, nonostante i tempi contenuti, il conto economico e relativo stato patrimoniale che potrebbero presentare alcune problematicità, la pianta organica in parte disarmonica, il magazzeno scene e costumi non sempre rispondente al progetto che andrò ad illustrare, con la dovuta attenzione responsabile, mi sento di assumere un compito arduo, ma non impossibile perché la Cultura (l’azienda della Cultura in Italia) dovrà restare un tema predominante anche nella società contemporanea. L’importanza e la forza della Cultura Teatrale, nonché le energie positive del personale artistico, tecnico ed amministrativo saranno di valido supporto per arrivare, in un primo momento, alla NORMALIZZAZIONE della vita del Teatro al fine di arrivare in tempi alquanto rapidi alla risoluzione dei problemi sostanziali che affliggono il Teatro con una condivisione di una politica di RI LANCIO dell’attività e del MARCHIO della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari.

La Cultura dello “spettacolo dal vivo“, specie in periodi di grave recessione, deve dare l’esempio ad altri settori dell’economia ed individuare strumenti nuovi, quindi risulta necessario: modificare la mentalità di partecipazione nel personale dipendente; cambiare rotta e strategie aziendali nella condivisione del “pensiero e progetto artistico” e di “realizzazione del prodotto artistico”; studiare strategie di “vendita delle attività” per la fidelizzazione del pubblico; ricercare ed individuare aree di “nuovo pubblico” da alfabetizzare e da motivare; ricercare nuovi luoghi per la rappresentazione teatrale superando la chiusura della scena (palcoscenico tradizionale); creare momenti e manifestazioni collaterali e mezzi di approfondimento della produzione spettacolare principale; tutto ciò strettamente connesso con la specificità di una terra che ha caratteristiche complesse, articolate ed inedite per un programma di rilancio complessivo della CULTURA SARDA, che potrebbe trovare nella Musica la sua accezione più ampia, un veicolo determinante con tutte le strutture presenti ed oggi ancora sottoutilizzate.

Importanti studi italiani ed esteri dimostrano quanto l’investimento in Cultura risulti – se ben governato e con un’attenzione mirata sulla gestione – remunerativo e produttivo in termini di occupazione, investimento sul terziario avanzato ed in immagine più in generale per il sistema Paese. Vorrei portare un pensiero alla vita ed al testamento che ci ha lasciato il Maestro Claudio Abbado vale a dire quando giovanissimo entrò alla Scala risultò evidente fin da subito e a tutti che in quel Teatro sarebbe entrata una vera e propria rivoluzione perché il suo costante impegno fu nel ricercare la “novità” nel mettere in scena il repertorio tradizionale attraverso la ricerca della miglior qualità interpretativa possibile tendendo addirittura “alla qualità assoluta”, facendolo dialogare con la musica moderna e contemporanea, affermando in più occasioni che “la musica è essenziale, per la vita dell’uomo, tanto quanto l’acqua”.

Chiudo ringraziando il Presidente e l’intero Consiglio d’Amministrazione per avermi scelta tra i candidati alla Sovrintendenza del Teatro Lirico di Cagliari e di questa attenzione sarò sempre grata.

Angela Spocci 

Progetto triennale di rilancio per la Fondazione Teatro Lirico

CONSIDERAZIONI GENERALI Il professor Giorgio Assumma – probabilmente il più autorevole amministrativista della Capitale, già Presidente nazionale S.I.A.E., nonché professore alla Libera Università Luiss di Roma e libero professionista – chiamato all’interno di una Commissione europea di soli cinque membri a RIMODULARE il concetto giuridico di “spettacolo dal vivo” per i tempi moderni, contribuì (e non poco!) a determinare il nuovo principio che lo spettacolo dal vivo deve giuridicamente considerarsi BENE IMMATERIALE. Da ciò dovevano discendere azioni giuridiche, amministrative, organizzative di rinnovata gestione delle risorse umane (quali ad esempio contratti collettivi nazionali di lavoro), economiche, sociali e anche di vendita e commercializzazione del prodotto finito. A far tempo dalla messa a punto di detto rivoluzionario concetto, non sono state invece né studiate, né tantomeno messe a punto, strategie governative e neppure le obbligatorie azioni e/o interventi, nelle attuali quattordici fondazioni lirico-sinfoniche, che avrebbero dovuto traghettare l’intero settore da “comparto parassitario” (o stipendificio) a centri di produzione di cultura attivi in almeno alcune loro forme espressive, comunicazionali e di reddito.

Si è continuato, ad esempio, a parlare di ENTRATE/SPESE e non di RICAVI/COSTI – termini tipici di un comparto produttivo; non è stata prodotta alcuna analisi (e conseguente proposta di vendita) del prodotto spettacolare per arrivare a determinare con metodi scientifici il cosiddetto GRADIMENTO DEL MERCATO rappresentato sia dal numero degli spettatori paganti per le singole rappresentazioni, ma anche e soprattutto per individuare quei soggetti terzi invogliati ad affiancare le loro strategie aziendali evolutive a quelle del marchio dell’azienda teatro in un viaggio più o meno lungo.

Paolo Grassi, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, interrogato su cosa avrebbe dovuto essere o diventare il Piccolo Teatro di Milano rispose: “Il Piccolo: un teatro come bandiera d’identità collettiva”e proseguiva affermando che dovevano essere superati gli ostacoli delle macerie fisiche derivanti dai bombardamenti dei luoghi deputati alla scena, ma che sotto alle macerie covavano idee culturali innovative e fermenti di crescita collettiva. Affermazione applicabile nella sua pienezza ancora oggi al Teatro di Cagliari per costruire una forte identità isolana per poter presentarsi all’esterno con piena convinzione e sostanza del valore della Sardegna. A questo proposito ritengo sia iniziativa essenziale ed ineludibile stabilire contatti forti con realtà internazionali storicamente interessate all’acquisto dell’ “opera italiana“, e altresì con paesi che si affacciano ora all’ascolto del melodramma. Caratterizzare il prodotto con una forte connotazione nazionale è il punto di partenza per rendere appetibile la produzione teatrale del nostro Paese.

A forma d’esempio vorrei indicare l’interesse per le produzioni italiane da parte del mercato tedesco; oppure a quello del mercato cinese e giapponese nel quale ha trovato un forte riscontro sia il Teatro “Alla Scala”, il “Regio” di Torino, il “Donizetti” di Bergamo e la “Fenice” di Venezia. Non ultimi da citare i nuovi Teatri negli Emirati Arabi (ricordiamo a proposito le recenti tournées del Teatro “Regio” di Parma e dell’ “Arena” di Verona). Attorno a questi due concetti (BENE IMMATERIALE e BANDIERA D’IDENTITA’ COLLETTIVA) sarebbe ora necessario rifondare l’intero sistema “spettacolo dal vivo” italiano e, in buona sostanza, con esso anche la rivoluzione dell’utilizzo della Cultura in ogni singola città e Regione.

Cagliari, od ancor meglio, l’intera Sardegna, hanno l’opportunità di UTILIZZARE IL MEZZO CULTURA per affermare l’unicità del messaggio della città e dell’Isola – mai come ora – proprio all’indomani della trasformazione in legge del decreto VALORE CULTURA (Legge 112/’13).

Credo che la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari abbia tutte le carte in regola per tentare di assolvere al compito naturale di LABORATORIO ESEMPLARE per arrivare a rinnovare l’organizzazione, il modo di governare la Cultura e mostrane la duttilità dell’uso e la diffusione corretti. Partendo dall’utilizzo delle strutture teatrali: la struttura architettonica moderna molto più duttile delle sale teatrali ottocentesche, compresa la sala del “teatrino” oggi ancora non utilizzato per ragioni varie; la presenza di un multifunzionale quanto unico Parco della Musica; una pianta organica abbastanza “leggera” anche se in parte disarmonica; la necessità di corrispondere, in primo luogo, alla richiesta di musica colta e di momenti spettacolari sia per la città di Cagliari che per l’intera Regione Sardegna. L’azienda-teatro, che si avvale per una percentuale alquanto elevata di prestazioni professionali derivanti dall’utilizzo delle masse artistiche e tecniche il cui costo rimane inalterato sia che le “alzate di sipario” siano una o cinque per settimana, deve spingere la propria “produzione di prodotto spettacolare” fino al punto in cui le spese gestionali (o generali) non debbano essere aumentate per consentire l’ampliamento numerico di prodotti artistici da destinare alla vendita ed al consumo in sede cittadina, regionale, nazionale od anche internazionale.

FINE PRIMA PARTE

Angela Spocci e il ricorso al TAR

Il Consiglio di Indirizzo del Teatro Lirico di Cagliari ha scelto: Angela Spocci sarà la nuova Sovrintendente. Ora l’indicazione verrà inviata al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la nomina.
Conosco Angela Spocci per averla assistita nel ricorso al Tar per l’annullamento della nomina della Crivellenti. La mia è stata una difesa anzitutto della legalità, manifestamente maltrattata da un sindaco-presidente del tutto inconsapevole dei vincoli dell’Amministrazione pubblica in uno Stato di diritto. Ma nel corso del giudizio ho avuto modo di conoescere Angela Spocci e sentire i giudizi lusinghieri sulla sua professionalità da parte dei dipendenti e ne ho tratto un’impressione fortemente positiva. Questa signora unisce forte professionalità nel campo artistico a rigorosità nella gestione, manifestata in… A.P.

leggi tutto l’articolo http://www.democraziaoggi.it

Angela Spocci è il nuovo sovrintendente

30 Gennaio 2015 2 commenti

Dopo una riunione-fiume, dalle stanze della Fondazione esce il nome di Angela Spocci come nuovo Soprintendente. E’ stata tra i candidati che ha fatto ricorso, nel 2013, dopo la nomina della Crivellenti.

Angela Spocci era già stata commissario dell’allora Ente lirico tra il ’93 e ’95

Ma chi è Angela Spocci? Ecco il suo CV

• Date Dicembre 2011
• Nome e indirizzo del datore di lavoro Associazione VERDI OPERA BUSSETO – Via Bixio 45 –  43100 Parma
• Tipo di azienda o settore Associazione di diritto privato
• Tipo di impiego Presidente
• Principali mansioni e responsabilità Realizzazione a Roncole Verdi – Busseto – dell’attività artistico/musicale denominata “NATIVITATIS” dedicata alla formazione culturale e musicale del giovane Verdi.Responsabilità Artistica e gestionale dell’intero progetto.

 

• Date Giugno – settembre 2010
• Nome e indirizzo del datore di lavoro Regione Calabria – Giunta Regionale – Dipartimento 11 –Via Milano, 28 – Catanzaro

 

• Tipo di azienda o settore Ente pubblico
• Tipo di impiego Direttore Artistico di “MAGNA GRAECIA TEATRO FESTIVAL 2010”Vincitore di un concorso europeo per soli titoli.

 

• Principali mansioni e responsabilità Ho realizzato un Festival itinerante in 13 siti archeologici della Regione Calabria programmando ben 82 spettacoli che venne intitolato “La Calabria tra incontro e confronto” all’interno del quale è stato pensato e condotto a buon fine a Rosarno “Un Festival nel Festival” intitolato quest’ultimo “La Calabriaincontra……”.Responsabilità Artistica e gestionale dell’intero progetto.
• Date Marzo – settembre 2010
• Nome e indirizzo del datore di lavoro Associazione Teatrale Emilia Romagna (A.T.E.R.)Via Giardini, 466 – Modena
• Tipo di azienda o settore Associazione di diritto privato
• Tipo di impiego Direttore di produzione per le tournées di balletti ed orchestre.
• Principali mansioni e responsabilità Attività di consulenza per la miglior realizzazione di trasferte in Italia ed all’estero di balletti ed orchestre italiane e straniere.Consulenza per la realizzazione dei progetti.

 

• Date Anno 2010
• Nome e indirizzo del datore di lavoro Associazione VERDI OPERA BUSSETO – Via Bixio 45 – 43100  Parma
• Tipo di azienda o settore Associazione di diritto privato
• Tipo di impiego Presidente
• Principali mansioni e responsabilità Ottenimento del logo ufficiale delle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia riservato alle iniziative presentate dall’Associazione Verdi Opera Busseto (VOB) di cui è Presidente.Responsabilità Artistica e gestionale dell’intero progetto.

 

• Date Anno 2010
• Nome e indirizzo del datore di lavoro Associazione VERDI OPERA BUSSETO – Via Bixio 45 –  43100 Parma
• Tipo di azienda o settore Associazione di diritto privato
• Tipo di impiego Presidente
• Principali mansioni e responsabilità Predisposizione di progetti artistici, economico-finanziari finalizzati all’ ottenimento del logo ufficiale delle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia da presentare al Ministro della Cultura e per esso all’Onorevole Francesco Rutelli.Responsabilità Artistica e gestionale dell’intero progetto.

 

• Date Anno 2007
• Nome e

Continua a leggere qui tutto il curriculum  http://nonzittitelarte.blog.tiscali.it/2012/10/14/il-cv-di-angela-spocci/

Pensioni, via libera ai prepensionamenti nelle fondazioni lirico-sinfoniche

Disco verde ai prepensionamenti nelle fondazioni lirico-sinfoniche in crisi. Ne potranno fruire i lavoratori che entro il 31 dicembre 2016, applicando i vecchi requisiti previgenti alla riforma Fornero, riescano a maturare diritto e decorrenza della pensione, tenendo conto della finestra mobile. E’ quanto precisa l’Inps nella circolare n. 13/2015 pubblicata ieri sul sito internet dell’istituto.

La possibilità di ricorrere ai prepensionamenti in deroga alla normativa Fornero è stata concessa dalla legge n. 112/2013 in favore delle fondazioni che presentino un piano di risanamento triennale, nel quale sia previsto, tra l’altro, la riduzione del personale tecnico e amministrativo fino al 50% di quello in essere al 31 dicembre 2012. Ciò al fine di fare fronte allo stato di grave crisi del settore e di pervenire al risanamento delle gestioni e al rilancio delle attività delle fondazioni lirico-sinfoniche.

Le fondazioni interessate sono quelle che non possano far fronte a debiti certi ed esigibili da parte dei terzi, ovvero che siano state in regime di amministrazione straordinaria nel corso degli ultimi due esercizi, ma non abbiano ancora terminato la ricapitalizzazione.

Al personale che eventualmente viene licenziato, la legge n. 112/2013 prevede l’applicazione della disciplina dell’art. 2 comma 11, lett. a del dl n. 95/2012 (convertito dalla legge n. 135/2012), ossia il regime di accesso e di decorrenza alla pensione previgente rispetto alla riforma Fornero (dl n. 201/2011) fino al31 dicembre 2016. L’applicazione della deroga (cioè i vecchi requisiti di pensione), precisa l’Inps, comporta che la decorrenza della pensione, qualunque esso sia (di vecchiaia o di anzianità; con conseguimento della c.d. «quota» o con il requisito dei 40 anni di anzianità contributiva indipendentemente dall’età anagrafica), deve compiersi entro la data del 31 dicembre 2016, tenuto conto della finestra mobile. In altre parole, il prepensionamento non potrà aver luogo in presenza di situazioni in cui il lavoratore maturi i requisiti d’accesso alla pensione, ma non la decorrenza entro il 31 dicembre 2016.

Leggi tutto l’articolo   http://www.pensionioggi.it 

Cronaca dal Maggio Musicale

Lettera aperta al Sindaco/Presidente Dario Nardella in risposta alle sue obiezioni sulla nostra manifestazione

Leggiamo sulle cronache cittadine che al nostro Sindaco/Presidente non è piaciuta la mobilitazione davanti al Nuovo Teatro in occasione dello sciopero di mercoledì scorso.
Ci dispiace, anche se francamente non pensiamo che Nardella oltre alle due succitate cariche a quella di Presidente della Città Metropolitana,e di Assessore alla Cultura, possa svolgere anche quella di Direttore Artistico delle manifestazioni sindacali.
Siccome non vogliamo essere certo “i becchini” del Maggio, ma ci ostiniamo invece a considerarci parte integrante della sua vita e possibile sopravvivenza, “per correttezza e onestà nel rapporto” – come giustamente richiama Nardella- proviamo ad esporre ancora una volta le nostre “ragioni”. Ovviamente preferiremmo farlo attorno ad un tavolo, insieme anche ai rappresentanti della Regione Toscana, e ai colleghi dell’altra sigla sindacale che ha condiviso lo sciopero e anche ovviamente alle altre due organizzazioni sindacali, che pur avendo gli stessi gusti “artistici” del Sindaco riguardo alla manifestazione, hanno dichiarato di condividere le nostre preoccupazioni e richiesto insieme a noi da tempo un tale incontro.
In primis la questione dei salari. Noi esigiamo il rispetto del Contratto nazionale vigente: le spettanze devono essere versate entro il mese. Siamo di nuovo a richiederlo, perché ci è stato ufficialmente comunicato che anche questo mese saremo pagati in ritardo (il 10 Febbraio).
Ma non era certo questa la motivazione principale ed unica dello sciopero, i punti espressamente indicati erano ben sei, e a questi non si è risposto -il Sovrintendente ha addirittura rimandato a data da destinarsi gli incontri da lui convocati sulla programmazione (quella del ballo in particolare) e sulla “illustrazione” del Piano di Risanamento.
Anche l’incontro cui fa riferimento Nardella con la Vice Sindaco e l’Assessore al Lavoro, non ci ha fornito alcuna risposta (ci è stato detto che il Sindaco ci avrebbe incontrato in proposito appena possibile, in quanto “massimamente “ disponibile), anzi non ci ha neanche fornito le risposte –per noi negative- contenute nella Delibera di Giunta del 24.12.2014 di cui siamo venuti a conoscenza solo durante una successiva audizione in Commissione Lavoro.
Negative perché si mettono in conto i tre milioni (secondo noi assolutamente sottostimati) di spese annue per la gestione e le utenze del Nuovo Teatro al contributo che il Comune versa al Maggio; perché vi si dichiara che la Fondazione non ha personale sufficiente a gestire la nuova struttura ( e se ne esubera una cinquantina!); perché si rimanda a Giugno la ripatrimonializzazione della Fondazione e le scelte sulla futura gestione del Parco della Musica.
Un altro punto che si continua a non voler capire è che l’accordo cui si riferisce il Sindaco non ha più la nostra firma perché sono cambiate condizioni fondamentali rispetto a quelle da noi sottoscritte: la legge Franceschini ha sostanzialmente modificato la Bray in quanto impone un licenziamento e una eventuale riassunzione, che grazie al sopravvenuto Job Act fa perdere ai “neoassunti” i diritti accumulati nei decenni di lavoro presso la Fondazione.
In un’intervista rilasciata a Controradio inoltre Nardella ha dichiarato che sono arrivati 28 milioni da Roma, e che quindi il futuro è roseo. Il Sindaco/Presidente forse dimentica che quel denaro pubblico è legalmente utilizzabile solo per coprire il debito accumulato soprattutto durante la gestione Renzi –Colombo (che ricordiamo fu “commissariata” dal Ministero per “gravi irregolarità”), non per le spese correnti necessarie al sostentamento del Teatro. In proposito, a quanto ammonta invece il deficit 2014? E l’ultima realistica previsione per il 2015? Siamo ancora in attesa che ci venga anche solo illustrato il Piano di risanamento triennale approvato dal ministero e dalla Corte dei Conti (come abbiamo sopra accennato, il Sovrintendente ha rimandato ulteriormente a data da destinarsi l’apposito incontro che aveva finalmente fissato con le Organizazioni sindacali per mercoledì scorso).
Per correttezza e onestà nel rapporto può il Sindaco/Presidente dirci se intende confermare definitivamente la localizzazione dei nostri “magazzini” (ricordiamo che per legge il Comune dove risiede una Fondazione lirico-sinfionica deve fornirle i locali adatti a svolgere le attività statutariamente previste), all’Osmannoro, in container a cielo aperto e in parte addirittura sulla nuda terra, mentre si continua a distruggere intere produzioni per “liberare” la Manifattura Tabacchi dove risiedevano?
Può indicarci dove, nella nuova casa del Maggio, troveranno posto i Cantieri scenografici attualmente alloggiati alle Cascine?
Può indicarci il crono-programma del completamento dell’Auditorium da 1000 posti (attualmente – a tre anni dalla prima inaugurazione- ci ritroviamo con una sola sala da 1600 posti per il lirico/1760 per il sinfonico a fronte dei 2004 del vecchio Comunale), e dei palcoscenici mobili previsti nel progetto iniziale (nonostante si sia già passati dagli 80 milioni di spesa prevista a 250 milioni).
Può farci capire perché a fronte appunto di un tale ingente investimento di denaro pubblico , si dovrebbe avere una riduzione di personale, e quanto verrebbe a costare l’affidamento delle mansioni necessarie al funzionamento del Parco della Musica a ditte esterne, come già avviene per vigilanza, manutenzione e “termica”?
In attesa appunto di poterne parlare non dalle pagine dei giornali o dai post sui social network, ma in incontri ufficiali,
Viva il Maggio!
La RSA Slc-CGIL del Teatro del Maggio Musicale FIorenrino
Firenze 30.1.2015

Il comune paghi i contributi!

Bagarre Lirico, il Pd bacchetta Zedda: “Il Comune paghi i contributi” Dura nota del Pd sulla vicenda del Lirico: “Il sindaco abbassi i toni e proceda urgentemente al pagamento dei 400mila euro per gli stipendi dei dipendenti del teatro”

Autore: Jacopo Norfo il 29/01/2015 19:05 -

Sulla polemica del Lirico, il Pd “bacchetta” Massimo Zedda e chiede di stemperare i toni politici della guerra tra il Presidente della Fondazione e Meli. “Sul dibattito relativo alle vicende del Teatro Lirico crediamo che sia doveroso da parte del Sindaco e Presidente  della Fondazione Teatro Lirico ridurre i toni polemici- scrivono in una nota il segretario cittadino del Pd Nicola Montaldo e il capogruppo Davide Carta- da parte di tutti è ugualmente necessario attenuare i toni e sviluppare un approccio responsabile e costruttivo, perché in questo momento l’unica cosa di cui c’è bisogno è adoperarsi nell’interesse del futuro della Fondazione e della tutela dei posti di lavoro dei dipendenti e delle loro retribuzioni, uscendo dalla logica di contrapposizione.
Per raggiungere gli obiettivi di bilancio della stagione è urgente che il comitato di indirizzo scelga quanto prima un sovrintendente dotato di qualità elevate, in grado di assicurare una produzione artistica elevata, lo sviluppo e la crescita del teatro, salvaguardando i costi …

leggi qui tutto l’articolo http://www.castedduonline.it

Il 1° maggio e la Scala

TEATRO ALLA SCALA E PRIMO MAGGIO 2015  Un solo urlo: MAY DAY … MAY DAY !!!

29.01.2015

Da alcune settimane, i dipendenti del Teatro Alla Scala assistono, e talvolta partecipano, alla sceneggiata che riguarda l’inaugurazione dell’Expo di Milano che è prevista avvenga con la messa in scena della TURANDOT di Puccini alla Scala.

Come nella migliore tradizione lirica, un coro di figuranti ed interpreti scandisce, con toni più o meno alti, più o meno drammatici, alle orecchie dei lavoratori del “Teatro Alla Scala” inviti e richieste affinché rinuncino al loro sacrosanto diritto di festeggiare il Primo Maggio e vadano a lavorare nel nome dell’unicità dell’evento Expo.

A dare il via alla “bagarre” è stata la lettera inviata a ciascun lavoratore dal sovrintendente Pereira, nella quale chiede la disponibilità a lavorare il Primo Maggio per il bene dell’Expo, di Milano, del Teatro in cambio a gratitudine e ad una ricompensa sotto forma di bonus extra, come comunicato a Cgil-Cisl-Uil-Fials che, per quanto viene dato di sapere, risponderebbe ad una maggiorazione del 140% per gli orchestrali ed il coro e del 100% per tutti gli altri.

La lettera del sovrintendente è una sorta di referendum circa la disponibilità da parte dei lavoratori a rinunciare ad “un diritto non rinunciabile e non contrattabile”, mettendoli nell’ingrata condizione di poter essere considerati non responsabili. Si tratta di un manicheismo che consideriamo inaccettabile.

Si parte davvero male e questo non annuncia nulla di buono in vista delle future contrattazioni sul Contratto Unico previsto dallo Statuto di Autonomia concesso alla Fondazione Teatro Alla Scala.

Questa richiesta s’inquadra in un contesto nel quale il ministro della cultura Franceschini ha espresso pericolose idee in tema di diritti nel settore della produzione culturale ed il particolare circa il diritto di sciopero.

Riconfermiamo la posizione da noi già espressa a dicembre nel volantino titolato “Pacchi Natalizi” ovvero che nell’evento Expo non c’è nulla da festeggiare.

Fin dall’inizio dei lavori, così come in altri grandi eventi, sono emersi alti livelli di corruzione e collusione con associazioni mafiose, di sperpero di danaro pubblico e di decine di aziende degli appalti allontanate dal Prefetto e dal dottor Cantone perché in odore di malavita organizzata, oltre alla distruzione del territorio e dei disagi arrecati alla popolazione.

Il Primo Maggio, a Milano, arriveranno Capi di Stato e di Governi, molti dei quali responsabili di guerre, dittature, discriminazioni, genocidi dei popoli indigeni, di fame, malattie e violazioni dei diritti umani, politici e sindacali.

Il tema dell’Expo è “NUTRIRE IL PIANETA” ed a questo si può aggiungere

“O LE MULTINAZIONALI?”.

Ci piacerebbe che, il Sovrintendente dedicasse l’impegno posto per l’inaugurazione scaligera dell’Expo alla soluzione delle vertenze aperte, in primis quelle riguardanti “le lavoratrici ed i lavoratori a prestazioni serali” e del Personale di Sala, oltre alle “ferite” ai diritti quali il pagamento della malattia o la questione del “settimo giorno” e, magari, guardandosi bene attorno, potrebbe scoprire che i problemi di corruzione non si limitano all’Expo.

Ci piacerebbe che finissero le discriminazioni sindacali nei nostri confronti e dei lavoratori.

Il Primo Maggio 2015, a Milano, si terrà un altro grande evento: la più grande edizione della MAY DAY mai vista.

Da tutta Europa arriveranno i rappresentanti di quel popolo massacrato dalle politiche di austerità dell’Unione Europea, della BCE e della Merkel e del Fondo Monetario Internazionale.

Migliaia di disoccupati, precari, pensionati ridotti alla fame, sfrattati, senza casa, migranti, lavoratori sfruttati, esodati, sindacati di base ed associazioni, NO TAV, NO TRIV, ambientalisti, centri sociali, … si troveranno scandendo May Day, May Day.

Vorremmo che a questo grande evento di popolo partecipassero anche tutti i dipendenti del Teatro Alla Scala.

Sarebbe il miglior modo per far capire a Capi di Stato, alle Multinazionali, al nostro Governo, a Squinzi ed alla Confindustria, alla Camusso, ai firmatari del JOB ACT ed alle “varie Segreterie di questi e di quelli” che devono CAMBIARE MUSICA perché la musica in Europa sta già cambiando.

C.U.B. INFORMAZIONE

Milano, 28.01.2015

Comunicato Sindacale

SLC  CGIL  UILCOM  UIL  FIALS  CISAL  LIBERSIND  CONFSAL  SNATER  CSS

Al Presidente Ai Consiglieri del CdI Ai Revisori dei Conti

Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

SEDE

Ancora una volta i lavoratori della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari sono costretti ad apprendere dalla stampa che gli stipendi del mese di gennaio non sono in pagamento. Ciò , per la delicatezza del momento e dell’argomento, andrebbe comunicato con altri mezzi e con differente sensibilità .

Leggiamo sulla stampa “Non sarà possibile pagare gli stipendi di questo mese perché non ci sono abbastanza soldi”; tale dichiarazione del Presidente Massimo Zedda ci sembra alquanto strana perchè a oggi i contributi 2015 di Stato, Regione e Comune sono in essere. Se il Comune avesse liquidato il contributo di oltre €2.000.000 del 2014 non ci sarebbero stati problemi, parimenti il medesimo effetto si sarebbe avuto qualora avesse corrisposto al Teatro il contributo regionale per il progetto Shardana liquidato dalla RAS già dal novembre scorso.

Leggiamo ancora “ Cosi come avevamo segnalato da tempo, nel 2014  si è speso troppo e adesso sono i lavoratori a pagarne le conseguenze” e anche tale dichiarazione ci sembra incomprensibile perché il consuntivo 2014 si chiude a giugno 2015 e se il Presidente ha elementi che a noi non è dato sapere deve responsabilmente renderli ufficiali oppure deve tacere.

Percepire lo stipendio è un diritto del Lavoratore e ci aspettiamo che il Presidente spieghi quali siano i problemi che hanno determinato la mancanza di liquidità nelle casse della Fondazione e quali determinazioni voglia assumere per porvi rimedio: non vorremmo che questo venisse scientemente utilizzato per oscurare la non meno preoccupante situazione di stallo e mancanza di programmazione.

Compito di un Presidente, nonché rappresentante legale, non è solo quello di segnalare un qualunque problema, specialmente di natura economica , che si presenti, ma ha il dovere di intervenire ed impedire che questo possa arrecare danni alla Fondazione, e ai lavoratori.

Compito di un Presidente è vigilare e intervenire, chiedendo -se necessario- l’ausilio ed il giudizio degli organi preposti, affinché i conti siano sempre sotto controllo, non solo nei debiti e nelle spese ma soprattutto nei crediti.

Troppo spesso soci finanziatori versano le somme dovute con grandi ritardi, causando problemi di liquidità. Inconcepibile che si debba aspettare oltre un anno per ricevere somme ascritte a progetti già realizzati.

Sarebbe davvero disdicevole scoprire che tali ritardi siano da imputare non tanto a semplice e pura negligenza impiegatizia quanto a puro dolo.

Cagliari 28 gennaio 2015 Per Le Segreterie

Rossella Diana

Meli sconfessa Zedda

Guerra del Lirico, Mauro Meli sconfessa Zedda: “Il Comune non paga”

Dura replica del Sovrintendente uscente al sindaco: “Niente soldi per gli stipendi? Il Comune è l’unico socio del teatro che ancora non ha versato il contributo per il 2014″

Leggi l’articolo qui  http://www.castedduonline.it 

E intanto noi lavoratori ci troviamo in mezzo a questa diatriba, con figli da mantenere , rate e mutui da pagare senza poter fare nulla se non il nostro lavoro onestamente.

L’umiltà delle scuse

Quando si sbaglia, la cosa migliore da fare è ammettere l’errore e chiedere scusa: ed eccomi qua a fare l’una e l’altra cosa.
Sul giornale di ieri ho scritto un articolo in cui si dava conto dei voti assegnati dal ministero per i Beni e le attività culturali alle 14 fondazioni teatro d’Italia. Quella classifica, che vale per il riparto dei fondi Fus 2014, è basata sui «programmi di attività realizzata» nel 2013. Io, sbagliando, ho capito che si basasse sui programmi del 2014.
Cadendo nel mezzo di una vicenda segnata da contrapposizioni violente e da un’alta concentrazione di veleni, l’errore ha dato ad alcuni l’impressione di una volontaria, e partigiana, mistificazione: pratica che non appartiene al sottoscritto né a questo giornale.
Leggi qui tutto l’articolo: Unione Sarda

Lavoratori senza stipendio

Lirico, Zedda: “Nel 2014  il Teatro ha speso troppo: ora niente stipendi”

“Ci stiamo attivando per trovare ogni possibile soluzione e venerdì incontreremo le organizzazioni sindacali per illustrare e condividere l’attuale situazione dei conti del Teatro”

“Non ci sono i soldi per gli stipendi”. Il primo cittadino e presidente della Fondazione Teatro Lirico Massimo Zedda gela i lavoratori con un comunicato. E accusa, neanche troppo velatamente, l’ultima gestione di via Sant’Alenixedda, nei giorni in cui si decide il nuovo Sovrintendente. “Dopo che per tre anni consecutivi – dal 2011 al 2013 – grazie anche ai sacrifici dei lavoratori si è raggiunto il pareggio di bilancio del Teatro Lirico di Cagliari, che ha consentito al Ministero di riconoscere alla Fondazione una premialità di circa un milione 200 mila   , oggi il Teatro è di nuovo in grave…leggi tutto l’articolo qui sotto

 http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=14802

redazione cagliaripad,

redazione@cagliaripad.it

Elenco candidati a sovrintendente

Mauro Meli c’è, Marcella Crivellenti no

 Confermata la presenza di uno straniero, di cui però non sono stati resi noti né il nome né la nazionalità. Del resto, sulla lista dei «più di trenta» che hanno presentato domanda e curriculum per diventare sovrintendente del Teatro lirico il top secret è tassativo.
Il consiglio d’indirizzo si è riunito ieri alle 14: riunione «metodologica», a quanto è trapelato. L’istruttoria, fa sapere il presidente della Fondazione, ovvero il sindaco Massimo Zedda, proseguirà già a partire da domani e «nel corso della settimana prossima, per arrivare nella giornata di venerdì ed eventualmente sabato alla scelta del nominativo da inviare al ministro (per i Beni e le attività culturali, ndr) per la nomina del sovrintendente». Sempre domani, «fatte le verifiche circa le norme sulla privacy, saranno resi pubblici i nominativi di coloro che hanno partecipato». Singolare il richiamo alla privacy in una selezione pubblica.
MELI Dal riserbo filtrano giusto due indiscrezioni. Una, in realtà, è solo una conferma: come anticipato alcuni giorni fa, il sovrintendente uscente, Mauro Meli, si è candidato a ricoprire la carica che fu sua dal 1996 al 2003 e nel 2014: una rivendicazione orgogliosa del suo operato negli ultimi dodici mesi, apertamente osteggiato da Zedda (che la scorsa primavera si era rivolto alla Procura della Corte dei conti) e finito nel mirino…

leggi qui tutto l’articolo Unione Sarda

Sovrintendente: si vagliano le candidature

Da oggi il Consiglio d’indirizzo inizia a vagliare le candidature

CAGLIARI Soprintendente al Lirico, si allunga l’attesa. Per conoscere il nome del futuro dirigente della massima azienda culturale della Regione occorrerà attendere ancora una settimana. Quando cioè, terminata la lettura e l’analisi dei curricula inviati, una trentina circa – si comincerà domani – dovrà maturare la scelta del candidato da sottoporre poi al ministro Franceschini per la nomina. Sabato sera si è intanto tenuta in teatro la riunione del Consiglio di indirizzo al completo, con l’ingresso del rappresentante del ministero Tore Cherchi che ha preso il posto del dimissionario Pietro Ciarlo. Riunione che si è svolta in un clima disteso: si è fatto il punto della situazione e sono state prese alcune decisioni. A cominciare da quella relativa all’istruttoria delle domande pervenute all’istituzione musicale che ogni componente dovrà passare al vaglio. Per venerdì è invece previsto un incontro dello stesso Consiglio di indirizzo con le organizzazioni sindacali, la stragrande maggioranza delle quali nei giorni scorsi ha segnalato più di una volta l’esigenza di andare a un chiarimento sul futuro del teatro. A cominciare dal supposto e consistente taglio di risorse previsto da parte della Regione che se fosse certificato porrebbe inquietanti interrogativi sul futuro dello stesso teatro. E non a caso proprio pochi giorni fa è stata sollevata un interpellanza di Forza Italia, firmata da Alessandra Zedda, indirizzata al Presidente della Regione Francesco Pigliaru. Uno dei problemi più urgenti è, nei fatti, quello di dare tranquillità e sicurezza ai lavoratori e al pubblico con una programmazione che sia all’altezza del buon nome del teatro. Continua nel frattempo il toto Sovrintendente. Per curiosità gli ultimi nomi usciti quelli del cantante Domenico Balzani e della musicologa Susanna Pasticci, già componente del vecchio cda (w.p.)

Articolo completo su La nuova Sardagna

Il Ministero mette i voti ai teatri

24 Gennaio 2015 1 commento

…Ma su quale base i «prof» della commissione ministeriale hanno assegnato i voti, validi per il 2014? I criteri indicati sono «validità e varietà del progetto», «impiego di direttori di indiscussa eccellenza artistica» e «previsione di incentivi per studenti e lavoratori». Tutto giustissimo. Però appare singolare e in diversi casi discutibile lo scarto tra i quattordici Lirici italiani: per esempio l’Opera di Roma, che ha avuto Muti in cartellone, ha raggiunto un punteggio molto lusinghiero, di schiacciante superiorità rispetto a Santa Cecilia (40) che però offre a sua volta una stagione buona, con più di un appuntamento di eccellenza. Basta invitare Muti per fare la differenza? La risposta spetta ai critici e agli esperti.

Leggi qui tutto l’articolo http://corrieredelmezzogiorno 

 

Attesa per la nomina del nuovo sovrintendente

Si è chiusa ieri a mezzogiorno la selezione per avviso pubblico che determinerà il nuovo sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari.

L’avviso pubblico di selezione è di una settimana fa. Oggi il cdi si riunirà e inizierà l’analisi dei curriculum. È probabile che la scelta del candidato da indicare al ministero per i Beni e le attività culturali che dovrà ratificare la nomina slitti alla settimana prossima.

Sono una trentina le domande arrivate entro le 12 di ieri  tra cui quella dell’ex sovrintendente Mauro Meli , ma anche di registi, cantanti, musicologi.

Il Consiglio di indirizzo (Cdi)   avrà l’obiettivo  di formulare al più presto una proposta che poi dovrà essere a sua volta presa in esame dal ministro della Cultura per la nomina.

Il Cdi è stato completato con Tore Cherchi, ex presidente della provincia Carbonia Iglesias, promotore oltre un mese fa di un manifesto, condiviso da decine di firme, per sostenere la riconferma di Mauro Meli alla guida del Teatro.

Si tratta di un incarico onorifico non retribuito. Intanto sindacati ancora all’attacco. Questa volta sulla predisposizione del bilancio: Uilcom-Uil, Fials-Cisal, Libersind-Confsal, Snater, Css chiedono di essere informati sulle procedure in corso e sollecitano la convocazione di un incontro.

 

I punteggi di qualità del Ministero penalizzano i teatri più virtuosi

Le valutazioni stupiscono: il Regio di Torino 11esimo su 14, Venezia penultima. Il punteggio incide sulla suddivisione dei fondi statali e vale milioni di euro

 di SANDRO CAPPELLETTO
ROMA
 Davvero è possibile che ci sia un divario così estremo tra la qualità degli spettacoli allestiti dai nostri teatri? Che alla Scala venga riconosciuto il massimo del punteggio previsto – 150 – e alla Fenice di Venezia, giudicato dalla critica il migliore in Italia per varietà e originalità di programmazione, solo 10, secondo punteggio più basso? Che la Scala giochi in Champions, mentre il Regio di Torino – 18 punti – annaspa tra i dilettanti, nonostante sia ai primi posti per numero di rappresentazioni, di abbonati e di capacità di riempire la sala? E bastano due opere dirette da Muti per far ottenere all’Opera di Roma la lusinghiera valutazione di 136, mentre, sempre a Roma, all’Orchestra di Santa Cecilia, con una stagione sempre dignitosa, spesso eccellente, ne vengono riconosciuti 40?

 Fossero solo numeri: il problema è che a questi punteggi corrispondono milioni di euro erogati dal Ministero dei Beni e delle attività culturali in base proprio alla «qualità». È uno scippo, protestano i teatri …qui l’articolo completo     http://www.lastampa. 

 

Al Maggio Musicale senza stipendi

Al Maggio stipendi e tredicesime di dicembre ancora non arrivano e, dopo lo sciopero indetto dalla Cgil, la sigla degli orchestrali, la Fials, indice lo stato di agitazione.

La decisione è stata presa, spiega una nota, nel corso dell’ultima assemblea dei dipendenti dell’ente lirico aderenti al sindacato. “Uno dei punti cardine della legge sul salvataggio dei teatri lirici è la certezza di risorse – spiega Fials nel comunicato – ma il Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) è stato ridotto, l’accordo tra Comune e Fondazione sulla gestione degli immobili e la patrimonializzazione è ancora lontano dell’essere definito; infatti con una delibera dell’Ufficio Tecnico datata 24 dicembre 2014, il Comune afferma di prendersi carico della gestione e manutenzione degli impianti all’Opera di Firenze per un costo stimato in circa tre milioni di euro, sottraendoli però dalle risorse annualmente stanziate per la Fondazione; l’esasperante lentezza nella erogazione del Mutuo da parte del Ministero per un…

leggi qui tutto l’articolo

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2015/01/23/firenze-maggio-ancora-niente-stipendi-la-fials-indice-lo-stato-di-agitazione/
Copyright © gonews.it