Sindaco accusato di abuso d’ufficio per nomina ex sovrintendente

25 Novembre 2014 Nessun commento

Teatro Lirico Cagliari, Zedda a processo

 © ANSA
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(ANSA) – CAGLIARI, 25 NOV – Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda è stato rinviato a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio per la nomina dell’ex sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari, Marcella Crivellenti. L’udienza si terrà il 27 marzo 2015 davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Cagliari. Il Gup Roberto Cau, sciogliendo la riserva, ha stabilito che non vi sono i presupposti per il non luogo a procedere, rinviando così a giudizio il sindaco in qualità di presidente della Fondazione del Teatro. Zedda si era presentato a Palazzo di Giustizia accompagnato dagli avvocati Carlo Federico Grosso e Giuseppe Macciotta, per un’udienza a porte chiuse. Davanti al giudice, il sindaco del capoluogo e presidente della Fondazione del Teatro Lirico ha difeso la nomina della Crivellenti, chiarendo di aver agito nell’interesse della città e per il risanamento dell’ente. In aula c’era anche il pubblico ministero Giangiacomo Pilia, che ha coordinato le indagini sui criteri utilizzati per la nomina del sovrintendente dell’Ente Lirico. Per Zedda era già caduta l’accusa di falso nel corso …continua qui  (ANSA).

Opera Roma: CDA approva ipotesi accordo già firmato da sigle

25 Novembre 2014 Nessun commento

“La Fondazione Teatro dell’Opera di Roma comunica che il consiglio di amministrazione, riunitosi oggi, ha approvato l’ipotesi di accordo firmato dalle sette sigle sindacali il 17 novembre scorso, ed ha quindi dato mandato al sovrintendente Carlo Fuortes di revocare la procedura, ex legge 223/91, subordinatamente all’esito positivo della votazione dell’assemblea dei lavoratori del teatro, che si terrà domani 25 novembre. E’ quanto comunicano, in una nota congiunta, la fondazione del teatro dell’Opera di Roma e dopo la conclusione del cda, presieduto dal sindaco di Roma Ignazio Marino che si è svolto in Campidoglio.

Nella nota si legge ancora: “Nel corso del cda è stato approvato il nuovo statuto della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma Capitale, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2015, secondo i dettami della legge 112 del 2013″.

Articolo pubblicato il: 24/11/2014

FONTE:  http://www.adnkronos.com/

Spettabile Ministro Franceschini

22 Novembre 2014 Nessun commento

UILCOM-UIL  FIALS-CISAL  LIBERSIND-CONFSAL  SNATER  CSS

 Cagliari, 21.11.2014

 Spett. dott. D. Franceschini

 Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

                                                           Spett. dott. F. Pigliaru

                                                           Presidente della Regione Sardegna

                                                     Spett. sig. M. Zedda

                                                           Presidente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

                                                         Spett. dott. A. Cabras

                                                           Presidente Fondazione Banco di Sardegna

                                                                                                                                                                                                           Spett.li Consiglieri di Amministrazione    e p.c.  Lavoratori tutti

    Egregi signori,        

  tra le otto istituzioni lirico-sinfoniche obbligate ad aderire alle disposizioni della legge 112/2013 a causa di una criticità economico-finanziaria non vi è la fondazione Teatro Lirico di Cagliari. Pur tuttavia ritardi nell’erogazione dei finanziamenti e differimenti nell’approvazione della stagione 2015 stanno vanificando gli sforzi sostenuti in questi ultimi anni dai dipendenti di questa fondazione che ad oggi risulta essere fondamentalmente solida.

  Le scriventi ritengono di primaria importanza che il C.d.A. approvi quanto prima la programmazione 2015 per consentire alla direzione aziendale di approntare l’attività lavorativa dell’anno prossimo, per evitare l’incremento di costi aggiuntivi a danno della fondazione, per promuovere la nuova stagione lirico-sinfonica, per determinare un’adeguata attività sul territorio ed infine per adempiere ad un obbligo statutario che tutte le altre fondazioni, pur sottoposte ai medesimi vincoli di legge, hanno già provveduto ad ottemperare.

  E’ inoltre fondamentale che i Soci della Fondazione pongano il massimo sforzo per erogare entro l’anno corrente l’intero ammontare delle sovvenzioni da essi stessi disposte nel bilancio preventivo 2014: il teatro vanta crediti esigibili quantificabili in circa 5 milioni di euro e il ritardo della loro corresponsione potrebbe creare delle criticità di cassa preoccupanti obbligando l’azienda a ricorrere ad onerose anticipazioni bancarie.

  Per quanto sopra, le firmatarie OOSS si appellano al senso di responsabilità del Presidente sig. M. Zedda, del Consiglio di Amministrazione e di tutti i Soci della Fondazione affinché nel Cda convocato per la giornata di domani 22 novembre  si adoperino per una rapida approvazione della ventura stagione lirico-sinfonica ed esortino i soggetti interessati ad erogare quanto prima i crediti spettanti al Teatro Lirico di Cagliari

   Distinti saluti.

 Per le scriventi segreterie

 Andrea Saccarola

Cualbu presenta un esposto

21 Novembre 2014 Nessun commento

Rinvii nel cda: Cualbu presenta un nuovo esposto
Le ultime convocazioni del Consiglio di amministrazione del Teatro lirico finiscono al centro di un esposto presentato in Procura. Vari rinvii, secondo i consiglieri firmatari del documento, avrebbero impedito la nomina dell’avvocato per la costituzione della Fondazione come parte civile all’udienza preliminare che vede imputato il presidente del Teatro, il sindaco Massimo Zedda: che rischia il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio per la nomina a sovrintendente di Marcella Crivellenti, ritenuta illegittima dal Tar
A consegnare l’esposto direttamente nelle mani del pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Giangiacomo Pilia, è stato il componente del Cda Gualtiero Cualbu, a nome anche degli altri tre consiglieri: Maurizio Porcelli, Giovanni Follesa e Giorgio Baggiani. Il gruppo che due giorni fa ha inviato una lettera a Zedda per chiedere la convocazione urgente del Consiglio di amministrazione. «È dal 28 luglio», scrivono i consiglieri al sindaco, «e dai successivi incontri del 2 e 27 che il Consiglio non è stato messo in condizione di decidere in merito, ben sapendo che l’udienza si terrà il 25 novembre». Data in cui per Zedda ci sarà l’udienza preliminare davanti al gup Roberto Cau. Gli altri due punti all’ordine del giorno sollecitati riguardano la presentazione del bilancio preventivo 2015 e la stagione lirica di balletto e la stagione sinfonica 2015.
Con l’udienza preliminare alle porte, ancora non cessa la pioggia di esposti in Procura. (v. n.)
Fonte: L’Unione Sarda20 novembre 2014

Il Sovrintendente replica al sindacato USB

18 Novembre 2014 Nessun commento

Precisazioni al comunicato sindacale USB del 16 novembre 2014

Cagliari, 18 novembre 2014

Si legge, dopo la più che positiva esperienza di questi mesi, il comunicato rilasciato dal sindacato USB. Contrariamente a quanto affermato da alcuni organi d’informazione, questo sindacato raccoglie una decina di iscritti all’interno della Fondazione (nemmeno il 5% dei

dipendenti del Teatro) e si esprime diversamente da quanto ha ritenuto la RSU del Teatro, che invece rappresenta la totalità dei lavoratori. Tale comunicato riporta dati errati e fuorvianti.

In particolare non corrisponde al vero che la stagione sinfonica e lirica 2015 debba essere approvata per far fronte a supposte ‘tensioni di cassa’. La stagione sinfonica e lirica 2015 deve essere approvata come è accaduto in tutte le altre Fondazioni, per consentire, come deve essere, una programmazione seria e certa, e anche per non disperdere i risultati ad oggi conseguiti con lo sforzo di tutto il Teatro in meno di un anno, risultati che evidentemente non interessano al sindacato che scrive, che anzi sembra quasi dolersene.

Non esiste il Teatro descritto nel comunicato, non c’è nessun allarme, nessun caos, nessun rischio, nessuna mancanza di trasparenza, al contrario, dentro e fuori il Teatro, si respira un clima di ritrovato entusiasmo.

Tutti i dati del bilancio 2014 sono stati più volte presentati e discussi con tutti i sindacati del Teatro in numerose occasioni e il bilancio del 2014 si chiude con un attivo che è superiore a quello dell’anno 2013.

Contrariamente a quanto affermato dalla USB, non è il bilancio preventivo ad essere stato approvato nella seduta del 4 novembre u.s., ma una rimodulazione dello stesso, di fatto un preconsuntivo 2014, approvato peraltro con il parere favorevole dei revisori dei conti. Tra l’altro

lo stesso preconsuntivo è stato anche dibattuto per tre ore in una dedicata seduta della commissione bilancio del Comune di Cagliari. Inoltre, non è assolutamente vero che si sia speso più di quanto preventivato né incassato meno di quanto previsto: tutti i preventivi sono stati

rispettati e gli incassi da botteghino sono andati ben al di là delle pur rosee previsioni. Basti un solo dato: nel 2014 l’incremento d’incasso da biglietti venduti, rispetto al 2013, è stato superiore al 300%.

In conclusione, il dibattito e il confronto sono certamente sempre ben accetti ed utili, e non ci si è mai sottratti, ma a condizione che siano basati su dati corretti e non falsi. Questo modo di agire non è nell’interesse della Fondazione cui tutti, e sempre, dovrebbero necessariamente orientare

le proprie azioni e i propri interventi.

Il Sovrintendente

M° Mauro Meli

Ufficio stampa

Teatro lirico di Cagliari

 

Opera di Roma verso un accordo?

18 Novembre 2014 Nessun commento

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Questa notte alle 00.50 è stata firmata da tutte le sigle sindacali e la direzione, una “ipotesi di accordo” che una volta approvata dai lavoratori e dal CdA porterà al RITIRO DEI LICENZIAMENTI di coro e orchestra.

Come si ricorderà il 2 ottobre scorso Orchestra e coro del Teatro dell’Opera di Roma erano stati tutti licenziati dopo mesi di agonia e di dissidi interni sul piano di rientro e dopo gli scioperi e la traumatica uscita di scena del maestro Riccardo Muti. Questa era la decisione presa dal Cda dell’Opera di Roma per far “rinascere” il teatro. “Una scelta molto dura e sofferta“, per dirla con le parole del sovrintendente Carlo Fuortes che però teneva a precisare che l’alternativa era la chiusura. Il sindaco di Roma Ignazio Marino spiegava che si trattava di “un percorso mai eseguito prima nel nostro Paese”.

Tutto il mondo della musica si era mobilitato a sostegno dei colleghi del Teatro della Capitale ed oggi la speranza di una soluzione sembra concretizzarsi.

Il sindacato di Base denuncia un disavanzo

17 Novembre 2014 Nessun commento

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali

alla Regione Sardegna

al Comune di Cagliari

alla Corte dei Conti

Il sindacato USB esprime grande preoccupazione per il delicatissimo momento che la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

sta attraversando, in attesa del completo rinnovo degli organi di amministrazione e indirizzo, tutela e vigilanza –

Sovrintendente, CdA e Collegio dei Revisori dei Conti – scaduti in data 8 novembre 2014 e attualmente deputati

alla sola ORDINARIA AMMINISTRAZIONE.

Per questo è doveroso sottolineare quanto segue:

1. La vendita della nuova Stagione 2015, sollecitata in questi giorni dal Sovrintendente e da altre organizzazioni sindacali, non rientra assolutamente nell’ordinaria amministrazione. La definizione di qualunque progetto artistico presuppone infatti un’attenta valutazione della compatibilità economica e degli impegni di spesa, e in particolare l’approvazione di un bilancio preventivo che non può essere demandata a un Consiglio di amministrazione già scaduto. 

2. Il bilancio preventivo della Stagione 2014 è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione con sconcertante ritardo solo in data 4 novembre 2014, con il voto contrario di due consiglieri (il rappresentante del Ministero dott. Pasticci e quello del Comune dott. Marchetti) e l’astensione del Presidente della Fondazione e Sindaco Massimo Zedda.

Il ritardo con cui si è proceduto all’approvazione del previsionale 2014 (praticamente alla fine dell’anno) e la non unanimità del voto di approvazione non possono fare a meno di destare una profonda preoccupazione sulla situazione economica e gestionale della Fondazione.

3. Tra le ragioni dell’urgenza di procedere alla vendita degli abbonamenti per la stagione 2015, il Sovrintendente ha evidenziato un problema di cassa di 1 milione e 500.000 euro: un altro segno di evidente disequilibrio gestionale, che non può fare a meno di suscitare ulteriori preoccupazioni.

Piuttosto che sollecitare un Consiglio di Amministrazione già scaduto a compiere atti che dovrebbero essere di totale responsabilità della nuova gestione, sarebbe invece importante AVERE immediati chiarimenti sul disavanzo di cassa, che potrebbe mettere a rischio stipendi e tredicesime di dicembre.

Finora il Sovrintendente aveva sempre garantito, a parole, sulla buona tenuta economica e sulla trasparenza gestionale. Non è minimamente pensabile l’ipotesi di poter coprire un disavanzo dell’esercizio 2014 con gli incassi di botteghino del 2015; significherebbe depauperare l’unica entrata certa, oltre ai contributi ordinari dei Soci, gettando un’ombra

drammatica sulla tenuta economica e gestionale del 2015.

Già nel corso dei mesi precedenti la Scrivente aveva chiesto più volte, SENZA SUCCESSO, un aggiornamento con dati scritti, certi e ufficiali, sull’andamento economico e finanziario, sugli incassi, sui risparmi posti in essere, temendo seriamente che alcune operazioni (come la Turandot estiva) avessero comportato una spesa di molto oltre

la previsione, senza peraltro il ritorno di incasso di botteghino sperato.

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, alla Corte dei Conti, alla Regione Sardegna e al Comune di Cagliari si chiede particolare attenzione e cura nell’individuare le figure preposte alla nuova Governance del Teatro per garantire un futuro certo e sereno alla Fondazione, a tutti i Lavoratori e le loro famiglie, nel segno imprescindibile

di trasparenza, competenza e sostenibilità economica.

Cagliari, 16 novembre 2014

RSA USB – Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

Massimiliano Cecalotti

Paolo Piras

Ignazio Sibiriu

Daniela Guiso

 

Comunicato R. S. U. Tatro Lirico di Cagliari

15 Novembre 2014 Nessun commento


La RSU del Teatro Lirico di Cagliari esprime profonda preoccupazione per la mancata discussione e approvazione della stagione lirica e sinfonica 2015 da parte del C.d.A. approntata dalla Direzione aziendale.
Tale ritardo non può essere giustificato dall’imminente nomina del nuovo Consiglio di indirizzo.
Infatti, una gestione virtuosa del Teatro, tanto auspicata da questa RSU, non può essere inficiata dal periodico avvicendamento dei suoi Vertici che devono avere lo stesso unico obiettivo: il bene del Teatro come strumento efficiente di diffusione culturale.
Prova ne è che la maggior parte delle Fondazioni lirico-sinfoniche, pur essendo obbligate per legge ad espletare le medesime procedure di rinnovo di Statuto e C.d.A., hanno da tempo provveduto ad approvare il calendario 2015.
Per consentire sia economie di scala sui cachet degli artisti, sia un adeguato studio dei progetti tecnici ed artistici e una più efficiente organizzazione della forza lavoro, è necessario che le programmazioni teatrali siano di ampio respiro ed abbiano quale arco temporale almeno un triennio.
Inoltre, una non corretta tempistica per la divulgazione e promozione della nuova stagione rischia di compromettere e vanificare gli sforzi di questi ultimi tempi per aumentare la produzione e la promozione del Teatro, che hanno portato ad un aumento significativo di abbonati ed affezione del pubblico.
Pertanto, la RSU lancia un forte richiamo alle responsabilità del Presidente e di tutti i Consiglieri in carica affinché definiscano con urgenza la stagione lirica e sinfonica del 2015 in tutti i suoi aspetti, economici ed artistici.
Cagliari, 15-11-2014

Simona Marchini e l’Opera di Roma

14 Novembre 2014 Nessun commento

La Pieralli alla Commissione Cultura

13 Novembre 2014 Nessun commento

Roma:Manifestazione anche nella TV iraniana

12 Novembre 2014 Nessun commento

Licenziamenti anche al Maggio Musicale Fiorentino

11 Novembre 2014 Nessun commento

Firenze, 11 nov. (AdnKronos) – Dopo l’Opera di Roma anche il Maggio Musicale Fiorentino annuncia l’avvio della procedura di licenziamenti collettivi per 53 lavoratori, tra personale amministrativo e tecnico. A darne notizia la Slc-Cgil di Firenze.

“In data odierna -riferisce il sindacato- la direzione del teatro ha incontrato le organizzazioni sindacali comunicando che la Corte dei Conti, con provvedimento dei 16 dicembre del 16 settembre 2014 e notificato alla direzione del Teatro in data 3 novembre 2014, ha approvato il piano di risanamento. La Fondazione ha pertanto comunicato che, in conseguenza dell’avvenuta approvazione, a breve aprirà la procedura di licenziamenti collettivi ai sensi della legge 223/91, così come previsto dalla legge 106/2014″.

leggi qui tutto l’articolo http://www.liberoquotidiano.it/

Manifestazione Fondazioni Lirico Sinfoniche

10 Novembre 2014 Nessun commento

Manifestazione nazionale in difesa della fondazioni lirico-sinfoniche, a Roma a piazza Santi Apostoli, con i lavoratori che protestano contro lo smantellamento delsistema di produzione culturale italiano, per il rispetto della legalità nelle strutture e la revoca della procedura dei licenziamenti all’Opera di Roma. In piazza sono scesi musicisticoristi e tecnici dai teatri di tutta Italia, come La Scala di Milano, il Massimo Bellini di Catania, il Lirico di Cagliari e dell’Opera di Roma: “Non zittite l’arte”, “La cultura è in coma” questi gli slogan dei lavoratori, che hanno protestano, esponendo uno striscione con l’art.9 della Costituzione italiana, anche contro le recenti affermazioni del Ministro della Cultura e Turismo, Dario Franceschini, (secondo il qu

Qui l’Articolo completo

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/11/10/fondazioni-liriche-lavoratori-in-piazza-a-roma-franceschini-ignorante-se-ne-vada/310332/

Intervista all’oboista Francesca Viero

Politica culturale inesistente e scelte clientelari: ecco servito il disastro della Lirica italiana

Pubblicato da: Adalberto Scarlino

 In merito alla vicenda dell’Opera di Roma ( mesi di contrasti e scioperi, drammatica situazione di bilancio, licenziamento – ora di nuovo in discussione – degli orchestrali e dei coristi  ) e più in generale sulla situazione delle Fondazioni liriche in Italia, Pensalibero intervista Francesca Viero, oboista e corno inglese dell’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, che così ha risposto alle domande del nostro A.S.

D: Maestro, quale è la sua opinione sulla vicenda dell’Opera di Roma?

R: Penso che quello che è successo ai colleghi dell’Opera di Roma sia un fatto gravissimo, non solo perché 182 persone e relative famiglie si ritrovano senza il loro lavoro, ma perché è l’ennesimo attacco al nostro patrimonio artistico: privare uno dei più importanti teatri d’opera del nostro Paese del suo cuore pulsante è come lasciar crollare Pompei: un quadro, un monumento importante si può ammirare e trarne godimento anche dopo secoli dalla sua creazione, una sinfonia, un’opera lirica esiste e può essere fruita solo se qualcuno la suona, la canta, la mette in scena. Inoltre tutto ciò è avvenuto in un  momento in cui infiamma il dibattito sul tema del lavoro e questo mi fa pensare ad una guerra di stampo politico che con il risanamento dell’opera ha ben poco a che vedere: per esempio non sono mai state messe in discussione le enormi responsabilità di chi ha guidato la Fondazione negli ultimi anni, facendo ricadere tutto sulle spalle dei musicisti, cosa alquanto difficile da credere anche al più prevenuto “nemico”.

 

D: Cosa ha portato alla disastrosa situazione delle Fondazioni liriche?

R: Ciò che è successo a Roma è la drammatica conseguenza della politica culturale degli ultimi 18 anni da quando, con la prima di una lunga serie di poco risolutive riforme, nel 1996 gli enti lirici furono trasformati in Fondazioni di diritto privato. I Teatri accumulavano debiti e gli sponsor privati, che nel tempo avrebbero dovuto sostituire i contributi pubblici, latitavano (complice l’assenza di defiscalizzazione); aggiungiamo poi dirigenze dei teatri spesso e volentieri affidate con criteri più “politici” che meritocratici; mettiamoci pure il progressivo taglio dei contributi pubblici, che pone l’Italia ultima della classe in quanto a investimenti sulla cultura (1,1% della spesa pubblica contro la Germania con l’1,8% e la Francia con il 2,5%, dati 2013 fonte sole 24 ore). Ecco che il disastro è servito e in questo panorama l’Opera di Roma non fa eccezione.

 

D: Come si diventa musicisti di professione?

R: Un musicista comincia il suo percorso di studi musicali da bambino affiancandolo al normale iter scolastico e la sua famiglia affronta un grosso impegno finanziario per acquistare lo strumento musicale e pagare le lezioni. Una volta ultimato l’iter di studio al Conservatorio, non si ha comunque la preparazione adeguata ad affrontare il mondo dei teatri e delle sale da concerto; quindi si deve intraprendere un nuovo percorso di studi in costosissime accademie italiane o estere, o prendere altrettanto costose lezioni private. Per trovare lavoro si devono superare vari tipi di selezioni: audizioni per i contratti a termine e concorsi per entrare stabilmente a far parte di un’orchestra. Tutto questo può portare per anni in giro per l’Italia e l’Europa, con le spese che comporta, prima di riuscire a ottenere un posto.

 

D: Quali obblighi, compiti, difficoltà comporta la professione del musicista professore   d’orchestra?

R: I professori d’orchestra eseguono i concerti e le opere che vengono decisi dal direttore artistico. Le prove per la messa in scena seguono modalità e orari decisi dalla suddetta direzione. Siamo obbligati a presentarci alle prove con le parti studiate. Ci sono periodi, fondamentali per la nostra preparazione, in cui non siamo impiegati nelle produzioni in teatro ma ad approfondire aspetti specifici dello strumento. Abbiamo, naturalmente, un mese di ferie all’anno, di cui possiamo sfruttare per il riposo assoluto solo la metà perché, come lei sa, dopo 15 giorni senza suonare servono altrettanti per essere “in forma” per il rientro al lavoro.

D: Qualche giornalista ha affermato che siete i più pagati al mondo, cosa risponde?……..

 

Continua a leggere qui http://www.pensalibero.it/

 

Mario Marchetti rappresentante del Comune

Nomina di un componente in rappresentanza del Comune, in seno al Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari – atto sindacale n.251694/2014.

Il Sindaco nomina il Dr. Mario Marchetti quale rappresentante del Comune di Cagliari, in seno al Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari, per il periodo di cinque anni a decorrere dalla data di insediamento.

La scelta si fonda sul fatto che la persona indicata risulta possedere l’adeguata competenza, la necessaria qualificazione professionale e la richiesta esperienza in materia, così da garantire un’azione all’interno del Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari, coerente con gli obiettivi strategici di questa Amministrazione ed efficace nel perseguimento degli obiettivi stessi.

http://www.comune.cagliari.it/

OPERA: Forse revocati i licenziamenti

Che qualcosa sarebbe cambiato si è capito all’arrivo del sovrintendente Carlo Fuortes al Teatro dell’Opera di Roma. “Partecipa all’incontro?”. “Sì”, risponde.

Non lo faceva dal primo round con i sindacati, dopo la decisione del Cda del ‘Costanzi’ di licenziare orchestra e coro, 180 artisti. E in Cda Fuortes tornerà il 23 novembre per proporre il ritiro degli esuberi, secondo i sindacati, se prima ci sarà un accordo per tagliare i costi del contratto integrativo.

“Oggi è stata confermata nuovamente la disponibilità, a fronte di una proposta che risolva interamente i gravissimi problemi economici e organizzativi del Teatro – scrive più cautamente l’azienda -, a sottoscrivere un accordo che possa evitare il licenziamento collettivo di Orchestra e Coro. Le sigle sindacali hanno accennato ad alcune aperture fino ad oggi mai prospettate, ma ancora non è stata presentata una proposta organica unitaria”.

A un mese dalla mossa traumatica della Fondazione sembra comunque una svolta in una vertenza di cui ha parlato il mondo. Con prese di posizione anche internazionali contro Fuortes, appoggiato dal ministro della Cultura Dario Franceschini e dal sindaco di Roma Ignazio Marino, presidente del Cda. I sindacati – sette sigle in passato in conflitto – hanno chiesto compatte come condizione della trattativa il ritiro dei licenziamenti e la rinuncia a ‘esternalizzare’ orchestra e coro. Offrendo in cambio di parlare di costi – per il Cda il risparmio con l’esternalizzazione è 3,4 milioni -, e di maggiore produttività, ossia più spettacoli.

continua a leggere l’articolo qui  http://www.huffingtonpost.it/

Opera: spiraglio nella trattativa

Si apre uno spiraglio nella trattativa tra sindacati e vertici del Teatro dell’Opera di Roma, nell’ambito della procedura di licenziamento di 182 lavoratori dell’Orchestra e del Coro della Fondazione avviata dal sovrintendente Carlo Fuortes e dal presidente e sindaco di Roma, Ignazio Marino. Domani a mezzogiorno è previsto nella sala gialla del Costanzi il quinto incontro tra le parti, che hanno tempo fino al 20 novembre prossimo per trovare un accordo, altrimenti la trattativa passa sul tavolo della Regione Lazio, come previsto dalla legge 223 del ’91. A quanto apprende l’Adnkronos, l’incontro di domani potrebbe dare il via a una mediazione: per i vertici della Fondazione, infatti, l’esternalizzazione di Coro e Orchestra non sarebbe un diktat, a fronte ovviamente di una proposta interessante da parte dei sindacati.

continua a leggere qui  http://www.adnkronos.com/

 

I Teatri Lirici scendono in piazza

Franceschini: troppe 14 fondazioni

UN ALTRO MISSILE DEL MINISTRO SULLE FONDAZIONI LIRICHE
FONDAZIONI LIRICHE: FRANCESCHINI, 14 IN ITALIA SONO TROPPE
“Quattordici fondazioni lirico sinfoniche sono troppe per le risorse del Paese, c’è un problema di giustizia ed equilibrio delle risorse che va affrontato”: lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo ad un dibattito su Expo e cultura alla Fondazione del Corriere della Sera.
“Queste 14 fondazioni – ha detto il ministro – assorbono il 77 per cento degli interventi dello stato a favore della musica, il 47 per cento del Fondo unico per lo spettacolo e in più sono stati stanziati altri 125 milioni di euro per risanare quelle che stavano per fallire”.
Secondo Franceschini “questo sistema italiano che salva chi ha gestito male le fondazioni a scapito di quelle virtuose va chiuso”.

(ANSA) – MILANO, 03 NOV -

Opera, i sindacati: “In caso di accordo ipotesi moratoria degli scioperi”

I sindacati sarebbero pronti a una moratoria degli scioperi. La volontà è emersa oggi, dopo il quarto incontro con il Cda della Fondazione del Teatro dell’Opera sui licenziamenti collettivi degli orchestrali e dei musicisti del Costanzi. Ci sarebbe, fanno sapere i sindacati, la “volontà di aprire un confronto sull’aumento di produttività, sull’ottimizzazione del lavoro e sulla razionalizzazione delle spese nell’ambito degli strumenti previsti dalla legge Bray”.
I sindacati unitari riferiscono che la direzione del Teatro non ha ritirato la procedura di licenziamento e affermano di essere “disponibili, a fronte di un eventuale accordo condiviso, a mettere per iscritto all’interno dell’accordo, l’impegno a non scioperare”, cosa che “produrrebbe un immediato ritorno di immagine e quindi di valore economico per il Teatro”.
Secondo alcune fonti ciò potrebbe portare a una moratoria sulle azioni sindacali, scioperi in primis, almeno per la durata del piano industriale, fino al 2016. Secondo altre fonti, invece, questo passaggio non andrebbe troppo enfatizzato e si tratterebbe di normale galateo sindacale.
Il comunicato delle organizzazioni sindacali prosegue così: “Ribadiscono di essere pronte ad affrontare nell’ambito degli strumenti della legge Bray previsti una nuova organizzazione del lavoro che produca razionalizzazioni e risparmi di valenza generale, al fine di risolvere i problemi di bilancio evidenziati”.

In sostanza, spiega una fonte sindacale, l’azienda ritiri i licenziamenti e poi si potrà discutere di gestione del Teatro, produttività (numero degli spettacoli) e contratto di secondo livello, cioè integrativo.

“E’ ingiustificabile l’assenza del sovrintendente Fuortes – ha detto Alberto Manzini della Slc-Cgil – a una trattativa su licenziamenti voluti da lui, una vertenza unica in Italia e forse nel mondo. Non può pensare di venire solo per l’eventuale conclusione”. L’Opera era rappresentata dal direttore del personale Stefano Bottaro, come sempre tranne in occasione del primo incontro al quale partecipò Carlo Fuortes. La discussione è stata aggiornata a giovedì prossimo.

Intanto, Daniel Barenboim, che fino alla fine dell’anno è il direttore musicale della Scala di Milano, giudica “inammissibili” i licenziamenti collettivi al teatro dell’Opera. “Sono decisioni catastrofiche che dimostrano la mancanza di cultura di chi le prende” attacca Barenboim.  Ammette che forse ci sono stati “abusi” dei musicisti “ma quando ci sono difficoltà, chi ha potere ha la responsabilità di entrare in dialogo” certo non licenziare in tronco.

FONTE: http://m.repubblica.it/